Tortino al caramello salato

Il caldo vi soffoca? Avete una gran voglia di dolce ma la sola idea di accendere il forno o di uscire a cercare un gelato vi demoralizza a tal punto che vorreste piangere? Bene, ho la soluzione per voi: il tortino al caramello salato che non si mette in forno ma in freezer.

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La prima volta che ho visto la ricetta sul sito di Vegan Richa mi sono innamorata immediatamente e il mio istinto non ha sbagliato: il tortino al caramello non solo si prepara in poco più di 15 minuti dall’inizio alla fine e servono solo un pentolino, una teglia e un mixer, ma inoltre, con ingredienti alla portata di tutti come datteri, cocco grattuggiato, mandorle, sciroppo d’acero e poco altro ancora, si ottiene un dessert delizioso, dal sapore che ricorda un Bounty un po’ più fondente, in una vera e propria esplosione di piacere.
Tutte le persone a cui l’ho fatto assaggiare ne sono rimaste estasiate, chiedendone ancora e poi ancora. Probabilmente questo è uno dei dolci da non cuocere che rendono al meglio la magia degli ingredienti giusti mischiati insieme.

Rispetto alla versione originale, ho preferito togliere qualche ingrediente e variarne altri, alleggerendo così la ricetta e rendendola meno stucchevole.

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Ingredienti per una teglia di 22 x 22:
Per la base:
– 8 datteri medjoul senza nocciolo;
– 130 grammi di mandorle;
– 2 Cucchiai di semi di chia;
– 6 Cucchiai di cocco grattuggiato;
– 1 cucchiaino pieno di vaniglia in polvere;
– 1 Cucchiaio di sciroppo d’acero;
– 1 Cucchiaio di latte di mandorla (o altro latte vegetale);
– 1 pizzico di sale;

Per il caramello salato:
– 11 datteri senza nocciolo;
– 2 Cucchiai di burro di mandorla;
– 20 grammi di olio di cocco (sciolto);
– 120 grammi di latte di mandorla (o altro latte vegetale);
– 1 cucchiaino di vaniglia in polvere;
– Due pizzichi di sale (o a vostro piacere);

Per la ganache:
– 80 grammi di cioccolato fondente al 70% (oppure gocce di cioccolato);
– 1/2 tazza di latte di cocco (circa 120 grammi);
– 1 Cucchiaio di burro di mandorle

Per prima cosa mettete a bagno in acqua caldissima per 15 minuti gli 11 datteri per il caramello.
Iniziate a fare la base mettetendo le mandorle nel mixer, accendetelo fino ad ottenere una farina un po’ grossolana. Aggiungendo i semi di chia, il sale, i datteri, 2 cucchiai di cocco grattuggiato e fate ripartire il mixer fino a quando i datteri saranno ben incorporati e completamente a pezzi. Versate i rimanenti ingredienti per la base, fate nuovamente partire il mixer fino ad ottenere una pasta che schiacciandola si deve compattare. Mettete della carta forno in una teglia adatta al freezer (tipo pyrex) e distribuite il composto schiacciando con le dita fino a ricoprire la superficie della teglia. In alternativa ungete con olio di cocco la teglia e procedete nel distribuire il composto sulla superficie.
Per il caramello salato il procedimento è semplicissimo: scolate i datteri, metteteli nel mixer insieme agli altri ingredienti e fatelo partire fino a disintegrare interamente i datteri, ottenendo così una crema il più liscia possibile. Spalmate poi il caramello sulla base del tortino.
Infine per la ganache scaldate sul fuoco il latte di cocco fino a quando inizia a bollicchiare, a questo punto versatelo in una ciotola, aggiungete il cioccolato e mescolate delicatamente per farlo sciogliere. Versate il burro di mandorle e mescolate ancora per incorporarlo. Versate sul tortino e distribuitelo con una spatola.
Mettetelo in freezer avvolto dalla pellicola trasparente per alimenti e lasciate in freezer a riposare per almeno 4 ore.
Per servirlo non lasciatelo scaldare ma servitelo subito, appena tirato fuori dal freezer.

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Ah, le notti d’estate passate a cercare un po’ di refrigerio. Ah, la musica jazz, le cicale, i grilli, i pensieri che scappano via e non ritornano mai come prima.
La magia del silenzio interrotto solo da qualche nota che, coraggiosa come solo le note sanno essere, sguazza fra una stella e l’altra, come in una gigantesca piscina blu notte, senza fondo.
Ah, Erykah Badu con la sua voce inconfondibile, una brezza fondente che cola calda dalle sue labbra. “Orange Moon”, tratta dall’album “Mama’s Gun” è la canzone migliore per cambiare le notti d’estate di chiunque l’ascolti.

Il segreto del Tofu dorato perfetto.

Eccoci, ci siamo, l’ho detto: perfetto. Sì, ho usato questa parola gigantesca (che in cucina non si dovrebbe mai neanche pensare) perché il metodo di cottura di cui sto per parlare, vi regalerà un tofu semplicemente perfetto. P E R F E T T O.

