Zuppa di lenticchie, patate e latte di cocco

Eccomi qui con una nuova ricetta che, lasciatemelo dire,  è tutto un nuovo livello di sapore.
Le parole zuppa, lenticchie, patate e latte di cocco vanno d’accordo più di quanto sperassi.
Il piatto che state per vedere nasce durante una serata in cui mi sono decisa finalmente ad aprire la confezione di latte di cocco che mi guardava sconsolata da mesi: “Aprimi” mi ha detto, “ti prometto grandi cose! Puoi fare un dolce con me, un budino, una zuppa, una crema per condire, ma aprimi prima che scada!”. E così, dopo essermi assicurata di non avere le allucinazioni, ho deciso di mettere insieme qualche altro ingrediente e la magia si è compiuta: ho fatto un miracolo.
Di solito non sono per niente vanitosa e anzi, a volte mi rendo conto che vorrei dire molto di più di quello che dico, ma questa volta devo prendere il merito di questa ricetta: la zuppa è un concentrato di piacere e delicatezza, un insieme di sapori che si incrociano e si sposano bene uno con l’altro.

IMG_7345

Le lenticchie sono la parte che sa di casa, le patate accarezzano il palato, il latte di cocco è uno tsunami di profumo orientale e lo zenzero una esplosione atomica di freschezza. 
Insomma, questa zuppa è un comfort food di raro piacere, si prepara in meno di 30 minuti e contiene ingredienti accessibili a tutti. Cosa aspettate? Andate a prendere il latte di cocco che giace in dispensa inutilizzato, lasciate che vi parli!

Ingredienti per 2 persone:
– 150 grammi di lenticchie rosse decorticate;
– 4 patate tagliate a cubetti;
– 1 scalogno;
– 1 carota;
– 1 pezzo di zenzero, grosso come un pollice;
– 100 ml di latte di cocco;
– Spinaci già cotti q.b. (opzionale);
– Olio q.b.;
– Sale q.b.

Lavate le lenticchie sotto acqua fredda corrente fino a quando smetteranno di fare schiuma e mettete da parte.
Lavate, pelate e tagliate a cubetti le patate e mettete da parte.
Affettate sottilmente lo scalogno, la carota e lo zenzero sbucciato e soffriggete in una pentola con un cucchiaio di olio. Se dovesse servire aggiungete un goccio di acqua per evitare che si attacchino.
Quando lo scalogno si sarà ammorbidito, aggiungete le lenticchie, fatele tostare per circa un minuto girando spesso, aggiungete le patate e versate l’acqua fredda. L’acqua deve bastare per coprire appena il tutto, se dovesse mancare nel corso della cottura si può tranquillamente aggiungere.
Coprite con un coperchio, portate a ebollizione, poi abbassate il fuoco e lasciate cuocere per il tempo di cottura delle vostre lenticchie mescolando di tanto in tanto. . Le mie ci mettono 15 minuti.
Una volta trascorso il tempo di cottura delle lenticchie aggiungete un paio di forchettate di spinaci già cotti, il sale e il latte di cocco, alzate il fuoco e mescolate. Fate cuocere per altri 5 minuti facendo attenzione che non si attacchi al fondo della pentola, infine servite con un pizzico di peperoncino, o ancora un po’ di zenzero tritato fresco.

IMG_7348

 

Se si tratta di godere forte, allora in campo musicale nessuno (e dico proprio nessuno) può battere Mr Muddy Waters. Il suo è un blues puro e genuino, che arriva dalla terra e dal sudore e parla indistintamente a tutti.
Dal fango del Mississippi in cui giocava da bambino (da qui il suo nome d’arte), fino al gigantesco successo e la consacrazione come padre del blues di Chicago, Muddy Waters ha formato in gran parte la musica rock e quello che ascoltiamo anche ora: tutti i più grandi (Led Zeppelin, AC/DC, Clapton, Hendrix e così via) si sono ispirati a lui, e bastano veramente poche note per capire il perché.
Ascoltate l’antologia di questo genio del blues, le vostre orecchie vi ringrazieranno e non uscirete più dal tunnel.

