Foccacia con pesto di rucola e pomodorini

Immaginate una focaccia appena sfornata, morbida e calda, pronta per essere addentata. Immaginate poi la suddetta focaccia ricoperta di pesto di rucola. Ho scritto ricoperta? No, non ricoperta, praticamente affogata con il pesto di rucola fatto in casa. E il pesto? Il pesto anch’esso ricoperto da dolci e succosi pomodorini sott’olio. Ecco, questo è il paradiso, questo è il premio da concedersi dopo una lunghissima giornata di lavoro, questa è la ricetta di oggi che sono veramente felicissima di condividere con voi.

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Con la rucola ho una storia d’amore di lunga data, in realtà ereditata da mia madre: da che ne ho memoria lei si prepara semplicissime insalate di rucola che accompagnano i suoi pasti. D’estate la coltiviamo nell’orto ed è una festa di profumi ogni volta che si raccoglie. Avevo tentato in passato di preparare il pesto di rucola ma senza successo: seguivo ricette che mettevano troppi ingredienti, mentre invece questa volta mi sono impegnata ad usarne soltanto sei: rucola, qualche foglia di basilico, pinoli, sale, aglio e un buon olio extravergine di oliva. Ovviamente questo non è un pesto per tutti, ma credo che vada provato con il cuore leggero e la lingua curiosa, perché potrebbe diventare il vostro prossimo condimento preferito. Con il pesto avanzato da ieri ho condito la pasta di oggi e mamma mia se ho fatto bene: un pesto ricco, dal sapore forte e deciso capace di avvolgere le papille gustative in una esperienza del tutto inaspettata.
Insomma, se amate la rucola in maniera viscerale, questa focaccia con il pesto fa proprio per voi. Oh, nessuno vieta di usare quello classico al basilico eh.
Per preparare la focaccia ho usato lo stesso procedimento di quella che ho preparato con i pomodorini sott’olio e lo trovate cliccando qui.

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Ingredienti:
Per la focaccia
– 250 grammi di farina autolievitante;
– 150 millilitri di acqua;
– 1 cucchiaino di sale;
– Rosmarino e timo secchi q.b.;
– 1 cucchiaio e 1/2 di olio extravergine di oliva + altro per ungere;
– Pomodorini sott’olio a piacere

Per il pesto di rucola
– 120 grammi di rucola (circa);
– 60 grammi di pinoli;
– 1 spicchio d’aglio (privato dell’anima per chi non lo digerisce);
– Qualche foglia di basilico fresco (opzionale)
– Sale q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.

In un mixer unite tutti gli ingredienti per il pesto (tranne l’olio d’oliva) e accendetelo su una bassa velocità. Aggiungete l’olio a filo poco per volta, fino a raggiungere la consistenza desiderata. A questo punto assaggiate, salate ancora se necessario e trasferite il pesto in un barattolo. Ricoprite con olio di oliva e mettete in frigo a riposare.
Preriscaldate il forno a 220° e mettete a scaldare la teglia sulla quale cuocerete la focaccia.
Mentre il pesto è al fresco, preparate l’impasto per la focaccia seguendo questo procedimento. Oliate leggermente la superficie della focaccia e infornatela per 10 minuti, dopodiché tiratela fuori dal forno, spalmatela di pesto, unite i pomodorini e infornatela per altri 5 minuti.
Servitela subito, aggiungendo rucola cruda (a gusto personale).

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Pochi giorni fa ho “scoperto” che quel genio di David Lynch non solo ha praticamente pronta la terza stagione di Twin Peaks, ma anche che ha nuovamente collaborato con Chrysta Bell per il suo nuovo EP (che ha, a dire il vero, interamente scritto e prodotto lui).
Faccio un breve passo indietro per chi non parla la lingua di David Lynch: Chrysta Bell viene spesso definita come la sua nuova musa, con la quale ha già collaborato a diversi progetti musicali. Per chi non lo sapesse, Lynch è anche un musicista e compositore, con all’attivo due album da solista (Crazy Clown Time e The Big Dream) più innumerevoli altre collaborazioni anche per le musiche dei suoi film e telefilm. Ecco, David Lynch ha preso in mano la carriera di Chrysta Bell e ha plasmato un gioiellino per chi ha il palato raffinato. Ne è l’ennesima prova anche questo nuovo singolo Beat The Beat, che fa parte dell’EP Somewhere in the Nowhere. Beat the Beat è una perla minimal con un beat essenziale e le percussioni alla Lynch, quindi ripetitive e sincopate. La voce eterea della cantante, insieme all’effetto eco, danno vita a una canzone che per qualche motivo strano vi colerà addosso e vi macchierà la memoria di sensuale bellezza minimal.

