Zuppa di lenticchie, patate e latte di cocco

Eccomi qui con una nuova ricetta che, lasciatemelo dire,  è tutto un nuovo livello di sapore.
Le parole zuppa, lenticchie, patate e latte di cocco vanno d’accordo più di quanto sperassi.
Il piatto che state per vedere nasce durante una serata in cui mi sono decisa finalmente ad aprire la confezione di latte di cocco che mi guardava sconsolata da mesi: “Aprimi” mi ha detto, “ti prometto grandi cose! Puoi fare un dolce con me, un budino, una zuppa, una crema per condire, ma aprimi prima che scada!”. E così, dopo essermi assicurata di non avere le allucinazioni, ho deciso di mettere insieme qualche altro ingrediente e la magia si è compiuta: ho fatto un miracolo.
Di solito non sono per niente vanitosa e anzi, a volte mi rendo conto che vorrei dire molto di più di quello che dico, ma questa volta devo prendere il merito di questa ricetta: la zuppa è un concentrato di piacere e delicatezza, un insieme di sapori che si incrociano e si sposano bene uno con l’altro.

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Le lenticchie sono la parte che sa di casa, le patate accarezzano il palato, il latte di cocco è uno tsunami di profumo orientale e lo zenzero una esplosione atomica di freschezza. 
Insomma, questa zuppa è un comfort food di raro piacere, si prepara in meno di 30 minuti e contiene ingredienti accessibili a tutti. Cosa aspettate? Andate a prendere il latte di cocco che giace in dispensa inutilizzato, lasciate che vi parli!

Ingredienti per 2 persone:
– 150 grammi di lenticchie rosse decorticate;
– 4 patate tagliate a cubetti;
– 1 scalogno;
– 1 carota;
– 1 pezzo di zenzero, grosso come un pollice;
– 100 ml di latte di cocco;
– Spinaci già cotti q.b. (opzionale);
– Olio q.b.;
– Sale q.b.

Lavate le lenticchie sotto acqua fredda corrente fino a quando smetteranno di fare schiuma e mettete da parte.
Lavate, pelate e tagliate a cubetti le patate e mettete da parte.
Affettate sottilmente lo scalogno, la carota e lo zenzero sbucciato e soffriggete in una pentola con un cucchiaio di olio. Se dovesse servire aggiungete un goccio di acqua per evitare che si attacchino.
Quando lo scalogno si sarà ammorbidito, aggiungete le lenticchie, fatele tostare per circa un minuto girando spesso, aggiungete le patate e versate l’acqua fredda. L’acqua deve bastare per coprire appena il tutto, se dovesse mancare nel corso della cottura si può tranquillamente aggiungere.
Coprite con un coperchio, portate a ebollizione, poi abbassate il fuoco e lasciate cuocere per il tempo di cottura delle vostre lenticchie mescolando di tanto in tanto. . Le mie ci mettono 15 minuti.
Una volta trascorso il tempo di cottura delle lenticchie aggiungete un paio di forchettate di spinaci già cotti, il sale e il latte di cocco, alzate il fuoco e mescolate. Fate cuocere per altri 5 minuti facendo attenzione che non si attacchi al fondo della pentola, infine servite con un pizzico di peperoncino, o ancora un po’ di zenzero tritato fresco.

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Se si tratta di godere forte, allora in campo musicale nessuno (e dico proprio nessuno) può battere Mr Muddy Waters. Il suo è un blues puro e genuino, che arriva dalla terra e dal sudore e parla indistintamente a tutti.
Dal fango del Mississippi in cui giocava da bambino (da qui il suo nome d’arte), fino al gigantesco successo e la consacrazione come padre del blues di Chicago, Muddy Waters ha formato in gran parte la musica rock e quello che ascoltiamo anche ora: tutti i più grandi (Led Zeppelin, AC/DC, Clapton, Hendrix e così via) si sono ispirati a lui, e bastano veramente poche note per capire il perché.
Ascoltate l’antologia di questo genio del blues, le vostre orecchie vi ringrazieranno e non uscirete più dal tunnel.

Zuppa di piselli rustica.

Ormai si sarà capito chiaramente che non importa quanti gradi ci siano, quando la zuppa chiama, io rispondo senza fare storie.

