Riso alla curcuma e limone con asparagi

Mi sono fatta prendere la mano da quest’aria da primavera e ho comprato i primi asparagi, scegliendoli accuratamente belli ciccioni e polposi.
Ho cercato una ricetta da preparare che avesse il colore della stagione che sta per arrivare, la vitalità del risveglio migliore e quel tocco di groove che non guasta: la scelta è ricaduta sul riso alla curcuma e limone, che anche senza asparagi è una grande bontà. Ovviamente si parla del profumatissimo riso basmati, il re per quel che riguarda l’abbinamento con spezie e condimenti vari.

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I colori di questa ricetta di origine indiana sono un vero e proprio invito a rimboccarsi le maniche, tirare fuori dalla dispensa le spezie e mettersi a cucinare. In tutto impiegherete (circa) 15 minuti, ottenendo un piatto piccante, allegro, soddisfacente e soprattutto versatile! In questo caso ho tagliato a fettine gli asparagi, ma potete usare il riso con qualunque altra verdura, oppure tofu e tempeh. A voi la scelta!

Ingredienti per una persona:
– 70  grammi di riso basmati;
– 5 asparagi tagliati a fettine;
– 1 cucchiaino di curcuma;
– Almeno 2 cucchiai di succo di limone;
– 1 cucchiaino di cumino;
– 2 cucchiai di olio extravergine, divisi;
– Sale e pepe q.b.;
– Peperoncino q.b.

Cuocete il riso seguendo le istruzioni della confezione e mettete da parte.
Pulite gli asparagi eliminando la parte bianca e pelando leggemernte il gambo, se necessario. Tagliateli a fettine sottili lasciando integre le teste; fateli saltare in padella con un cucchiaio di olio extravergine per circa 10 minuti a fuoco medio. Salate a piacere a metà cottura e una volta pronti mettete da parte.
Nella stessa padella versate un altro cucchiaio di olio, rimettete la padella su fuoco basso e fate tostare la curcuma, il cumino, il peperoncino e il pepe per un paio di minuti. A questo punto aggiungete due cucchiai di acqua, il succo di limone, il riso, gli asparagi e fate saltare tutto insieme per circa due minuti.
Servite caldo e buone spezie!

*La ricetta per il riso alla curcuma e limone è liberamente ispirata a quella di Vegan Richa.

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Ah, il caro buon vecchio Bojack Horseman. Serie Animata targata Netflix, BoJack Horseman racconta la storia di BoJack, una star della televisione anni ’90, la cui vita è  sconclusionata e senza senso. È una serie davvero bellissima: matura, divertente, dissacrante e soprattutto incredibilmente reale e realistica, che colpisce dove fa più male.
La parte musicale è varia, ma una canzone che mi è rimasta più che impressa è “Sea of Dreams” di Oberhofer, tratta dall’album Chronovision.
Sea of dreams” si può ascoltare alla fine del quarto episodio della terza stagione (la più bella, fino ad ora), ed è una canzone malinconica e commovente, perfetta per l’atmosfera del cartone.

Zucchine al forno con tahina.

Questa è una ricetta che arriva da non so dove, ma che sono grata sia giunta nella mia vita.
Fra tutti i modi in cui si possono prepare le zucchine, la ricetta che trovate poco sotto è uno dei migliori. Questo è uno di quei casi in cui less is more. E qui less is decisamente more.
Fidatevi di me, da adesso in poi non guarderete più le zucchine e la tahina allo stesso modo: il dolce della verdura e l’acido del limone viene legato insieme dal sapore leggermente amarognolo del burro di sesamo. Senza parole, ma con la bocca piena.

