Zuppa di piselli rustica.

Ormai si sarà capito chiaramente che non importa quanti gradi ci siano, quando la zuppa chiama, io rispondo senza fare storie.

Credo di aver preparato questa zuppa rustica una sera in cui faceva più fresco del solito e io avevo bisogno di abbracciarmi un po’. Incredibile come un piatto possa aggiustare il tiro dell’umore con così tanta semplicità: piselli, patate, carote e una cipolla. Non serve altro per ritrovare un sapore di campagna e di natura, l’ennesimo sapore che aiuta a ritrovare la strada di casa.

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Ingredienti per una persona:
– 100 grammi di piselli spezzati secchi;
– 2 patate piccole pelate e tagliate a cubetti;
– 1 carota tagliata a pezzettoni;
– 1 spicchio d’aglio;
– 1 cipolla di tropea piccola (o 1 scalogno);
– Olio extravergine di oliva q.b;
– Sale q.b.;
– Farina di mandorle q.b. (opzionale)

Mettete a bagno i piselli spezzati seguendo le istruzioni della confezione. Una volta pronti scolateli, e metteteli a cuocere in abbastanza acqua salata da coprirli, iniziando a contare il tempo di cottura dall’ebollizione. I piselli che ho usato io cuocevano per 60 minuti, quindi allo scadere della prima mezz’ora ho aggiunto il resto delle verdure alla pentola e ho lasciato a cuocere fino alla fine dell’ora a fuoco basso, facendo attenzione che non si asciugasse l’acqua.
Servite con un giro di olio extravergine, una spolverata di farina di mandorle e del peperoncino.

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Se c’è una canzone che mi fa da balsamo nei momenti di sconforto o malinconia, è decisamente “Landslide“, nella cover degli Smashing Pumpkins, inclusa nel loro Pisces Iscariot. Landslide” è la prima canzone alla quale penso quando mi serve forza per uscire da un pantano,  soprattutto quando il pantano è emotivo e rischio di rimanerci troppo invischiata. Originariamente è stata composta da Stevie Nicks nel 1975 quando cantava nei Fleetwood Mac, ma il timbro vocale di Billy Corgan le regala una magia tormentata e dark che la rende una delle cover migliori della storia della musica.

Oh, mirror in the sky, what is love?
Can the child within my heart rise above?
Can I sail through the changing ocean tides?
Can I handle the seasons of my life?

Zuppa di lenticchie rosse e patate.

Sono così felice per la riuscita di questa zuppa che voi non potete neanche immaginare quanto. Giustamente direte “Ou, ma cosa c’è da essere felici? È una zuppa facilissima!” e infatti sì, è facile, si prepara in neanche 30 minuti e riempie come un pranzo da sei portate. Eppure. Eppure sono felice di questa zuppa perché è uscita direttamente dalla mia fantasia, con quei quattro ingredienti che avevo in casa (e il frigo vuoto tipico di chi mangia sempre fuori casa durante le festività).

Le lenticchie portano fortuna, o almeno così si dice, e allora questa zuppa sarà per me il simbolo dell’anno che voglio costruire: ricco, corposo, semplice, armonioso, soddisfacente e saporito. Tutti questi aggettivi sono la metafora perfetta per l’impegno e le energie che voglio impiegare per andare avanti con questa vita che un po’ arranca e un po’ fa balzi in avanti.
2016 non ti temo, zuppa di patate e lenticchie vieni a me!

Ingredienti per una persona:
– 60 grammi di lenticchie rosse decorticate;
– Una patata media sbucciata e tagliata a cubetti;
– Mezza cipolla rossa affettata sottilmente;
– Sale q.b.;
– Curcuma q.b.;
– 2 o 3 foglie di salvia;
– Peperoncino q.b.;
– Semi di sesamo (opzionali);
– 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva;
– Un pezzetto di zenzero fresco;

Mettete a bollire dell’acqua (o preparate del brodo vegetale).
Lavate le lenticchie e mettetele a rosolare in una pentola con un cucchiaio di olio extravergine, la salvia, la cipolla rossa, una presa di sale e le patate. Fate tostare il tutto per qualche minuto a fuoco alto, girando continuamente.
Aggiungete l’acqua bollente fino a ricoprire le patate e le lenticchie, coprite con il coperchio e fate cuocere per 25 minuti a fuoco medio.
Controllate la zuppa di tanto in tanto, aggiungendo acqua calda se necessario. 10 minuti prima della fine della cottura, sbucciate e tagliate sottilmente lo zenzero e aggiungetelo insieme alla curcuma. La zuppa sarà pronta quando le patate saranno dal morbido allo sfaldato. Servite con del peperoncino, un filo d’olio a crudo e dei semi di sesamo.

Zuppa deliziosa.

