Tortini ai mirtilli ripieni di marmellata di mirtilli.

Questa ricetta ha origine dal blog di Amrita Crazy Vegan Kitchen. Come potrete vedere anche voi, è impossibile resistere a delle foto così, io mi sono limitata a dimezzare le quantità e a improvvisare per gli ingredienti che mi mancavano. Ovviamente il risultato finale è molto più casalingo, ma penso siano i tortini più buoni che io abbia mai fatto, senza se e senza ma, poiché sono ricolmi di mirtilli e ripieni di marmellata di mirtilli. In più  la presenza della vaniglia (che io metterei anche nell’insalata) dona quell’aroma delicatissimo che rimane in bocca a lungo. Non vedo l’ora di rifarli, sento che saranno un must di queste festività.

Guardate quanto sono marmellatosi!

Guardate quanto sono marmellatosi!

Al posto del flax egg (il composto di semi di lino tritati e acqua che crea una sostanza gelatinosa ottima per sostituire il bianco dell’uovo) ho usato una bustina di “Senz’uovo” della Baule Volante, un prodotto così descritto dalla casa produttrice: “La farina di ceci tostata dona friabilità e colore, così come la curcuma; l’amido di mais addensa e dona sofficità e la farina di semi di carrube conferisce una struttura setosa e vellutata agli impasti. Il tutto, naturalmente, utilizzando soltanto ingredienti vegetali, biologici, naturali e anche senza glutine. La bustina monodose di Senz’uovo contiene 15g, l’equivalente di due uova intere”.
Mi sono trovata molto bene e i tortini sono venuti morbidissimi.

Per questa ricetta vi serviranno un sacco di ciotole e ciotoline, preparatevi psicologicamente a dover lavare untot di cose, ma ne varrà la pena!

Ingredienti per 6 tortini:

Per la marmellata
– 50 grammi di mirtilli;
– 1 cucchiaino di zucchero

Per i tortini

– 160 grammi di farina senza glutine Mix It;
– 100 grammi di zucchero + un pochino per i pirottini;
– Un pizzico di sale;
– 1 cucchiaino e 1/2 di lievito per dolci (o cremor tartaro + una punta di bicarbonato);
– 1 bustina di Senz’uovo (Oppure 2 cucchiai di semi di lino tritati + 6 di acqua);
– 70 ml di acqua;
– 26 grammi di olio di cocco sciolto;
– 2 cucchiai di olio di oliva;
– 1 cucchiaino abbondante di vaniglia in polvere;
– 75 grammi di mirtilli lavati e asciugati;
– 120  grammi di latte di mandorla;
– Il succo di quasi un limone intero piccolo

Preriscaldate il forno a 200 gradi.
In una tazza unite il latte di mandorla con il succo di limone, mescolate energicamente e lasciate a riposare.
In una ciotolina unite il contenuto della bustina di “Senz’uovo” con 70 ml di acqua a temperatura ambiente e mischiate con un frustino fino ad eliminare tutti i grumi. Mettete da parte. Se invece preferite usare il composto con i semi di lino, unite 2 cucchiai di semi di lino tritati finemente (si trovano già tritati in commercio) con 6 cucchiai di acqua, mescolate e lasciate a riposare per qualche minuto, ma ci vorrà poco perché si formi il gel.
In un pentolino lavorate i mirtilli e il cucchiaino di zucchero girandoli e schiacciandoli continuamente con un cucchiaio di legno, su fuoco medio fino ad ottenere una composta, ci vorranno circa 5 o 6 minuti. Mettete a raffreddare per almeno 10 minuti. In alternativa potete usare una marmellata già pronta.
Unite insieme la farina, il lievito e il sale e amalgamateli bene.
In un’altra ciotola unite lo zucchero, il Senz’uovo (dopo avergli dato un’altra energica mescolata) o il mix di semi di lino, l’olio di cocco, l’olio di oliva e mischiate attentamente.
Aggiungete ora il latte di mandorla inacidito, la vaniglia e amalgamate ancora.
Ora unite gli ingredienti secchi con una spatola di silicone e incorporate delicatamente, aggiungendo anche i mirtilli e cercando di eliminare tutti i bozzi di farina.
A questo punto – siamo quasi arrivati alla fine – ungete i pirottini per i muffin e cospargeteli di zucchero e riempiteli di impasto quasi fino all’orlo, oppure usate uno stampo per muffin usando la carta da forno per isolare l’impasto dal metallo. Per ogni formina aggiungete un cucchiaino di marmellata di mirtilli (preparata da voi o già fatta) e con uno stuzzicadenti mischiate con movimenti circolari. Aggiungete ancora un pizzico di zucchero sulla superficie per formare la crosticina. Infornate per circa 20 minuti a forno statico e una volta pronti lasciate intiepidire.
La cosa migliore da fare è consumarli subito, il giorno dopo sembrano un pochino gommosi (ma sono buoni comunque).