Ingredienti per una persona:
– 2 zucchine medie;
– Sale q.b. (non lesinate né esagerate)
– Il succo di 1/2 limone;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– 1 cucchiaio di tahina

Lavate e tagliate le zucchine a fette sottili, dal mezzo centimetro in giù. Più sono sottili prima cuoceranno.
Accendete il forno a 250° centigradi.
Mettete le zucchine in una grossa ciotola e versate il succo del limone, l’olio ed il sale. Mischiate per bene e mettete da parte.
Preparate una teglia con della carta da forno, disponete le fette di zucchina e infornate per 25 minuti.
Dopo 25 minuti saranno prontissime. Se le avete tagliate sottilissssime saranno pronte prima, quindi buttateci un occhio di tanto in tanto.
Disponetele su un piatto e fate colare la tahina dal cucchiaio.
Servite subito.

Zucchine al forno e tahina

 

Siccome “less is more” è il motto di questa ricetta, la canzone che la accompagna è veramente ma veramente ridotta al minimo. Chitarra e voce, Syd Barrett incanta con la bellissima “Golden Hair“, poesia di James Joyce musicata in maniera magistrale.
La dimostrazione fisica che essere minimali, a volte, porta alla perfezione. La malinconia melodica è potentissima.
Vi consiglio di ascoltare anche la cover fatta dagli Slowdive, ma sono sicura che la infilerò in qualche ricetta più avanti.

Lean out your window, golden hair
I heard you singing in the midnight air
My book is closed, I read no more
Watching the fire dance, on the floor
I’ve left my book,
I’ve left my room

For I heard you singing through the gloom
Singing and singing, a merry air
Lean out the window, golden hair…

Muffin con sciroppo al limone.

Sono tornata sul luogo del delitto di qualche post fa e mi sono dedicata alla preparazione di nuovi, deliziosi muffin. Questa volta ho deciso di osare di più e di provare qualcosa di diverso.
Quelli che vi presento qui di seguito (presi direttamente dal libro “500 ricette vegane”) hanno una pasta dal sapore piuttosto neutro, quasi completamente senza zucchero che però è fatta apposta per assorbire lo sciroppo al limone da aggiungere alla fine, che poi è quello che dà il twist al palato..
Vi dirò la verità: fare questi muffin è stata una prova di fede. Volevo provare qualcosa di diverso ma di non troppo difficile, avevo praticamente tutti gli ingredienti in casa, avevo soprattutto bisogno di alzare di una spanna l’asta da saltare. Sembrerà sciocco o paranoide, ma l’idea di dover aggiungere lo sciroppo alla fine della cotturaanche se è la cosa più facile del mondo da fare – ha stuzzicato il gusto della sfida. Per una persona che è terrorizzata dall’idea di sbagliare tutti i passi di una ricetta, vi assicuro che è stato come tuffarsi da un trampolino (non tanto alto) soffrendo di vertigini.
Se avessi scelto un dolce più difficile avrei sicuramente sbagliato tutto, e sono stanca di desiderare il passo più lungo della gamba. Sono qui per imparare anche se sono imbranata, anche se ci metto un’ora a fare una ricetta che le persone più navigate fanno in 20 minuti massimo, anche se non sono una cuoca esperta. Ma poi come posso diventare esperta se non alzo l’asta da saltare di una spanna alla volta?

 

Ingredienti per 12 muffin:
– 2 tazze e 1/2 di farina (ho usato la tipo 0);
– 2 cucchiai di maizena;
– 1 cucchiaino e mezzo di bicarbonato;
– Mezzo cucchiao di zucchero di canna;
– Un cucchiaino raso di sale, ma anche di meno;
– 1/2 tazza di farina di riso;
– 1/4 di tazza di semi di papavero;
– 1 tazza e 1/4 di latte di mandorla al naturale;
– 115 grammi di margarina, sciolta;
– 3/4 di tazza di olio di semi;
– 1/4 di tazza di succo di limone (circa un limone piccolo);
– La scorza di un limone piccolo