Insalata di finocchi, kiwi e hummus

Questo periodo di silenzio sul blog mi ha permesso di resettare la questione cibo e comprendere meglio cosa avrei voluto fare di questo blog. Per due anni mi ha aiutato a scoprire cosa ero in grado di fare, mi ha aiutato a riconsiderare lo spazio e l’importanza del cibo nella mia vita, e soprattutto mi sono aiutata da sola a mettere da parte l’educazione (o per meglio dire, la maleducazione) alimentare che avevo. Per molte persone saper preparare qualcosa di fritto o di molto saporito può essere qualcosa di scontato, per me non lo è mai stato: Vegroove mi ha aiutato a imparare che il fritto è solo fritto, che il dolce è solo dolce e che non sempre bollito e al vapore = soddisfazione.

Ecco, qui ho imparato che il cibo è anche piacere, passione: può essere peccaminoso e pornografico e non c’è niente di male in questo. La vita è una sola e ultimamente mi sto ripetendo spesso Just live a little. Vivere un po’, uscire dalla mia comfort zone, dire di sì all’inaspettato. Vivere un po’ prima di pentirmi di non averlo fatto.

Tutto questo per dire che ho macinato tante idee, tutte all’apparenza molto valide e che spero piacciano a voi tanto quanto piacciono a me. È giunto il momento di vivere un po’ mischiando ingredienti anche improbabili, per riuscire ad esplorare il piacere della cucina, che ormai non è più solo sopravvivenza. Finalmente.

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Veniamo alla ricetta di oggi (che non è né peccaminosa né pornografica. Un passo alla volta, ok?): finocchi, kiwi e hummus? Hell yeah! Sembra una combinazione veramente bizzarra ma non lo è: i finocchi esaltano il loro sapore quando c’è qualcosa di acidulo ad accompagnarli e l’hummus… Beh, basta la parola hummus.

L’idea che avevo all’inizio era quello di usare un formaggio vegano simile alla ricotta al posto dell’hummus, poiché questa ricetta non è mia: qualche anno fa – quando ancora mangiavo prodotti animali – una carissima amica (ciao Letizia!) mi preparò questa insalata per un pic-nic, e condì i finocchi e i kiwi con della freschissima ricotta. In quel periodo odiavo sia i finocchi che i kiwi, ma dopo quel pranzo ai giardini reali di Torino, devo ammettere che riconsiderai tutto quanto.
Questa versione con l’hummus si è rivelata essere una delizia senza pari, soprattutto se i kiwi hanno ancora quella acidità del frutto che sta appena appena maturando; potete servirla come antipasto o come contorno a piacimento. Ovviamente più siete più potete aumentare le dosi di tutto, soprattutto dell’hummus! (Qui potete trovare la ricetta, se non sapete come prepararlo)

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Ingredienti per una persona:
– 1 finocchio tagliato sottile;
– 1 kiwi quasi maturo tagliato a pezzi;
– 2 cucchiai abbondanti di hummus;
– 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva;
– Qualche goccia di aceto di vino rosso;
– Sale q.b.

Chiamarla ricetta è un po’ una presa in giro: dopo aver preparato gli ingredienti, versateli tutti in una ciotola abbondante. Mescolate e amalgamate, aggiungendo i condimenti secondo il vostro gusto. Lasciate a riposare per almeno 30 minuti, non per forza in frigo, e poi servite con del pane tostato.

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La canzone che più si avvicina a questa ricetta e al motivo per cui l’ho creata è – senza alcun dubbio – All I Need degli Air, singolo di grande successo del loro primo epico album Moon Safari.
Il disco è di una rara bellezza ed è stato un successo senza pari, oltre ad essere considerato la produzione migliore del duo elettronico francese. Delicato, potente, evocativo, un lavoro di studio preciso e perfetto: consiglio l’ascolto dell’intero  Moon Safari a tutti quanti, soprattutto a chi nutre dubbi sulla musica elettronica.

 

Risotto allo zafferano alla Vegroove

Approfitto di questa domenica di pioggia per prendermi il mio tempo e preparare un bel risotto allo zafferano: semplice ma efficace, un comfort food tutto italiano che è alla portata di chiunque abbia una pentola e una padella. Non serve altro per cucinare un piatto da regnanti, una prelibatezza che regala note delicate e ha il potere di sistemare una giornata no. 

