Paninazzy del povero

Lasciate che vi racconti una piccola storiella: c’era una volta una Fiorella che un sera aveva una fame grande ma così grande che non riusciva a fare pace con il fatto che il suo frigo fosse completamente vuoto. Tutto quello che aveva a disposizione per mangiare era un po’ di pane di riso nero, una farinata da cuocere, un barattolo di senape forte appena aperto e una cipolla di Breme. Che mestizia, penserete voi, la povera Fiorella dovrà mangiare una cena sciapa e triste.
Ma la nostra eroina non volle arrendersi al vuoto interiore del suo frigo e, con un po’ di intuizione, decise di  fare una semplice addizione di elementi e creò il paninazzy più buono della terra.

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Chiamiamolo il paninazzy del povero, chiamiamolo il panino da gourmet semplici, chiamiamolo pure una fetta di paradiso: la farinata, le cipolle stufate al rosmarino e un filo di senape sono tutti i pezzi di questo puzzle culinario stupefacente.
L’ennesima riprova che con ingredienti semplici si possono ottenere pietanze strabilianti, con una scala di sapori ben strutturata e soprattutto che rendono felice. Non avevo mai provato sensazioni simili mangiando qualcosa, subito dopo aver finito il panino mi sono sentita rilassata e felice, sinceramente felice, come se mi fosse appena successa la cosa più bella (e buona) del mondo, come se tutto il peso della vita si fosse improvvisamente smaterializzato.
Sono esagerata? No. Sono pazza? Mah, non saprei. Sono una buongustaia? Decisamente sì, buongustaia alla ricerca della bellezza nel mangiare. Questo panino è tanto semplice quanto soddisfacente. Questo paninazzy del povero è l’amore.

N.B.: Il pane di riso nero lo trovo solo al mercato dei contadini di Alessandria. Sentitevi quindi liberi di sostituirlo con il vostro pane preferito, il risultato non cambierà sicuramente.

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Ingredienti:
Farinata già pronta (o 100 grammi di farina di ceci e 300 ml di acqua);
– Una ci polla di breme (o rossa);
– Pepe q.b.;
– Sale q.b.;
– Rosmarino q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.
– Senape forte q.b.
– Pane da tagliare a fette

Preparate la farinata seguendo questo procedimento.
Tagliate la cipolla non troppo sottilmente, scaldate un cucchiaio di olio extravergine di oliva in una padella, versate la cipolla, salate e iniziate la cottura a fuoco medio-basso. Aggiungete poca acqua alla volta (o brodo, se ne avete) per non far bruciare la cipolla. Dopo 10 minuti aggiungete il rosmarino e il pepe. Coprite con un coperchio e continuate a cuocere per altri 10 minuti almeno. Quando la cipolla sarà super morbida togliete il coperchio, alzate leggermente la fiamma, mescolate e fatela caramellare fino a quando non ci saranno più liquidi nella padella. Spegnete il fuoco e mettete da parte.
Ora tagliate il pane a fette spesse, tostatelo se volete e cominciate a impilare la meraviglia: spalmate uno strato sottile di senape forte sulla prima fetta, mettete uno strato di cipolle, uno di farinata e così via. Benvenuti nel paradiso del paninazzy del povero.

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C’è un gruppo che amo immensamente e che mi fa provare emozioni profondissime che non so spiegare: The War On Drugs. Non mi sono ancora informata su di loro, ovvero che non so niente della loro genesi, non so chi sono, non conosco il nome del cantante e questa ignoranza è del tutto voluta. I The War on Drugs sono talmente immensi che non voglio eliminare quest’aurea di mistero. Il 25 agosto 2017 hanno pubblicato il loro quarto album di studio “A deeper understanding: un vero e proprio capolavoro.
Non voglio anticiparvi altro anche perché la loro musica non la so spiegare, è tutta da sentire e basta.

Paninazzy con burger di fagioli neri e patate dolci

Non c’è niente di meglio per chiudere i bagordi delle feste di fine anno che un bellissimo e buonissimo paninazzy svuota frigo.
Oddio, sul bellissimo ci sarebbe da discutere, ma sul sapore assicuro io. Gli ingredienti sono pochi e tutti facilmente reperibili: fagioli neri, patate dolci arancioni, farina di mandorle, spezie e riso.