Per lo sciroppo:
– Il succo di due limoni;
– 73 grammi di zucchero di canna

Presiscaldate il forno a 180°C.
In una ciotola setacciate gli ingredienti secchi (la farina, la maizena, il bicarbonato, lo zucchero, il sale, la farina di riso) e aggiungete i semi di papavero. Mescolate, fate un cratere al centro e versate il latte di mandorla, la margarina sciolta, l’olio e solo per ultimo il succo di limone. Aggiungete infine la scorza di limone. Amalgamate gli ingredienti con una frusta fino ad ottenere un impasto molto denso e molto appiccicoso. Potete usare sia la frusta manuale che quella elettrica.
Versate il composto dentro agli stampini da muffin riempiendo poco più della metà, o comunque lasciando circa un centimetro e mezzo dal bordo. Infornate per 25 minuti a forno ventilato, passando a quello statico per gli ultimi 5 minuti. Per essere sicuri che i muffin siano cotti fate comunque la prova dello stuzzicadenti.
Mentre i dolcetti sono in cottura preparate lo sciroppo amalgamando lo zucchero con il succo dei due limoni.
Quando i tortini sono pronti bucherellateli subito con uno stuzzicadenti e versatevi dentro due o tre cucchiaini di sciroppo. In questo modo la pasta bollente assorbirà completamente il liquido. Bucherellateli molto, su tutta la superficie e fino in fondo. Non preoccupatevi per l’estetica perché non la rovinerete, questo è forse il passaggio più importante e delineerà il sapore dei vostri muffin.
Lasciate raffreddare e servite.

 

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Per preparare questa ricetta ci ho messo veramente tantissimo. Me la sono presa con calma controllando tutte le misurazioni, preparando in anticipo gli ingredienti un po’ sul tavolo e un po’ sul piano di lavoro. Ho deciso di non mettermi fretta, di assaporare il momento, di sentire quella lentezza calda uscire dal forno.
La lentezza intezionale è quella che più preferisco, quella che più mi fa apprezzare l’adrenalina e la concentrazione che vanno a braccetto quando si prepara qualcosa di nuovo per la prima volta. Proprio di questa lentezza consapevole è fatta la canzone che vi propongo oggi: “Saturday comes slow” dei Massive Attack. Il pezzo vede come protagonista la voce di Damon Albarn, storica voce dei Blur.

Mood autunnale. (Biscottini salati al timo)

Il brutto di avere un blog a tema cuciniero è che ogni volta che si cucina qualcosa (o che non si cucina) ci si sente in colpa per non aver fatto le foto e non aver condiviso la ricetta con i potenziali lettori. E’ proprio un meccanismo strano, soprattutto per me che non sto dimostrando la costanza che mi ero ripromessa di avere.
Dunque ho avuto una bella idea per continuare a sperimentare nuovi piatti senza intaccare la dieta): cucinare per gli amici che mi vengono a trovare senza però rinunciare ad un piccolo assaggio.
Il piano dunque è questo: mi vieni a trovare? Ok, aspettati di essere usato come cavia da laboratorio per antipasti, primi, contorni e perché no anche dolci.
Ho iniziato giusto un paio di sere fa prendendo spunto dal libro di cucina di Girovegando e “rubando” la ricetta dei suoi biscotti salati al timo e limone. Ho cambiato qualche ingrediente per puro gusto personale ed il risultato è stato più che soddisfacente.
Confrontando però i risultati fotografici non sono per niente contenta e mi sono accorta di dover iniziare a fare semplici cose come: studiare la composizione della foto, scattare di giorno o con una luce adeguata e soprattutto rilassarmi. Credo che i molti problemi che ho nel portare avanti questo progetto nascano dal pensiero del risultato finale, dimenticando che non sono una professionista e che questo lo faccio per gioco. Spero solo che le mie foto non finiscano in siti (o pagine facebook) come “Orrori da mangiare” o la nuovissima “Non aprite quella pentola”.

Devo ammettere che cucinare questi biscotti mi ha aiutato nella parte riguardante il relax: a prescindere dal risultato – mentre impastavo – mi sono sentita meglio nello sporcarmi le mani facendo qualcosa che amo e ammetto che amalgamare, schiacciare con i palmi delle mani, metterci un po’ di forza ha scaricato qualche brutto pensiero che affollava la mente. Era la prima volta che preparavo qualcosa di biscottoso da sola ed il risultato finale è stato inaspettato e delizioso.