Per completarne il sapore ho aggiunto l’adorato rosmarino e una spolverata di farina di mandorle, che con lo zafferano ed il rosmarino ci sta alla grande. Direi che la farina di mandorle è un mio tocco personale che è stato già più volte apprezzato anche – e soprattutto – dagli scettici, ecco perché questa ricetta si chiama alla Vegroove. È proprio vero che basta un piccolo particolare in più per riuscire a creare un’armonia tutta nuova, in un piatto già di per sé perfetto nella sua semplicità.

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Ingredienti per una persona:
– 80 grammi di riso;
– 1/2 cipolla;
– Brodo o acqua bollente;
– Una bustina di zafferano;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Sale q.b.
– Farina di mandorla q.b.
– Rosmarino q.b

Mettete a bollire una pentola di acqua salata oppure di brodo vegetale.
Tagliate la cipolla sottilissima e fatela rosolare in una padella con un cucchiaio di olio extravergine di oliva, fino a quando si sarà ammorbidita; se è necessario aggiungete dell’acqua per evitare che si bruci.
Quando la cipolla sarà pronta, versate il riso nella padella e fatelo tostare un minuto circa rigirando spesso; a questo punto aggiungete un paio di mestoli di acqua/brodo bollente (o anche tre, dipende dalla grandezza della vostra padella) fino a coprirlo e lasciate cuocere. Seguite accuratamente la cottura, il risotto non può essere abbandonato a sé stesso. Mescolate e aggiungete acqua appena inizia ad asciugarsi troppo, ripetendo l’operazione ogni volta che è necessario.
A circa metà cottura aggiungete il rosmarino e sciogliete lo zafferano in un paio di cucchiai di acqua bollente poi versatelo sul riso e mescolate, ammirando la magia del colore crearsi davanti ai vostri occhi. Una volta giunto a cottura, potete mantecarlo con della margarina o del formaggio vegetale, anche se io preferisco aggiungere ancora un goccio di olio extravergine e basta.
Regolate di sale e servite con altro rosmarino e soprattutto una abbondante spolverata di farina di mandorle.

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È innegabile che l’autunno richiami immaginari musicali delicati e malinconici, ecco perché la canzone scelta per accompagnare questo risotto allo zafferano è “Okkervil River R.I.P., di Okkervil River. Primo singolo e prima canzone del nuovissimo album Away, Okkervil River R.I.P. è una canzone delicata e triste, ma di una tristezza che fa sospirare e riflettere, una di quelle che il vostro cuore non sarà in grado di contenere tutta. Però parola mia: dopo averla ascoltata la prima volta non potrete più farne a meno.

Frittini di ceci, zucchine e carote.

Preparate l’olio in padella, perché questa frittura vi renderà persone più felici!

Non solo questi frittini di ceci, zucchine e carote sono deliziosi, ma sono anche super facili da fare. La ricetta l’ho mutuata da quella che potete trovare sul sito Vegan Richa, cambiando il mix di spezie e usando la farina Mix It! senza glutine.
Tutto quello che vi serve è una lattina di ceci, una zucchina, due carote, una grattuggia, delle spezie e il gioco è fatto: dei frittini gustosi, dal sapore orientale, incredibilmente digeribili e fatti per la maggior parte di ceci. Evviva le proteine!

Li potete mangiare con la guacamole, con la tahina, con una salsa alla tahina, con la senape, la tzatziki o quello che vi pare. Si potrebbe provare anche ad accompagnarli con una salsa fatta di pomodoro e aglio, non c’è limite alle possibilità che questi frittini di ceci offrono.
Le foto non rendono giustizia alla bellezza di questo polpettine di ceci, ma ho cucinato quando ormai la luce naturale se ne era già andata. Mi sa che è giunto il momento di rispolverare l’attrezzatura fotografica invernale.

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Ingredienti:
– 250 grammi di ceci cotti;
– 1 zucchina piccola;
– 2 carote non troppo grandi, sbucciate;
– 4 cucchiai di farina senza glutine;
– 2 cucchiai di farina di mais o altra farina senza glutine;
– 1 spicchio d’aglio;
– 1 pezzo di zenzero fresco di circa 2 o 3 cm;
– Sale q.b.
– Misto di spezie indiane (oppure curry, cumino, curcuma, garan masala, cardamomo);
– Olio per friggere q.b.

