Tortini alla carota e zenzero (senza glutine)

Ormai internet è la mia più grande ipirazione per cucinare: miniera infinita di mondi e sapori che si incrociano e si mostrano, un mercato aperto di bellezza e immaginazione.
Da quando ho intrapeso questo viaggio culinario e fotografico si sono aperte davanti a me migliaia di strade, di case e di cucine, tutte pronte per essere esplorate, analizzate, comprese, fotografate e sognate anche di notte.

A volte ho così tanta voglia di cucinare che nei miei sogni impasto e spalmo roba su altra roba e poi assaggio e mangio, e nei sogni è sempre tutto troppo dolce anche se non mi importa: sono felice di svegliarmi così.

Questi tortini non mi sono arrivati in sogno (purtroppo) ma è la ricetta veganizzata dei muffin senza glutine alla carota e zenzero presa da Savory Lotus.
I muffin si sono trasformati in tortini semplicemente perché, come al solito, ho combinato qualche disastro e ho messo troppo impasto nei pirottini, che si è allargato ed espanso senza chiedere permesso; non è stato un grande danno e a me piacciono di più così, ma se volete dei mini muffin vi basterà usare i pirottini più piccoli o mettere meno impasto in quelli normali.
I tortini alla carota e zenzero sono completamente senza glutine, senza frumento, senza soia e anche senza lievito. E cosa ci sarà mai dentro, dunque? Dolcissime carote, freschissimo zenzero, la nota tropicale del cocco e l’intramontabile forza della farina di mandorle.
Se avete bisogno di un sapore inaspettatamente fresco e avvolgente, questo è il dolce che fa per voi che – oltretutto – durante la cottura invaderà casa vostra con un intenso profumo di burro.

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Ingredienti per 8 tortini:
– 180 grammi farina di mandorle;
– 1/2 cucchiaino di sale;
– 1 cucchiaino di bicarbonato;
– 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere;
– 50 grammi cocco grattuggiato;
– 105 grammi olio di cocco sciolto;
– 1 bustina e 1/2 di sostituto per le uova “Senz’uovo
– 105 ml di acqua tiepida;
– 2 manciate di uvetta messe a bagno per 10 minuti;
– 1 carota grande grattuggiata;
– 1 pezzo di zenzero fresco grattuggiato;
– 150 grammi di sciroppo d’acero;

Preriscaldate il forno a 180°.
In una ciotola grande unite insieme la farina di mandorle, il cocco grattuggiato, il sale, il bicarbonato e lo zenzero in polvere e mischiate bene con un cucchiaio.
In una seconda ciotola unite il senz’uovo all’acqua tiepida e mescolate accuratamente evitando di fare grumi, versate poi l’olio di cocco, lo sciroppo d’acero, la carota, lo zenzero e l’uvetta e amalgamate.
Versate tutto negli ingredienti secchi e con una frusta mescolate fino a ottenere un composto appiccicoso ma uniforme.
A questo punto versate l’impasto nei pirottini da muffin e infornate per 25 minuti, controllando con uno stuzzicadenti la fine della cottura. L’impasto rimane abbastanza umido e si rassoda nel raffreddamento.
Sfornate e lasciate raffreddare.

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Tanto è dolce questa ricetta, quanto è delicata la musica che la accompagna. Scoperta recentissima, la canzone “Kitchen door” di Wolf Larsen – nome d’arte di Sarah Ramey –  porta con sé un’atmosfera eterea e quasi invisibile. Una vera e propria carezza sul volto.

I can hear you tap tapping at my kitchen door
I can hear the river run and the river want more
Don’t you know, I’m already sure
I can hear you tap tapping at my kitchen door

 

Muffin alle carote con crema di anacardi.

Guardo fuori dalla finestra e nevica. Quasi non ci credevo questa mattina quando mi sono svegliata, ma la neve ha fatto capolino sorprendendoci tutti.
La neve mi è mancata tantissimo, questo inverno l’abbiamo vista brevemente solo un paio di giorni e oggi è praticamente come se fosse un giorno di festa!

