Pasta cremosa autunnale.

Questo piatto a dir poco delizioso mi è stato preparato a sorpresa da una cara amica (ciao Irene!). Pensavo sarebbe stata una semplice pasta con broccoli e funghi – buonissima ma non di certo iper speciale – ma dopo il primo boccone non sono più riuscita a fermarmi.
La pasta non solo era cotta alla perfezione ma il sugo di broccoli e funghi era cremoso e sposava benissimo tutti i sapori. Alla mia domanda “Come diavolo hai fatto a farla così buona?”, Irene mi ha semplicemente risposto “Ci ho messo la tahina! È stata la prima cosa a cui pensato quando l’ho comprata, provarla con la pasta!
Irene sei un genio!

Ingredienti per 2 persone:
– 200 grammi di spaghetti (io ho usato quelli di mais);
– 1 cipolla di tropea;
– 1 broccolo senza il gambo;
– 4 funghi portobello (oppure altri tipi di funghi);
– Sale q.b.
– 1 cucchiaio abbondante di salsa tahina;
– Prezzemolo q.b.;
– Salvia q.b.;
– Olio extravergine di oliva.

Mettete a cuocere la pasta seguendo le istruzioni sulla confezione.
Tagliate la cipolla a fettine sottili, tagliate il broccolo a piccoli pezzi, separando le cimette e mettete a soffriggerli insieme con un cucchiaio di olio.
Pulite i funghi e tagliateli a pezzetti medio/piccoli.
Aggiungete mezza tazza d’acqua alla padella dei broccoli e dopo 5 minuti aggiungere i funghi e un pizzico di sale.
Aggiungete un pugno di prezzemolo e un pugno di salvia tritrati, mescolate, lasciate evaporare l’acqua fino ad ottenere una cremina.
Scolate la pasta, unitevi le verdure in padella e la salsa tahina, ripassando sul fuoco per farla sciogliere.
Servite con un filo di olio e del pepe macinato fresco.

Per una ricetta così autunnale ci vuole una canzone dello stesso tipo. Mi sono imbattuta in questa “Autumn” quasi per caso e non conoscevo per niente i The Czars – mancanza alla quale rimedierò subito – ma mi ha stregato la sua atmosfera calda e malinconica. Ascoltandola sembra quasi di camminare su un tappeto di foglie secche.
Meravigliosa.

Hummus di piselli.

Variazioni sul tema hummus: proviamo con i piselli, perché no? Sono dolci, veloci da preparare e fanno benissimo.
Qualche mese fa è uscito un articolo sul New York Times (se non ricordo male) a riguardo, e ha scatenato un vero e proprio pandemonio. Hummus di piselli sì o hummus di piselli no? Contaminazione o ispirazione? Bestemmia o piatto dell’anno?

Io credo fortemente nella contaminazione, nella sperimentazione, nel provare sapori nuovi e nello “sporcare” quello che già conosciamo bene. Adoro l’hummus, lo mangerei dalla colazione alla cena, perché non provare qualcosa di nuovo? Male che vada non mi piacerà e io avrò imparato un’altra lezione. Voglio insegnare al mio palato tutto quello che c’è da sapere sul cibo e se non posso farlo con dei corsi di cucina, allora lo farò con la pratica diretta.

Se proprio siete curiosi di saperlo, il mio verdetto è: hummus di piselli decisamente sì. 

Ingredienti:
– 230 grammi di piselli surgelati:
– 1 cucchiaio e mezzo di tahina;
– 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– Sale q.b.;
– Aglio in polvere q.b. (oppure 1/2 spicchio di aglio fresco);
– Paprika dolce q.b.;
– Il succo di 1 lime (oppure un limone piccolo);
– 1 cucchiaino di cumino dei prati;
– Menta tritata (a piacere)

Cuocete i piselli surgelati in acqua bollente salata seguendo le istruzioni per la confezione, in genere per una decina di minuti; quando sono pronti scolateli e raffreddateli sotto l’acqua.
Metteteli dentro al mixer insieme alla tahina, all’olio di oliva, l’aglio, la paprika, il sale se necessario, il succo di lime, la menta ed il cumino.
Fate andare le lame fino ad ottenere la consistenza desiderata, ma ci vorrà veramente poco.
Servite con del pane tostato ancora caldo o con delle verdure crude.