Dopo aver lavato la zucchina, grattuggiatela e spremetela per fare uscire  l’acqua; fate lo stesso con le carote, poi mettete la verdura in una ciotola capiente.
Grattuggiate anche lo zenzero e l’aglio e versateli nella ciotola.
In un food processor con le lame ad S, spezzate i ceci ma non fateli diventare una purea. Io li ho fatti andare per due minuti, la cosa importante è che siano malleabili. Versateli poi nella ciotola.
Aggiungete ai ceci il sale, le spezie e le farine e lavorate il composto con le mani, fino ad ottenere un impasto abbastanza resistente per formare i frittini.
Fate delle palline e appiattitele con le mani, poi friggetele in olio caldo due o tre minuti per lato. Con queste quantità dovreste ottenere una decina di frittini piccoli.
Serviteli con le salse che preferite!

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L’estate non sta ancora finendo, le temperature rimangono alte e la voglia di godersi una birretta fresca la sera – soprattutto all’aperto – è ancora tanta. È ancora tanta anche la voglia di sdraiarsi sull’erba, fare passeggiate, assorbire tutti i raggi di sole possibili e immaginabili per aiutare l’umore ballerino a stabilizzarsi.
E se penso a tutte queste cose, mi viene in mente il video degli Weezer per “Island in the sun” (singolo tratto da “Weezer The green album“) quello però diretto da Spike Jonze: un connubio di estate, animaletti felici e tanta pace interiore. Non solo la canzone è di una bellezza quasi commovente, ma anche il video riesce perfettamente a catturare l’amosfera del pezzo e a tradurlo in una esperienza visiva che allarga il cuore. 

On an island in the sun
We’ll be playing and having fun
And it makes me feel so fine
I can’t control my brain

 

Zuppa di piselli rustica.

Ormai si sarà capito chiaramente che non importa quanti gradi ci siano, quando la zuppa chiama, io rispondo senza fare storie.

Credo di aver preparato questa zuppa rustica una sera in cui faceva più fresco del solito e io avevo bisogno di abbracciarmi un po’. Incredibile come un piatto possa aggiustare il tiro dell’umore con così tanta semplicità: piselli, patate, carote e una cipolla. Non serve altro per ritrovare un sapore di campagna e di natura, l’ennesimo sapore che aiuta a ritrovare la strada di casa.

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Ingredienti per una persona:
– 100 grammi di piselli spezzati secchi;
– 2 patate piccole pelate e tagliate a cubetti;
– 1 carota tagliata a pezzettoni;
– 1 spicchio d’aglio;
– 1 cipolla di tropea piccola (o 1 scalogno);
– Olio extravergine di oliva q.b;
– Sale q.b.;
– Farina di mandorle q.b. (opzionale)

Mettete a bagno i piselli spezzati seguendo le istruzioni della confezione. Una volta pronti scolateli, e metteteli a cuocere in abbastanza acqua salata da coprirli, iniziando a contare il tempo di cottura dall’ebollizione. I piselli che ho usato io cuocevano per 60 minuti, quindi allo scadere della prima mezz’ora ho aggiunto il resto delle verdure alla pentola e ho lasciato a cuocere fino alla fine dell’ora a fuoco basso, facendo attenzione che non si asciugasse l’acqua.
Servite con un giro di olio extravergine, una spolverata di farina di mandorle e del peperoncino.

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Se c’è una canzone che mi fa da balsamo nei momenti di sconforto o malinconia, è decisamente “Landslide“, nella cover degli Smashing Pumpkins, inclusa nel loro Pisces Iscariot. Landslide” è la prima canzone alla quale penso quando mi serve forza per uscire da un pantano,  soprattutto quando il pantano è emotivo e rischio di rimanerci troppo invischiata. Originariamente è stata composta da Stevie Nicks nel 1975 quando cantava nei Fleetwood Mac, ma il timbro vocale di Billy Corgan le regala una magia tormentata e dark che la rende una delle cover migliori della storia della musica.

Oh, mirror in the sky, what is love?
Can the child within my heart rise above?
Can I sail through the changing ocean tides?
Can I handle the seasons of my life?

Insalata di miglio ricca.

In questo periodo sto cercando di vivere meglio e mangiare meglio: preparo piani alimentari settimanali, vado a correre due o tre volte a settimana, cerco di evitare cibi fritti pur concedendomeli ogni tanto – soprattutto quando mia madre decide di preparare i pomodori verdi fritti, i fiori di zucca e le melanzane. 
Ideare un piano settimanale mi sta aiutando molto, perché quando non lo faccio mi ritrovo a mangiare solo pasta e verdure, o riso e verdure, o burger già pronti e verdure e basta: alla faccia della fantasia!