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Allora festeggiamo con questa ricetta che cade a fagiolo: muffin alle carote con crema di anacardi, adattata da quella di The Conscientious Eater. 
Diciamoci la verità, a volte i muffin sono un pochino tristi da soli e non c’è niente di meglio che fare una crema velocissima per accompagnarli. Gli anacardi si prestano molto bene perché sono belli grassi e molto versatili, sia per preparazioni salate che dolci. Diciamo che il risultato finale non è dei più leggeri, e forse un paio di muffin ricoperti o ripieni bastano e avanzano, però dai, è il weekend, si sa che sabato e domenica ci si può concedere qualcosa in più.
Questi muffin hanno lievitato moltissimo, forse per la presenza della famosa purea di mele (applesauce), santo graal della pasticceria vegana. Fino ad oggi non avevo mai provato a metterla in una ricetta, ma l’ho trovata all’Esselunga e mi sono detta che era giunto il momento. Il risultato finale è quello di un impasto ben lievitato, senza alcun retrogusto di mela ma che ha un qualcosa in più, forse la morbidezza e la spugnosità.

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Insomma, se volete un dolcetto corposo e ricco, questa è la ricetta che fa per voi.

Ingredienti per 8 muffin:
– 100 grammi di carote grattuggiate;
– 120 grammi di zucchero integrale;
– 1 cucchiaino di vaniglia;
– 190 grammi di latte di riso;
– 150 grammi di purea di mela;
– 300 grammi di farina (ho usato la Mix It!);
– Un pizzico di sale;
– Una bustina di cremor tartaro;
– 1/2 cucchiaino di bicarbonato

Per la crema:
– 250 grammi di anacardi, messi in ammollo per almeno 4 ore;
– 1 cucchiaino di vaniglia;
– 1 bicchiere d’acqua;
– Zucchero a velo q.b.;
– Sciroppo d’acero q.b. (opzionale)

Preriscaldate il forno a 200°.
In una terrina unite le carote, lo zucchero, la vaniglia, il latte di riso e la purea di mela e mescolate, amalgamando gli ingredienti.
In un’altra ciotola mischiate insieme la farina, il sale, il cremor tartaro e il bicarbonato.
Versate gli ingredienti secchi con quelli bagnati e amalgamate con una frusta a mano, fino a ottenere un composto omogeneo.
Versate la pastella nei pirottini da muffin (io ho usato quelli in alluminio, li ho unti leggermente e hanno cotto molto bene) infornate e cuocete per 30 minuti circa. Fate la prova dello stuzzicadenti, a fine cottura e mettete a raffreddare.
Per preparare la crema di anacardi, scolate gli anacardi messi in acqua precedentemente, metteteli in un food processor, aggiungete tutti gli altri ingredienti e frullate fino a ottenere una crema abbastanza omogenea, la più liscia possibile. Per il grado di dolcezza dovete decidere voi, non ho pesato né lo zucchero né lo sciroppo d’acero ma li ho aggiunti poco per volta.
Servite i muffin freddi ricoperti di crema, o farciti di crema, o immersi nella crema: come preferite!

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Prosegue la Vinyl fever, ovvero quello stato di eccitazione incontrollata che precede l’inizio di ogni puntata della nuovissima serie tutta musica, sesso, coca, e attori di altissimo livello firmata Martin Scorsese e Mick Jagger.
Nella seconda puntata ci si trova davanti alla meraviglia del mondo di Andy Warhol con tanto di Velvet Underground che suonano la PERFETTA “Venus in Furs“, che è da sempre una canzone che mi insegue come un fantasma nella notte.
La melodia ossessiva sa molto di viaggio da acido, mentre la voce di Lou Reed accompagna in questo percorso musicale buio e misterioso: un capolavoro.

Muffin di mais ai mirtilli freschissimi

Vi dirò la verità, questa è una ricetta da perfezionare completamente. L’ho trovata su un sito che seguo molto volentieri (il coloratissimo The Miniature Moose), e mi ha subito catturato l’occhio e fatto salivare come poche cose al mondo. Cerco sempre ricette che siano senza glutine o da convertire facilmente perché ho diversi amici intolleranti, e questa è stata la candidata per diversi giorni. Oggi ho preso coraggio e l’ho fatta.
C’è stata una soddisfazione a metà: da una parte la cottura mi è venuta perfetta e per la prima volta non ho avuto di paura di aver rovinato qualcosa, dall’altra però il sapore non era quello che mi aspettavo. Credevo che sarebbero stati abbastanza dolci, e invece non è così. Solo dopo ho capito che se la ricetta era accompagnata da un burro allo sciroppo d’acero, un motivo c’è. Il sapore è buono, non fraintendetemi, ma se amate i muffin grondanti zucchero, vi consiglio di aumentare la quantità oppure di aggiungere dello sciroppo d’acero all’impasto.

Non mi ritengo sconfitta, questi muffin ai mirtilli sono leggeri, umidi al punto giusto, soffici e belli cicciotti. Hanno un colore pazzesco e il mirtillo dona quella punta di acidità che sta bene con la farina di mais.
Non sono sconfitta, quindi. Diciamo che con questi dolcetti mi sono piazzata al secondo posto e che presto (molto presto) troverò la giusta combinazione per vincere il podio per i muffin più buoni della terra.