Tortini di mirtilli ripieni di marmellata di mirtilli

Quanta frenesia, quanto bisogno di scaldarsi, di ballare, di lasciare andare il corpo, di sconfiggere il freddo che è arrivato e ci dà la scusa giusta per accendere il forno e godersi dolci fraganti. Le Tigre con “Deceptacon” danno il ritmo giusto per scaldare i muscoli, mettete questa canzone nel vostro lettore mp3 e non ve ne pentirete! Buon ascolto!

 

Torta di mele e vaniglia.

Nei momenti in cui mi sento molto giù, cucinare mi risolleva il morale. Soprattutto se devo prestare attenzione alla ricetta e se devo poi usare le mani per impastare o la frusta manuale.
Insomma, più lavoro fisico c’è meglio è per me.
Questa ricetta l’ho presa nuovamente dal libro di Sugarless, che è una vera sicurezza.
La torta è morbida, umida al punto giusto e confortevole.
È come un abbraccio caldo dopo un pianto disperato.

Ingredienti:
– 200 grammi di farina 0;
– 60 grammi di farina di mandorle;
– 50 grammi di farina integrale;
– 250 grammi di latte di riso;
– 1 bustina di lievito (ho usato il cremor tartaro);
– 1/2 cucchiaino di bicarbonato (opzionale);
– 50 grammi di olio di semi;
– 1 cucchiaino e 1/2 di vaniglia;
– 170 grammi di zucchero di canna;
– 1 pizzico di sale;
– 2 mele piccole.

Preriscaldate il forno a 170°.
In una ciotola unite tutti gli ingredienti secchi e mescolate.
Unite il latte e l’olio e con una frusta amalgamate e mischiate il tutto eliminando i grumi.
Sbucciate e tagliate a fettine sottili le mele.
Ungete leggermente una teglia, versate l’impasto e disponete sulla superficie le fettine di mela. Spolverate con dello zucchero di canna e infornate per 45 minuti a forno ventilato.
Lasciate raffreddare e servite.

 

Torta di mele e vaniglia

 

È giunta la fine per Hannibal, la serie TV di cui ho parlato più volte e che alla quale ho anche dedicato delle ricette (qui e qui).
Purtroppo la NBC non ha avuto gli ascolti che sperava e così ha deciso di cancellare la serie.
Come tutta la storia, anche il finale risulta incredibile, visivamente orgasmico, con gli ultimi minuti al cardiopalma che cambierà per sempre le sorti dei finali di stagione. Una grande serie con una immensa conclusione.
La colonna sonora della serie è sempre stata piuttosto minimale, composta principalmente da percussioni, musica classica (o di ispirazione classica) e melodie simili. Non riesco a ricordare la presenza di canzoni famose o cantate. Per il finale – fortunatamente – la scelta è diversa e ricade su una canzone di Siouxie Sioux e Brian Reitzell composta appositamente per l’ultima puntata di Hannibal. 
Niente, io non so cosa aggiungere perché sono incantata dalla voce di Siouxie e dalla melodia magistrale che la accompagna.
La perfezione nella perfezione.

Oh, the skies, tumbling from your eyes
So sublime, the chase to end all time
Seasons call and fall, from grace and uniform
Anatomical and metaphysical

Oh, the dye,
a blood red setting sun
rushing through my veins
burning up my skin,
I will survive, live and thrive
Win this deadly game
Love crime
Love crime
I will survive, live and thrive
I will survive, I will survive
I will

Biscotti al burro di arachidi.

