Paninazzy del povero

Lasciate che vi racconti una piccola storiella: c’era una volta una Fiorella che un sera aveva una fame grande ma così grande che non riusciva a fare pace con il fatto che il suo frigo fosse completamente vuoto. Tutto quello che aveva a disposizione per mangiare era un po’ di pane di riso nero, una farinata da cuocere, un barattolo di senape forte appena aperto e una cipolla di Breme. Che mestizia, penserete voi, la povera Fiorella dovrà mangiare una cena sciapa e triste.
Ma la nostra eroina non volle arrendersi al vuoto interiore del suo frigo e, con un po’ di intuizione, decise di  fare una semplice addizione di elementi e creò il paninazzy più buono della terra.

IMG_9180

Chiamiamolo il paninazzy del povero, chiamiamolo il panino da gourmet semplici, chiamiamolo pure una fetta di paradiso: la farinata, le cipolle stufate al rosmarino e un filo di senape sono tutti i pezzi di questo puzzle culinario stupefacente.
L’ennesima riprova che con ingredienti semplici si possono ottenere pietanze strabilianti, con una scala di sapori ben strutturata e soprattutto che rendono felice. Non avevo mai provato sensazioni simili mangiando qualcosa, subito dopo aver finito il panino mi sono sentita rilassata e felice, sinceramente felice, come se mi fosse appena successa la cosa più bella (e buona) del mondo, come se tutto il peso della vita si fosse improvvisamente smaterializzato.
Sono esagerata? No. Sono pazza? Mah, non saprei. Sono una buongustaia? Decisamente sì, buongustaia alla ricerca della bellezza nel mangiare. Questo panino è tanto semplice quanto soddisfacente. Questo paninazzy del povero è l’amore.

N.B.: Il pane di riso nero lo trovo solo al mercato dei contadini di Alessandria. Sentitevi quindi liberi di sostituirlo con il vostro pane preferito, il risultato non cambierà sicuramente.

IMG_9152-2

Ingredienti:
Farinata già pronta (o 100 grammi di farina di ceci e 300 ml di acqua);
– Una ci polla di breme (o rossa);
– Pepe q.b.;
– Sale q.b.;
– Rosmarino q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.
– Senape forte q.b.
– Pane da tagliare a fette

Preparate la farinata seguendo questo procedimento.
Tagliate la cipolla non troppo sottilmente, scaldate un cucchiaio di olio extravergine di oliva in una padella, versate la cipolla, salate e iniziate la cottura a fuoco medio-basso. Aggiungete poca acqua alla volta (o brodo, se ne avete) per non far bruciare la cipolla. Dopo 10 minuti aggiungete il rosmarino e il pepe. Coprite con un coperchio e continuate a cuocere per altri 10 minuti almeno. Quando la cipolla sarà super morbida togliete il coperchio, alzate leggermente la fiamma, mescolate e fatela caramellare fino a quando non ci saranno più liquidi nella padella. Spegnete il fuoco e mettete da parte.
Ora tagliate il pane a fette spesse, tostatelo se volete e cominciate a impilare la meraviglia: spalmate uno strato sottile di senape forte sulla prima fetta, mettete uno strato di cipolle, uno di farinata e così via. Benvenuti nel paradiso del paninazzy del povero.

IMG_9184-2

C’è un gruppo che amo immensamente e che mi fa provare emozioni profondissime che non so spiegare: The War On Drugs. Non mi sono ancora informata su di loro, ovvero che non so niente della loro genesi, non so chi sono, non conosco il nome del cantante e questa ignoranza è del tutto voluta. I The War on Drugs sono talmente immensi che non voglio eliminare quest’aurea di mistero. Il 25 agosto 2017 hanno pubblicato il loro quarto album di studio “A deeper understanding: un vero e proprio capolavoro.
Non voglio anticiparvi altro anche perché la loro musica non la so spiegare, è tutta da sentire e basta.

Tempeh affumicato e salsina allo sciroppo d’acero.