Facciamocene una ragione: il 2016 è arrivato, anche a livello musicale. In questo caso io sono FELICE che sia arrivato perché 2016 = nuovo album di David Bowie. “Blackstar” uscirà l’8 gennaio, il giorno del 69esimo compleanno del Dio della musica. Ad anticiparlo c’è un omonimo Signor Singolo della durata di ben 10 minuti che è una sfida a tutto quello che è radiofonico nel mondo. David Bowie frega tutti di nuovo e piazza una musica che arriva probabilmente dal 2050 (come minimo) e dimostra come non sia l’età anagrafica a contare, quanto l’avere la mente musicale di qualcuno che vive 30 anni avanti. Non mi sono spiegata bene? Lo so, è che David Bowie è il mio alieno preferito e quando si parla di lui parto per pianeti che non sono ancora stati neanche scoperti.
Vi posso solo lasciare con “Blackstar”, guardatevi il video e immergetevi nella mondo musicale del 2050.

 

Zuppa di broccoli, spinaci e ceci.

Sono riuscita a trovare le lampadine a luce fredda per riuscire a fare foto un pochino più curate per il blog. Anche se la cosa più furba da fare sarebbe usare la luce naturale, non sempre è possibile, un po’ perché l’ispirazione per cucinare mi viene quasi sempre di sera e un po’ perché, con questo tempo nebbioso e grigio, di luce naturale ce n’è veramente poca.
Insomma, ieri ero esaltatissima all’idea di provare le lampadine e, come al solito ho fatto le cose di corsa, e i primi scatti – quelli in teoria più curati – erano un disastro: avevo dimenticato di mettere il peperoncino, il sesamo, i condimenti per dare quel tocco di colore in contrasto, insomma un vero schifo.
Così alla fine ho fatto qualche altra prova con una delle tazze che uso normalmente e bon, ragionando di più lo scatto non è venuto male. Non è il massimo ma non è neanche vuoto.
Ora, più guardo la foto, più mi rendo conto che quando le cose le faccio con calma, senza ansia da prestazione, mi vengono bene. La foto non è fra le migliori che io abbia fatto, ma nonostante questo è brillante, colorata, appetitosa e mi porta a voler condividere subito la ricetta di questa zuppa semplice ma incredibilmente ricca.
Una delle zuppe svuotafrigo (e svuotafreezer) più buone che io abbia mai fatto, alla portata di tutti e senza ingredienti stravaganti.

Ingredienti per una persona molto affamata:
– 1 broccolo medio;
– Una manciata di piselli surgelati;
– 150 grammi di ceci già cotti;
– 1 Carota;
– 1 o 2 cubetti di spinaci surgelati;
– 1 patata media;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Sale q.b.;
– Peperoncino q.b.;
– Semi di sesamo (nero o bianco) q.b.

Lavate e sbucciate la patata, poi tagliatela a pezzi piccoli. Più piccoli saranno prima si cuocerà.
Fate la stessa cosa la carota, tagliandola a rondelle non troppo fini.
Lavate attentamente il broccolo e staccate a mano le infiorescenze una a una. Se vi piacciono i pezzettoni lasciatele piuttosto grandi, altrimenti fate un bel lavoro di fino.
Mettete la verdura tagliata in una pentola abbastanza grande, aggiungete la manciata di piselli e gli spinaci surgetali. Coprite con acqua fredda e mettete a cuocere su fuoco alto.
Quando l’acqua inizia a bollire abbassate il fuoco, coprite la pentola con il coperchio lasciando uno spiraglio e cuocete per 10 minuti, mescolando un paio di volte.
Passati i 10 minuti unite i ceci già cotti, il sale a vostro gusto e lasciate cuocere per altri 10 minuti circa. Controllate solo la cottura delle patate.
Servite subito con una spolverata di semi di sesamo, di peperoncino e un giro di olio extravergine di oliva.

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In questi giorni sono in grande fissa con Selah Sue, cantautrice belga dall’immenso talento. Il suo primo album dal titolo omonimo risale al 2011, mentre nel 2014 è uscito “Reason”, un lavoro molto maturo che mi sta risucchiando l’attenzione. Non riesco ad ascoltare altro. La sua voce graffiante mi regala gioia e dolore e sono innamoratissima dei suoi cambi di tonalità.
Scopritela con la title track del secondo album.

In the end she should know
That she is drowning in sorrow, oh
Alone
So let’s hope she’ll change her faith
And make all this sadness stop

Super minestra di verdure.

È tornata la neve ad imbiancare tutto e soprattutto a rendere più fredda questa valle infinita di freddume che è già normalmente il Piemonte.
Con la neve arrivano tutte le scuse possibili e immaginabili per chiudersi in casa e scaldarsi con una bella zuppa invernale.
Gli ingredienti sono tutti (o quasi) di stagione e facilmente reperibili, bisogna solo avere la pazienza di aspettare ben 30 minuti per la cottura di questa zuppa. Che fatica, ?

N.b.: Se non aveste mai usato il daikon sappiate che è una radice bianca molto lunga, dal sapore simile al ravanello ma più piccante. La trovo facilmente all’Esselunga.
Si può mangiare sia cotta che cruda, ma cotta perde la piccantezza e assume un sapore che varia verso il dolce. È un ottimo ingrediente per i minestroni. Una volta lavata basta sbucciarla come fareste con una carota.