Hummus di piselli

Mentre preparavo questo piatto mi sono fatta compagnia con una canzone bellissima che è la sigla di uno dei (tanti, troppi) telefilm che sto seguendo in questo periodo.
“An honest man” suonata dai Fantastic Negrito apre ogni puntata di “Hand of God”, e lo fa in modo coinvolgere, con un tiro pazzesco che tiene incollate le orecchie alle casse del computer. Tanta roba in questa piccola perla tutta da scoprire.

Girl I want everything you got for no reason
Yesterday it felt so good
But now it feels so bad

Hummus alle olive nere.

Il venerdì è ormai diventato il mio giorno preferito in assoluto. Un po’ perché è il cancello del week end, un po’ perché nel piano alimentare ho l’hummus per cena. Sarò pazza ma questa cosa mi fa letteralmente desiderare che il venerdì arrivi ogni giorno.

Dell‘hummus ho già ampiamente parlato in qualche post passato, ma lasciatemi dire che è uno dei miei piatti forti. Lo amo semplice, ma questa versione un po’ “contaminata” mi ha fatto salivare dalla prima volta che è giunta nella mia vita.

Ceci, olive nere, capperi e gli altri ingredienti classici dell’hummus si mischiano insieme per donare un sapore che rimane in bocca e nel cuore per sempre.
Mai più senza.

Ingredienti:
– 250 grammi di ceci cotti;
– 2 cucchiai di tahin;
– 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– 1 cucchiaio di aceto rosso;
– Il succo di 1/2 limone;
– 1/2 cucchiaio di capperi ben sciacquati;
– Una manciata abbondante di olive nere;
– Un cucchiaino di semi di cumino dei prati

Nel mixer unite i ceci, la tahin, l’olio, il limone, il cumino, l’aceto e fate andare le lame.
Quando l’hummus è formato, unite i capperi e le olive nere.
Fate andare le lame fino a sminuzzare le olive e ad amalgamare il tutto.
Se volete un hummus ancora più cremoso aggiungete altro olio di oliva (o acqua, ma non esagerate).
Se volete che le olive nere diano una botta di sapore molto molto forte, usate quelle cotte al forno o quelle tipo greche.

Hummus alle olive nere

Per accompagnare un sapore così deciso e forte ho scelto “Lover to Lover” di Florence + The Machine. 

È una canzone potentissima e profonda, che parla di un tormento interiore, della ricerca di un qualcosa passando da un letto all’altro e della certezza che la salvezza non arriverà tanto presto. Una melodia trascinante condita dalla voce sempre sconvolgente di Florence Welch. Let’s groove!

And I’ve been taking chances,
I’ve been setting myself up for the fall,
I’ve been keeping secrets,
From my heart and from my soul

 

 

Formaggio spalmabile saporito.

Per il mio compleanno mi è stato regalato il libro “Formaggi veg” di Grazia Cacciola e non vedevo l’ora di poter provare qualche ricetta. L’idea di preparare un formaggio in poco tempo (alcune ricette richiedono letteralmente 10 minuti, altre anche qualche giorno fino a qualche settimana) mi ha sempre fatto girare la testa per l’emozione.
In questi giorni sono presa da un raptus culinario, e avendo poco tempo per uscire a fare la spesa ho scelto una ricetta che contenesse tutti gli ingredienti presenti nella mia dispensa.
Questo “cheddar” spalmabile è perfetto per muovere i primi passi nel libro di Grazia Cacciola, poiché è facile, molto veloce e non richiede tecniche o strumenti particolari, solamente un mixer e un barattolo nel quale conservare il prodotto finale. Anche gli ingredienti sono alla portata di tutti: tofu, spezie in polvere o secche, tahina e miso. 

Ingredienti:

– 250 grammi di tofu al naturale;
– Un cucchiaio abbondante di tahin (30 grammi circa);
– Il succo di mezzo limone;
– Un cucchiaino raso di miso (circa 5 grammi);
– Sale q.b.;
– Un cucchiaino di paprica;
– Un cucchiaino di curcuma;
– Un cucchiaino di aglio in polvere;
– Mezzo cucchiaino di senape (opzionale).

Tagliate a cubetti il tofu e mettetelo in una pentola ricoperto d’acqua. Portate a bollore e lasciate cuocere per 5 minuti, dopodiché salate l’acqua, spegnete il fuoco e lasciate riposare in acqua per altri 5 minuti.
Scolatelo e sciacquatelo sotto l’acqua fredda.
Mettetelo nel mixer e fate andare le lame fino a fargli raggiungere una consistenza cremosa, tipo quella del formaggio philadelphia. All’inizio sembrerà non funzionare, ma voi abbiate pazienza. Raggiunta la consistenza cremosa sostituite le lame con quelle per impastare (di solito di plastica) e aggiungete gli altri ingredienti.
Fate amalgamare a bassa velocità. Il tempo varia a seconda della consistenza che desiderate, ma in generale avrete un ottimo “patè” da spalmare. A seconda del tipo di tofu che usate l’umidità potrebbe variare. Se volete un prodotto più umido aggiungete un goccino di acqua poco per volta.
Servite con pane croccante oppure come accompagnamento alle verdure o meglio ancora come salsa per i nachos.