Finalmente ho trovato il tempo di proporvi una delle mie ricette preferite. La prima volta che ho provato i biscotti al burro d’arachidi è stata qualche anno fa, quando ancora non ero vegana. Non riuscivo a smettete di mangiarli: erano così buoni, unti e ricchi di sapore che non ci potevo credere; inoltre avevano una punta di salato a renderli ancora più speciali. E dire che non avevo mai neanche sentito l’odore del burro d’arachidi fino a quel momento.
Contrariamente a quello che si pensa, il burro di arachidi (senza ingredienti aggiunti) è un alimento che fa bene, ovviamente consumato in maniera coscienziosa. Viene consigliato molto spesso soprattutto se si pratica attività fisica molto frequentemente: contiene infatti un sacco di proteine e di grassi buoni, oltre a vitamine (E, B) e altri elementi quali fosforo, agnesio, potassio, ferro, rame e zinco.
Questi biscotti sono perfetti per uno spuntino goloso e veloce.

Ingredienti per circa 10/12 biscotti grandi:

– 250 grammi di burro di arachidi al naturale;
– 85 grammi di farina tipo 0:
– 1 tazza di zucchero di canna grezzo;
– 1 cucchiaino di bicarbonato;
– Un pizzico di sale;
– 1/4 di tazza di acqua (circa 60 grammi);
– 1/2 cucchiaino di vaniglia.

Preriscaldate il forno a 180°.
In un recipiente mischiate insieme la farina, il bicarbonato ed il sale e mettete da parte. In un secondo recipiente amalgamate lo zucchero e il burro di arachidi. Io ho usato comodamente una spatola di silicone. Aggiungete la vaniglia e lavorate ancora l’impasto per qualche secondo.
Aggiungete poco per volta gli ingredienti secchi e lavorate fino ad ottenere un impasto sbricioloso (ci metterete veramente poco).
Ora versate l’acqua e continuate a lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto abbastanza omogeneo.
A questo punto formate delle palline (con il cucchiaio o con le mani) che andranno appiattite su una teglia ricoperta di carta da forno. Se riuscite schiacciate il centro del biscotto con i rebbi della forchetta. Durante la cottura si allargheranno tantissmo (come è successo a me), quindi fate delle palline piccole e distanziate.
Cuocete per circa 18/20 minuti a forno ventilato.
Considerate che resteranno morbidi durante la cottura, quindi per capire se sono pronti affidatevi all’olfatto e alla vista.
Lasciate raffreddare completamente prima di servire.
(Il colore scuro dei biscotti è dovuto allo zucchero di canna integrale)

Vista l’energia di questi buonissimi biscotti, non potevo che scegliere un brano dei Pearl Jam per accompagnarla.
Given to fly” è un pezzo che mi sta particolarmente a cuore, un po’ per il testo, un po’ perché ho dei bellissimi ricordi di viaggi in macchina con la mia migliore amica a cantarla a squarcia gola.
Il video che ho scelto è tratto da un tour registrato in DVD, e la particolarità di questa performance è che Eddie Vedder si accorge della presenza di una interprete del linguaggio dei segni che traduce tutto quello che dice o canta; la aiuta a salire sul palco di modo che la vedano tutti (e lui è decisamente rapito dalla “performance” di lei), creando così una delle versioni live più belle e stranamente emozionanti che io abbia mai visto.
Fa lo stesso effetto anche a voi?

And he still gives his love, he just gives it away
The love he receives is the love that is saved
And sometimes is seen a strange spot in the sky
A human being that was given to fly
High… flying

Ciambella con cioccolato e pere.

Il blog ha compiuto un anno pochi giorni fa. Tempo di bilanci? No, non mi piace fare bilanci. Quello che posso notare è che, rispetto all’inizio, ho preso confidenza con il cibo e – grazie alla pratica – anche con gli strumenti della cucina. Sicuramente ho meno paura di mettermi ai fornelli e di proporre le mie idee ai voi lettori e agli amici che hanno la (s)fortuna di assaggiare concretamente i piatti finiti.
È stato un bel viaggio, fino ad ora. Continuo così, con la consapevolezza di avere ancora tantissimo da imparare e con la convinzione che il cibo non sia nemico di nessuno, soprattutto non mio.