Ricetta improvvisata, ricetta fortunata? Devo decisamente smetterla di mettere solo l’istinto nei piatti e negli scatti, anche se il risultato finale non è poi così male.
Tempeh affumicato per la gioia del palato, signore e signori. Una ricetta facilissima che si prepara in poco tempo e che richiede solo una manciata di ingredienti.

IMG_2746-2

Il tempeh tagliato sottile è una gioia da cuocere. Ho provato a farlo in due modi:
1) Fritto nell’olio di cocco, ma ho sbagliato la cottura e si è bruciacchiato perdendo tutto il suo sapore;
2) Cotto in padella con le zucchine e solo un filo d’olio, ed è così che ha mantenuto tutta la sua morbidezza e che il sapore affumicato ha trovato la sua giusta esaltazione.

Un secondo piatto dal successo assicurato, accompagnato da una salsina spettacolare fatta da tahina, sciroppo d’acero e senape. Una bomba!

IMG_2775-2

Ingredienti per una persona:
– 160 grammi di tempeh;
– 2 cucchiai di salsa di soia;
– 1/2 cucchiaino di paprika affumicata;
– 1 cucchiaino di sciroppo d’acero (o di zucchero, preferbilmente grezzo);

Per la salsa:
– 1 cucchiaino di tahina;
– 1 cucchiaino di sciroppo d’acero;
– 1/2 cucchiaino di senape (se è quella forte è meglio);
– Rosmarino q.b.;
– Peperoncino q.b.;
– Acqua per allungare q.b.

Tagliate il tempeh a fettine sottilissime, il più sottile possibile.
In una ciotola mescolate insieme gli ingredienti per la marinatura e mettete le fettine di tempeh a marinare per circa 20 minuti, girandole allo scoccare dei 10 minuti, in modo da marinare uniformemente. Il tempeh assorbirà tutta la marinatura, è normale e non è necessario aggiungerne altra.
Passati i 20 minuti, friggetelo in olio bollente fino a doratura, o cuocetelo in una padella antiaderente con un goccio d’olio, girando spesso le fettine.
Preparate la salsa mescolando insieme tutti gli ingredienti, unite l’acqua fredda un poco alla volta, mescolando fino ad ottenere la consistenza desiderata.
Servite il tempeh con verdure grigliate o in padella e cospargetelo di salsa.

IMG_2749-2

Lykke Li – I Know Places è tratta dal suo album Wounded Rhymes.

I know places we can go, babe
I know places we can go, babe
The high won’t fail here, babe
No, the high won’t hurt here, babe

I know places we can go, babe
I know places we can go, babe
Where the highs won’t bring you down, babe
No, the highs won’t hurt you there, babe

Don’t ask me when but ask me why
Don’t ask me how but ask me where
There is a road, there is a way
There is a place, there is a place

I know places we can go babe
Comin’ home, come unfold babe
And the high won’t fade here, babe
No, the high won’t hurt here, babe

So come lay and wait
Now won’t you lay and wait
Wait on me

I know places we can go babe
Comin’ home come, unfold babe
I know places we can go babe
Comin’ home, come unfold babe

Paninazzy ripieno di ceci, avocado e rucola

Avete presente quando dovete per forza usare degli ingredienti che altrimenti vanno irrimediabilmente a male? Ecco, così. Questo paninazzy arriva proprio dall’esigenza di usare una manciata di ceci che mi imploravano di uscire dal frigo, mezzo avocado che non voleva saperne di diventare guacamole e qualche foglia di rucola che svolazzava in un sacchetto di insalata. Insomma, la cena dei poveri che si trasforma in un piatto da regine e re.

IMG_2621-2

Paninazzy serissimo.

Ingredienti per un panino:
– Mezza scatola di ceci già cotti;
– Mezzo avocado maturo;
– Una manciata di rucola (o altra insalata a piacere);
– 3 cucchiaini di succo di limone;
– 2 fette di pane (quello che preferite);
– Sale e pepe q.b.;
– Senape dolce q.b.