Tempeh stufato con funghi portobello e latte di cocco.

L’autunno per me significa funghi (e zucca, melograno, cavolfiore, broccoli e altre mille cose). Gira che ti rigira, appena raccolti o comprati al supermercato, mi permetto di mangiarli solo quando sono di stagione.
Presa da una insana golosità per l’abbinamento tempeh – funghi portobello, mi sono chiesta quale fosse l’elemento mancante, dove si nascondesse l’alchimia per rendere questo secondo piatto una bomba. Le mie sinapsi affamate hanno dato una sola risposta: il latte di cocco.
Questo è uno stufato caldo, autunnale, super cremoso e super delizioso, talmente tanto che ho deciso di proporlo a tutti quelli che mi chiederanno di cucinare loro il tempeh per la prima volta.
Irresistibile.

Ingredienti per due persone:
– Un panetto di tempeh;
– 500 grammi di funghi portobello;
– Uno scalogno piccolo;
– 200 ml di latte di cocco;
– Un cucchiaio di olio extravergine di oliva;
– Sale q.b.;
– Un cucchiaino di zenzero in polvere;
– Un cucchiaino e 1/2 di curcuma;
– Peperoncino q.b.;
– Pepe q.b.;
– Salvia essiccata q.b.

Pulite i funghi portobelli eliminando il gambo e lavandoli con cura. Tagliateli a cubetti non troppo piccoli e mettete da parte.
Affettate finemente lo scalogno e mettetelo a cuocere in una pentola con il cucchiaio di olio extravergine.
Fate soffriggere a fuoco medio fino a quando lo scalogno si sarà ammorbidito e unite i funghi tagliati.
Salate, mescolate e lasciate a cuocere a fuoco medio. Piano piano i funghi inizieranno a ridursi e a rilasciare acqua. Non coprite.
Tagliate il tempeh a cubetti di media grandezza.
Dopo circa 10 minuti mescolate ancora i funghi e se saranno già morbidi aggiungete il tempeh, mescolando. Non preoccupatevi se ci sarà ancora dell’acqua dei funghi.
Aggiungete ancora un pizzico di sale e versate il latte di cocco. Unite tutte le spezie e gli aromi (tranne il peperoncino), mescolate e fate cuocere fino a quando il latte di cocco non si sarà asciugato trasformandosi in una deliziosa crema.
Servite con un pizzico di peperoncino.

Tempeh stufato.

 

Tutta la cena preparata con questo come piatto principale, aveva come colonna sonora i Queens Of The Stone Age, uno dei miei gruppi preferiti.
Visto che questo piatto è stato inventato su due piedi in preda ad un delirio di creatività, direi che è stata una vera e propria passeggiata di salute. Una “Smooth sailing“, insomma.

It’s all in motion, ain’t no stopping now
I got nothing to lose and only one way, up
I’m burning bridges, I destroy the mirage
All visions of collisions, fuckin’ bon voyage

Teglia di verdure autunnali alla tahina e latte di cocco.

Il bello dell’autunno è che sono lecite le scuse per mangiare piatti belli ricchi e corposi, il tutto nel nome del freddo che arriva e del bisogno di accumulare energia.

Questa teglia meravigliosa è composta da poche verdure di stagione (patate, cavolfiore, cavolini di bruxelles) e il giusto condimento (tahina, latte di cocco, spezie), e il risultato è eccezionale: il latte di cocco, cotto in forno, conferisce un sapore che ricorda quello del formaggio, la tahina regala morbidezza e le spezie fanno il fiocco a questo pacchetto speciale e delizioso. Ringrazio Irene per la sua genialità in cucina, senza il suo cervello golosissimo e super creativo non scoprirei certi sapori.