Aggiornamento: Il sapore di questi muffin (che in realtà alla fine mi sono venuti fuori come dei tortini) è perfetto così com’è, proprio perché possono essere più o meno affogati con dell’ottimo sciroppo d’acero, come ho fatto ieri sera e questa mattina a colazione. Una buonissima alternativa è la crema di nocciole, o il miele (se lo mangiate). Insomma, l’unica cosa che va effettivamente incrementata è la quantità di zucchero se volete dei muffin più classici.
Ah, fate attenzione: lo sciroppo d’acero è una droga potentissima!

Ingredienti per 12 muffin:

– 240 grammi farina di mais;
– 210 grammi farina di riso;
– 2 cucchiaini di aceto di mele;
– 2 tazze latte di mandorla al naturale;
– 150 grammi circa di olio di riso;
– 2 cucchiaini cremor tartaro;
– 2 cucchiaini di amido di mais;
– 1 cucchiaino e mezzo (circa) di bicarbonato di sodio
– 2/3 di tazza di olio di riso (o vegetale);
– Un pizzico di sale;
– 2/3 di tazza di zucchero di canna – circa 150 grammi;
– 150 grammi di mirtilli freschi

In un contenitore grande versate il latte di mandorla e l’aceto di mele, amalgamando velocemente con una frusta. Mettete da parte.
Accendete il forno e impostatelo sui 180°.
Mischiate insieme le farine, il cremor tartaro, il bicarbonato, l’amido di mais e il sale.
Aggiungete al latte di mandorla lo zucchero e l’olio e mischiate fino ad ottenere un impasto schiumoso; versate subito dopo gli ingredienti secchi e amalgamate con una frusta fino ad eliminare tutti i grumi.
Versate i mirtilli nell’impasto, amalgamate ancora e poi riempite i pirottini. Questi muffin non si gonfiano più tanto.
Cuocete per circa 30 minuti, facendo la prova dello stuzzicadenti a fine cottura.

Muffin di mais

Nonostante la vaga insoddisfazione mi sento bene riguardo a questa ricetta. Mi ha fatto stare benissimo anche la musica che ho scelto mentre cucinavo, un best of di Dinah Washington, che grazie alla sua voce trasparente ha accompagnato ogni gesto e ogni movimento per creare i muffin.
Immergetevi con me in una canzone come non se ne fanno più: I Wanna Be Loved, in una atmosfera romantica e malinconica al tempo stesso. Lasciate che la voce di Miss Washington vi guidi attraverso le note. Una voce di cristallo pregiato che non vi lascerà più andare.

Baby, can’t you see
I wanna be thrilled to desperation
I wanna be thrilled starting tonight
With every kind of wonderful sensation
I wanna be loved

Ricette per grigliate e scampagnate #3

Eccoci dunque alla terza ed ultima ricetta ideale per le scampagnate e grigliate in compagnia.
Non c’è picnic che si rispetti senza un bel dolce, e cosa c’è di meglio che portarsi dietro dei comodi e meravigliosi muffin ai mirtilli?
Ormai lo avrete capito, i muffin non mi stancano mai!
(Ricetta liberamente ispirata al libro di Sugarless)

 

Ingredienti per una decina di muffin:
– 180 grammi di farina di riso;
– 220 ml di latte di riso;
– 30 grammi di farina di mandorle;
– 130 grammi di zucchero di canna;
– 50 ml di olio di semi;
– 1 cucchiaino di cremor tartaro;
– 1 cucchiaino di bicarbonato;
– 1 cucchiaino di succo di limone;
– 1 cucchiaino di vaniglia;
– Almeno 120 grammi di mirtilli tagliati a pezzetti.

Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Unire tutti gli ingredienti secchi in una ciotola capiente, poi aggiungo il latte e l’olio di semi mescolando con una frusta ed eliminando tutti i grumi.
Aggiungere il succo di limone, la vaniglia, i mirtilli e amalgamare il tutto.
Riempire i pirottini da muffin per 3/4 o poco più.
Cuocere per 25 minuti, facendo la prova dello stuzzicadenti alla fine. Tenete conto che i mirtilli si cuoceranno e lasceranno l’impasto leggermente umido ma super delizioso.
Un consiglio che mi sento di dare è questo: più mirtilli usate meglio è, in modo da avere un risultato finale molto marmellatoso.

