Insalata di finocchi, kiwi e hummus

Questo periodo di silenzio sul blog mi ha permesso di resettare la questione cibo e comprendere meglio cosa avrei voluto fare di questo blog. Per due anni mi ha aiutato a scoprire cosa ero in grado di fare, mi ha aiutato a riconsiderare lo spazio e l’importanza del cibo nella mia vita, e soprattutto mi sono aiutata da sola a mettere da parte l’educazione (o per meglio dire, la maleducazione) alimentare che avevo. Per molte persone saper preparare qualcosa di fritto o di molto saporito può essere qualcosa di scontato, per me non lo è mai stato: Vegroove mi ha aiutato a imparare che il fritto è solo fritto, che il dolce è solo dolce e che non sempre bollito e al vapore = soddisfazione.

Ecco, qui ho imparato che il cibo è anche piacere, passione: può essere peccaminoso e pornografico e non c’è niente di male in questo. La vita è una sola e ultimamente mi sto ripetendo spesso Just live a little. Vivere un po’, uscire dalla mia comfort zone, dire di sì all’inaspettato. Vivere un po’ prima di pentirmi di non averlo fatto.

Tutto questo per dire che ho macinato tante idee, tutte all’apparenza molto valide e che spero piacciano a voi tanto quanto piacciono a me. È giunto il momento di vivere un po’ mischiando ingredienti anche improbabili, per riuscire ad esplorare il piacere della cucina, che ormai non è più solo sopravvivenza. Finalmente.

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Veniamo alla ricetta di oggi (che non è né peccaminosa né pornografica. Un passo alla volta, ok?): finocchi, kiwi e hummus? Hell yeah! Sembra una combinazione veramente bizzarra ma non lo è: i finocchi esaltano il loro sapore quando c’è qualcosa di acidulo ad accompagnarli e l’hummus… Beh, basta la parola hummus.

L’idea che avevo all’inizio era quello di usare un formaggio vegano simile alla ricotta al posto dell’hummus, poiché questa ricetta non è mia: qualche anno fa – quando ancora mangiavo prodotti animali – una carissima amica (ciao Letizia!) mi preparò questa insalata per un pic-nic, e condì i finocchi e i kiwi con della freschissima ricotta. In quel periodo odiavo sia i finocchi che i kiwi, ma dopo quel pranzo ai giardini reali di Torino, devo ammettere che riconsiderai tutto quanto.
Questa versione con l’hummus si è rivelata essere una delizia senza pari, soprattutto se i kiwi hanno ancora quella acidità del frutto che sta appena appena maturando; potete servirla come antipasto o come contorno a piacimento. Ovviamente più siete più potete aumentare le dosi di tutto, soprattutto dell’hummus! (Qui potete trovare la ricetta, se non sapete come prepararlo)

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Ingredienti per una persona:
– 1 finocchio tagliato sottile;
– 1 kiwi quasi maturo tagliato a pezzi;
– 2 cucchiai abbondanti di hummus;
– 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva;
– Qualche goccia di aceto di vino rosso;
– Sale q.b.

Chiamarla ricetta è un po’ una presa in giro: dopo aver preparato gli ingredienti, versateli tutti in una ciotola abbondante. Mescolate e amalgamate, aggiungendo i condimenti secondo il vostro gusto. Lasciate a riposare per almeno 30 minuti, non per forza in frigo, e poi servite con del pane tostato.

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La canzone che più si avvicina a questa ricetta e al motivo per cui l’ho creata è – senza alcun dubbio – All I Need degli Air, singolo di grande successo del loro primo epico album Moon Safari.
Il disco è di una rara bellezza ed è stato un successo senza pari, oltre ad essere considerato la produzione migliore del duo elettronico francese. Delicato, potente, evocativo, un lavoro di studio preciso e perfetto: consiglio l’ascolto dell’intero  Moon Safari a tutti quanti, soprattutto a chi nutre dubbi sulla musica elettronica.

 

Hummus di piselli.

Variazioni sul tema hummus: proviamo con i piselli, perché no? Sono dolci, veloci da preparare e fanno benissimo.
Qualche mese fa è uscito un articolo sul New York Times (se non ricordo male) a riguardo, e ha scatenato un vero e proprio pandemonio. Hummus di piselli sì o hummus di piselli no? Contaminazione o ispirazione? Bestemmia o piatto dell’anno?

Io credo fortemente nella contaminazione, nella sperimentazione, nel provare sapori nuovi e nello “sporcare” quello che già conosciamo bene. Adoro l’hummus, lo mangerei dalla colazione alla cena, perché non provare qualcosa di nuovo? Male che vada non mi piacerà e io avrò imparato un’altra lezione. Voglio insegnare al mio palato tutto quello che c’è da sapere sul cibo e se non posso farlo con dei corsi di cucina, allora lo farò con la pratica diretta.