Mettete a tostare il pane.
In una ciotola schiacciate con la forchetta i ceci fino ad averli ridotti in una sorta di purea a pezzettoni, fate la stessa cosa con il mezzo avocado.
Condite con il succo di limone, il sale e il pepe e mescolate bene, assaggiando e aggiustando i sapori. Niente vi vieta di buttarci dentro anche altre spezie come il peperoncino.
Quando il pane è pronto, spalmate le due fette con la senape, adagiate la rucola e poi buttateci sopra a cucchiaiate il vostro ripieno, fino a quando vi va. Chiudete il panino, ignorate tutto il mondo che vi circonda e gustatelo con amore.

IMG_2623

Panino con vista.

È sabato, c’è bisogno di relax e “Settle down” di Kimbra – tratta dal suo album Vows è la canzone che mi sta aiutando molto a trovare il mood per la serata.
Kimbra è una cantante (ma non solo) neozelandese, diventata più o meno famosa con la canzone “Somebody that I used to know” di Gotye.
Che dire, la sua voce è una vera e propria sostanza dopante per le orecchie, di una bellezza e raffinatezza jazz rarissime. Spero che vi piaccia quanto piace a me.

We can settle at a table
A table for two
Won’t you wine and dine with me?

Paninazzy time.

Diciamoci la verità, ci sono delle volte in cui l’idea di mettersi a cucinare fa girare la testa.
Eccomi giungere in vostro soccorso con una nuova “rubrica” di questo blog sempre più mangereccio: Paninazzy.

Cosa c’è di meglio di un panino? Oasi nel deserto di lunghi viaggi o deliziosi picnic, un panino salva la vita in tante di quelle situazioni che la metà basta.
Quante volte siete arrivati a casa la sera dopo una lunga giornata di lavoro e vi siete “adattati” a quello che avevate in frigo?
È proprio da questa idea che nasce Paninazzy: il bisogno di un pasto messo insieme velocemente, chiuso fra due deliziose fette di pane, e mangiato morso dopo morso, magari accompagnato da una buona birra fredda (Si capisce che qui amiamo la birra in maniera molto profonda, sì?).

IMG_1283

Tranquilli amici, quel sentimento che vi spinge a ordinare un panino falafel al posto di spentolare (chi ha voglia di lavare i piatti poi?) lo conosco benissimo, lo condivido e lo sottoscrivo: siamo tutti umani. 
Allora eccomi qui a presentarvi il primo Paninazzy, costruito sapientemente un sabato sera in cui non avevo niente da fare, neanche 5 euro nel portafoglio, poca roba da mangiare in frigo e ancora meno volontà di mettermi ai fornelli.

IMG_1285

Ingredienti:
– Pane a scelta (io ho usato quello senza glutine di qualche ricetta fa);
– Pomodorini pachino q.b.;
– 1/2 avocado maturo tagliato a fette;
– 4 polpette ikea (+ altre 4 mangiate immerse nella senape);
– Senape forte q.b.
– Olio extravergine, sale, pepe, aceto q.b.

Condite i pomodorini tagliati a fettine con olio, aceto, sale e pepe e lasciate a insaporire.
Tagliate il pane a metà e spalmateci dentro tutta la senape che volete.
Su una delle due metà disponete l’avocado tagliato a fette, sull’altra i pomodorini e condite con una generosa dose di pepe.
Preparate le polpette vegetali Ikea secondo le istruzioni e una volta pronte, disponetele su una delle due metà del panino.
Chiudete le due metà contenendo il condimento che cercherà di scappare ovunque, schiacciate forte per far spiaccicare le polpette con gli altri ingredienti, aprite una birra fresca e godetevi il vostro paninazzy.

IMG_1276

Sedetevi sul divano ora, lasciate che Maximilian Hecker faccia la magia. Lasciate che “Birch” vi seduca lentamente, nota dopo nota.

La salsa definitiva per nachos.

Siete pronti per scoprire insieme la salsa per patatine DEFINITIVA? In realtà è anche un condimento perfetto per le verdure alla griglia, le insalate, il tempeh, il tofu, i paninazzi, insomma per tutto!