Credo di aver preparato questa zuppa rustica una sera in cui faceva più fresco del solito e io avevo bisogno di abbracciarmi un po’. Incredibile come un piatto possa aggiustare il tiro dell’umore con così tanta semplicità: piselli, patate, carote e una cipolla. Non serve altro per ritrovare un sapore di campagna e di natura, l’ennesimo sapore che aiuta a ritrovare la strada di casa.

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Ingredienti per una persona:
– 100 grammi di piselli spezzati secchi;
– 2 patate piccole pelate e tagliate a cubetti;
– 1 carota tagliata a pezzettoni;
– 1 spicchio d’aglio;
– 1 cipolla di tropea piccola (o 1 scalogno);
– Olio extravergine di oliva q.b;
– Sale q.b.;
– Farina di mandorle q.b. (opzionale)

Mettete a bagno i piselli spezzati seguendo le istruzioni della confezione. Una volta pronti scolateli, e metteteli a cuocere in abbastanza acqua salata da coprirli, iniziando a contare il tempo di cottura dall’ebollizione. I piselli che ho usato io cuocevano per 60 minuti, quindi allo scadere della prima mezz’ora ho aggiunto il resto delle verdure alla pentola e ho lasciato a cuocere fino alla fine dell’ora a fuoco basso, facendo attenzione che non si asciugasse l’acqua.
Servite con un giro di olio extravergine, una spolverata di farina di mandorle e del peperoncino.

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Se c’è una canzone che mi fa da balsamo nei momenti di sconforto o malinconia, è decisamente “Landslide“, nella cover degli Smashing Pumpkins, inclusa nel loro Pisces Iscariot. Landslide” è la prima canzone alla quale penso quando mi serve forza per uscire da un pantano,  soprattutto quando il pantano è emotivo e rischio di rimanerci troppo invischiata. Originariamente è stata composta da Stevie Nicks nel 1975 quando cantava nei Fleetwood Mac, ma il timbro vocale di Billy Corgan le regala una magia tormentata e dark che la rende una delle cover migliori della storia della musica.

Oh, mirror in the sky, what is love?
Can the child within my heart rise above?
Can I sail through the changing ocean tides?
Can I handle the seasons of my life?

Stufato di patate e funghi al vino rosso.

Dopo tanto cercare, ho scovato online la ricetta di uno stufato di verdure ricco, saporito, da divorare senza ritegno.
La ricetta originale è la versione veganizzata dello stufato di manzo, con i funghi portobello al posto della carne. L’ho leggermente modificata usando gli champignon bianchi al posto dei portobello, la farina senza glutine al posto di quella normale e ho eliminato qualunque ingrediente non avessi in dispensa, rendendolo così un piatto alla portata di tutti, con ingredienti che non ho dovuto comprare apposta.

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Lo stufato di patate e funghi è delizioso, rustico e soprattutto facile da preparare, anche se bisogna stare attenti ai primi importanti passaggi, ma una volta superati quelli è tutto in discesa.
Mentre sobbolle sul fuoco, la casa si riempie di un profumo appetitoso, talmente tanto che vi farà salivare come il cane di Pavlov.

Credo che accompagnarlo alla polenta sia la morte sua, ma anche mangiato così, come contorno, è perfetto, semplicemente perfetto. L’ho detto che è perfetto?

Ingredienti per una pentolona di stufato:
– 500 grammi di funghi champignon tagliati a fettine;
– 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– 2 spicchi d’aglio grattuggiati;
– 1 porro affettato grossolanamente;
– 2 carote a fettine;
– 1 litro di brodo vegetale;
– 1/4 di tazza di farina senza glutine (ho usato la Mix It! di Schär);
– 1 tazza di vino rosso (ho usato un barbera);
– 2 cucchiai di concentrato di pomodoro;
– 5 patate tagliate a pezzettoni;
– Una manciata di timo secco (o fresco);
– Una manciata di rosmarino secco (o fresco);
– Sale e pepe q.b.