 

Ingredienti per poco più di una dozzina di biscotti:

– 150 grammi di farina 0;
– 30 grammi di farina di ceci;
– 55 grammi di olio extravergine di oliva;
– La scorza di mezzo limone;
– Acqua q.b.;
– Curcuma q.b.;
– Una manciata abbondante di timo secco;
– Sale q.b.

La primissima cosa da fare è setacciare le farine in una ciotola abbastanza grande da permettere la lavorazione manuale e aggiungere la curcuma, il sale, il timo, la scorza di limone. Mescolare tutto insieme con una frusta. Subito dopo bisogna formare un cratere al centro di questo composto ed aggiungere l’olio di oliva; proprio qui viene il bello di lavorare con le dita gli ingredienti: dovete farlo in modo da ottenere un impasto molto sbricioloso ma fate bene attenzione che non rimanga della farina non unta. A questo punto prendete l’acqua (che deve essere fredda) e aggiungetela al composto un cucchiaio alla volta, amalgamando tutto insieme sempre usando le mani.
Aggiungete dai quattro ai sei cucchiai di acqua o finché non avrete ottenuto un panetto bello compatto e che si lavora con facilità. Prendete la vostra palletta di impasto crudo, avvolgetela nella carta trasparente e lasciatela riposare in frigo per almeno mezz’ora. Nel frattempo preriscaldate il forno a 220°.
Quando il vostro panetto si sarà compattato sporcate con la farina il vostro piano di lavoro e stendete la pasta con il mattarello fino a raggiungere lo spessore di mezzo centimetro circa. Formate i biscotti con uno stampo, il bordo di un bicchiere o di una tazzina, disponeteli su una teglia ricoperta di carta da forno e infornate per circa 13 o 14 minuti. Io ho preferito fare 14 per essere sicura di cuocerli per bene.
Il biscotto finale sarà bello fragrante e molto sbriciolone, ma il sapore vi conquisterà. Vi consiglio di usarli come antipasto oppure come accompagnamento con salsine un poco acide come la tzatziki, ma anche consumati da soli sono una letizia per il palato. Insomma non potrete fare altro che mangiarne uno dopo l’altro.

Biscotti sfornati

Finalmente è arrivato l’autunno e posso fare coming out: è la stagione che aspetto di più di tutte perché ammetto di amare alla follia i maglioni pesanti, le calze spesse e le sciarpine. D’inverno questa apoteosi di strati di vestiario si accentua, ma l’autunno è quel periodo dell’anno in cui torno, giorno dopo giorno, ad apprezzare il calore delle mani in tasca la sera, l’aria fredda che per le prime volte inizia a condensare il respiro, quell’umidità che fa venire voglia di tisane calde e abbracci e soprattutto i film sul divano sotto una bella coperta. Sarebbe scontato parlare dei colori della natura, i colpi d’occhio di rosso/arancione/giallo al tramonto, la polenta con i funghi, le zucche e così via.
Tutti questi elementi mi fanno sentire incredibilmente completa, come se l’autunno fosse casa mia ed il resto dell’anno me ne andassi in giro a vivere in altri appartamenti. Mi spiego?
Che difficoltà scegliere una canzone adatta ad accompagnare questo mood autunnale! Ce ne sono così tante che ho fatto una gran fatica a limitarmi ad una, ma penso che la cosa migliore da fare sia non stare a pensarci ulteriormente: scelgo “Asleep” dei The Smiths. Perché? Non lo so, è che ha questa melodia perfettamente in linea con le immagini descritte poco sopra. Sarà quel pianoforte che suona semplice ma triste, sarà la voce di Morrissey che è profonda ma – in questa canzone in particolare – è sottile e delicata come della carta antica, oppure semplicemente è perché mi suscita quella stretta malinconica alla pancia che arriva in punta di piedi ogni anno e non mi lascia andare fino a primavera.
(E poi, detto fra noi, chi non vorrebbe poter dormire fino a marzo?)