Muffin ai mirtilli

Per accompagnare questa ricetta vi lascio un bellissimo pezzo nordeuropeo: “What else is there?” dei Royksopp. Il colore di questi muffin riprende perfettamente le atmosfere del video capolavoro per il singolo della band norvegese.

Fun fact: la protagonista del video non è la cantante, ma una modella norvegese. La vocalist, Karin Dreijer Andersson (già cantante del duo elettronico The Knife), compare circa al secondo minuto del video mentre mangia da sola ad una tavola imbandita a festa.

Muffin con sciroppo al limone.

Sono tornata sul luogo del delitto di qualche post fa e mi sono dedicata alla preparazione di nuovi, deliziosi muffin. Questa volta ho deciso di osare di più e di provare qualcosa di diverso.
Quelli che vi presento qui di seguito (presi direttamente dal libro “500 ricette vegane”) hanno una pasta dal sapore piuttosto neutro, quasi completamente senza zucchero che però è fatta apposta per assorbire lo sciroppo al limone da aggiungere alla fine, che poi è quello che dà il twist al palato..
Vi dirò la verità: fare questi muffin è stata una prova di fede. Volevo provare qualcosa di diverso ma di non troppo difficile, avevo praticamente tutti gli ingredienti in casa, avevo soprattutto bisogno di alzare di una spanna l’asta da saltare. Sembrerà sciocco o paranoide, ma l’idea di dover aggiungere lo sciroppo alla fine della cotturaanche se è la cosa più facile del mondo da fare – ha stuzzicato il gusto della sfida. Per una persona che è terrorizzata dall’idea di sbagliare tutti i passi di una ricetta, vi assicuro che è stato come tuffarsi da un trampolino (non tanto alto) soffrendo di vertigini.
Se avessi scelto un dolce più difficile avrei sicuramente sbagliato tutto, e sono stanca di desiderare il passo più lungo della gamba. Sono qui per imparare anche se sono imbranata, anche se ci metto un’ora a fare una ricetta che le persone più navigate fanno in 20 minuti massimo, anche se non sono una cuoca esperta. Ma poi come posso diventare esperta se non alzo l’asta da saltare di una spanna alla volta?

 

Ingredienti per 12 muffin:
– 2 tazze e 1/2 di farina (ho usato la tipo 0);
– 2 cucchiai di maizena;
– 1 cucchiaino e mezzo di bicarbonato;
– Mezzo cucchiao di zucchero di canna;
– Un cucchiaino raso di sale, ma anche di meno;
– 1/2 tazza di farina di riso;
– 1/4 di tazza di semi di papavero;
– 1 tazza e 1/4 di latte di mandorla al naturale;
– 115 grammi di margarina, sciolta;
– 3/4 di tazza di olio di semi;
– 1/4 di tazza di succo di limone (circa un limone piccolo);
– La scorza di un limone piccolo

Per lo sciroppo:
– Il succo di due limoni;
– 73 grammi di zucchero di canna

Presiscaldate il forno a 180°C.
In una ciotola setacciate gli ingredienti secchi (la farina, la maizena, il bicarbonato, lo zucchero, il sale, la farina di riso) e aggiungete i semi di papavero. Mescolate, fate un cratere al centro e versate il latte di mandorla, la margarina sciolta, l’olio e solo per ultimo il succo di limone. Aggiungete infine la scorza di limone. Amalgamate gli ingredienti con una frusta fino ad ottenere un impasto molto denso e molto appiccicoso. Potete usare sia la frusta manuale che quella elettrica.
Versate il composto dentro agli stampini da muffin riempiendo poco più della metà, o comunque lasciando circa un centimetro e mezzo dal bordo. Infornate per 25 minuti a forno ventilato, passando a quello statico per gli ultimi 5 minuti. Per essere sicuri che i muffin siano cotti fate comunque la prova dello stuzzicadenti.
Mentre i dolcetti sono in cottura preparate lo sciroppo amalgamando lo zucchero con il succo dei due limoni.
Quando i tortini sono pronti bucherellateli subito con uno stuzzicadenti e versatevi dentro due o tre cucchiaini di sciroppo. In questo modo la pasta bollente assorbirà completamente il liquido. Bucherellateli molto, su tutta la superficie e fino in fondo. Non preoccupatevi per l’estetica perché non la rovinerete, questo è forse il passaggio più importante e delineerà il sapore dei vostri muffin.
Lasciate raffreddare e servite.

