The Leftovers. (Insalata di quinoa, ceci e cavolo rosso)

Nei giorni scorsi ho preparato due tipi di burger come scorta per l’autunno (presto posterò le ricette) e ho prodotto un sacco di avanzi. Oggi non avevo voglia di cucinare niente di niente e ho pensato di mettere insieme un po’ a casaccio i vari ingredienti avanzati per vedere cosa ne sarebbe venuto fuori.
Questa insalata è una perfetta svuota frigo a prova di qualunque pigrizia e soprattutto è buona buona buona. Non pensavo che il cavolo rosso andasse bene, di solito lo mangio da solo oppure nei panini (e nelle piadine falafel) ma ha donato quel sapore acidulo che ha decisamente fatto la differenza.
Come direbbe mio fratello “sai cosa ci starebbe bene qui dentro? La pancetta!”: infatti questa insalata si presta ad essere arricchita da qualunque tipo di proteina, sia animale che non. Spaziate con la fantasia!

 

Ingredienti:
– Quinoa, circa 60 grammi;
– Una patata media bollita e tagliata a cubetti;
– Circa 60 grammi di ceci;
– Cavolo rosso q.b.;
– Aglio in polvere q.b;
– Paprika affumicata q.b.;
– Olio extravergine di oliva;
– Sale

Tagliate a strisce sottili il cavolo rosso, condite con olio e poco aceto (a gusto personale) e lasciate da parte ad insaporire.
Cuocete la quinoa secondo le istruzioni della confezione (sciacquatela sotto acqua fredda corrente finché non avrà finito di fare le bolle, mettetela in pentola, copritela con acqua, portate a bollore, salate leggermente, coprite con il coperchio, abbassate il fuoco e lasciate cuocere per 10 minuti per poi spegnere il fuoco e lasciare a riposare per circa 5 minuti a pentola chiusa).
Per semplificare ulteriormente le cose vi consiglio di usare i ceci in scatola dopo averli adeguatamente scolati e sciacquati, ma se proprio volete avere un sapore più autentico e rustico mettete a bagno i ceci secchi per 12 ore e cuoceteli per due ore in una pentola capiente e salando solo verso la fine della cottura.
A questo punto dovete solo unire tutti gli ingredienti, condire con olio, sale, aglio in polvere e paprika affumicata et voilà! Il piatto è pronto e servito. Più facile di così non penso che si possa fare.

Insalata avanzi

In questo periodo, se penso agli avanzi, mi viene subito in mente “The Leftovers“, bellissima serie ispirata al libro di Tom Perrotta “Svaniti nel nulla”.
Leftovers significa letteralmente avanzo (oltre che significare anche quello che rimane, che non viene usato o consumato) e segue le vicende della comunità di un piccolo paesino della provincia americana dopo che, in un misterioso giorno di ottobre, il 2% della popolazione mondiale svanisce nel nulla.
Quello che mi piace della serie è che mentre ci si interroga su cosa sia accaduto, si debba fare i conti – anche come spettatore – con il senso di impotenza di chi rimane (gli avanzi, appunto), oppure con il modo in cui ognuno dei protagonisti decida affrontare questa perdita in modo diverso,  ma soprattutto amo molto la recitazione degli attori che è veramente portata ad un livello superiore. Giusto per fare alcuni nomi abbiamo nientepopodimenoche Justin Theroux, Christopher Eccleston, Amy Brenneman, Liv Tyler, la rivelazione Carrie Coon, Ann Dowd e Scott Glenn.
Ve la consiglio vivamente, ormai manca solo una puntata alla fine della prima serie e ammetto di aspettare quel momento con grande trepidazione. Quando una serie è fatta così bene ci si affeziona ai personaggi in maniera indescrivibile, e ammetto di aver riservato un posto veramente speciale nella mia vita a questa produzione. Per il momento. Finché qualcuno non la rovinerà completamente.
Detto questo vi lascio con uno dei temi principali del telefilm, “November” di Max Richter, e ditemi se con una colonna sonora così non vi viene voglia di buttarvi a capofitto nella visione della serie! Buon ascolto e buon telefim!