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Mangiare meglio significa cercare di variare il più possibile gli alimenti, stando attenta a dare spazio anche a ingredienti poco usati o che spesso lascio scadere nella dispensa, come per esempio il miglio: il miglio è un cereale un po’ sottostimato e ignorato da molti, ma ha molteplici proprietà, come per esempio l’essere ricco di sali minerali tra cui ferro, potassio, fosforo, magnesio, zinco, calcio, sodio e silicio. Contiene anche vitamine del tipo B, ma anche vitamine A, E, inoltre il miglio decorticato è privo di glutine. Insomma, un cereale che andrebbe rivalutato e considerato di più.

Ecco che tutto questo sproloquio serve per introdurre la ricetta di oggi: una estivissima insalata di miglio. Un piatto ricco di ingredienti di stagione e che si può preparare con tutto quello che avete in casa senza, e che richiede meno di mezz’ora di preparazione.

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Ingredienti: 
– 60 grammi di miglio decorticato;
– 1 zucchina grande tagliata a cubettoni;
– 6 o 7 capperi;
– 3 cucchiai di mais;
– 1 carota tagliata a rondelle;
– Pomodorini tagliati a metà q.b.;
– Una manciata di rosmarino;
– 120 grammi di ceci;
– 1/2 avocado tagliato a cubetti;
– Olive q.b.;
– Sale q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– 2 cucchiaini di salsa di soia (opzionale)

Risciacquate abbondantemente il miglio e cuocetelo secondo le istruzioni della confezione. Io l’ho cotto facendolo tostare velocemente in un pentolino e poi aggiungendo il doppio di acqua rispetto al peso del miglio (quindi in questo caso 120 grammi di acqua), ho portato a bollore, coperto il pentolino e abbassato la fammia e una volta passati 20 minuti circa ho spento e lasciato il pentolino coperto ancora un pochino, per poi metterlo in un piatto a riposare.
In una padella con un cucchiaio di olio, fate saltare per circa 5 minuti la zucchina e i capperi ben sciacquati, aggiungendo a metà cottura la salsa di soia (oppure il sale). Quando la zucchina inizierà ad ammorbidirsi pur restando soda spegnete il fuoco e mettete da parte a raffreddare.
In una ciotola unite al miglio tutti gli altri ingredienti, mescolate e salate a piacere, infine condite con una girata di olio extravergine di oliva. Servite subito, oppure lasciate a riposare per almeno un’ora.

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In questo periodo sto ascoltando un po’ di musica a caso. Proprio oggi ho rispolverato uno degli album migliori della prima decade del 2000: “Fever to tell” degli Yeah Yeah Yeahs. Gruppo indie per eccellenza, tre componenti, un sacco di energia, tanto casino da fare e tanta musica da far ascoltare e da incidere. Il loro terzo singolo “Maps” li consacrò definitivamente come uno dei terzetti più promettenti del 2003.

 

Patate dolci orientali.

Accendete i forni: pronti, partenza, VIA!
Le patate dolci (quelle arancioni) sono un capitolo della mia alimentazione che amo affrontare spesso e volenteri e nello specifico, queste patate dolci sono perfette come aperitivo, ma si adattano benissimo ad essere usate come contorno, o un po’ come vi suggerisce la fantasia.
Si preparano in poco più di 30 minuti compresa la cottura e non dovete neanche stare a controllarle, quindi mentre il forno è acceso potete fare altro – soprattutto per evitare di sciogliervi in cucina.

L’idea di “orientalizzare” delle patate dolci con un condimento come la pasta thai curry mi è venuta perché dovevo svuotare il frigo per poterlo pulire bene e mi sono chiesta se il sapore piccante del thai curry si sarebbe sposato bene con la delicatezza delle patate dolci: la risposta è decisamente sì.

Un piatto dalla preparazione semplice ma che stupirà le vostre papille gustative assopite dalla pigrizia estiva. Orsù dunque, è tempo di affettare le patate dolci!

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Ingredienti per una patata (da moltiplicare all’occorrenza):
– 1 patata dolce sbucciata e affettata a fiammifero o spicchi;
– 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– 1 cucchiaio di pasta thai curry;
– Sale q.b.