Se proprio siete curiosi di saperlo, il mio verdetto è: hummus di piselli decisamente sì. 

Ingredienti:
– 230 grammi di piselli surgelati:
– 1 cucchiaio e mezzo di tahina;
– 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– Sale q.b.;
– Aglio in polvere q.b. (oppure 1/2 spicchio di aglio fresco);
– Paprika dolce q.b.;
– Il succo di 1 lime (oppure un limone piccolo);
– 1 cucchiaino di cumino dei prati;
– Menta tritata (a piacere)

Cuocete i piselli surgelati in acqua bollente salata seguendo le istruzioni per la confezione, in genere per una decina di minuti; quando sono pronti scolateli e raffreddateli sotto l’acqua.
Metteteli dentro al mixer insieme alla tahina, all’olio di oliva, l’aglio, la paprika, il sale se necessario, il succo di lime, la menta ed il cumino.
Fate andare le lame fino ad ottenere la consistenza desiderata, ma ci vorrà veramente poco.
Servite con del pane tostato ancora caldo o con delle verdure crude.

Hummus di piselli

Mentre preparavo questo piatto mi sono fatta compagnia con una canzone bellissima che è la sigla di uno dei (tanti, troppi) telefilm che sto seguendo in questo periodo.
“An honest man” suonata dai Fantastic Negrito apre ogni puntata di “Hand of God”, e lo fa in modo coinvolgere, con un tiro pazzesco che tiene incollate le orecchie alle casse del computer. Tanta roba in questa piccola perla tutta da scoprire.

Girl I want everything you got for no reason
Yesterday it felt so good
But now it feels so bad

Hummus alle olive nere.

Il venerdì è ormai diventato il mio giorno preferito in assoluto. Un po’ perché è il cancello del week end, un po’ perché nel piano alimentare ho l’hummus per cena. Sarò pazza ma questa cosa mi fa letteralmente desiderare che il venerdì arrivi ogni giorno.

Dell‘hummus ho già ampiamente parlato in qualche post passato, ma lasciatemi dire che è uno dei miei piatti forti. Lo amo semplice, ma questa versione un po’ “contaminata” mi ha fatto salivare dalla prima volta che è giunta nella mia vita.

Ceci, olive nere, capperi e gli altri ingredienti classici dell’hummus si mischiano insieme per donare un sapore che rimane in bocca e nel cuore per sempre.
Mai più senza.

Ingredienti:
– 250 grammi di ceci cotti;
– 2 cucchiai di tahin;
– 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– 1 cucchiaio di aceto rosso;
– Il succo di 1/2 limone;
– 1/2 cucchiaio di capperi ben sciacquati;
– Una manciata abbondante di olive nere;
– Un cucchiaino di semi di cumino dei prati

Nel mixer unite i ceci, la tahin, l’olio, il limone, il cumino, l’aceto e fate andare le lame.
Quando l’hummus è formato, unite i capperi e le olive nere.
Fate andare le lame fino a sminuzzare le olive e ad amalgamare il tutto.
Se volete un hummus ancora più cremoso aggiungete altro olio di oliva (o acqua, ma non esagerate).
Se volete che le olive nere diano una botta di sapore molto molto forte, usate quelle cotte al forno o quelle tipo greche.

Hummus alle olive nere

Per accompagnare un sapore così deciso e forte ho scelto “Lover to Lover” di Florence + The Machine. 

È una canzone potentissima e profonda, che parla di un tormento interiore, della ricerca di un qualcosa passando da un letto all’altro e della certezza che la salvezza non arriverà tanto presto. Una melodia trascinante condita dalla voce sempre sconvolgente di Florence Welch. Let’s groove!

And I’ve been taking chances,
I’ve been setting myself up for the fall,
I’ve been keeping secrets,
From my heart and from my soul

 

 

Hannibal #2. (Crêpe con funghi, porri e hummus)

Proseguono le cene speciali in occasione dei nuovi episodi di Hannibal, proseguono e si fanno di volta in volta più interessanti – esattamente come le puntate. Il nostro cattivone preferito si fa via via sempre più perverso, più elegante e più appuntito.

Proseguono le cene, dicevo, e quella della scorsa sera è stata interessante e non difficile da preparare. Volevamo qualcosa di veloce ma di soddisfacente, e così abbiamo deciso di preparare le crêpe; per il ripieno non sapevamo proprio cosa scegliere, così abbiamo optato per un semplicissimo ma sempre ottimo hummus e dei funghi e porri con la panna. Purtroppo non ci sono foto per queste ricette perché abbiamo spazzolato tutto, andate di immaginazione! 