IMG_0975-2

 

Due ingredienti principali e una manciata di secondari che tutti abbiamo nella dispensa, per creare una salsa dal retrogusto misteriosamente formaggioso, che vi darà la scusa per riempirvi casa di nachos e ospiti.

Ingredienti:
– 2 cucchiai abbondanti di tahina;
– 1 cucchiaino di senape forte;
– 1 cucchiaio di olio;
– Aglio in polvere q.b. (a gusto personale);
– 2 cucchiai di succo di limone;
– Acqua q.b.

In una ciotola mischiate insieme tutti gli ingredienti tranne l’acqua, fino a ottenere un composto uniforme ma molto ruvido.
Aggiungete l’acqua un goccio alla volta, fino a ottenere una consistenza cremosa, tipo salsa al formaggio.
Se doveste mettere troppa acqua non vi preoccupate: basta aggiungere altra tahina o buttare un pochino del composto e aggiustare poi di conseguenza.
Servite con i nachos, con delle patatine simili o anche con le patate al forno perfette di qualche post fa.

IMG_0978-2

Salsa per i nachos + nachos = party!
E qualche canzone celebra a mille il concetto di festa? Semplice: “You gotta fight for your right to party!” dei Beastie Boys!
È il 1986, i Beastie Boys si iniziano a sentire in giro non solo per tutta New York, ma per tutta l’America. È proprio con questo pezzo, a metà fra l’hard rock e il rap, che diventano famosi: una canzone cazzona e inutile, perfetta per attrarre un pubblico che aveva voglia di divertirsi e che funziona anche ora, a 30 anni di distanza.
Let’s party!

Burger di macinato vegetale Macì by Sojasun.

Supercombo per questo post: recensione + ricetta + canzone dopo la ricetta.
Iniziamo con la recensione velocissima: il macinato vegetale Macì di casa Sojasun, ha attirato la mia attenzione dalla prima volta che l’ho visto. Presentato esteticamente come un comune macinato di carne, è in realtà composto da: Acqua, succo di soia 23% (acqua, semi di soia), proteine di soia 23%, cipolle, concentrato di pomodoro, olio di girasole, sale, zucchero, fibra di frumento, concentrato di cipolla, gelificante: metilcellulosa, colorante naturale (rosso ricavato da barbabietola).
Volevo usarlo per fare le lasagne, ma poi ho avuto più urgenza nel maneggiarlo e così ho fatto dei semplicissimi burger.
Il macinato si lavora molto facilmente, si amalgama bene con tutto e non necessita di chissà quanti ingredienti per mantenere la forma. Avrei potuto fare anche delle polpette, volendo.

Il sapore è abbastanza neutro, per questo suggerisco di condirlo e speziarlo a gusto personale; la nota super positiva è che non sa di cartone pressato.
Sojasun sforna un prodotto facile da usare, intuitivo grazie al packaging trasparente e versatile. Sul sito ufficiale, inoltre, trovate diverse ricette che impiegano Macì, anche se alcune sono “solo” vegetariane.

Prossima tappa: sughi e lasagne.

Foto presa dal sito ufficiale Sojasun.

Foto presa dal sito ufficiale Sojasun.

Ingredienti per 4 burger:
– 240 grammi di Macì (1 confezione);
– Uno scalogno medio;
– Uno spicchio d’aglio;
– Curcuma q.b.;
– Paprika dolce q.b.;
– Sale q.b.;
– Timo q.b.;
– 1 cucchiaio abbondante di farina di ceci;
– 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro;
– Pepe q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.