Come festeggiare al meglio il compleanno? Con una bella ciambella (senza glutine). Oltre che bella è anche buonissima: cioccolato e pere. La ricetta l’ho presa – nuovamente – dal libro Sugarless, solo che nel libro l’impasto è quello per un plumcake. Avendo uno stampo per plumcake troppo piccolo rispetto alla quantità di impasto da infornare, ho deciso di provare a fare una ciambellona ed il risultato è pazzescamente buono.

 

Ingredienti:

– 250 grammi di farina di riso;
– 50 grammi di farina di mais fioretto;
– 30 grammi di farina di nocciole;
– 50 grammi di scaglie di cioccolato fondente;
– 1 pera;
– 2 Cucchiai di amido di mais;
– 1/2 bustina di cremor tartaro (circa 8 grammi);
– 100 grammi di zucchero di canna;
– 350 grammi di latte di riso;
– 1 cucchiaino di vaniglia in polvere;
– 55 grammi di olio di semi;
– 1 pizzico di sale.

Accendete il forno (modalità statica) a 180° C.
Se non avete la farina di nocciole fatela voi frullando le nocciole tostate e spelate. Ugualmente, frullate il cioccolato fondente per ottenere le scaglie, oppure tagliatelo al coltello.
Sbucciate e tagliate la pera a tocchetti non troppo grossi.
In un recipiente unite tutti gli ingredienti secchi (usando però solo metà della farina di nocciole), la pera, il latte e l’olio. Mescolate con una frusta fino a far scomparire gli eventuali grumi.
Ungete una ciambelliera e versate il composto, spolverando poi la superficie con la restante farina di nocciole e un cucchiaio di zucchero di canna.
Cuocete in forno per 40 minuti e, come al solito, controllate la cottura alla fine con uno stuzzicadenti.

 


Per festeggiare un anno di blog, ho deciso di condividere con voi una canzone che mi mette molta allegria: “Aeroplane” dei Red Hot Chili Peppers, tratta dal bellissimo (e molto sottovalutato) album “One hot minute“. Forse è l’album che preferisco in assoluto dei RHCP, perché abbandona un po’ quelle atmosfere totalmente funky per abbracciare il “lato oscuro” degli anni ’90. Molto molto bello, vi consiglio di ascoltarlo, la presenza di Dave Navarro (sostituto di John Frusciante) si sente fin dalle prime note..
Buon ascolto e buon compleanno blog!

Islanda e altri affari. (Dulce de leche de coco)

Chi mi conosce sa quanto io sia fissata con l’Islanda ed il nord Europa. Purtroppo non ci sono ancora stata, ma sogno di andarci da parecchio tempo: quello che mi ferma non è la pigrizia ma bensì una situazione finanziaria a dir poco disastrosa e la ricerca affannata di un lavoro che non arriva mai. Fare la traduttrice non sempre ripaga gli sforzi ed il lavoro va elemosinato letteralmente, ovviamente spero che la situazione cambi ma al momento questo è.
Ho sempre viaggiato molto proprio perché ne ho bisogno, il cambiare aria ogni tanto per qualche giorno, riempirmi gli occhi di posti nuovi, mettermi alla prova in altri luoghi mi dà la consapevolezza di esistere, di essere reale, di avere capacità che in terra natia non riesco a tirare fuori. Il viaggio dei miei sogni ha dunque come meta l’Islanda, terra lontana e misteriosa capace di suscitare in me le fantasie di fotografia paesaggistica più sfrenate. E’ una terra per così dire vergine, calda e fredda insieme, accogliente e pronta a farsi esplorare. Mi ricorda un’onda che non si infrange, rimane lì pronta a farsi domare.

Cosa avrà a che fare la ricetta di oggi con l’Islanda? Ma niente ovviamente, se non la consistenza del prodotto finito: un’onda lussureggiante di dolce sapore di cocco. Cos’è? Il dulce de leche de coco. Non posso mangiare quello normale e così navigando in rete ho trovato – per puro caso e pura fortuna – una versione vegana più che intrigante sul sito Kitchen Bloody Kitchen. Speriamo che venga! Posto i risultati anche se dovessi fallire, così da condividere il possibile fallimento: con i dolci sono una vera frana.