In una pentola fate scaldare l’olio extravergine e unite subito i funghi. Fateli cuocere a fuoco medio per circa 5 o 6 minuti fino a farli diventare più teneri lasciandogli perdere un po’ di acqua; aggiungete poi il porro e le carote, mescolate e lasciate a cuocere per altri 5 o 6 minuti. Quando le verdure si saranno ammorbidite, aggiungete il vino rosso e portate a bollore. Abbassate il fuoco.
Appena il vino si sarà ridotto di circa la metà, aggiungete la farina un poco alla volta mischiando molto bene. Versate poi subito il brodo (se non lo versate tutto rischiate che si attacchi il composto sul fondo), l’aglio, le patate, il concetrato di pomodoro, il rosmarino e il timo.
Alzate il fuoco fino a portare a bollore mescolando, abbassate il fuoco e lasciate cuocere per 45/50 minuti. Noterete che piano piano il liquido diventerà più denso. Se dovesse asciugarsi troppo aggiungete dell’acqua o dell’altro brodo. Consiglio di coprire la pentola lasciando lo spazio per far uscire il vapore e di girare spesso, per assicurarsi che niente si attacchi sul fondo.
Lo stufato sarà pronto quando le patate diventeranno molto molto tenere, a questo punto potete salare e pepare a piacere, potete aggiungere anche un po’ di peperoncino.

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Accompagno questa ricetta con una canzone che ha il sapore di un abbraccio morbido.
Keaton Henson è un cantautore inglese, poeta, pittore, artista visivo e chi più ne ha più ne metta; uno di quei personaggi pieni di talento che possono fare quello che vogliono. E lui fa quello che vuole con la chitarra e la sua voce, con la sua dolcezza infinita e la fragilità esposta lì, pronta a farsi guardare e ascoltare da tutti.
Strawbear” è la canzone che preferisco del suo repertorio, la storia di due persone che si incontrano e si curano, ma che sanno (o almeno una delle due sa) che non avranno un futuro insieme.

Patate al forno perfette.

A volte non c’è niente di meglio di una bella teglia di patate al forno per risollevare il morale o dare una svolta alla giornata.
La ricetta di queste patate è semplicemente perfetta, proprio come sono perfette loro: croccanti fuori, morbide dentro, molto saporite e super rustiche. Esattamente come piacciono a me.

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Ingredienti:
– 4 patate;
– 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva;
– Paprika dolce q.b.;
– Sale q.b.;
– Rosmarino q.b.;
– Pepe q.b.

Preriscaldate il forno a 200° C.
Lavate accuratamente le patate se volete tenere la buccia, altrimenti sbucciatele.
Tagliatele a spicchi più o meno tutti della stessa dimensione, mettetele in una terrina e conditele con l’olio e le spezie nelle quantità che più gradite. Mescolate abbondantemente, in modo da distribuire tutto il condimento uniformemente.
Coprite una teglia con la carta da forno e stendeteci sopra le patate in un unico strato, così da farle cuocere tutte allo stesso modo.
Infornate per 25 minuti a forno statico, servite subito.

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Il 2016 si sta rivelando come una gigantesca ecatombe di musicisti. Proprio pochi giorni fa ci ha lasciato quel geniaccio di Maurice White, fondatore e mente ritmica dietro il super gruppo degli Earth Wind & Fire.
Non posso dire di essere una gigantesca conoscitrice del funk, ma ha sicuramente influenzato la musica che ascolto ora, la radio che condivido con i miei amici e ha allietato le serate alcoliche con danze che non finivano mai.
E allora celebriamo insieme la musica, il funk, quel ritmo riconoscibile a km di distanza; celebriamo la vita e facciamolo con grande e immensa gratitudine. 

Zuppa di lenticchie rosse e patate.

Sono così felice per la riuscita di questa zuppa che voi non potete neanche immaginare quanto. Giustamente direte “Ou, ma cosa c’è da essere felici? È una zuppa facilissima!” e infatti sì, è facile, si prepara in neanche 30 minuti e riempie come un pranzo da sei portate. Eppure. Eppure sono felice di questa zuppa perché è uscita direttamente dalla mia fantasia, con quei quattro ingredienti che avevo in casa (e il frigo vuoto tipico di chi mangia sempre fuori casa durante le festività).

Le lenticchie portano fortuna, o almeno così si dice, e allora questa zuppa sarà per me il simbolo dell’anno che voglio costruire: ricco, corposo, semplice, armonioso, soddisfacente e saporito. Tutti questi aggettivi sono la metafora perfetta per l’impegno e le energie che voglio impiegare per andare avanti con questa vita che un po’ arranca e un po’ fa balzi in avanti.
2016 non ti temo, zuppa di patate e lenticchie vieni a me!

