Risotto al cioccolato

Ci sono quei momenti in cui ho una voglia sfrenata di mangiare qualcosa di dolce, ma in casa non ho quasi mai niente. Per me dolce = torta, quindi sono caduta un po’ dal pero quando ho intravisto su instagram la foto del risotto al cioccolato. Incuriosita ho cercato di più, e oltre a scoprire What should I eat for breakfast, un food blog di una bellezza assoluta, ho finalmente realizzato che un dolce non deve essere per forza fatto di ottomila ingredienti che non ho mai in casa. L’ho detto che sono caduta dal pero, no? Più cucino più realizzo che la mia educazione alimentare è stata veramente scarsa e che sto imparando tutto ora da sola, quindi ogni cosa che “scopro” o preparo mi sembra scesa direttamente dall’Olimpo. Forse il mio iper-entusiasmo a volte sembra esagerato, ma sono consapevole di aver fatto una lunga strada per arrivare fino a qua, e di averne ancora molta da fare: a conti fatti (forse l’ho già detto), prima di diventare vegana non ero in grado di cucinare quasi nulla; ora invece ho a disposizione idee, ricette e fantasia per non annoiare mai il palato. La felicità è fatta anche di queste consapevolezze.

IMG_2514

Il risotto al cioccolato è una vera e propria delizia che si prepara in 15 minuti contati e che regala un dolce cremoso, lussurioso, alla portata di tutti e semplicissimo da preparare. Vi servono solo una pentola, del riso, del latte di riso e una tavoletta di cioccolata: ditemi voi se non è il dessert più semplice della terra (forse dell’intero universo!). Anche chi si sente un po’ impedito ai fornelli può preparare il risotto al cioccolato e fare una figura da chef professionista. Il lavoro duro lo fa tutto l’amido del riso e dopo il burro di cacao contenuto nel cioccolato. Inoltre, l’aggiunta del rosmarino in cottura e poi al momento di servire, dona al cioccolato uno strato di sapore in più che farà esplodere di felicità le vostre papille gustative.

IMG_2527-2

 

Ingredienti per 2 porzioni abbondanti o per almeno 4 mini porzioni:
– 100 grammi di riso arborio;
– 500 ml di latte di riso;
– 100 grammi di cioccolato fondente;
– 1 cucchiaio di sciroppo d’acero;
– 1 rametto di rosmarino + altro rosmarino per decorare;
– 1 pizzico di sale;
– Cocco grattuggiato per guarnire;
– Mandorle in scaglie per guarnire.

Spezzate la tavoletta di cioccolata e mettete da parte.
In una pentola mettete il riso, il latte di riso, lo sciroppo d’acero, il sale e il rametto del rosmarino. Fate cuocere a fuoco medio fino a raggiungere il bollore, mescolando sempre. Una volta raggiunto il bollore abbassate la fiamma quasi al minimo e lasciate cuocere per 15 minuti, continuando a mescolare per evitare che il riso si attacchi.
Piano piano noterete che il riso assorbirà quasi tutto il latte di riso. Passati i 15 minuti assaggiate il riso per essere sicuri di gradire la cottura, eliminate il rosmarino e aggiungete la tavoletta di cioccolato spezzettata.
Mescolate e amalgamate completamente, fino a quando il riso sarà ricoperto completamente dal cioccolato.
Servite subito con le mandorle a scaglie (o fatte a pezzettoni), il cocco grattuggiato il rosmarino e ancora un pizzico di sale (ma proprio pochissimo).

IMG_2538

Avete presente quando avete bisogno di musica che vi sollevi lo spirito e vi faccia sentire come su un altro pianeta? Ecco, “Porcelain” di Moby, (tratta dal suo capolavoro Play) mi fa esattamente questo effetto. È una delle canzone più belle della sua intera produzione: toccante, misteriosa, triste eppure incredibilmente vitale, “Porcelain” è in grado di regalare emozioni profonde e sensazioni da viaggio extracorporeo; la canzone si apre con due versi criptici “In my dreams I’m dying all the time / As I wake it’s kaleidoscopic mind” che servono a trasportare immediatamente l’ascoltatore nello spazio mentale corretto. Un vero capolavoro.

Torta di mele e vaniglia.

Nei momenti in cui mi sento molto giù, cucinare mi risolleva il morale. Soprattutto se devo prestare attenzione alla ricetta e se devo poi usare le mani per impastare o la frusta manuale.
Insomma, più lavoro fisico c’è meglio è per me.
Questa ricetta l’ho presa nuovamente dal libro di Sugarless, che è una vera sicurezza.
La torta è morbida, umida al punto giusto e confortevole.
È come un abbraccio caldo dopo un pianto disperato.

Ingredienti:
– 200 grammi di farina 0;
– 60 grammi di farina di mandorle;
– 50 grammi di farina integrale;
– 250 grammi di latte di riso;
– 1 bustina di lievito (ho usato il cremor tartaro);
– 1/2 cucchiaino di bicarbonato (opzionale);
– 50 grammi di olio di semi;
– 1 cucchiaino e 1/2 di vaniglia;
– 170 grammi di zucchero di canna;
– 1 pizzico di sale;
– 2 mele piccole.

Preriscaldate il forno a 170°.
In una ciotola unite tutti gli ingredienti secchi e mescolate.
Unite il latte e l’olio e con una frusta amalgamate e mischiate il tutto eliminando i grumi.
Sbucciate e tagliate a fettine sottili le mele.
Ungete leggermente una teglia, versate l’impasto e disponete sulla superficie le fettine di mela. Spolverate con dello zucchero di canna e infornate per 45 minuti a forno ventilato.
Lasciate raffreddare e servite.

 

Torta di mele e vaniglia

 

È giunta la fine per Hannibal, la serie TV di cui ho parlato più volte e che alla quale ho anche dedicato delle ricette (qui e qui).
Purtroppo la NBC non ha avuto gli ascolti che sperava e così ha deciso di cancellare la serie.
Come tutta la storia, anche il finale risulta incredibile, visivamente orgasmico, con gli ultimi minuti al cardiopalma che cambierà per sempre le sorti dei finali di stagione. Una grande serie con una immensa conclusione.
La colonna sonora della serie è sempre stata piuttosto minimale, composta principalmente da percussioni, musica classica (o di ispirazione classica) e melodie simili. Non riesco a ricordare la presenza di canzoni famose o cantate. Per il finale – fortunatamente – la scelta è diversa e ricade su una canzone di Siouxie Sioux e Brian Reitzell composta appositamente per l’ultima puntata di Hannibal. 
Niente, io non so cosa aggiungere perché sono incantata dalla voce di Siouxie e dalla melodia magistrale che la accompagna.
La perfezione nella perfezione.

Oh, the skies, tumbling from your eyes
So sublime, the chase to end all time
Seasons call and fall, from grace and uniform
Anatomical and metaphysical

Oh, the dye,
a blood red setting sun
rushing through my veins
burning up my skin,
I will survive, live and thrive
Win this deadly game
Love crime
Love crime
I will survive, live and thrive
I will survive, I will survive
I will