Millennium. (Agretti – detti anche barba di frate – saltati in padella)

Correvano gli anni ’90 ed una grande serie TV come X-files teneva incollati al televisore me, mio fratello e mia madre. Forse eravamo un po’ piccoli per guardarlo, alcune puntate erano molto forti (per quei tempi) ma ce ne siamo appassionati senza via di ritorno.
A tarda notte davano poi un telefilm “parallelo” ad X-files ma molto molto più dark ed inquietante: Millennium. Il protagonista è Frank Black, ex agente dell’FBI con una sorta di potere paranormale che gli permette di scovare dei serial killer efferati. Io e mio fratello siamo impazziti di meraviglia, non vi sto a raccontare gli incubi che affollavano le mie notti dopo la visione delle puntate; fatto sta che lui ha comprato il cofanetto qualche anno fa e negli ultimi tempi stiamo facendo delle vere e proprie maratone pomeridiane e notturne.
Una delle caratteristiche più belle di Millennium è la sigla iniziale, che vi linko subito dopo la ricetta della serata: gli agretti (o barbe di frate) saltati in padella – che hanno gustosamente accompagnato il pre-maratona di questa serata.

 

Ingredienti per due persone:
– 660 grammi di agretti (ancora da pulire);
– Aglio;
– Prezzemolo;
– Olio extravergine di oliva q.b.

Tagliate tutte le radici rosse degli agretti, sono troppo dure da mangiare. Lavate le barbe di frate, tagliatele a metà e mettetele a cuocere per 10 minuti in acqua bollente e salata. Passati i 10 minuti scolatele e buttatele in padella dove avrete fatto scaldare l’olio con l’aglio ed il prezzemolo. Io li ho usati secchi, ma sicuramente con i prodotti freschi il sapore sarà ancora più intenso. Passate in padella per 5 o 6 minuti e poi servite ben caldi.

Agretti cotti

 

La sigla del telefilm è composta Mark Snow, stesso autore della più celebre sigla di X-Files, ed è un capolavoro di violini e percussioni, malinconica ed inquietante proprio come il telefilm. Se vi capitasse di trovare i DVD oppure lo streaming vi consiglio vivamente di guardarlo, è una serie intensa, ricca di pathos e travolgente, nonostante abbia un ritmo tutto suo che, a mio avviso, le permette di essere una delle migliori serie TV mai trasmesse.

Hannibal #2. (Crêpe con funghi, porri e hummus)

Proseguono le cene speciali in occasione dei nuovi episodi di Hannibal, proseguono e si fanno di volta in volta più interessanti – esattamente come le puntate. Il nostro cattivone preferito si fa via via sempre più perverso, più elegante e più appuntito.

Proseguono le cene, dicevo, e quella della scorsa sera è stata interessante e non difficile da preparare. Volevamo qualcosa di veloce ma di soddisfacente, e così abbiamo deciso di preparare le crêpe; per il ripieno non sapevamo proprio cosa scegliere, così abbiamo optato per un semplicissimo ma sempre ottimo hummus e dei funghi e porri con la panna. Purtroppo non ci sono foto per queste ricette perché abbiamo spazzolato tutto, andate di immaginazione! 

 

Ingredienti per le crêpe (per due persone):
– Una tazza di farina 00;
– Una tazza di farina di riso;
– Latte di soia q.b.;
– Un pizzico di bicarbonato;
– Un pizzico di sale;
– Olio extravergine di oliva q.b. per ungere la padella
(Per i funghi alla panna)
– 500 grammi di funghi champignon (il tipo di fungo è in realtà indifferente);
– Due porri;
– 200 ml di panna vegetale;
– Sale q.b.
(Per l’hummus)
– 110 grammi di ceci secchi;
– Un cucchiaio e mezzo di Tahin;
– Il succo di un limone;
– Sale q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.