Ingredienti per una persona:
– 60 grammi di lenticchie rosse decorticate;
– Una patata media sbucciata e tagliata a cubetti;
– Mezza cipolla rossa affettata sottilmente;
– Sale q.b.;
– Curcuma q.b.;
– 2 o 3 foglie di salvia;
– Peperoncino q.b.;
– Semi di sesamo (opzionali);
– 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva;
– Un pezzetto di zenzero fresco;

Mettete a bollire dell’acqua (o preparate del brodo vegetale).
Lavate le lenticchie e mettetele a rosolare in una pentola con un cucchiaio di olio extravergine, la salvia, la cipolla rossa, una presa di sale e le patate. Fate tostare il tutto per qualche minuto a fuoco alto, girando continuamente.
Aggiungete l’acqua bollente fino a ricoprire le patate e le lenticchie, coprite con il coperchio e fate cuocere per 25 minuti a fuoco medio.
Controllate la zuppa di tanto in tanto, aggiungendo acqua calda se necessario. 10 minuti prima della fine della cottura, sbucciate e tagliate sottilmente lo zenzero e aggiungetelo insieme alla curcuma. La zuppa sarà pronta quando le patate saranno dal morbido allo sfaldato. Servite con del peperoncino, un filo d’olio a crudo e dei semi di sesamo.

Zuppa deliziosa.

Facciamocene una ragione: il 2016 è arrivato, anche a livello musicale. In questo caso io sono FELICE che sia arrivato perché 2016 = nuovo album di David Bowie. “Blackstar” uscirà l’8 gennaio, il giorno del 69esimo compleanno del Dio della musica. Ad anticiparlo c’è un omonimo Signor Singolo della durata di ben 10 minuti che è una sfida a tutto quello che è radiofonico nel mondo. David Bowie frega tutti di nuovo e piazza una musica che arriva probabilmente dal 2050 (come minimo) e dimostra come non sia l’età anagrafica a contare, quanto l’avere la mente musicale di qualcuno che vive 30 anni avanti. Non mi sono spiegata bene? Lo so, è che David Bowie è il mio alieno preferito e quando si parla di lui parto per pianeti che non sono ancora stati neanche scoperti.
Vi posso solo lasciare con “Blackstar”, guardatevi il video e immergetevi nella mondo musicale del 2050.

 

Teglia di verdure autunnali alla tahina e latte di cocco.

Il bello dell’autunno è che sono lecite le scuse per mangiare piatti belli ricchi e corposi, il tutto nel nome del freddo che arriva e del bisogno di accumulare energia.

Questa teglia meravigliosa è composta da poche verdure di stagione (patate, cavolfiore, cavolini di bruxelles) e il giusto condimento (tahina, latte di cocco, spezie), e il risultato è eccezionale: il latte di cocco, cotto in forno, conferisce un sapore che ricorda quello del formaggio, la tahina regala morbidezza e le spezie fanno il fiocco a questo pacchetto speciale e delizioso. Ringrazio Irene per la sua genialità in cucina, senza il suo cervello golosissimo e super creativo non scoprirei certi sapori.

Ingredienti per due persone:
– Due patate grandi;
– Una confezione di cavoletti di bruxelles;
– Un cavolfiore piccolo o metà di uno grande;
– 200 ml di latte di cocco;
– 2 cucchiai abbondanti di tahina;
– Sale q.b.;
– Paprika dolce q.b.;
– Curcuma q.b.;
– Zenzero in polvere q.b.

Lavate, sbucciate e tagliate a cubetti le patate.
Lavate accuratamente il cavolfiore e tagliatelo a pezzi piccoli.
Lavate e tagliate a metà o in quarti i cavoletti, togliendo le prime foglie (se ingiallite o macchiate).
In una ciotola unite tutte le verdure, versate il latte di cocco, la tahina e le spezie, queste ultime seguendo il vostro gusto personale.
Mischiate accuratamente, disponete in una teglia e infornate in forno preriscaldato a 160° per 40 minuti circa, o finché le patate non saranno pronte. Date una mescolata a metà cottura.
Servite come contorno oppure insieme a del riso basmati.