Formaggio spalmabile

Siccome le idee migliori mi stanno spuntando sempre di mattina, ho deciso di postare qui “Pure morning“, una delle canzoni più belle dei Placebo.
Uscita nel 1998, la canzone fa notare i Placebo al mondo intero. Negli anni hanno perso la freschezza dei primi dischi, e questa Pure Morning – nella sua semplicità – è l’esempio che la genuinità viene ripagata ampiamente, soprattutto quando si tratta di musica.
Brian Molko ha poi rinnegato la canzone, distaccandosi dal testo e affermando che non li rappresenta più. Fatto sta che è uno dei pezzi più significativi del decennio ’90. 

A friend in needs a friend indeed,
A friend who’ll tease is better,
Our thoughts compressed,
Which makes us blessed,
And makes for stormy weather

Formaggio di anacardi al timo.

Il formaggio è l’unico alimento di origine animale che mi manca veramente tantissimo. L’intolleranza alle proteine del latte mi ha aiutato a distaccarmi nettamente da quel mondo, ma giuro che a volte mi prende una nostalgia quasi insopportabile.
Per questo motivo ho deciso di provare a produrre da sola il formaggio vegetale. Ho assaggiato qualche marca e devo dire che alcune sono molto buone mentre altre un po’ meno, ma tutte hanno il difetto di costare troppo.
Mi rendo conto che fra un paio di anni probabilmente la scelta di prodotti sarà ancora più varia e il prezzo diminuirà (spero), ma nel frattempo imparo l’arte e la metto da parte.

Ho scelto una ricetta molto facile proprio per iniziare: gli anacardi sono perfetti per creare un formaggio simile alla ricotta sia per consistenza e umidità che per il sapore delicato.
È perfetto per essere spalmato sul pane, e si accompagna divinamente con una insalata di pomodori e cetrioli semplice semplice.

Ingredienti:

– 200 grammi di anacardi;
– Il succo di mezzo limone;
– Due cucchiai di latte di soia;
– Un cucchiaio abbondante di tahin;
– Una manciata di timo secco;
– Sale q.b. (se necessario).

Lasciate a bagno gli anacardi per almeno 8 ore, perderanno il sale in eccesso e diventeranno molto morbidi.
Mettete nel food processor gli anacardi scolati, il succo di limone, il latte di soia, il timo, il cucchiaio di tahin e fate andare le lame. Dovrete ottenere una consistenza molto morbida come quella di una pasta facilmente spalmabile.
Se l’impasto dovesse essere troppo secco aggiungete ancora poco latte di soia.
Il tempo totale di lavorazione varia a seconda della potenza del robot da cucina, con il mio ci ho messo circa una decina di minuti.
Mettete il formaggio in una ciotola o una fuscella e mettete in frigo a riposare. Servite fresco di frigo.

Formaggio di anacardi

Quella fra me e Florence and The Machine è una storia d’amore di lunga data. Mi sono innamorata di lei la prima volta che l’ho sentita: la sua voce imponente e caratteristica mi ha rapita con passione. L’ho vista dal vivo un paio di anni fa e quel concerto non mi ha più abbandonato. Così la porto qui con me, con “Dog Days Are Over“: era solo questione di tempo prima che tornasse ad incoraggiarmi a mollare tutto e correre, correre, correre.

Happiness hit her like a train on a track
Coming towards her, stuck still no turning back
She hid around corners and she hid under beds
She killed it with kisses and from it she fled
With every bubble she sank with a drink
And washed it away down the kitchen sink

The dog days are over
The dog days are done
The horses are coming so you better run

Insalata invernale con dressing di tahin.