Perfetto da mettere nelle vostre buddha bowl (che qui da me si chiamano semplicemente insalatone), nelle zuppe, da tagliare a pezzetti e saltare subito dopo con le verdure, o da condire e infilare in mezzo a due fette di pane. Un paninazzy al tofu, ma ci pensate?

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Foto fatta al volo.

Sono al settimo cielo, uno dei problemi che ho sempre avuto con il tofu era quello di non riuscire a renderlo abbastanza croccante, poi mi sono decisa a leggere ricette su ricette, consigli su consigli e finalmente ho trovato quello che mi convinceva di più: per avere un tofu perfettamente croccante basta togliergli gran parte dell’acqua che contiene. Come? Semplicemente mettendolo a scolare con avvolto con della carta da cucina, un panno da cucina e con sopra dei pesi che lo schiaccino. Dopo almeno 30 minuti, il tofu sarà più umido che bagnato e potrete tagliarlo a fette o a pezzi e metterlo a cuocere. Semplice no?

Per il procedimento miracoloso vi serviranno:
– 1 panetto di tofu compatto;
– Olio vegetale (io ho usato quello di cocco)

Prendete il tofu, avvolgetelo con della carta da cucina e poi con un panno da cucina pulito. Mettetegli sopra un tagliere e sopra al tagliere dei pesi (ho usato dei libri), abbastanza da creare una discreta pressione. Aspettate almeno 30 minuti e nel frattempo pulite casa, fatevi una doccia, fate qualunque cosa ma non pensate al tofu.
Liberate il tofu (che nel frattempo avrà perso molta acqua e sarà umidiccio ma non più bagnato) e tagliatelo a fettine dello spessore che preferite.
Ricoprite il fondo di una padella con l’olio e mettete sul fuoco medio. Mettete il tofu a cuocere quando l’olio si sarà scaldato e abbassate la fiamma. A questo punto arriva la parte migliore: aprite il link di youtube che troverete qui sotto e usatelo quello per contare i minuti di cottura per il tofu. Non sto scherzando, la canzone dura 4 minuti e quello è il tempo di cottura per ogni lato. Vi sfido a non ballare come pazzi mentre il tofu imbiondisce delicatamente su entrambi i lati.


Come potete vedere dalle foto ho provato due cotture: quella più chiara è quella con il tempo giusto e il risultato migliore, mentre quella più scura ha qualche minuto in più ma anche se è più bella non la consiglio perché il tofu ha preso un un saporaccio amaro terribile.
Ricapitoliamo: prendete il panetto, pressate fuori l’acqua, tagliate a fettine, mettete nell’olio caldo, schiacciate play, ballate come se non ci fosse un domani per 8 minuti in tutto e il tofu sarà perfettamente dorato e croccante. Provare per credere!

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Tortini alla carota e zenzero (senza glutine)

Ormai internet è la mia più grande ipirazione per cucinare: miniera infinita di mondi e sapori che si incrociano e si mostrano, un mercato aperto di bellezza e immaginazione.
Da quando ho intrapeso questo viaggio culinario e fotografico si sono aperte davanti a me migliaia di strade, di case e di cucine, tutte pronte per essere esplorate, analizzate, comprese, fotografate e sognate anche di notte.

A volte ho così tanta voglia di cucinare che nei miei sogni impasto e spalmo roba su altra roba e poi assaggio e mangio, e nei sogni è sempre tutto troppo dolce anche se non mi importa: sono felice di svegliarmi così.

Questi tortini non mi sono arrivati in sogno (purtroppo) ma è la ricetta veganizzata dei muffin senza glutine alla carota e zenzero presa da Savory Lotus.
I muffin si sono trasformati in tortini semplicemente perché, come al solito, ho combinato qualche disastro e ho messo troppo impasto nei pirottini, che si è allargato ed espanso senza chiedere permesso; non è stato un grande danno e a me piacciono di più così, ma se volete dei mini muffin vi basterà usare i pirottini più piccoli o mettere meno impasto in quelli normali.
I tortini alla carota e zenzero sono completamente senza glutine, senza frumento, senza soia e anche senza lievito. E cosa ci sarà mai dentro, dunque? Dolcissime carote, freschissimo zenzero, la nota tropicale del cocco e l’intramontabile forza della farina di mandorle.
Se avete bisogno di un sapore inaspettatamente fresco e avvolgente, questo è il dolce che fa per voi che – oltretutto – durante la cottura invaderà casa vostra con un intenso profumo di burro.