Ancora niente foto decenti, la macchina fotografica è in sciopero e io anche. La pazienza è la virtù dei forti, e io sto aspettando che arrivi il momento giusto per riconciliarmi con la fotografia.
Nel frattempo mi sono iscritta in piscina e due o tre volte a settimana sono lì a nuotare come una pazza, pensando a cosa cucinare, cosa scrivere, cosa vorrei fotografare, che commissioni devo fare, che musica avrò voglia di ascoltare una volta uscita dalla vasca. Oggi è toccato ai Daft Punk, con la sempre azzeccatissima “Harder, Better, Faster, Stronger”.
Che dire, dopo più di un’ora di bracciate è il pezzo motivazionale per eccellenza.

Work It,
Make It Do It,
Makes Us,
Harder,
Better Faster,
Stronger

Stracotto di verdure al forno.

La ricetta di questo stracotto di verdure mi è stata “donata” da Emanuela, una carissima amica che lo ha eletto come uno dei suoi piatti preferiti in assoluto. Non posso che darle ragione: la lunga cottura delle verdure (almeno 1 ora, ma se volete anche di più) dentro al forno caldo le trasforma in soffici e cremose, fondendo i sapori alla perfezione! E dire che gli ingrendienti sono pochissimi! Insomma, se avete delle verdure che vi avanzano o avete ospiti all’improvviso – o se semplicemente siete dei golosoni che amano i sapori rustici – questa ricetta è quello che fa per voi.
Per un risultato ancora più cremoso Emanuela consiglia di aggiungere anche due cipolle, che cuocendo rilasceranno proprio una cremina che aiuta ad amalgamare il tutto.

 

Ingredienti per una persona molto affamata:
– 1 patata grande e 2 piccole;
– 1 peperone rosso;
– Mezza radice di daikon;
– 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– Sale q.b.;
– Acqua q.b.

Preriscaldate il forno a 200 gradi.
Pelate le patate e tagliatele a cubetti di circa un centimetro o poco più; fate lo stesso con il daikon. Pulite il peperone da tutti i semi interni e tagliatelo a strisce piccole.
Unite le verdure nella teglia da forno, condite con i due cucchiai di olio ed il sale e mischiate bene il tutto. Unite inizialmente tre cucchiai d’acqua e infornate.
Girate le verdure ogni 10 minuti, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua alla volta se dovesse seccarsi troppo.
Cuocete per almeno un’ora. Alla fine della cottura il peperone sarà quasi sciolto e le patate saranno molto morbide e molto “sfaldabili”. Servite caldo.
Non sto neanche a dirvi quanto velocemente sia sparita la teglia, talmente velocemente che non sono riuscita a fotografarla. Ho una scusa in più per farla di nuovo la prossima volta!

Per una lunga cottura ci vuole la giusta lunga atmosfera musicale, ed è stato di particolare aiuto l’album “Heligoland” dei Massive Attack. È un album molto sottovalutato ma di grande valore artistico. Le canzoni sono, a mio avviso, per veri intenditori della band. La canzone che ho scelto per voi “Girl I Love You” ne è il perfetto esempio. Sentite con attenzione le trame di sottofondo, vi cattureranno sicuramente.

 

 

Zuppa di verdurelle miste.

Questa è una perfetta zuppa svuotafrigo (o svuotafreezer), la potete fare con qualunque verdura vi avanzi. La potete fare di tutti i gusti e di tutte le forme: la mia è una versione a cottura lenta, con un riso integrale buonissimo ed il risultato finale è stato un abbraccio formato zuppa. Perfetta per quando qualcosa non va e si ha bisogno di coccolarsi senza sensi di colpa.

 

Ingredienti per una pentola abbondante di zuppa (da consumare più volte o congelare):
– 200 grammi circa di zucca tagliata e cubetti;
– 4 cipolline fresche;
– 1 cipolla di tropea;
– 1 mazzetto di bietola;
– 1 pezzo di zenzero grosso come un pollice;
– 160 grammi di riso integrale a cottura lenta (45 minuti);
– 2 carote;
– 2 patate.