 

Ingredienti:
– 800 ml di latte di cocco
– 300 grammi di zucchero Demerara (che poi sarebbe lo zucchero di canna)
– 1/4 di stecca di vaniglia
– 1/4 di cucchiaino di sale
– 1/4 di cucchiaino di bicarbonato

Ingredienti principali

Versate in una pentola capiente lo zucchero ed il sale. Aprite la bacca di vaniglia, quella che ho usato io (era la prima volta) mi è sembrata un po’ appiccicosa e ho fatto fatica ad estrarre i semini con il cucchiaino e con le dita; magari era la sfortuna della principiante ma qualcosa sono riuscita a fare. Unite i semini allo zucchero ed al sale ed infine unite il latte di cocco. Il mio era un po’ solido per colpa del freddo, se dovesse succedere anche a voi non vi preoccupate, con il calore del fuoco si scioglierà. Il latte di cocco, come l’olio ed il burro di cocco, sotto una certa temperatura che si aggira intorno ai 23° tende ad indurirsi subito. A questo punto accendete il fuoco tenendolo medio tendente al basso e cominciate a mescolare con un frustino per far sciogliere lo zucchero. Portate ad ebollizione. Dopo 15 minuti dall’inizio del bollore aggiungete il bicarbonato: attenzione perché il latte potrebbe salire all’improvviso. Non spaventatevi e continuate a mescolare abbassando il fuoco, tutto tornerà alla normalità dopo poco. Alzate nuovamente la fiamma tenendola però sul basso andante, non c’è nessuna fretta.
A questo punto lasciate cuocere girando di tanto in tanto, non so se c’è il rischio che si attacchi alla pentola ma per timore io ho girato praticamente di continuo. Fate cuocere per un tempo variabile dai 30 ai 60 minuti, a me ne sono bastati 40. Durante la cottura il latte di cocco si ritirerà e si caramellerà piano piano, quindi portate pazienza finché non sarà diventato abbastanza denso da “staccarsi” dalle pareti della pentola. Come scritto su Kitchen Bloody Kitchen fate la prova del piattino per valutare la densità di questa delizia, ovvero mettetene un cucchiaino in un piattino per vedere quanto è denso a contatto con il freddo. Una volta cotto mettetelo subito in un vasetto e fate raffreddare. Ho chiuso subito il tappo ma non so dire se ho fatto bene, l’ho visto fare tante volte da mia madre con i sughi e ho pensato di fare la stessa cosa.
Il risultato finale è piuttosto caramelloso, sembrerà un po’ grumoso ma credo che quello dipenda dalla temperatura di cottura. Forse 40 minuti erano troppi e avrei dovuto spegnere il fuoco prima, del resto è il primo tentativo e ho tempo per sperimentare. (Cercherò di postare la foto del risultato il prima possibile). Il sapore però è delizioso, ve lo assicuro: risulta molto dolce, cercherò anche altre ricette per capire bene le proporzioni e per riuscire a fare la combinazione di ingredienti assolutamente perfetta.
Gustatelo, una volta freddo, un po’ come vi pare: a cucchiaiate, sulle fette biscottate o sul pane, magari con una torta non troppo dolce, insieme a dei biscottini, con i cracker o in mille altre combinazioni meravigliose.

Qualche settimana fa, durante una puntata di Bachi On Radio, nella rubrica “L’Artista”, quella che mi è stata affidata dal caro Jolly Rains, ho presentato un musicista Islandese di incredibile talento. Lui si chiama Ásgeir Trausti Einarsson, in arte Ásgeir. E’ un ragazzo giovanissimo dal talento profondo. Da poco è uscito il suo nuovo album “In the silence” versione inglese del suo album di debutto islandese. Mi ricorda molto Bon Iver come stile e come voce, ed è decisamente piacevole all’orecchio.
Vi propongo la bellissima “Going Home”, che spero che come questo dulce de leche vegano, vi abbracci morbidamente nei momenti di sconforto o quando semplicemente avete bisogno di sentirvi emotivamente a Casa.