Hummus di piselli.

Variazioni sul tema hummus: proviamo con i piselli, perché no? Sono dolci, veloci da preparare e fanno benissimo.
Qualche mese fa è uscito un articolo sul New York Times (se non ricordo male) a riguardo, e ha scatenato un vero e proprio pandemonio. Hummus di piselli sì o hummus di piselli no? Contaminazione o ispirazione? Bestemmia o piatto dell’anno?

Io credo fortemente nella contaminazione, nella sperimentazione, nel provare sapori nuovi e nello “sporcare” quello che già conosciamo bene. Adoro l’hummus, lo mangerei dalla colazione alla cena, perché non provare qualcosa di nuovo? Male che vada non mi piacerà e io avrò imparato un’altra lezione. Voglio insegnare al mio palato tutto quello che c’è da sapere sul cibo e se non posso farlo con dei corsi di cucina, allora lo farò con la pratica diretta.

Se proprio siete curiosi di saperlo, il mio verdetto è: hummus di piselli decisamente sì. 

Ingredienti:
– 230 grammi di piselli surgelati:
– 1 cucchiaio e mezzo di tahina;
– 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– Sale q.b.;
– Aglio in polvere q.b. (oppure 1/2 spicchio di aglio fresco);
– Paprika dolce q.b.;
– Il succo di 1 lime (oppure un limone piccolo);
– 1 cucchiaino di cumino dei prati;
– Menta tritata (a piacere)

Cuocete i piselli surgelati in acqua bollente salata seguendo le istruzioni per la confezione, in genere per una decina di minuti; quando sono pronti scolateli e raffreddateli sotto l’acqua.
Metteteli dentro al mixer insieme alla tahina, all’olio di oliva, l’aglio, la paprika, il sale se necessario, il succo di lime, la menta ed il cumino.
Fate andare le lame fino ad ottenere la consistenza desiderata, ma ci vorrà veramente poco.
Servite con del pane tostato ancora caldo o con delle verdure crude.

Hummus di piselli

Mentre preparavo questo piatto mi sono fatta compagnia con una canzone bellissima che è la sigla di uno dei (tanti, troppi) telefilm che sto seguendo in questo periodo.
“An honest man” suonata dai Fantastic Negrito apre ogni puntata di “Hand of God”, e lo fa in modo coinvolgere, con un tiro pazzesco che tiene incollate le orecchie alle casse del computer. Tanta roba in questa piccola perla tutta da scoprire.

Girl I want everything you got for no reason
Yesterday it felt so good
But now it feels so bad

Ricette per grigliate e scampagnate #1

La Pasquetta è appena passata e con essa anche la tradizionale grigliata in campagna con gli amici. Visto che (ovviamente) la parte della grigliata non fa per me, quest’anno ho portato da casa tutto il pranzo. Non solo è stato economico, ma anche molto soddisfacente: ho potuto gustare quello che volevo e anche provare qualche nuova combinazione di sapori. Questo è il primo (di tre) post per condividere con voi delle soluzioni pratiche per affrontare le grigliate o le scampagnate senza che i vostri amici debbano strizzarsi il cervello per cercare di prepararvi qualcosa da mangiare. Meglio fare da soli.

Ho già lodato più e più volte la quinoa: in questa versione fredda è un ottimo sostituto del riso o della pasta e assorbe bene i sapori sia degli ingredienti che del condimento.
Va da sè che questa insalata può essere arricchita con quello che si vuole, io ho messo quello che avevo in casa ma niente vi vieta di aggiungerci mais, olive, altri tipi di verdura o anche del tofu aromatizzato o addirittura dei wurstel vegani. Decidete voi, devo dire che questa combinazione (liberamente ispirata alla ricetta presente nel libro di Girovegando) mi ha dato molta soddisfazione.

 

Ingredienti per tre o quattro persone:
– Una tazza di quinoa;
– Mezzo peperone rosso;
– Tre carote medie;
– Una confezione di pomodorini pachino;
– Una lattina di ceci (circa 250 grammi);
– Due rametti di menta fresca;
– Una manciata di prezzemolo fresco;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Il succo di mezzo limone (oppure aceto);
– Sale q.b.