Come prima cosa preparate l’impasto delle crêpe mischiando insieme prima tutti gli ingredienti secchi e poi aggiungendo il latte di soia. Nella ricetta che avevo trovato io dava come proporzioni una tazza di latte per le due di farina: inutile dire che non è abbastanza. Ho quindi aggiunto il latte di soia fino a quasi usarne un litro, non saprei dire la misura esatta perché sono andata molto ad occhio. L’impasto deve comunque risultare compatto ma non troppo liquido.
Usate un frustino per amalgamare il tutto senza lasciare grumi e riponetelo in frigo a riposare per 30 minuti circa. Se non avete tempo va bene uguale, le crêpe verranno lo stesso.
Una volta tolto il composto dal frigo ungete bene una padella antiaderente (non serve molto olio), fatela scaldare bene, distribuite più o meno mezzo mestolo di impasto per la superficie calda e fate cuocere. Dopo pochi minuti giratela e, quando la Crêpe avrà assunto un colore “giallognolo” ben cotto, togliete dal fuoco. Ripetete fino ad esaurire l’impasto.

Tagliate i funghi (magari mentre la pastella riposa in frigo) ed i porri a pezzetti piccoli, più piccoli che potete e metteteli a cuocere a fuoco lento in una padella con un goccio di acqua. Coprite e girate di tanto in tanto. Aggiungete un poco di sale. Il ripieno della Crêpe deve essere bello morbido, quindi lasciate cuocere per parecchio aggiungendo acqua se dovesse asciugarsi troppo.  Quando i porri ed i funghi saranno morbidissimi aggiungete la panna, amalgamate e lasciate sul fuoco ancora per pochi minuti: mi raccomando la panna non deve asciugarsi, deve semplicemente abbracciare ogni pezzetto di fungo e di porro.

Per quel che riguarda l’hummus il procedimento è leggermente più lungo semplicemente perché dovrete mettere a bagno i ceci secchi il giorno prima per almeno 12 ore. Si possono usare anche i ceci già lessati ma lo sconsiglio perché il sapore cambia tantissimo. Se doveste usarli sciacquateli tantissimo sotto l’acqua fredda.
Dopo aver lasciato a bagno i ceci dalle 12 ore in su – seguite sempre quello che dice la confezione – cuoceteli in acqua bollente per due ore. Scolateli tenendo da parte l’acqua di cottura. Cercate di togliere più pellicine possibili ma anche se rimangono non cambia molto, l’hummus sarà meno liscio.
Prendete i ceci, metteteli in un frullatore aggiungete il succo del limone ed un cucchiaio e mezzo di salsa tahin. Iniziate a frullare, cercate di arrivare ad una consistenza cremosa. A questo punto fermatevi, aggiungete il sale, l’olio di oliva e un poco di acqua di cottura dei ceci; continuate a frullare fino ad ottenere una crema bella morbida e spugnosa. In moltissime ricette viene messo anche l’aglio ed il prezzemolo: io non lo faccio per una semplice questione di gusti, ma se volete un sapore più deciso abbondate pure con questi due ingredienti.
Una volta ultimati tutti questi processi che, credetemi, sono più lunghi a scriversi che a farsi, non vi resta che prendere le vostre buonissime Crêpe e riempirle fino a farle strabordare!

Per continuare sulla scia di Hannibal quest’oggi vi faccio ascoltare un pezzo famosissimo, delicato e “profumato” proprio come le ricette che vi ho presentato. “Aria da capo” delle Variazioni Goldberg suonata, in questo caso, dall’immenso Glenn Gould. Leggenda vuole che sia il brano preferito dal cannibale più famoso di tutti i tempi e che ami assaporare le sue prelibatezze culinarie ascoltandola. Il brano viene presentato sia nel film “Hannibal” che nella serie omonima ed è curioso scoprire come un sorriso si accenni sul viso di chi conosce bene il personaggio, non appena il brano comincia con le sue famosissime note. Succede anche a voi?