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Ingredienti per 8 tortini:
– 180 grammi farina di mandorle;
– 1/2 cucchiaino di sale;
– 1 cucchiaino di bicarbonato;
– 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere;
– 50 grammi cocco grattuggiato;
– 105 grammi olio di cocco sciolto;
– 1 bustina e 1/2 di sostituto per le uova “Senz’uovo
– 105 ml di acqua tiepida;
– 2 manciate di uvetta messe a bagno per 10 minuti;
– 1 carota grande grattuggiata;
– 1 pezzo di zenzero fresco grattuggiato;
– 150 grammi di sciroppo d’acero;

Preriscaldate il forno a 180°.
In una ciotola grande unite insieme la farina di mandorle, il cocco grattuggiato, il sale, il bicarbonato e lo zenzero in polvere e mischiate bene con un cucchiaio.
In una seconda ciotola unite il senz’uovo all’acqua tiepida e mescolate accuratamente evitando di fare grumi, versate poi l’olio di cocco, lo sciroppo d’acero, la carota, lo zenzero e l’uvetta e amalgamate.
Versate tutto negli ingredienti secchi e con una frusta mescolate fino a ottenere un composto appiccicoso ma uniforme.
A questo punto versate l’impasto nei pirottini da muffin e infornate per 25 minuti, controllando con uno stuzzicadenti la fine della cottura. L’impasto rimane abbastanza umido e si rassoda nel raffreddamento.
Sfornate e lasciate raffreddare.

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Tanto è dolce questa ricetta, quanto è delicata la musica che la accompagna. Scoperta recentissima, la canzone “Kitchen door” di Wolf Larsen – nome d’arte di Sarah Ramey –  porta con sé un’atmosfera eterea e quasi invisibile. Una vera e propria carezza sul volto.

I can hear you tap tapping at my kitchen door
I can hear the river run and the river want more
Don’t you know, I’m already sure
I can hear you tap tapping at my kitchen door

 

I Blondie.

Non c’è niente di meglio di godersi il weekend con un brownie di rinforzo. Cosa succede però quando non si hanno gli ingredienti per fare quelli classici? Si scartabellano i giornali che sono in casa e si trova una ricetta alternativa: quella dei Blondie.
In questo caso mi è venuta in aiuto la rivista “We Veg“, un mensile molto carino con delle ricette completamente vegane niente male. In casa avevo quasi tutti gli ingredienti e, dopo un paio di modifiche al volo, ci è voluto veramente pochissimo per prepararli.
I Blondie sono morbidissimi e gustosi, cioccolatosi ma non troppo, ottimi da accompagnare con della panna montata, magari di cocco. Fenomenali!

Ingredienti per una teglia:
– 200 grammi di farina 0;
– 60 grammi di olio di cocco;
– 90 grammi di zucchero di canna;
– 100 ml di latte di soia (o altro latte vegetale);
– 125 ml di yogurt di soia al naturale;
– 2 cucchiaini di cremor tartaro;
– Un pizzico di bicarbonato;
– Un pizzico di sale;
– Un pizzico di vaniglia in polvere;
– Circa 70/80 grammi di cioccolato fondente.

Preriscaldate il forno a 180°.
Con un mini frullatore trasformate i cubetti di cioccolato in pezzi grossolani, una sorta di granella spessa. Se preferite lo potete fare con il coltello.
In una ciotola mischiate accuratamente gli ingredienti secchi (la farina, il sale, lo zucchero, la vaniglia, il cremor tartaro e il bicarbonato).
In una seconda ciotola sbattete insieme con una frusta il latte, lo yogurt e l’olio di cocco, fino ad ottenere un composto omogeneo. Lo potete fare a mano o con una frusta elettrica.
Unite questa emulsione agli ingredienti secchi e con una frusta o una spatola amalgamate il tutto. Quando avrete ottenuto un impasto colloso ma senza grumi aggiungete il cioccolato e mischiate di nuovo per incorporare bene.
In una teglia non molto grande – io ne ho scelta una di ceramica quadrata 20×20 – posizionate un foglio di carta da forno, poi versate l’impasto e uniformatelo con una spatola se necessario.
Infornate per 30 minuti a forno ventilato (fate come sempre la prova dello stecchino per verificare che sia cotto), poi lasciate raffreddare i blondies prima di servirli. Consiglio di toglierli dalla teglia quando saranno tiepidi e poi sistemarli su una griglia per permettere che si asciughi l’umidità del fondo.
Tagliateli a quadrettoni e serviteli, magari accompagnandoli con della panna montata di cocco.

Blondie

Il nome di questo dolce è proprio quello di uno dei miei gruppi preferiti. I Blondie hanno creato una bella fetta della storia del rock, grazie anche alla presenza della carismatica leader Debbie Harry: modella, musa di Warhol, cantante dalla discreta voce ma soprattutto animale da palco.
È stata una delle icone femministe più importanti di per me.
La canzone che ho scelto non ve la devo neanche presentare, è l’immortale “Call me”, colonna sonora di American Gigolò.

Cover me with kisses, baby.
Cover me with love.
Roll me in designer sheets.
I’ll never get enough.
Emotions come, I don’t know why.
Cover up love’s alibi.