Seguite le istruzioni della vostra confezione di quinoa per una resa migliore. La mia diceva questo: lavate molto bene la quinoa e mettetela a cuocere in una pentola con la proporzione di una parte di quinoa e due di acqua. Quando l’acqua prende bollore abbassate la fiamma e coprite la pentola. Fate cuocere per 10 minuti, dopodiché spegnete il fuoco e lasciate riposare per altri 5 minuti, poi mettela in una ciotola, sgranate i grani con la forchetta (come si fa con il cous cous) e aggiungete un cucchiaio di olio extravergine. Lasciate a raffreddare.
Nel frattempo lavate e tagliate i pomodorini a pezzetti e strizzateli un po’, in modo che perdano acqua.
Pelate e tagliate a fettine sottili le carote.
Lavate e tagliate il peperone a rettangolini.
Unite i ceci scolati e lavati alla quinoa, aggiungete anche i pomodorini, le carote e il peperone; infine la menta ed il prezzemolo tritati finemente. Date una bella mescolata.
In una ciotola preparate il condimento unendo insieme due o tre cucchiai di olio, il limone (o l’aceto) e il sale e infine versatelo sulla quinoa. Mescolate per bene e lasciate a riposare almeno un’oretta in frigo, di modo che tutti i sapori si mischino per bene per ottenere una insalata di quinoa ancora più buona.

 

Quinoa e verdure

 

Primavera ben arrivata. Quest’anno ti abbraccio io e lo faccio con la musica giusta: “I feel better” dei Frightened Rabbit è l’ideale per andare a correre e lasciarsi alle spalle il freddo pungente dell’inverno. Anche se non siamo ancora alle temperature calde che tanti di voi amano, si può dire che il peggio è passato.

Soprattutto posso iniziare a sussurrare, se non a dire ad alta voce, I feel better.

Di mercati e nuove scoperte. (Insalata di patate e fave)

Ogni settimana vado al mercato di un paese vicino al mio a comprare frutta e verdura fresca. C’è questa bancarella che per me è magica, le verdure hanno veramente il loro sapore ed i frutti sono succosi e dolci. Sono sapori che credevo dimenticati, i prodotti che vengono venduti al supermercato in confronto sanno di acqua e plastica.
Così una volta alla settimana, quando sono davanti alle cassette ricolme di ogni ben di dio, mi prendo un po’ di tempo per pensare cosa vorrò mangiare nei giorni seguenti e cosa mi intriga di più. Spero sempre che ci sia qualcuno prima di me a farsi servire, perché odio avere fretta. In questo il supermercato mi dà la pazienza di guardare, pensare, immaginare, toccare, annusare e soprattutto di fare con calma. Con la musica nelle orecchie giro per i banchi e gli scaffali ed il mondo fuori non esiste. Trovo molto rilassante l’atto di andare a fare la spesa, quel momento nel quale tu e solo tu puoi provvedere al tuo sostentamento e devi scegliere le cose giuste da comprare.

L’ultima “incursione” alle bancarelle mi ha fatto tornare a casa soddisfatta e con molta più frutta che verdura.
Per una volta ho deciso di comprare anche le patate, per capire la differenza fra quelle “vere”, ancora sporche di terra, e quelle pulite, perfette e tutte uguali dei supermercati. Inutile dire che non c’è alcun paragone ed il supermercato mi vedrà sempre di meno.
La ricetta di oggi è proprio in onore di questi tuberi: una bella insalata di patate e fave. Non è niente di che, è veloce e facile, ma è una di quelle ricette che ti salva una cena improvvisa oppure un picnic inaspettato.

Ingredienti per due persone:
– 250 grammi di fave (cotte);
– 3 patate medie;
– Olio extravergine di oliva;
– Cumino dei prati;
– Menta;
– Sale q.b.

Fate lessare in acqua bollente le patate tagliate a pezzettoni e le fave, rispettivamente per 15 e 25 minuti. Una volta fatto scolate e lasciate da parte a raffreddare.
Nel frattempo, in una ciotola, unite l’olio con il sale e le spezie (a piacimento) e amalgamate. Ora unite il tutto in un contenitore di dimensioni adeguate, girate e lasciate a riposare in frigo per almeno un paio di ore.
Tutto qua. Fine. Non c’è altro da aggiungere, se non che sarebbe meglio usare la menta fresca e che potete arricchire il piatto come volete: con pomodorini, cipolla rossa, olive, capperi, magari un piccolo cetriolo. Insomma usate la fantasia, questa può essere considerata come la ricetta “base”.

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Oggi vi lascio con un pezzo che ho appena scoperto, molto interessante. La canzone si chiama “I have two shadows” ed il gruppo è Arrive Alive. Non so ancora niente di loro, ma stranamente questo pezzo assomiglia molto alla giornata che ho appena trascorso e va bene così. Non voglio aggiungere parole, non voglio dire altro.
Godetevi questi 12 minuti di Bellezza.