 

Ingredienti per le crêpe (per due persone):
– Una tazza di farina 00;
– Una tazza di farina di riso;
– Latte di soia q.b.;
– Un pizzico di bicarbonato;
– Un pizzico di sale;
– Olio extravergine di oliva q.b. per ungere la padella
(Per i funghi alla panna)
– 500 grammi di funghi champignon (il tipo di fungo è in realtà indifferente);
– Due porri;
– 200 ml di panna vegetale;
– Sale q.b.
(Per l’hummus)
– 110 grammi di ceci secchi;
– Un cucchiaio e mezzo di Tahin;
– Il succo di un limone;
– Sale q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.

Come prima cosa preparate l’impasto delle crêpe mischiando insieme prima tutti gli ingredienti secchi e poi aggiungendo il latte di soia. Nella ricetta che avevo trovato io dava come proporzioni una tazza di latte per le due di farina: inutile dire che non è abbastanza. Ho quindi aggiunto il latte di soia fino a quasi usarne un litro, non saprei dire la misura esatta perché sono andata molto ad occhio. L’impasto deve comunque risultare compatto ma non troppo liquido.
Usate un frustino per amalgamare il tutto senza lasciare grumi e riponetelo in frigo a riposare per 30 minuti circa. Se non avete tempo va bene uguale, le crêpe verranno lo stesso.
Una volta tolto il composto dal frigo ungete bene una padella antiaderente (non serve molto olio), fatela scaldare bene, distribuite più o meno mezzo mestolo di impasto per la superficie calda e fate cuocere. Dopo pochi minuti giratela e, quando la Crêpe avrà assunto un colore “giallognolo” ben cotto, togliete dal fuoco. Ripetete fino ad esaurire l’impasto.

Tagliate i funghi (magari mentre la pastella riposa in frigo) ed i porri a pezzetti piccoli, più piccoli che potete e metteteli a cuocere a fuoco lento in una padella con un goccio di acqua. Coprite e girate di tanto in tanto. Aggiungete un poco di sale. Il ripieno della Crêpe deve essere bello morbido, quindi lasciate cuocere per parecchio aggiungendo acqua se dovesse asciugarsi troppo.  Quando i porri ed i funghi saranno morbidissimi aggiungete la panna, amalgamate e lasciate sul fuoco ancora per pochi minuti: mi raccomando la panna non deve asciugarsi, deve semplicemente abbracciare ogni pezzetto di fungo e di porro.

Per quel che riguarda l’hummus il procedimento è leggermente più lungo semplicemente perché dovrete mettere a bagno i ceci secchi il giorno prima per almeno 12 ore. Si possono usare anche i ceci già lessati ma lo sconsiglio perché il sapore cambia tantissimo. Se doveste usarli sciacquateli tantissimo sotto l’acqua fredda.
Dopo aver lasciato a bagno i ceci dalle 12 ore in su – seguite sempre quello che dice la confezione – cuoceteli in acqua bollente per due ore. Scolateli tenendo da parte l’acqua di cottura. Cercate di togliere più pellicine possibili ma anche se rimangono non cambia molto, l’hummus sarà meno liscio.
Prendete i ceci, metteteli in un frullatore aggiungete il succo del limone ed un cucchiaio e mezzo di salsa tahin. Iniziate a frullare, cercate di arrivare ad una consistenza cremosa. A questo punto fermatevi, aggiungete il sale, l’olio di oliva e un poco di acqua di cottura dei ceci; continuate a frullare fino ad ottenere una crema bella morbida e spugnosa. In moltissime ricette viene messo anche l’aglio ed il prezzemolo: io non lo faccio per una semplice questione di gusti, ma se volete un sapore più deciso abbondate pure con questi due ingredienti.
Una volta ultimati tutti questi processi che, credetemi, sono più lunghi a scriversi che a farsi, non vi resta che prendere le vostre buonissime Crêpe e riempirle fino a farle strabordare!

Per continuare sulla scia di Hannibal quest’oggi vi faccio ascoltare un pezzo famosissimo, delicato e “profumato” proprio come le ricette che vi ho presentato. “Aria da capo” delle Variazioni Goldberg suonata, in questo caso, dall’immenso Glenn Gould. Leggenda vuole che sia il brano preferito dal cannibale più famoso di tutti i tempi e che ami assaporare le sue prelibatezze culinarie ascoltandola. Il brano viene presentato sia nel film “Hannibal” che nella serie omonima ed è curioso scoprire come un sorriso si accenni sul viso di chi conosce bene il personaggio, non appena il brano comincia con le sue famosissime note. Succede anche a voi?