Ingredienti per due persone:
– Due patate grandi;
– Una confezione di cavoletti di bruxelles;
– Un cavolfiore piccolo o metà di uno grande;
– 200 ml di latte di cocco;
– 2 cucchiai abbondanti di tahina;
– Sale q.b.;
– Paprika dolce q.b.;
– Curcuma q.b.;
– Zenzero in polvere q.b.

Lavate, sbucciate e tagliate a cubetti le patate.
Lavate accuratamente il cavolfiore e tagliatelo a pezzi piccoli.
Lavate e tagliate a metà o in quarti i cavoletti, togliendo le prime foglie (se ingiallite o macchiate).
In una ciotola unite tutte le verdure, versate il latte di cocco, la tahina e le spezie, queste ultime seguendo il vostro gusto personale.
Mischiate accuratamente, disponete in una teglia e infornate in forno preriscaldato a 160° per 40 minuti circa, o finché le patate non saranno pronte. Date una mescolata a metà cottura.
Servite come contorno oppure insieme a del riso basmati.

Ancora niente foto decenti, la macchina fotografica è in sciopero e io anche. La pazienza è la virtù dei forti, e io sto aspettando che arrivi il momento giusto per riconciliarmi con la fotografia.
Nel frattempo mi sono iscritta in piscina e due o tre volte a settimana sono lì a nuotare come una pazza, pensando a cosa cucinare, cosa scrivere, cosa vorrei fotografare, che commissioni devo fare, che musica avrò voglia di ascoltare una volta uscita dalla vasca. Oggi è toccato ai Daft Punk, con la sempre azzeccatissima “Harder, Better, Faster, Stronger”.
Che dire, dopo più di un’ora di bracciate è il pezzo motivazionale per eccellenza.

Work It,
Make It Do It,
Makes Us,
Harder,
Better Faster,
Stronger

I Blondie.

Non c’è niente di meglio di godersi il weekend con un brownie di rinforzo. Cosa succede però quando non si hanno gli ingredienti per fare quelli classici? Si scartabellano i giornali che sono in casa e si trova una ricetta alternativa: quella dei Blondie.
In questo caso mi è venuta in aiuto la rivista “We Veg“, un mensile molto carino con delle ricette completamente vegane niente male. In casa avevo quasi tutti gli ingredienti e, dopo un paio di modifiche al volo, ci è voluto veramente pochissimo per prepararli.
I Blondie sono morbidissimi e gustosi, cioccolatosi ma non troppo, ottimi da accompagnare con della panna montata, magari di cocco. Fenomenali!

Ingredienti per una teglia:
– 200 grammi di farina 0;
– 60 grammi di olio di cocco;
– 90 grammi di zucchero di canna;
– 100 ml di latte di soia (o altro latte vegetale);
– 125 ml di yogurt di soia al naturale;
– 2 cucchiaini di cremor tartaro;
– Un pizzico di bicarbonato;
– Un pizzico di sale;
– Un pizzico di vaniglia in polvere;
– Circa 70/80 grammi di cioccolato fondente.

Preriscaldate il forno a 180°.
Con un mini frullatore trasformate i cubetti di cioccolato in pezzi grossolani, una sorta di granella spessa. Se preferite lo potete fare con il coltello.
In una ciotola mischiate accuratamente gli ingredienti secchi (la farina, il sale, lo zucchero, la vaniglia, il cremor tartaro e il bicarbonato).
In una seconda ciotola sbattete insieme con una frusta il latte, lo yogurt e l’olio di cocco, fino ad ottenere un composto omogeneo. Lo potete fare a mano o con una frusta elettrica.
Unite questa emulsione agli ingredienti secchi e con una frusta o una spatola amalgamate il tutto. Quando avrete ottenuto un impasto colloso ma senza grumi aggiungete il cioccolato e mischiate di nuovo per incorporare bene.
In una teglia non molto grande – io ne ho scelta una di ceramica quadrata 20×20 – posizionate un foglio di carta da forno, poi versate l’impasto e uniformatelo con una spatola se necessario.
Infornate per 30 minuti a forno ventilato (fate come sempre la prova dello stecchino per verificare che sia cotto), poi lasciate raffreddare i blondies prima di servirli. Consiglio di toglierli dalla teglia quando saranno tiepidi e poi sistemarli su una griglia per permettere che si asciughi l’umidità del fondo.
Tagliateli a quadrettoni e serviteli, magari accompagnandoli con della panna montata di cocco.