Preriscaldate il forno a 180°.
In una ciotola capiente mischiate gli ingredienti insieme alle patate già tagliate, in modo da ungerle e ricoprirle il più possibile di condimento.
Prendete una teglia, adagiate un foglio di carta da forno e versate le patate condite. Per una cottura migliore distanziatele il più possibile una dall’altra.
Se desiderate avere delle patate più croccanti, non mettete la carta da forno ma ungete un po’ la teglia, avendo l’accortezza di mischiare le patate a metà cottura.
Cuocete in forno per circa 30 minuti, controllando lo stato di cottura di tanto in tanto.
Servite con una salsina fresca come la guacamole, oppure con del bagnetto, o ancora della tzatziki, oppure gustatele così come sono.

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In questa estate 2016 sto facendo tante cose belle, scrivendo tante cose belle, mangiando quello che riesco a tirare su fra un impegno e l’altro ma soprattutto sto – ovviamente – ascoltando tanta musica. Ho finalmente messo le orecchie sul nuovo album dei The Last Shadow Puppets – Everything you have come to expect – e ne ho scritto una recensione su Crunch Ed, ma la cosa che mi ha colpito di più di questo duo di serissimi musicisti, è la cover di “I want you (She’s so heavy)” dei Beatles. Piacere allo stato puro.

Lasagne alle verdure.

Se c’è un gesto che ho sempre trovato incredibilmente altruistico, è quello di regalare l’ultima fetta di qualcosa.
Ricordo con piacere una scena di Grey’s Anatomy, nella quale Meredith diceva al suo amato Derek di scegliere lei perchè lo amava così tanto che (fra le altre cose) gli avrebbe lasciato l’ultima fetta di torta.
Ecco, per me vale la stessa cosa: lasciare l’ultimo pezzo di qualcosa è sintomo di un affetto profondo o un legame che si sta creando e che voglio nutrire (simbolicamente e non).

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E allora vi regalo l’ultima fetta delle lasagne alle verdure che sono state il pranzo della domenica insieme a mio fratello. Lo so, con 34° di media sono stata pazza ad accendere il forno, ma alle lasagne non si comanda e chi sono io per dire di no alla cremosità della besciamella fatta con il latte di mandorla? Chi sono io per rifiutare il dolce abbraccio di un sugo fatto in casa con pazienza e tante verdure?

Una manciata di ingredienti di stagione per creare un piatto che a me non stufa mai e che potrei mangiare tutti i giorni a pranzo e cena senza lamentarmi. Una manciata di ingredienti per regalarvi la certezza di una ricetta da preparare e condividere, per poter donare al questo pazzo, pazzo mondo un po’ di bontà. Quella sì che non fa mai male.

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Ingredienti:
– 1 carota grande tagliata a cubetti o fettine;
– 1 cipolla rossa tagliata sottilmente e tritata;
– 1 spicchio di aglio tritato;
– 1/2 melanzana grande tagliata a cubetti;
– 2 zucchine grandi tagliate a cubetti;
– 400 grammi di polpa di pomodoro;
– 2 cucchiaini di concentrato di pomodoro;
– 200 grammi di piselli surgelati;
– 2 pizzichi di zucchero (se necessario);
– 6 (o più, se necessario) fogli di lasagna di mais (o normale)
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Sale e pepe q.b.;
– Rosmarino q.b.
– Farina di mandorle q.b.

Per la besciamella:
– 500 ml di latte di mandorla al naturale;
– 35 grammi di olio extravergine di oliva;
– 35 grammi di farina senza glutine (io ho usato la mix it di Schar)
– Sale q.b.;
– Noce moscata (opzionale)

Cuocete i piselli senza salarli seguendo le istruzioni della confezione e mettete da parte.
Iniziate preparando il sugo: in una pentola capiente versate 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e mettete sul fuoco. Quando l’olio inizia a scaldarsi unite la carota, la cipolla, un pizzico di sale e l’aglio. Aggiungete un dito d’acqua, coprite e lasciate cuocere fino per qualche minuto, fino a quanto la cipolla sarà diventata trasparente e morbida (circa 3 o 4 minuti, a seconda della potenza della vostra fiamma).
Versate ora i cubetti di melanzana, salate ancora, coprite e lasciate cuocere a fiamma media per altri 5 minuti, girando di tanto in tanto e aggiungendo acqua se necessario. Appena la melanzana cambia colore, versate le zucchine e di nuovo salate leggermente – sempre un pizzico alla volta – coprite e lasciate cuocere al massimo per 5 minuti, girando di tanto in tanto. Versate la polpa di pomodoro, il concentrato di pomodoro sciolto in 3 cucchiai di acqua, il sale, lo zucchero, il pepe, il rosmarino e i piselli, mescolando e amalgamando il tutto. Lasciate cuocere a fuoco medio basso per almeno 10 o 15 minuti, girando spesso e controllando che il sugo non si asciughi troppo. Una volta pronto mettetelo da parte.
Accendete il forno a 190°.