Ho sempre avuto una passione smodata per le insalate. Quando vado in qualche ristorante/trattoria/pizzeria una delle prime cose che faccio è controllare la lista delle insalate per vedere quanta varietà hanno.
Uno dei locali che preferisco in assoluto nel mondo è Soup&Go, a Torino. Non solo si trovano sempre zuppe freschissime e molto originali, ma è anche possibile farsi da soli una mega insalata ad un prezzo veramente ridicolo.
Il bello dell’insalata è che se ne può mangiare a quintalate e che si possono creare le più disparate combinazioni di sapori: con i pomodorini, le melanzane grigliate, i peperoni; o ancora con le olive, i crostini di pane, i funghi, i cavolini di Bruxelles; con la zucca, le patate dolci, anche con la frutta! Insomma, le combinazioni sono infinite, persino con le arance!

È proprio da questo ingrediente che parte l’idea per questo contorno. Di arancia non ce n’è mai abbastanza nella vita di tutti i giorni, sappiatelo. Siamo nel periodo giusto, essendo un frutto invernale, e più i frutti che mangiamo sono di stagione meglio è per noi. Non solo per un discorso di vitamine, ma anche perché il sapore dei cibi di stagione è decisamente imbattibile. 
Le arance ora sono dolci e succose, quindi dovete approfittarne!

E la salsa? Possiamo parlare della salsa? Tahin, limone, senape, un goccio di olio! Una combinazione di sapori ottima per accompagnare qualunque tipo di verdura, dai fagiolini verdi agli asparagi. Quando ho voglia di cambiare un po’, scelgo questa opzione che non mi stanca mai. Come dire: tahin e senape sono la coppia perfetta.

Ingredienti per una persona:
– Almeno 250 grammi di insalata (l’insalata non si pesa, quindi seguite il vostro occhio);
– 5 noci;
– Una arancia;
– 100 grammi di tofu;
– Salsa di soia q.b. per la marinatura;

Per il dressing con la tahina:
– Due cucchiai di tahina;
– Un cucchiaino e mezzo di senape forte;
– Un cucchiaio di olio extravergine di oliva;
– Il succo di mezzo limone.

Preparate l’insalata come meglio preferite: potete prenderla da tagliare e lavare o fare come me, che pigramente ho comprato i sacchetti già pronti (solo perché non avevo voglia di lavare foglia per fogliaaa!). Inutile dire che se siete “a risparmio” conviene fare tutto da soli.
Per questa insalata in particolare consiglio di scegliere il radicchio, ma come vedrete io mi sono buttata su una misticanza con tanto di valierana e fogliette di cavolo riccio.
Aprite le noci e fatele a pezzetti.
Sbucciate l’arancia e tagliatela a pezzettini. Cercate di essere delicati perché altrimenti la spatascerete tutta e addio arancia nell’insalata.
Tagliate a cubetti il tofu, fatelo cuocere per 6 minuti in acqua bollente, scolatelo raffreddandolo con l’acqua corrente e infine lasciatelo a marinare nella salsa di soia per almeno 15/20 minuti, girandolo di tanto in tanto. Grazie a questa marinatura non dovrete usare sale ed il tofu non saprà di cartone.
A questo punto preparate il condimento: in una ciotola mettete la tahina e la senape insieme al succo di limone e l’olio e “sbattetela” come se fosse un uovo, fino a fargli raggiungere una consistenza omogenea.
Infine mischiate tutti gli ingredienti e preparatevi ad adorare questa insalata pazzesca!

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Siamo già quasi a febbraio, se ci penso mi gira la testa!
Per chiudere (quasi) il primo mese dell’anno ho bisogno di qualcosa che conosco, qualcosa che mi faccia sentire a casa. A questo proposito (e un po’ anche perché a gennaio si fanno i propositi per tutto l’anno) vi lascio “Please, please, please let me get what I want” degli Smiths. Non c’è canzone più perfetta di questa per salutare gennaio.

Hannibal #2. (Crêpe con funghi, porri e hummus)

Proseguono le cene speciali in occasione dei nuovi episodi di Hannibal, proseguono e si fanno di volta in volta più interessanti – esattamente come le puntate. Il nostro cattivone preferito si fa via via sempre più perverso, più elegante e più appuntito.

Proseguono le cene, dicevo, e quella della scorsa sera è stata interessante e non difficile da preparare. Volevamo qualcosa di veloce ma di soddisfacente, e così abbiamo deciso di preparare le crêpe; per il ripieno non sapevamo proprio cosa scegliere, così abbiamo optato per un semplicissimo ma sempre ottimo hummus e dei funghi e porri con la panna. Purtroppo non ci sono foto per queste ricette perché abbiamo spazzolato tutto, andate di immaginazione! 