Il procedimento è facilissimo: sbucciate e fate semplicemente a pezzi non troppo grossi tutte le verdure, mettetele in pentola insieme al riso coprendo tutto con l’acqua fredda, accendete il fuoco e mettete il coperchio. Tenete da parte lo zenzero, che dovrete sbucciare e tritare finemente. Quando l’acqua bollirà abbassate il fuoco, date una rimestata (cosa da fare almeno un altro paio di volte durante la cottura), aggiungete lo zenzero e coprite lasciando uno spiraglio dal quale fare uscire il vapore. Lasciate cuocere per 45 minuti, salando a 10 minuti dalla fine della cottura. Servite caldo con un filo di olio extravergine di oliva.

 

 Una canzone che è come un abbraccio è sicuramente “At Last” di Etta James. Non mi resta altro che invitarvi ad alzare il volume delle classe, cliccare su play e consigliarvi di abbandonarvi a questa meraviglia in formato musicale.

Sformato di patate e cipolle al latte di cocco.

Qualche giorno fa ho scritto sulla pagina fb di questo blog che avevo trovato delle ricette sfiziosissime che avrei preparato. Ho rimandato tantissimo perché temevo che avrei sabotato la dieta se le avessi preparate, mentre invece oggi mi sono sentita sicura di me e tranquillissima. La dieta non verrà toccata e la mia cucina può essere sfruttata al meglio.
Prima di cominciare una piccola premessa: questo è uno dei piatti più buoni che io abbia mai fatto in tutta la mia vita. E’ gustoso, cremoso, morbido, goloso, appaga i sensi con una serie di sapori che si accompagnano benissimo insieme.

La ricetta dalla quale ho preso spunto la potete trovare su Produce On Parade, un blog ricchissimo di belle foto e ricette deliziose.
Rispetto a quella di Produce on Parade, la mia è una preparazione più semplice. Ho eliminato il cavolo riccio, aggiunto le cipolle rosse e altre spezie che sicuramente sono più adatte ai sapori che amo profondamente.

 

Ingredienti per una teglia:
– 2 patate medie e 2 piccole;
– 1 cipolla bianca media;
– 1 cipolla rossa piccola;
– Una lattina di latte di cocco;
– Una manciata di timo;
– Curcuma q.b.;
– Sale q.b;
– Olio extravergine per ungere la teglia.

Preriscaldate il forno a 200 gradi.
Tagliate a metà e poi a fette non troppo sottili le cipolle e mettete da parte. Sbucciate le patate (ma potete anche tenere la buccia, come preferite) e tagliatele a fette sottili, cercando di mantenere più o meno lo stesso spessore per tutte.
In un pentolino fate scaldare il latte di cocco insieme alla curcuma (circa due cucchiaini), la manciata di timo ed il sale. Giratelo mentre si riscalda, ma non portate ad ebollizione.
Ungete il fondo di una teglia e versategli dentro un poco di latte di cocco, giusto per coprire il fondo. A questo punto iniziate a formare gli strati: uno di patate, uno di cipolle, un poco di timo e sale, poi un altro di patate e cipolle, la salsa e infine l’ultimo di patate. Versate tutto il latte di cocco rimanente.
Coprite con la carta stagnola la teglia, lasciando un angolo aperto per far uscire tutto il vapore di cottura e infine infornate.
Quando saranno passati i 40 minuti controllate la cottura, togliete la carta alluminio e fate riposare fuori dal forno per 5 o 10 minuti. Infine servite.

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Questa ricetta l’ho preparata con calma e tranquillità,  accompagnata dal Best Of dei Depeche Mode, ed è proprio da qui che prendo la canzone per accompagnare questo sformato. “Higher love” è un pezzo bellissimo e profondo che racchiude tutta l’intensità della voce di Dave Gahan.
Buon ascolto!

(Sformato cremoso di patate ai piselli)

Qualche giorno fa mi sono trovata a parlare con un’amica e le ho chiesto di cucinare insieme un piatto mai fatto prima che ho trovato navigando in rete. Poi ci ho pensato meglio e mi sono detta “perché devo aspettare qualcuno? Faccio da sola!” ed eccomi qui a presentarvi questo piatto che per me è una vera incognita. Mai neanche assaggiato, non so che sapore deve avere né quale sia la giusta consistenza. Ho dovuto cambiare la ricetta originale (che trovate qui in inglese) perché non avevo alcuni degli ingredienti, ma ho cercato – a naso – di restare fedele alle descrizioni e di cercare di capirne qualcosa in più dalle bellissime foto del sito. A parte il colore.
Che emozione, la prima ricetta che scopriamo insieme! Insieme noi: io e voi, voi ed io, una grande famiglia di golosi che sperimentano, non siete emozionati? Io sì, sinceramente. Sarà che cucinare e preparare cose nuove mi alletta, sarà che ho voglia di fotografare, saranno altri tremila motivi messi insieme ma io sento quasi le farfalle allo stomaco.
Questa sera ne porterò una porzione a mio fratello, così avrò un giudizio esterno per capire cosa ne pensa una buona forchetta come lui.
Ma bando alle ciance, passiamo agli ingredienti.