 

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Per preparare questa ricetta ci ho messo veramente tantissimo. Me la sono presa con calma controllando tutte le misurazioni, preparando in anticipo gli ingredienti un po’ sul tavolo e un po’ sul piano di lavoro. Ho deciso di non mettermi fretta, di assaporare il momento, di sentire quella lentezza calda uscire dal forno.
La lentezza intezionale è quella che più preferisco, quella che più mi fa apprezzare l’adrenalina e la concentrazione che vanno a braccetto quando si prepara qualcosa di nuovo per la prima volta. Proprio di questa lentezza consapevole è fatta la canzone che vi propongo oggi: “Saturday comes slow” dei Massive Attack. Il pezzo vede come protagonista la voce di Damon Albarn, storica voce dei Blur.

Muffin! Muffin! Muffin!

Ah, i muffin! Anima delle feste della mia vita, peccato di gola dolce e semplice, sono i dolci da forno “portatili” che più sogno nei momenti di alta golosità.
Finalmente sono riuscita a trovare la ricetta (e sfornare) di muffin degni di questo nome. Morbidi, umidi al punto giusto, con un sapore inaspettatamente piacevole e ottimi da farcire o da ricoprire di creme cioccolatose.
Mi sono serviti solo una manciata di ingredienti, un po’ di pazienza ed un forno ben caldo. Il resto della magia l’ha fatta la chimica del bicarbonato con l’aceto, la consistenza del latte di mandorla e gli altri componenti facili da reperire.
Finalmente dei muffin senza uova e senza latticini che non mi hanno fatto pensare “uhm… sa un pochino di cartone”, finalmente la dimostrazione che anche la pasticceria vegana – nella sua semplicità – può riservare piacevoli sorprese.

 

Ingredienti per circa 12 muffin:
– Circa 350 grammi di farina (2 tazze e 2/3);
– Due cucchiaini di bicarbonato di sodio;
– Un cucchiaino di sale;
– Una tazza di zucchero (io ho usato quello integrale di canna);
– Circa 160 ml di olio di semi;
– 300 ml di latte di mandorla al naturale;
– Due Cucchiai di aceto di vino bianco;
– Una fialetta di estratto di vaniglia;
– Mirtilli q.b.

Preriscaldate il forno a 170° e lavate i mirtilli, asciugateli e mettete da parte.
In una ciotola abbastanza capiente unite tutti gli ingredienti secchi (farina, bicarbonato, zucchero, sale) mischiandoli poi in modo da amalgamarli bene. In una seconda ciotola combinate insieme tutti gli ingredienti bagnati (olio, latte di mandorla, aceto di vino, estratto di vaniglia). Non vi preoccupate se, mentre li verserete, sembreranno separarsi; la cosa importante è che riusciate subito dopo a mischiarli bene insieme.
Ora dovete solo fare un buco al centro della farina, versarci dentro il contenuto della seconda ciotola e girare con forza con una spatola di silicone (ma immagino anche anche un cucchiaio di legno o il mixer vadano benissimo). Lavorate l’impasto con cura, fino a far scomparire tutti i grumi e ad ottenere una pastella meravigliosamente liscia.
L’odore non sarà buonissimo, ma non vi preoccupate.
Aggiungete ora i mirtilli e mescolate in modo da distribuirli nell’impasto.
A questo punto vi rimane solo da riempire i pirottini per i muffin (o la teglia apposita) per i 3/4. Dovrebbero venirne fuori 12. Infornate per 25 massimo 30 minuti ed il gioco è fatto.
Se volete dare un tocco di brillantezza in più ai vostri muffin, cospargeteli con un pizzico di zucchero prima di infornarli.

N.B.: A me sono venuti di un colore tendente allo scuro, immagino per via dello zucchero che ho usato. Il sapore, con queste quantità di ingredienti, rimane non troppo dolce e quindi si presta ad essere accompagnato con creme o con decorazioni. Se preferite avere dei muffin più dolci vi basterà aumentare la quantità di zucchero.

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Per questa ricetta ho deciso di farvi ascoltare una canzone bellissima di Tim Buckley. Padre naturale di Jeff Buckley, è stato un grandissimo cantante jazz/folk americano, con all’attivo ben 9 album. I suoi testi parlano spesso e volentieri d’amore e nelle sue parole avverto sempre come una sorta di distanza, una malinconia che non si completa nell’altra persona.
Non conosco abbastanza bene la sua biografia per fare delle ipotesi, ma quello che so è che i testi e le melodie arrivano dritti al punto; come arriva dritta al punto “Once I was”, che ha dei versi bellissimi che dicono cose come:

Once I was a lover
And I searched behind your eyes for you
And soon there’ll be another
To tell you I was just a lie.