 

Ingredienti per le crêpe (per due persone):
– Una tazza di farina 00;
– Una tazza di farina di riso;
– Latte di soia q.b.;
– Un pizzico di bicarbonato;
– Un pizzico di sale;
– Olio extravergine di oliva q.b. per ungere la padella
(Per i funghi alla panna)
– 500 grammi di funghi champignon (il tipo di fungo è in realtà indifferente);
– Due porri;
– 200 ml di panna vegetale;
– Sale q.b.
(Per l’hummus)
– 110 grammi di ceci secchi;
– Un cucchiaio e mezzo di Tahin;
– Il succo di un limone;
– Sale q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.

Come prima cosa preparate l’impasto delle crêpe mischiando insieme prima tutti gli ingredienti secchi e poi aggiungendo il latte di soia. Nella ricetta che avevo trovato io dava come proporzioni una tazza di latte per le due di farina: inutile dire che non è abbastanza. Ho quindi aggiunto il latte di soia fino a quasi usarne un litro, non saprei dire la misura esatta perché sono andata molto ad occhio. L’impasto deve comunque risultare compatto ma non troppo liquido.
Usate un frustino per amalgamare il tutto senza lasciare grumi e riponetelo in frigo a riposare per 30 minuti circa. Se non avete tempo va bene uguale, le crêpe verranno lo stesso.
Una volta tolto il composto dal frigo ungete bene una padella antiaderente (non serve molto olio), fatela scaldare bene, distribuite più o meno mezzo mestolo di impasto per la superficie calda e fate cuocere. Dopo pochi minuti giratela e, quando la Crêpe avrà assunto un colore “giallognolo” ben cotto, togliete dal fuoco. Ripetete fino ad esaurire l’impasto.

Tagliate i funghi (magari mentre la pastella riposa in frigo) ed i porri a pezzetti piccoli, più piccoli che potete e metteteli a cuocere a fuoco lento in una padella con un goccio di acqua. Coprite e girate di tanto in tanto. Aggiungete un poco di sale. Il ripieno della Crêpe deve essere bello morbido, quindi lasciate cuocere per parecchio aggiungendo acqua se dovesse asciugarsi troppo.  Quando i porri ed i funghi saranno morbidissimi aggiungete la panna, amalgamate e lasciate sul fuoco ancora per pochi minuti: mi raccomando la panna non deve asciugarsi, deve semplicemente abbracciare ogni pezzetto di fungo e di porro.

Per quel che riguarda l’hummus il procedimento è leggermente più lungo semplicemente perché dovrete mettere a bagno i ceci secchi il giorno prima per almeno 12 ore. Si possono usare anche i ceci già lessati ma lo sconsiglio perché il sapore cambia tantissimo. Se doveste usarli sciacquateli tantissimo sotto l’acqua fredda.
Dopo aver lasciato a bagno i ceci dalle 12 ore in su – seguite sempre quello che dice la confezione – cuoceteli in acqua bollente per due ore. Scolateli tenendo da parte l’acqua di cottura. Cercate di togliere più pellicine possibili ma anche se rimangono non cambia molto, l’hummus sarà meno liscio.
Prendete i ceci, metteteli in un frullatore aggiungete il succo del limone ed un cucchiaio e mezzo di salsa tahin. Iniziate a frullare, cercate di arrivare ad una consistenza cremosa. A questo punto fermatevi, aggiungete il sale, l’olio di oliva e un poco di acqua di cottura dei ceci; continuate a frullare fino ad ottenere una crema bella morbida e spugnosa. In moltissime ricette viene messo anche l’aglio ed il prezzemolo: io non lo faccio per una semplice questione di gusti, ma se volete un sapore più deciso abbondate pure con questi due ingredienti.
Una volta ultimati tutti questi processi che, credetemi, sono più lunghi a scriversi che a farsi, non vi resta che prendere le vostre buonissime Crêpe e riempirle fino a farle strabordare!

Per continuare sulla scia di Hannibal quest’oggi vi faccio ascoltare un pezzo famosissimo, delicato e “profumato” proprio come le ricette che vi ho presentato. “Aria da capo” delle Variazioni Goldberg suonata, in questo caso, dall’immenso Glenn Gould. Leggenda vuole che sia il brano preferito dal cannibale più famoso di tutti i tempi e che ami assaporare le sue prelibatezze culinarie ascoltandola. Il brano viene presentato sia nel film “Hannibal” che nella serie omonima ed è curioso scoprire come un sorriso si accenni sul viso di chi conosce bene il personaggio, non appena il brano comincia con le sue famosissime note. Succede anche a voi?