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I fagioli neri sono perfetti per creare i burger perché hanno una consistenza molto pastosa e gustosa, con una nota di terra che ne caratterizza il sapore e una facilità di impiego imbarazzante: si accordano bene con qualunque ingrediente (anche per i dolci, lo sapevate? Ne parlerò più avanti con una ricetta da leccarsi i baffi) e permettono di creare combinazioni molto variegate. Nelle zuppe regalano una nota decisa, nei tacos fanno arrivare direttamente in Messico con l’immaginazione, con il riso sono un ottimo piatto unico. Insomma, i fagioli neri sono un vero e proprio oro nero e bisognerebbe sempre averne una piccola scorta in casa.

Questi burger in particolare hanno un sapore tutto loro che mischia il dolce delle patate con l’affumicato della paprika, il terroso dei fagioli alla corposità del riso, in una combinazione di inaspettata delizia. La ricetta originale è su Minimalist Baker e  questo è un riadattamento con quello che avevo in casa: infatti il risultato non è minimamente paragonabile al loro, ma il sito di Dana Shultz e John Shultz è una fonte inesauribile di ispirazione.

Non importa se questa ricetta non è venuta esattamente come la loro (loro sono professionisti, io sono ancora una principiante che cerca di migliorarsi di ricetta in ricetta), quello che importa è aver scoperto di essere in grado di creare – ancora una volta – un cibo pieno di vita e di nutrimento, colorato e buono. Mi auguro e auguro a chi legge questo blog, che il 2017 sia un anno proprio strutturato così, pieno di consapevolezza di essere in grado imparare e migliorare un passo alla volta, magari chiedendo aiuto proprio a chi ha tante cose da insegnarci.

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Ingredienti:
– 240 grammi di fagioli neri già cotti;
– 140 grammi di riso;
– La polpa di 2 patate dolci (quelle arancioni) di grandezza media;
– 200 grammi di farina di mandorle;
– Paprika forte q.b.;
– Paprika affumicata q.b.;
– Sale q.b.;
– Pepe

Preriscaldate il forno a 200°.
Lavate le patate dolci, tagliatele a metà e cospargete la parte piatta di olio. Adagiatele a faccia in giù su una teglia da forno ricoperta da un foglio di alluminio e infornate per 30 minuti. Dopo 30 minuti la patata sarà morbida, sfornate e togliete la buccia (che si sfilerà praticamente da sola). Mettete da parte la polpa.
Mentre cuociono le patate, preparate il riso e una volta pronto mettete da parte.
In una ciotola capiente versate i fagioli neri scolati e procedete spappolandoli con una forchetta fino ad ottenere un pastone con ancora qualche fagiolo intero. A questo punto aggiungete la polpa delle patate e lavoratela con la forchetta insieme ai fagioli, incorporate il riso e lavorate ancora l’impasto. Aggiungete la farina di mandorle, il sale e le spezie e incorporate il tutto. Otterrete un impasto bagnato ma abbastanza lavorabile. Se dovesse essere ancora troppo bagnato, aggiungete ancora riso o farina di mandorle a seconda dell’esigenza. Lasciate riposare in frigo per un’oretta prima di preparare i burger.
A questo punto formate i burger della grandezza e dello spessore che volete, metteteli a cuocere in forno su una superficie oliata; il tempo di cottura dovrebbe aggirarsi intorno ai 30/40 minuti e più staranno in forno più si seccheranno. A metà della rosolatura andranno girati, per assicurarne la cottura uguale da entrambi i lati.
Serviteli con una bella pagnotta di pane da hambuger, con tanto di guacamole, insalata e non risparmiatevi sulla salsa barbecue (vi consiglio la Heinz, fatta solo di ingredienti di origine vegetale).

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Dall’inizio di questo nuovo anno mi sono un po’ chiusa sul primo album di Birdy, grande talento inglese dalla voce profonda e malinconica. Nel 2011 ha pubblicato il suo primo lavoro proprio intitolato Birdy, un album quasi interamente formato da cover realizzate magistralmente. La tristezza e sensibilità della sua voce regalano un viaggio emotivo molto piacevole, trasformando l’ascolto in una vera e propria esperienza sensoriale.
Particolarmente indicato per chi è tristemente romantico – non per forza con una connotazione negativa – questo è uno dei dischi migliori usciti nel 2011 senza alcun dubbio.
Se non mi credete ascoltate la cover si Shelter, celebre pezzo dei The XX tratto dal loro primo album omonimo, che qui Birdy (alla tenera età di 15 anni) trasforma e veste di un blu notte intenso e vellutato. 