Blondie

Il nome di questo dolce è proprio quello di uno dei miei gruppi preferiti. I Blondie hanno creato una bella fetta della storia del rock, grazie anche alla presenza della carismatica leader Debbie Harry: modella, musa di Warhol, cantante dalla discreta voce ma soprattutto animale da palco.
È stata una delle icone femministe più importanti di per me.
La canzone che ho scelto non ve la devo neanche presentare, è l’immortale “Call me”, colonna sonora di American Gigolò.

Cover me with kisses, baby.
Cover me with love.
Roll me in designer sheets.
I’ll never get enough.
Emotions come, I don’t know why.
Cover up love’s alibi.

Crumble di banane, cioccolato e cocco per i 20 anni di “The Bends”.

20 anni di “The Bends” è un gran bel traguardo.

“The Bends” è il secondo album dei Radiohead, pubblicato nel 1995. È l’album che li ha consacrati al grande pubblico, con quel misto perfetto di pop e rock in grado di far sognare generazioni intere. Quando è uscito ero un po’ piccola, ma li ho scoperti pochi anni dopo e non sono più uscita dal loro tunnel.
Ascoltare questo particolare album in questi giorni, con tutte le canzoni della mia adolescenza ripetute all’infinito, mi fa uno strano effetto a metà fra la nostalgia e il distacco da quel periodo.

La ricetta di questo crumble (presa dal libro di Girovegando) è una vera gloria per il palato: cioccolato, banane, cocco: la combinazione perfetta per un piacere infinito. Un po’ come “The Bends”.

 

 

Ingredienti per una teglia quadrata piccolina:

– 3 banane tagliate a fettine;
– 20 grammi di olio di cocco;
– 1 cucchiaino di zucchero di canna integrale;
– 60 ml di rum scuro;
– 130 ml di latte di cocco cremoso; (tipo quello della Suzi Wan)
– 55 grammi di farina 0;
– 30 grammi di cocco grattuggiato;
– 35 grammi di olio di riso;
– 45 grammi di zucchero di canna;
– 80 grammi di cioccolato fondente.

In una padella mettete l’olio di cocco ed il cucchiaino di zucchero integrale, accendete il fuoco tenendolo basso e fate sciogliere. Aggiungete le banane, lasciate caramellare per qualche minuto girandole delicatamente e infine alzate il fuoco per sfumare con il rum. Quando il rum è completamente evaporato spegnete e aggiungete il cioccolato a pezzetti e lasciate sciogliere amalgamando il tutto.
Accendete il forno a 180°.
In una ciotolina unite la farina, il cocco grattuggiato e lo zucchero di canna. Mischiate e aggiungete l’olio di riso, impastando velocemente con le dita fino ad ottenere una consistenza sbriciolosa.
Prendete una pirofila (la ricetta originale dà indicazioni per una 12×12, io ne ho usata una leggermente più grande), mettete sul fondo le banane, ricopritele con il latte di cocco e infine il composto sbriciolato.
Infornate per 25 minuti, o finché la superficie non sarà dorata.
Un consiglio: mangiate questa delizia direttamente dalla pirofila con il cucchiaio!

 

IMG_7365

Polpette di tempeh al sugo.