Afettate e successivamente tritate con una mezzaluna, lo scalogno e lo spicchio d’aglio. Metteteli a rosolare in padella con un cucchiaio di olio, del timo (a piacere) un cucchiaino di curcuma e un pizzico di sale. Coprite e lasciate cuocere, aggiungendo un goccio di acqua in modo che non si brucino. Quando lo scalogno sarà morbido e si sarà formata una sorta di cremina spegnete il fuoco e mettete da parte a raffreddare per qualche minuto.
In una ciotola capiente fate a pezzi con le mani il macinato di soia, poi aggiungete del pepe, della paprika dolce, il concentrato di pomodoro, il sale, del timo, il cucchiaio di farina di ceci e infine la cipolla con l’aglio.
Amalgamate tutto con le mani, dopodiché formate delle palline che poi appiattirete per formare gli hamburger.
Cuocete in padella con un cucchiaio di olio per 5 minuti per parte a fuoco medio. Fate attenzione però a non bruciarli (come ho quasi fatto io).
Servite con dell’insalata fresca o infilate i burger fra due fettazze di pane con la senape.
In foto: senape all’aneto di Ikea.

Burger di macinato Macì

È di questa mattina la notizia freschissima che Matt Corby, di cui ho parlato qui, ha sfornato un singolo nuovo di zecca. “Monday” è la canzone che lo riporta in studio dopo quasi 2 anni dall’ultimo singolo uscito.
La canzone è intima, contenuta, dal ritmo leggero e Matt Corby la spiega così direttamente dal suo profilo Facebook: “Monday is about being able to appreciate where you are and thinking that maybe you don’t need anything much to depend on, you just need accept what’s going on right now.

E allora apprezziamo questa uscita inaspettata e piacevolissima. Grazie Matt!

Formaggio spalmabile saporito.

Per il mio compleanno mi è stato regalato il libro “Formaggi veg” di Grazia Cacciola e non vedevo l’ora di poter provare qualche ricetta. L’idea di preparare un formaggio in poco tempo (alcune ricette richiedono letteralmente 10 minuti, altre anche qualche giorno fino a qualche settimana) mi ha sempre fatto girare la testa per l’emozione.
In questi giorni sono presa da un raptus culinario, e avendo poco tempo per uscire a fare la spesa ho scelto una ricetta che contenesse tutti gli ingredienti presenti nella mia dispensa.
Questo “cheddar” spalmabile è perfetto per muovere i primi passi nel libro di Grazia Cacciola, poiché è facile, molto veloce e non richiede tecniche o strumenti particolari, solamente un mixer e un barattolo nel quale conservare il prodotto finale. Anche gli ingredienti sono alla portata di tutti: tofu, spezie in polvere o secche, tahina e miso. 

Ingredienti:

– 250 grammi di tofu al naturale;
– Un cucchiaio abbondante di tahin (30 grammi circa);
– Il succo di mezzo limone;
– Un cucchiaino raso di miso (circa 5 grammi);
– Sale q.b.;
– Un cucchiaino di paprica;
– Un cucchiaino di curcuma;
– Un cucchiaino di aglio in polvere;
– Mezzo cucchiaino di senape (opzionale).

Tagliate a cubetti il tofu e mettetelo in una pentola ricoperto d’acqua. Portate a bollore e lasciate cuocere per 5 minuti, dopodiché salate l’acqua, spegnete il fuoco e lasciate riposare in acqua per altri 5 minuti.
Scolatelo e sciacquatelo sotto l’acqua fredda.
Mettetelo nel mixer e fate andare le lame fino a fargli raggiungere una consistenza cremosa, tipo quella del formaggio philadelphia. All’inizio sembrerà non funzionare, ma voi abbiate pazienza. Raggiunta la consistenza cremosa sostituite le lame con quelle per impastare (di solito di plastica) e aggiungete gli altri ingredienti.
Fate amalgamare a bassa velocità. Il tempo varia a seconda della consistenza che desiderate, ma in generale avrete un ottimo “patè” da spalmare. A seconda del tipo di tofu che usate l’umidità potrebbe variare. Se volete un prodotto più umido aggiungete un goccino di acqua poco per volta.
Servite con pane croccante oppure come accompagnamento alle verdure o meglio ancora come salsa per i nachos.

Formaggio spalmabile

Siccome le idee migliori mi stanno spuntando sempre di mattina, ho deciso di postare qui “Pure morning“, una delle canzoni più belle dei Placebo.
Uscita nel 1998, la canzone fa notare i Placebo al mondo intero. Negli anni hanno perso la freschezza dei primi dischi, e questa Pure Morning – nella sua semplicità – è l’esempio che la genuinità viene ripagata ampiamente, soprattutto quando si tratta di musica.
Brian Molko ha poi rinnegato la canzone, distaccandosi dal testo e affermando che non li rappresenta più. Fatto sta che è uno dei pezzi più significativi del decennio ’90. 