Paninazzy ripieno di ceci, avocado e rucola

Avete presente quando dovete per forza usare degli ingredienti che altrimenti vanno irrimediabilmente a male? Ecco, così. Questo paninazzy arriva proprio dall’esigenza di usare una manciata di ceci che mi imploravano di uscire dal frigo, mezzo avocado che non voleva saperne di diventare guacamole e qualche foglia di rucola che svolazzava in un sacchetto di insalata. Insomma, la cena dei poveri che si trasforma in un piatto da regine e re.

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Paninazzy serissimo.

Ingredienti per un panino:
– Mezza scatola di ceci già cotti;
– Mezzo avocado maturo;
– Una manciata di rucola (o altra insalata a piacere);
– 3 cucchiaini di succo di limone;
– 2 fette di pane (quello che preferite);
– Sale e pepe q.b.;
– Senape dolce q.b.

Mettete a tostare il pane.
In una ciotola schiacciate con la forchetta i ceci fino ad averli ridotti in una sorta di purea a pezzettoni, fate la stessa cosa con il mezzo avocado.
Condite con il succo di limone, il sale e il pepe e mescolate bene, assaggiando e aggiustando i sapori. Niente vi vieta di buttarci dentro anche altre spezie come il peperoncino.
Quando il pane è pronto, spalmate le due fette con la senape, adagiate la rucola e poi buttateci sopra a cucchiaiate il vostro ripieno, fino a quando vi va. Chiudete il panino, ignorate tutto il mondo che vi circonda e gustatelo con amore.

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Panino con vista.

È sabato, c’è bisogno di relax e “Settle down” di Kimbra – tratta dal suo album Vows è la canzone che mi sta aiutando molto a trovare il mood per la serata.
Kimbra è una cantante (ma non solo) neozelandese, diventata più o meno famosa con la canzone “Somebody that I used to know” di Gotye.
Che dire, la sua voce è una vera e propria sostanza dopante per le orecchie, di una bellezza e raffinatezza jazz rarissime. Spero che vi piaccia quanto piace a me.

We can settle at a table
A table for two
Won’t you wine and dine with me?

Paninazzy con burger di verdure, guacamole e altre cose buone

Prendete delle giornate un po’ stressanti, unitele alla mancanza totale di ispirazione e a una tristezza generalizzata, mescolate insieme un goccio di frustrazione profonda e avrete la perfetta ricetta dell’andazzo di questi giorni.
Avevo proprio messo da parte l’idea di cucinare e anche per me ho preparato messo insieme pasti poco nutrienti e svogliati. Avete presente quando il cibo non ha nessun sapore e potreste anche mangiare sabbia, tanto sarebbe uguale? Ecco, così.

Poi, improvvisamente, è arrivata una ventata di ispirazione e mi sono chiesta cosa mi sarebbe piaciuto mangiare al posto del “solito” burger con le verdure e ho capito che la soluzione sarebbe stata quella di farmi un panino un po’ più ricco del solito.

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E allora ecco che in casa avevo tutto l’occorrente per stratificare la mia cena sopra a due fette di pane: burger di verdure, un avocado bello maturo pronto per diventare guacamole, pomodori costoluto che mi pregavano di essere fatti a fettine e una manciata di rucola incredibilmente saporita. Questo paninazzy s’aveva proprio da fare.

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Così, con l’aiuto di mio fratello, abbiamo creato due meravigliosi panini per una cena più che soddisfacente.
La guacamole colava ovunque, la rucola tentava di sfuggire al controllo, le fettine di pomodoro scivolavano via dal pane, il profumo di lime si espandeva nell’aria.
Era proprio quello che ci voleva, e continuo a pensare che il cibo sia veramente una esperienza di condivisione unica, in grado di stuzzicare la mente, aumentare la creatività, far venire voglia di ridere delle cose stupide e creare piccoli momenti di felicità che resteranno per sempre legati a certi alimenti.
E poi oh, chi non si mangia un paninazzy in compagnia, o è un ladro o è una spia!