Queste polpette di tempeh sono semplici da preparare, ma richiedono solo un po’ di tempo di preparazione.
L’amica che le ha preparate con me è una super carnivora e mi ha detto che se non le avessi elencato gli ingredienti le avrebbe scambiate facilmente per polpette di carne. Il tempeh ha un sapore delicato, ad alcuni ricorda la carne di pollo (a me no, per me sa di tempeh e basta) e si presta molto bene per diverse preparazioni (specialmente fritto o al forno). Quella frullata non l’avevo ancora provata, e quindi eccoci qui con queste polpettone.
La ricetta secondo me ha un solo difetto: il sapore finale. Non sono abituata a gusti così particolari, ed il pomodoro insieme al latte di cocco e il curry non mi ha entusiasmato. È comunque buonissimo, ma è per palati che hanno esperienza, diciamo. Sicuramente la preparò nuovamente presto, però eliminando il latte di cocco ed il curry, e facendo un semplice sugo di pomodoro “all’italiana” dove poi cuocere le polpette.

 

Ingredienti per circa 23/24 polpettine:
– 250 grammi di tempeh al naturale;
– 1/2 cipolla (o due cipolle rosse piccole);
– 1 Cucchiaio di semi di lino + 3 Cucchiai di acqua;
– 50 grammi di farina di mandorle;
– 25 grammi di farina di ceci;
– 60 grammi di farina di grano saraceno (o pan grattato);
– 1 cucchiaio di origano;
– 1 cucchiaino di aglio in polvere;
– 2 cucchiai di passata di pomodoro;
– Sale q.b.
– Olio extravergine di oliva q.b.

Per la salsa di pomodoro:
– 375 grammi di passata di pomodoro;
– 250 ml di latte di cocco;
– 1 cucchiaio di curry

Tagliate a pezzetti piccoli la cipolla e mettetela a rosolare in una padella con un poco di olio extravergine finché non diventa morbida, dopodiché mettete da parte.
Frullate i semi di lino con l’acqua e mettete da parte per almeno 5 minuti, per fare in modo che i semi di lino formino un gel con l’acqua. Questa operazione ci permette di ottenere un composto aggregante per l’impasto delle polpette.
Tagliate a pezzi il tempeh, mettetelo nel mixer con le lame ad S e azionatelo fino ad avere una consistenza sbriciolosa.
Unite ora al tempeh tutti gli altri ingredienti (le farine, le spezie, il sale, la cipolla rosolata, i semi di lino con l’acqua, la salsa di pomodoro) e azionate nuovamente il mixer fino ad ottenere un bel composto secco e omogeneo. Saprete quando smettere di frullare perché otterrete un impasto unico e lavorabile con le mani.
A questo punto formate le palline e friggetele in una padella con l’olio di oliva fino a quando non diventano bene dorate. Mettete da parte.
In una padella più grande unite la salsa di pomodoro, il latte di cocco ed il curry e fate cuocere a fuoco medio e con il coperchio per circa 5 minuti, dopodiché unite le polpette e fate cuocere per altri 10 minuti, o finché la salsa non inizia ad addensarsi un pochino. Servite subito.

Polpette al sugo

 

Sono giorni un po’ strani e pesanti, dove le parole mancano ed il bisogno di silenzio e raccoglimento va per la maggiore. Vi lascio con questa canzone bellissima: “Everybody’s gotta learn sometimes” di Beck.

Sformato di patate e cipolle al latte di cocco.

Qualche giorno fa ho scritto sulla pagina fb di questo blog che avevo trovato delle ricette sfiziosissime che avrei preparato. Ho rimandato tantissimo perché temevo che avrei sabotato la dieta se le avessi preparate, mentre invece oggi mi sono sentita sicura di me e tranquillissima. La dieta non verrà toccata e la mia cucina può essere sfruttata al meglio.
Prima di cominciare una piccola premessa: questo è uno dei piatti più buoni che io abbia mai fatto in tutta la mia vita. E’ gustoso, cremoso, morbido, goloso, appaga i sensi con una serie di sapori che si accompagnano benissimo insieme.