 

A volte ritornano. (Couscous con piselli, olive e pesto di menta)

Come avevo promesso (a me stessa) nel post precedente, sono tornata. Ho organizzato il menù settimanale in modo da avere la possibilità di cucinare cose diverse ogni giorno e possibilmente due volte al giorno. Come mi ha suggerito Valentina (la meravigliosa proprietaria del blog Brodo di Coccole) è meglio preparare prima un’idea di ciò che si cucinerà durante la settimana, andare a fare la spesa seguendo la lista e poi cucinare come se non ci fosse un domani. Ho provato a farlo dandomi un tempo limitato, quindi la mia lista di pranzi e cene partiva dal venerdì per arrivare al martedì. Come inizio non è stato male, sono andata un po’ in confusione presa dall’entusiasmo ma per ora sono riuscita a mantenere la tabella di marcia – fatta eccezione per la cena di domenica che si è trasformata praticamente nell’ordinare una piadina falafel con i miei amici.

La prima ricetta che vi presento l’ho “rubata” dal libro di Girovegando, ed è di una semplicità e di una bontà imbarazzanti. Ho cambiato solo qualche cosa perché non avevo qualche ingredienti, ma insomma qui di seguito trovate il risultato.

Ingredienti per una persona:

– 70 grammi di couscous;
– 100 grammi di piselli (ho usato quelli surgelati ma sarebbe meglio cucinare con quelli freschi);
– Una manciata di olive verdi denocciolate;
– Olio extravergine di oliva.
(Per il pesto)
– Una manciata abbondante di mandorle con la buccia;
– circa 15 grammi di menta fresca;
– Circa 10 grammi di basilico fresco;
– Un cucchiaio e mezzo di lievito alimentare in scaglie;
– Olio Extravergine di oliva q.b.;
– Sale q.b.;
– Acqua q.b.

Mettete subito a cuocere in acqua leggermente salata i piselli per il tempo indicato sulla confezione oppure per circa 10 minuti se freschi. Una volta cotti metteteli da parte. Nel frattempo mettete a scaldare in padella le mandorle per qualche minuto muovendole molto spesso e poi frullatele fino a ridurle in farina. Ho preferito lasciarle leggermente a grana grossa, ma anche fine va più che bene. Lavate la menta ed il prezzemolo, aggiungeteli alle mandorle insieme all’olio, il sale ed il lievito. Accendete ora il mixer e a velocità bassa aggiungete tanta acqua quanta è necessaria per ottenere una bella consistenza cremosa.
Prendete il couscous e cucinatelo secondo le indicazioni della confezione: io ho messo a bollire l’acqua in proporzione 1:1 con il couscous e una volta in ebollizione l’ho versata sul couscous in una ciotola, ho coperto con un coperchio e ho lasciato riposare per circa 6 o 7 minuti – dipende dal grado di cottura che si desidera.
A questo punto sgranate il couscous, aggiungete le olive, i piselli ed il pesto e mischiate per bene il tutto. Servite caldo o freddo, come preferite. Il sapore della menta risalterà ad ogni boccone.

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Per accompagnare questa prima ricetta ho scelto una canzone che è un po’ l’opposto del titolo: si chiama “Buon appetito” ed è di Dente e fa parte dell’album “L’amore non è bello”.
Dente è un cantautore italiano che a me piace molto, o meglio mi piacciono i suoi primi album visto che sull’ultimo non riesco ad esprimermi in maniera positiva. Non è brutto, ma lo sento forzato ed un po’ finto.
I suoi lavori precedenti invece sono freschi, pieni di melodie che rimangono bene impresse ed i testi delle sue canzoni sembrano scritti da qualcuno che ha vissuto la mia vita, soprattutto quella amorosa. Dente è un ragazzo un po’ strano, l’ho visto dal vivo due volte ed entrambe le volte ha interagito con il pubblico in maniera impacciata ma efficace e spiritosa. Nelle sue canzoni si trova la stessa ironia e spesso si rimane stupiti dal “vero” significato (ovviamente a discrezione personale) delle sue parole. La canzone che trovate qui sotto è ambientata in una situazione post-rottura, ed è intrisa di quella rabbia delusa di chi ci teneva davvero e si perde in certi pensieri di “rivalsa” sull’altra parte. Credo che sia una delle mie preferite e mi è stata molto utile in momenti di forte sconforto, quei momenti in cui non sapevo dove o come direzionare la delusione.