Preparate ora la besciamella: in una pentola capiente versate l’olio e la farina un po’ alla volta, mescolando con una frusta. Accendete il fuoco tenendolo basso e continuate a lavorare con la frusta per evitare che si formino grumi, fino a quando il composto di farina e olio avrà cambiato tonalità di colore. A questo punto versate a filo tutto il latte di mandorla continuando a girare energicamente, aggiungete anche il sale e la noce moscata (se vi piace). Alzate il fuoco a medio, continuate a mescolare e raggiungete il grado di densità che preferite. Se dovesse risultare troppo densa aggiungete altro latte di mandorla.

Se dovete sbollentare la pasta per le lasagne fatelo ora (o fatevi aiutare mentre vi occupate della besciamella), in ogni caso è giunto il momento di assemblare la lasagna. Oliate leggermente una teglia delle giuste dimensioni, cospargete il fondo con un po’ di sugo e ponete sopra il primo strato di pasta. Sopra la pasta versate altro sugo, poi la besciamella, poi una generosa cucchiaiata di farina di mandorle e poi di nuovo pasta, sugo, besciamella e così via fino a quando avrete finito gli ingredienti. Sopra l’ultimo strato di besciamella versate della farina di mandorle e poi un filo di olio, per creare quell’effetto bruciacchiato che piace tanto. Infornate ora per 35 minuti (o per il tempo indicato sulla confezione delle lasagne) a forno statico, concludendo la cottura con altri 5 minuti di grill.
Servite subito e godetevi questa delizia.

 

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Ho passato le giornate di sabato e domenica ad ascoltare una scatola di 45 giri di mia madre che abbiamo trovato in casa: dentro c’era di tutto, dai Rolling Stones passando per Patti Pravo e poi ancora i Turtles, qualche gruppo italiano a me sconosciuto e altri nomi incredibili. Per il compleanno ho ricevuto in regalo un giradischi, e regalo non poteva essere più perfetto per questo periodo della mia vita. Voglio condividere la gioia di ascoltare la musica con le persone che amo, per goderne insieme e ridendo dirci che il suono del vinile è più caldo. Happy Together. 

 

Sugo semplice e veloce di zucchine e melanzane

Vedo i sughi come una piccola sfida quasi quotidiana per avere un pasto  gustoso e completo. Il tempo per prepararli è sempre quello che è – soprattutto ora che sono la speaker fissa del pomeridiano di Radio Gold (dalle 16 alle 18) – così mi sono trovata a preparare con degli avanzi di verdura questo sugo veloce di zucchine e melanzane. 

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Estivo, soddisfacente, abbondante e semplice da preparare, è il sugo perfetto per chi ha poco tempo da dedicare alla cottura lenta di certi ragù deliziosi, ma non per questo è meno gustoso, basta avere qualche accorgimento. Quando l’ho preparato in casa non avevo né cipolla né aglio e mancava quella nota particolare del soffrittino iniziale, quindi la ricetta che vi sto per scrivere è quella definitiva. Potete aggiungere a questo sugo tutti gli ingredienti che volete: olive, capperi, carote e via dicendo, questa è una semplice base dalla quale iniziare.

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Ingredienti per una persona:
– 1/2 cipolla rossa;
– 1 zucchina grande;
– 1/2 melanzana;
– 4 cucchiai abbondanti di polpa di pomodoro;
– 2 cucchiaini di concentrato di pomodoro sciolto in 3 cucchiai di acqua;
– Sale q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Zucchero q.b.;
– Spezie ed erbe a scelta.