La ricetta dalla quale ho preso spunto la potete trovare su Produce On Parade, un blog ricchissimo di belle foto e ricette deliziose.
Rispetto a quella di Produce on Parade, la mia è una preparazione più semplice. Ho eliminato il cavolo riccio, aggiunto le cipolle rosse e altre spezie che sicuramente sono più adatte ai sapori che amo profondamente.

 

Ingredienti per una teglia:
– 2 patate medie e 2 piccole;
– 1 cipolla bianca media;
– 1 cipolla rossa piccola;
– Una lattina di latte di cocco;
– Una manciata di timo;
– Curcuma q.b.;
– Sale q.b;
– Olio extravergine per ungere la teglia.

Preriscaldate il forno a 200 gradi.
Tagliate a metà e poi a fette non troppo sottili le cipolle e mettete da parte. Sbucciate le patate (ma potete anche tenere la buccia, come preferite) e tagliatele a fette sottili, cercando di mantenere più o meno lo stesso spessore per tutte.
In un pentolino fate scaldare il latte di cocco insieme alla curcuma (circa due cucchiaini), la manciata di timo ed il sale. Giratelo mentre si riscalda, ma non portate ad ebollizione.
Ungete il fondo di una teglia e versategli dentro un poco di latte di cocco, giusto per coprire il fondo. A questo punto iniziate a formare gli strati: uno di patate, uno di cipolle, un poco di timo e sale, poi un altro di patate e cipolle, la salsa e infine l’ultimo di patate. Versate tutto il latte di cocco rimanente.
Coprite con la carta stagnola la teglia, lasciando un angolo aperto per far uscire tutto il vapore di cottura e infine infornate.
Quando saranno passati i 40 minuti controllate la cottura, togliete la carta alluminio e fate riposare fuori dal forno per 5 o 10 minuti. Infine servite.

IMG_7135

 

Questa ricetta l’ho preparata con calma e tranquillità,  accompagnata dal Best Of dei Depeche Mode, ed è proprio da qui che prendo la canzone per accompagnare questo sformato. “Higher love” è un pezzo bellissimo e profondo che racchiude tutta l’intensità della voce di Dave Gahan.
Buon ascolto!

Islanda e altri affari. (Dulce de leche de coco)

Chi mi conosce sa quanto io sia fissata con l’Islanda ed il nord Europa. Purtroppo non ci sono ancora stata, ma sogno di andarci da parecchio tempo: quello che mi ferma non è la pigrizia ma bensì una situazione finanziaria a dir poco disastrosa e la ricerca affannata di un lavoro che non arriva mai. Fare la traduttrice non sempre ripaga gli sforzi ed il lavoro va elemosinato letteralmente, ovviamente spero che la situazione cambi ma al momento questo è.
Ho sempre viaggiato molto proprio perché ne ho bisogno, il cambiare aria ogni tanto per qualche giorno, riempirmi gli occhi di posti nuovi, mettermi alla prova in altri luoghi mi dà la consapevolezza di esistere, di essere reale, di avere capacità che in terra natia non riesco a tirare fuori. Il viaggio dei miei sogni ha dunque come meta l’Islanda, terra lontana e misteriosa capace di suscitare in me le fantasie di fotografia paesaggistica più sfrenate. E’ una terra per così dire vergine, calda e fredda insieme, accogliente e pronta a farsi esplorare. Mi ricorda un’onda che non si infrange, rimane lì pronta a farsi domare.

Cosa avrà a che fare la ricetta di oggi con l’Islanda? Ma niente ovviamente, se non la consistenza del prodotto finito: un’onda lussureggiante di dolce sapore di cocco. Cos’è? Il dulce de leche de coco. Non posso mangiare quello normale e così navigando in rete ho trovato – per puro caso e pura fortuna – una versione vegana più che intrigante sul sito Kitchen Bloody Kitchen. Speriamo che venga! Posto i risultati anche se dovessi fallire, così da condividere il possibile fallimento: con i dolci sono una vera frana.