 

Ingredienti per parecchia zuppa:
– Un cavolo romano;
– Due carote;
– Due patate;
– Un bel pezzo di daikon;
– Un pezzo di radice di zenzero;
– Erba cipollina.

Pulite e tagliate le carote, le patate e il daikon a cubetti non troppo piccoli.
Lavate accuratamente il cavolo romano e staccate i fiori (o tagliateli) cercando di separarli tutti o quasi.
Lavate e tagliate grossolanamente l’erba cipollina e riservate lo stesso destino al pezzo di radice di zenzero.
Mettete tutto in una pentola, riempitela d’acqua e fate cuocere a fuoco moderato per 30 minuti circa, o finché le verdure non avranno raggiunto il grado di cottura che più gradite. Se volete potete aggiungere una manciata di orzo o grano saraceno durante la cottura.

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Dire che fa freddo, l’abbiamo detto. Delle zuppe abbiamo parlato. La meraviglia della neve la conosciamo (più o meno) tutti. E allora cosa ci rimane da dire? Niente. Godetevi “The rat” dei The Walkmen e non dite una parola.

Come una nuova casa. (Zuppa di orzo e porri)

Cerco di mettermi comoda, ma aprire un blog (di cucina e musica poi) è un po’ come trasferirsi in un nuovo appartamento. Si aggiustano i colori, si sistemano i link, i contatti, si rassettano i post e soprattutto si radunano idee su idee.

Mi sono scervellata non poco per trovare la prima ricetta con la quale iniziare questa nuova avventura e alla fine, mentre mi stavo distraendo con altro, è arrivata: una zuppa. La zuppa per me rappresenta il calore della casa, le chiacchiere durante la preparazione, i pensieri che scorrono mentre si affettano le verdure ed infine la densità del sapore e dell’aroma di fine cottura. Amo le zuppe, in inverno ne mangio quasi ogni sera cercando di diversificare il più possibile. Proprio qualche giorno fa, a corto di idee e di provviste, ho preparato questa facilissima zuppa senza aver mai usato i porri in questo modo. Il piatto è venuto benissimo, era bello cremoso e caldo come piace a me.
La pietanza ideale per cominciare questo blog. Alla fine del post troverete la canzone che mi ispira questa ricetta e che, ça va sans dire, questa ricetta mi ispira.

Ingredienti per una persona:
– 70 grammi di orzo perlato;
– un porro medio;
– Un cucchiaio da minestra di lievito alimentare in scaglie (facoltativo);
– Acqua;
– Olio extravergine di oliva;
– Sale q.b.

Tagliate il porro della grandezza che preferite, io non sono andata troppo per il sottile e ho tagliato come mi veniva. Sciacquate l’orzo sotto l’acqua fredda, io ne ho usato un tipo che non richiede l’ammollo: cercate sempre di leggere le “istruzioni per l’uso” dei cereali o dei legumi che adoperate.
In una pentola mettete un goccio di olio e buttate il porro a rosolare a fuoco medio per circa un minuto, dopodiché aggiungete l’orzo per farlo tostare e prendere sapore girando spesso per non far attaccare niente. Passato un minuto, aggiungete l’acqua fino a ricoprire il tutto a filo, coprite con il coperchio e lasciate cuocere a fuoco lento per circa 40 minuti.
Solitamente lascio uno spiraglio fra il coperchio e la pentola per lasciare uscire il vapore ed evitare che l’acqua strabordi da tutte le parti.
Girate spesso per accertarvi che non si attacchi niente e a metà cottura, quindi passati circa 20 minuti, aggiungete il cucchiaio da minestra di lievito alimentare in scaglie, il sale e date una bella girata. Se volete potete ovviamente fare anche un mix di spezie, io ho preferito evitare per sentire al meglio il sapore delicato del porro.
Lasciate passare altri 20 minuti, ogni tanto girate e iniziate ad assaggiare l’orzo per sentire il grado di cottura che preferite. Ho trovato la cottura di 40 minuti perfetta. Ovviamente, se dovesse asciugarsi troppo potete aggiungere dell’acqua.

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Tutto qua, questa è la ricetta facile facile che si accompagna bene con il pezzo che ho scelto per aprire questo nuovo spazio: ‘Home’ di Eward Sharpe & The Magnetic Zero. Mi rendo conto che al momento è una canzone un po’ inflazionata, si sente in diverse pubblicità e come suoneria di troppi cellulari, ma ammetto che dalla prima volta che mi è giunta alle orecchie ho capito che sarebbe stata un’ottima compagna per tirare su il morale in qualunque circostanza. E’ un pezzo bello rustico, di campagna, sporco di terra che viene direttamente dal cuore. Il gruppo è formato da questi ragazzoni americani mezzi hippy che spesso e volentieri suonano a piedi nudi e che – cosa ancora più importante – si divertono sul palco come non vedevo fare da tempo. Aspetto un loro live in italia per andare a saltellare e sentirmi a casa fra tante persone come me, tante persone che apprezzano la musica che arriva direttamente dalla pancia e dal cuore.