A friend in needs a friend indeed,
A friend who’ll tease is better,
Our thoughts compressed,
Which makes us blessed,
And makes for stormy weather

Riso di cavolfiore con salsa speciale.

Girando fra i vari siti vegani ho trovato diverse ricette che hanno come protagonista il cavolfiore. Non sapevo, per esempio, che può essere consumato anche crudo (il “cous cous” di cavolfiore è un piatto tipicamente crudista). Tempo fa ho provato a fare la “bistecca” di cavolfiore tagliandolo a fettone e facendolo andare in padella o su una piastra con delle spezie, proprio come se fosse una bistecca, ottenendo un risultato che mi ha stupito piacevolmente.

Questa volta mi sono cimentata invece nel preparare il “riso” di cavolfiore, semplicemente grattuggiandolo per farlo sembrare riso per cuocerlo successivamente in padella. Punto. Fine. Questa è la difficoltà della ricetta, capite?
Per accompagnarlo ho messo insieme un paio di ingredienti a caso (senape, salsa di soia e aglio) e ne è uscita una dal sapore molto deciso che – incredibilmente – sta benissimo con quello del cavolfiore. Insomma, questo esperimento è più che riuscito: pochi ingredienti e di qualità possono fare veramente la differenza.
Le dosi sono per una persona sola, va da sè che con un cavolfiore medio o grande vadano moltiplicate a dovere.

Ingredienti per una persona:

– 1 cavolfiore piccolo;
– 6 pomodorini pachino;
– 1 cipolla rossa piccola;
– 1 cucchiaio di olio di riso (o olio extravergine di oliva)
– 1 cucchiaino di senape forte;
– 4 cucchiaini di salsa di soia;
– Aglio in polvere q.b.;
– Un pizzico di timo secco.

Lavate il cavolfiore e privatelo delle foglie. Staccate fiore per fiore e grattuggiatelo finemente. Se avete un food processor potete usare le lame a S senza farle andare troppo, o meglio ancora usare la lama apposita per grattuggiare.
Tagliate a pezzi piccoli la cipolla e in quarti i pomodorini.
Scaldate in padella il cucchiaio di olio di riso e versate il cavolfiore, la cipolla e i pomodorini; fate cuocere a fuoco medio/basso per circa 10 minuti, rigirando di tanto in tanto. Tenetelo d’occhio, non dovrebbe attaccarsi niente ma se dovesse succedere aggiungete poche goccine d’acqua. Il cavolfiore, essendo piccolo, non butterà fuori molta acqua di per sè.
Nel frattempo in una ciotola mescolate insieme la senape, la salsa di soia e l’aglio in polvere (se non avete l’aglio in polvere potete aggiungere aglio fresco tritato direttamente in padella), fino a ottenere una salsa omogenea; aggiungetela alla padella e mescolate bene.
Il riso di cavolfiore non deve essere molle, deve restare leggermente croccante, quindi una volta amalgamata la salsa al resto degli ingredienti assaggiate per decidere che grado di cottura dare.
Impiattate spolverando con un pizzico di timo.

Riso di cavolfiore

La canzone che accompagna questo piatto è quel capolavoro indiscusso di “Space Oddity” del solo, unico, immenso David Bowie. Ho recentemente scoperto una versione italiana (“Ragazzo solo ragazza sola”) scritta da Mogol e Bowie ma c’è da mettersi le mani nei capelli. Tutto il senso di isolamento e di alienazione che caratterizzando il testo originale vengono spazzati via per lasciare posto ad una storia d’amore fra un ragazzo ed una ragazza. Se volete andate a cercarla, ma il mio consiglio è quello di perdervi nelle note di quella originale.