 

Ingredienti:
– 800 ml di latte di cocco
– 300 grammi di zucchero Demerara (che poi sarebbe lo zucchero di canna)
– 1/4 di stecca di vaniglia
– 1/4 di cucchiaino di sale
– 1/4 di cucchiaino di bicarbonato

Ingredienti principali

Versate in una pentola capiente lo zucchero ed il sale. Aprite la bacca di vaniglia, quella che ho usato io (era la prima volta) mi è sembrata un po’ appiccicosa e ho fatto fatica ad estrarre i semini con il cucchiaino e con le dita; magari era la sfortuna della principiante ma qualcosa sono riuscita a fare. Unite i semini allo zucchero ed al sale ed infine unite il latte di cocco. Il mio era un po’ solido per colpa del freddo, se dovesse succedere anche a voi non vi preoccupate, con il calore del fuoco si scioglierà. Il latte di cocco, come l’olio ed il burro di cocco, sotto una certa temperatura che si aggira intorno ai 23° tende ad indurirsi subito. A questo punto accendete il fuoco tenendolo medio tendente al basso e cominciate a mescolare con un frustino per far sciogliere lo zucchero. Portate ad ebollizione. Dopo 15 minuti dall’inizio del bollore aggiungete il bicarbonato: attenzione perché il latte potrebbe salire all’improvviso. Non spaventatevi e continuate a mescolare abbassando il fuoco, tutto tornerà alla normalità dopo poco. Alzate nuovamente la fiamma tenendola però sul basso andante, non c’è nessuna fretta.
A questo punto lasciate cuocere girando di tanto in tanto, non so se c’è il rischio che si attacchi alla pentola ma per timore io ho girato praticamente di continuo. Fate cuocere per un tempo variabile dai 30 ai 60 minuti, a me ne sono bastati 40. Durante la cottura il latte di cocco si ritirerà e si caramellerà piano piano, quindi portate pazienza finché non sarà diventato abbastanza denso da “staccarsi” dalle pareti della pentola. Come scritto su Kitchen Bloody Kitchen fate la prova del piattino per valutare la densità di questa delizia, ovvero mettetene un cucchiaino in un piattino per vedere quanto è denso a contatto con il freddo. Una volta cotto mettetelo subito in un vasetto e fate raffreddare. Ho chiuso subito il tappo ma non so dire se ho fatto bene, l’ho visto fare tante volte da mia madre con i sughi e ho pensato di fare la stessa cosa.
Il risultato finale è piuttosto caramelloso, sembrerà un po’ grumoso ma credo che quello dipenda dalla temperatura di cottura. Forse 40 minuti erano troppi e avrei dovuto spegnere il fuoco prima, del resto è il primo tentativo e ho tempo per sperimentare. (Cercherò di postare la foto del risultato il prima possibile). Il sapore però è delizioso, ve lo assicuro: risulta molto dolce, cercherò anche altre ricette per capire bene le proporzioni e per riuscire a fare la combinazione di ingredienti assolutamente perfetta.
Gustatelo, una volta freddo, un po’ come vi pare: a cucchiaiate, sulle fette biscottate o sul pane, magari con una torta non troppo dolce, insieme a dei biscottini, con i cracker o in mille altre combinazioni meravigliose.

Qualche settimana fa, durante una puntata di Bachi On Radio, nella rubrica “L’Artista”, quella che mi è stata affidata dal caro Jolly Rains, ho presentato un musicista Islandese di incredibile talento. Lui si chiama Ásgeir Trausti Einarsson, in arte Ásgeir. E’ un ragazzo giovanissimo dal talento profondo. Da poco è uscito il suo nuovo album “In the silence” versione inglese del suo album di debutto islandese. Mi ricorda molto Bon Iver come stile e come voce, ed è decisamente piacevole all’orecchio.
Vi propongo la bellissima “Going Home”, che spero che come questo dulce de leche vegano, vi abbracci morbidamente nei momenti di sconforto o quando semplicemente avete bisogno di sentirvi emotivamente a Casa.