 

Ingredienti:

– Due patate medie e tre piccole;
– Una cipolla rossa media;
– 200 grammi di mandorle spellate;
– Olio extravergine q.b.;
– 500 grammi di piselli surgelati;
– Pepe q.b.;
– Sale q.b.;
– Due cucchiaini di aglio secco;
– Una manciata di timo;
– Una manciata di rosmarino;
– 1/2 tazza di latte d’avena (o qualunque altro tipo di latte vegetale al naturale).

Come prima cosa mettere a cuocere i piselli in acqua bollente non salata per circa 7-8 minuti, scolate e mettere da parte.
Tagliate sottilmente la cipolla e fate rosolare in due cucchiaini di olio extravergine fino farla diventare trasparente. A questo punto aggiungere due cucchiaini di aglio in polvere (o fresco ma tritato), una manciata di timo, una di rosmarino e rigirare per 3 minuti. Mettere da parte.
Lavare molto molto bene le patate se volete tenere la buccia. Se preferite invece sbucciatele; in ogni caso tagliatele in fette sottili.
Scaldate il forno a 170°.
A questo punto prendete i piselli e metteteli nel frullatore, aggiungete la cipolla precedentemente cotta, le mandorle ed un po’ di sale. Iniziate a frullare e aggiungete il latte vegetale. Io l’ho lasciato leggermente “granuloso” in modo da sentire la presenza delle mandorle, ma in generale il risultato finale dovrà essere morbido e umido. A metà del procedimento ho aggiunto un goccio di olio d’oliva per ammorbidire ulteriormente.
Prendete una teglia per il forno, ungete il fondo e disponete le fette di patate fino a ricoprirlo; date una spolverata leggera di sale e pepe e coprite con la cremina di piselli, ripetete l’operazione e via così fino a formare tre o quattro strati, oppure fino a finire gli ingredienti.
Coprite con della carta stagnola, Infornate e cuocete per circa un’ora e quaranta minuti, ma controllate che le patate siano cotte. Alla fine della cottura togliete la carta stagnola, accendete il grill e lasciate solo quello per 5 minuti. Servitelo tiepido, freddo oppure caldo ma non lavico.

Update di fine cottura: è venuto inaspettatamente molto buono! La cottura va allungata rispetto alla ricetta originale citata in apertura di post, ma il sapore è veramente gradevole! Forse si sente molto l’aglio, a me non di spiace ma per chi dovesse soffrirlo un poco non esitate a non metterlo proprio.

Update post-assaggio di mio fratello: il voto complessivo è un 7, lui consiglia di aggiungere peperoncino ed un pizzico di sale per far esplodere tutto il sapore dello sformato.

 

Finalmente, finalmente, finalmente è uscito il primo album di FKA twigs, una delle mie artiste preferite del panorama moderno del trip-hop. Twigs è una ragazza giovanissima, nasce come ballerina, è una regista, è una musicista, è un po’ tutto. E quel tutto lo butta nella musica, nei singoli che ha sparato fuori uno dopo l’altro e nell’album LP1 che – lasciatemelo dire – è un viaggione pazzesco. Dai primi singoli (disponibili su youtube) a questo album il salto di qualità si sente, e non solo vocalmente: si avverte molto chiaramente un approfondimento dell’elettronica – e non solo – che fa sperare in un nuova ala del genere trip-hop.
Vorrei potervi far sentire la recensione che scrissi per Radio Bachi, ma purtroppo il sito che ospitava le puntate ha cancellato tutto e temo che non ci siano copie di backup. Mi piacerebbe sapere come mettere mp3 all’interno dei post ma finché non lo avrò imparato temo che non se ne farà niente.
In ogni caso vi lascio il video di “Two Weeks”, primo singolo estratto da LP1.
Buon ascolto!