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Ingredienti per due paninazzy:
– 2 burger vegetali;
– 2 pomodori costoluto;
– Rucola;
– 4 fette di pane integrale

Per la guacamole:
– 1 avocado maturo;
– 1 lime;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Sale q.b.;
– Pepe q.b.;
– La punta di un cucchiaino di aglio in polvere

Cuocete i burger in una padella calda con un goccio di olio pochi minuti per parte.
Ne frattempo tagliate a fette sottili il pomodoro e mettete il pane a tostare.
Tagliate l’avocado, spolpatelo e in una ciotola schiacciatelo energicamente con una forchetta aggiungendo il succo di un lime, un giro di olio extravergine di oliva e il resto delle spezie. Più lo lavorate con la forchetta, più diventerà cremoso.
Ora che tutto è pronto, impilate gli ingredienti sul pane tostato come meglio credete, io ho fatto una combinazione di pane, pomodoro, guacamole e rucola su una fetta e l’altra con pomodoro e burger vegetale. Gustate subito con una birra freschissima e con delle patatine da accompagnamento.

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Sto ascoltando moltissima musica in questi giorni, proprio vari generi perché non riesco a concentrarmi. E così ho incrociato la strada dei Thievery Corporation, un duo che fa musica elettronica, che nel 2014 ha sfornato “Saudade” un album fatto completamente da collaborazioni. Quella che più mi ha colpito è “Depth of my soul” con Shana Halligan, cantante del gruppo Bitter:Sweet, dalla voce caldissima. Tutta l’atmosfera della canzone è incredibilmente malinconica e avvolgente ed era proprio quello che mi serviva in questo periodo.

And fountains full of flowers,
on islands full of tears.
Weeping willows and fireworks
explode then disappear.

Paninazzy time.

Diciamoci la verità, ci sono delle volte in cui l’idea di mettersi a cucinare fa girare la testa.
Eccomi giungere in vostro soccorso con una nuova “rubrica” di questo blog sempre più mangereccio: Paninazzy.

Cosa c’è di meglio di un panino? Oasi nel deserto di lunghi viaggi o deliziosi picnic, un panino salva la vita in tante di quelle situazioni che la metà basta.
Quante volte siete arrivati a casa la sera dopo una lunga giornata di lavoro e vi siete “adattati” a quello che avevate in frigo?
È proprio da questa idea che nasce Paninazzy: il bisogno di un pasto messo insieme velocemente, chiuso fra due deliziose fette di pane, e mangiato morso dopo morso, magari accompagnato da una buona birra fredda (Si capisce che qui amiamo la birra in maniera molto profonda, sì?).

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Tranquilli amici, quel sentimento che vi spinge a ordinare un panino falafel al posto di spentolare (chi ha voglia di lavare i piatti poi?) lo conosco benissimo, lo condivido e lo sottoscrivo: siamo tutti umani. 
Allora eccomi qui a presentarvi il primo Paninazzy, costruito sapientemente un sabato sera in cui non avevo niente da fare, neanche 5 euro nel portafoglio, poca roba da mangiare in frigo e ancora meno volontà di mettermi ai fornelli.

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Ingredienti:
– Pane a scelta (io ho usato quello senza glutine di qualche ricetta fa);
– Pomodorini pachino q.b.;
– 1/2 avocado maturo tagliato a fette;
– 4 polpette ikea (+ altre 4 mangiate immerse nella senape);
– Senape forte q.b.
– Olio extravergine, sale, pepe, aceto q.b.

Condite i pomodorini tagliati a fettine con olio, aceto, sale e pepe e lasciate a insaporire.
Tagliate il pane a metà e spalmateci dentro tutta la senape che volete.
Su una delle due metà disponete l’avocado tagliato a fette, sull’altra i pomodorini e condite con una generosa dose di pepe.
Preparate le polpette vegetali Ikea secondo le istruzioni e una volta pronte, disponetele su una delle due metà del panino.
Chiudete le due metà contenendo il condimento che cercherà di scappare ovunque, schiacciate forte per far spiaccicare le polpette con gli altri ingredienti, aprite una birra fresca e godetevi il vostro paninazzy.

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Sedetevi sul divano ora, lasciate che Maximilian Hecker faccia la magia. Lasciate che “Birch” vi seduca lentamente, nota dopo nota.