This is Major Tom to Ground Control
I’m stepping through the door
And I’m floating in a most peculiar way
And the stars look very different today

Insalata invernale con dressing di tahin.

Ho sempre avuto una passione smodata per le insalate. Quando vado in qualche ristorante/trattoria/pizzeria una delle prime cose che faccio è controllare la lista delle insalate per vedere quanta varietà hanno.
Uno dei locali che preferisco in assoluto nel mondo è Soup&Go, a Torino. Non solo si trovano sempre zuppe freschissime e molto originali, ma è anche possibile farsi da soli una mega insalata ad un prezzo veramente ridicolo.
Il bello dell’insalata è che se ne può mangiare a quintalate e che si possono creare le più disparate combinazioni di sapori: con i pomodorini, le melanzane grigliate, i peperoni; o ancora con le olive, i crostini di pane, i funghi, i cavolini di Bruxelles; con la zucca, le patate dolci, anche con la frutta! Insomma, le combinazioni sono infinite, persino con le arance!

È proprio da questo ingrediente che parte l’idea per questo contorno. Di arancia non ce n’è mai abbastanza nella vita di tutti i giorni, sappiatelo. Siamo nel periodo giusto, essendo un frutto invernale, e più i frutti che mangiamo sono di stagione meglio è per noi. Non solo per un discorso di vitamine, ma anche perché il sapore dei cibi di stagione è decisamente imbattibile. 
Le arance ora sono dolci e succose, quindi dovete approfittarne!

E la salsa? Possiamo parlare della salsa? Tahin, limone, senape, un goccio di olio! Una combinazione di sapori ottima per accompagnare qualunque tipo di verdura, dai fagiolini verdi agli asparagi. Quando ho voglia di cambiare un po’, scelgo questa opzione che non mi stanca mai. Come dire: tahin e senape sono la coppia perfetta.

Ingredienti per una persona:
– Almeno 250 grammi di insalata (l’insalata non si pesa, quindi seguite il vostro occhio);
– 5 noci;
– Una arancia;
– 100 grammi di tofu;
– Salsa di soia q.b. per la marinatura;

Per il dressing con la tahina:
– Due cucchiai di tahina;
– Un cucchiaino e mezzo di senape forte;
– Un cucchiaio di olio extravergine di oliva;
– Il succo di mezzo limone.

Preparate l’insalata come meglio preferite: potete prenderla da tagliare e lavare o fare come me, che pigramente ho comprato i sacchetti già pronti (solo perché non avevo voglia di lavare foglia per fogliaaa!). Inutile dire che se siete “a risparmio” conviene fare tutto da soli.
Per questa insalata in particolare consiglio di scegliere il radicchio, ma come vedrete io mi sono buttata su una misticanza con tanto di valierana e fogliette di cavolo riccio.
Aprite le noci e fatele a pezzetti.
Sbucciate l’arancia e tagliatela a pezzettini. Cercate di essere delicati perché altrimenti la spatascerete tutta e addio arancia nell’insalata.
Tagliate a cubetti il tofu, fatelo cuocere per 6 minuti in acqua bollente, scolatelo raffreddandolo con l’acqua corrente e infine lasciatelo a marinare nella salsa di soia per almeno 15/20 minuti, girandolo di tanto in tanto. Grazie a questa marinatura non dovrete usare sale ed il tofu non saprà di cartone.
A questo punto preparate il condimento: in una ciotola mettete la tahina e la senape insieme al succo di limone e l’olio e “sbattetela” come se fosse un uovo, fino a fargli raggiungere una consistenza omogenea.
Infine mischiate tutti gli ingredienti e preparatevi ad adorare questa insalata pazzesca!

IMG_7121

Siamo già quasi a febbraio, se ci penso mi gira la testa!
Per chiudere (quasi) il primo mese dell’anno ho bisogno di qualcosa che conosco, qualcosa che mi faccia sentire a casa. A questo proposito (e un po’ anche perché a gennaio si fanno i propositi per tutto l’anno) vi lascio “Please, please, please let me get what I want” degli Smiths. Non c’è canzone più perfetta di questa per salutare gennaio.