Tagliate a fette di mezzo centimetro la melanzana, disponetele in un colapasta aggiungendo del sale grosso per far perdere l’acqua. Lasciate a riposare per almeno 10 minuti.
Tagliate a cubetti la zucchina e mettete da parte.
Tritate finemente la cipolla rossa e mettetela a cuocere in padella con un cucchiaio di olio.
Eliminate il sale in eccesso dalle melanzane e tagliate a cubetti, versatele poi in padella e fate cuocere per meno di 5 minuti, aggiungendo poca acqua alla volta se necessario. Quando le melanzane avranno cambiato colore aggiungete le zucchine e fate saltare salando leggermente.
Versate la polpa di pomodoro, mescolate e coprite lasciando cuocere a fuoco medio basso. Quando il sugo inizia ad asciugarsi aggiungete il concentrato di pomodoro, lo zucchero, le spezie e/o le erbe (rosmarino / pepe / prezzemolo / basilico / curry / peperoncino) e mescolate bene il tutto. Coprite ancora abbassando la fiamma, controllando lo stato di cottura delle zucchine, che saranno pronte quando saranno leggermente morbide. Aggiungete poca acqua alla volta se necessario.
Servite con la vostra pasta preferita e spolverate con della farina di mandorle, che secondo me è una bella aggiunta finale.
Conservate il sugo in un barattolo di vetro o un tupperware ben sigillato per al massimo quattro giorni.

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Oh estate, estate. Estate malinconica, energetica, di sogni e progetti immediati e anche futuri. Estate di zanzare che  ti mangiano, di corse in solitaria e non, di ricordi teneri e mancanze che si fanno sentire.
Estate di musica di qualità, estate di Sound & Color degli Alabama Shakes,  di bisogno di compagnia degli amici, di birrette fresche condivise e chiacchiere che non finiscono mai.
Oh estate.

Il segreto del Tofu dorato perfetto.

Eccoci, ci siamo, l’ho detto: perfetto. Sì, ho usato questa parola gigantesca (che in cucina non si dovrebbe mai neanche pensare) perché il metodo di cottura di cui sto per parlare, vi regalerà un tofu semplicemente perfetto. P E R F E T T O.

Perfetto da mettere nelle vostre buddha bowl (che qui da me si chiamano semplicemente insalatone), nelle zuppe, da tagliare a pezzetti e saltare subito dopo con le verdure, o da condire e infilare in mezzo a due fette di pane. Un paninazzy al tofu, ma ci pensate?

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Foto fatta al volo.

Sono al settimo cielo, uno dei problemi che ho sempre avuto con il tofu era quello di non riuscire a renderlo abbastanza croccante, poi mi sono decisa a leggere ricette su ricette, consigli su consigli e finalmente ho trovato quello che mi convinceva di più: per avere un tofu perfettamente croccante basta togliergli gran parte dell’acqua che contiene. Come? Semplicemente mettendolo a scolare con avvolto con della carta da cucina, un panno da cucina e con sopra dei pesi che lo schiaccino. Dopo almeno 30 minuti, il tofu sarà più umido che bagnato e potrete tagliarlo a fette o a pezzi e metterlo a cuocere. Semplice no?

Per il procedimento miracoloso vi serviranno:
– 1 panetto di tofu compatto;
– Olio vegetale (io ho usato quello di cocco)

Prendete il tofu, avvolgetelo con della carta da cucina e poi con un panno da cucina pulito. Mettetegli sopra un tagliere e sopra al tagliere dei pesi (ho usato dei libri), abbastanza da creare una discreta pressione. Aspettate almeno 30 minuti e nel frattempo pulite casa, fatevi una doccia, fate qualunque cosa ma non pensate al tofu.
Liberate il tofu (che nel frattempo avrà perso molta acqua e sarà umidiccio ma non più bagnato) e tagliatelo a fettine dello spessore che preferite.
Ricoprite il fondo di una padella con l’olio e mettete sul fuoco medio. Mettete il tofu a cuocere quando l’olio si sarà scaldato e abbassate la fiamma. A questo punto arriva la parte migliore: aprite il link di youtube che troverete qui sotto e usatelo quello per contare i minuti di cottura per il tofu. Non sto scherzando, la canzone dura 4 minuti e quello è il tempo di cottura per ogni lato. Vi sfido a non ballare come pazzi mentre il tofu imbiondisce delicatamente su entrambi i lati.


Come potete vedere dalle foto ho provato due cotture: quella più chiara è quella con il tempo giusto e il risultato migliore, mentre quella più scura ha qualche minuto in più ma anche se è più bella non la consiglio perché il tofu ha preso un un saporaccio amaro terribile.
Ricapitoliamo: prendete il panetto, pressate fuori l’acqua, tagliate a fettine, mettete nell’olio caldo, schiacciate play, ballate come se non ci fosse un domani per 8 minuti in tutto e il tofu sarà perfettamente dorato e croccante. Provare per credere!

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