Farinata con crema di piselli e rosmarino.

Ogni volta che inforno una teglia di farinata, ringrazio la bellissima Genova per aver dato i natali a questo miracolo della cucina italiana. Mi stupisco sempre di come questa semplice rotondità sia composta solo di 4 ingredienti e di come il suo sapore sia così confortante e deciso.

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Di solito la mangio al naturale, oppure con il pepe o il rosmarino ma questa volta ho deciso di pensare alla farinata come alla base per costruire una combinazione magica e così è stato: la crema di piselli al rosmarino si è rivelata essere la scelta giusta.
Avrei potuto arricchire il piatto ricoprendo la crema di piselli con i pomodorini (freschi o i moonblush della mitica Nigella preparati qualche ricetta fa), anzi vi consiglio proprio di aggiungerci pomodorini, ma questa farinata ricoperta è una bomba: proteico, sfizioso, veloce ed è a prova di capricciosi. Non me ne vogliano i genovesi e i liguri in generale, con il cibo bisogna giocare altrimenti ci si prende troppo sul serio e non ha senso.

Anche questa volta ha vinto la farinata a mani basse. Naturale, ricoperta, spalmata, mangiata con le mani o appena con la punta delle dita, lasciata raffreddare o divorata bollente, accompagnata da una birra ghiacciata o da della semplice acqua, la farinata vince sempre e ogni morso avvicina al mare, ogni morso è l’esperienza di un picnic in spiaggia un caldo giorno di primavera, con la sabbia che si infila un po’ ovunque e la felicità dei momenti semplici e di quel profumo che sono la vita a Genova ha. Farinata + Genova: provare per credere.

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Waka waka waka!


Ingredienti:

– Piselli cotti
– Rosmarino o menta;
– 1/2 cipolla rossa
– Limone
– Sale
– Olio
– Farina di mandorle (facoltativa)
– Farina di ceci
– Acqua

Il procedimento per la farinata lo trovate qui. Ricordatevi solo questa regola: una parte di farina di ceci e tre di acqua e tante ore di riposo per l’impasto – non meno di 4 e possibilmente più di 10.
Cuocete i piselli e metteli da parte.
In una padella fate rosolare dolcemente la cipolla rossa tagliata sottile insieme al rosmarino; quando sarà diventata trasparente aggiungete i piselli, salate e cuocete ancora per un paio di minuti.
Fate raffreddare, versate in un mixer, aggiungete ancora rosmarino, un cucchiaino di farina di mandorle, pepe e olio extravergine di oliva. Frullate fino ad ottenere una crema morbida e spumosa.
Quando la farinata è pronta spostatela su piatto, spalmate la quantità di crema di piselli che desiderate, aggiungete un pizzico di peperoncino o della paprika.

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L’album del mese di maggio (che trovate alla vostra destra scrollando un pochino) è “Pleasure” di Feist. Grande ritorno sulla scena di una delle mie cantautrici preferite.
Questo disco è molto crudo e semplice e mi piace da morire. Ha una sonorità anni ’90 in alcune parti, con una somiglianza ad una giovane PJ Harvey.
Insomma, un album forte, pazzesco, con una personalità ben determinata e determinante.
Grazie Feist per questo piccolo capolavoro, appena sarà disponibile la canzone che preferisco in assoluto la posterò con qualche ricetta, nel frattempo ecco la title track. Enjoy!

Tofu di ceci.

Sono arrivata alla ricetta del tofu di ceci più di un anno fa, quando avevo deciso di abbandonare la soia il più possibile, non tanto per motivi salutari quanto di gusto personale.
Il tofu di ceci è una ricetta asiatica tipica del Myanmar, nella quale la farina di ceci (o nella versione originale di piselli gialli) viene cotta nell’acqua con sale e curcuma come si farebbe con una semplice polenta.
A differenza della polenta tradizionale, il tofu di ceci rassodandosi rimane più morbido e leggermente viscidino, ma ha una consistenza perfetta per essere usato così com’è o fatto saltare in padella oppure fritto. Fritto è meglio, lo sappiamo tutti, ma anche al naturale ha un gusto a dir poco delizioso. È buonissimo anche messo nelle zuppe e a livello proteico non ha niente da invidiare al suo bistrattato amico tofu di soia.

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Per me è stato amore a primo assaggio. I primi tentativi sono stati a dir poco rovinosi: la ricetta che usavo era sbagliata e il tofu restava praticamente liquido, non permettendomi neanche di poterlo scaldare in padella. Dopo aver testato varie ricette ho trovato quella che vi presento oggi che ho collaudato e stra collaudato: le proporzioni sono perfette e il tempo di cottura varia semplicemente dal tipo di pentola che usate ma non supera mai i 10 minuti massimo.
Un piatto dal colore giallo acceso che mette di buon umore.

Ingredienti:
– 185 grammi di farina di ceci;
– 6 tazze di acqua, 2 tazze per la pastella + 4 per la cottura. In tutto 1.4 litri.
– 1 cucchiaino e 1/2 di sale;
– Una punta di curcuma;
– Olio di riso q.b o un olio dal sapore neutro.

In una ciotola capiente mescolate insieme la farina di ceci, il sale, la curcuma e 2 tazze d’acqua (470 ml), fino ad ottenere una pastella liscia e senza grumi.
Nel frattempo oliate leggermente una teglia di medie dimensioni o due piccole.
In una pentola dal fondo spesso e non troppo grande, portate a ebollizione le 4 tazze d’acqua (940 ml) a fuoco vivo. Mescolate ancora una volta la pastella per fare in modo che non si separi la farina dall’acqua.
Versate lentamente la pastella nell’acqua bollente mentre girate l’acqua con un cucchiaio di legno. Una volta esaurita la pastella, abbassate il fuoco su medio basso e mescolate, mescolate e mescolate. La polenta di ceci sarà pronta quando si sarà un pochino ristretta e quando sarà bella lucida, come tempo direi dai 5 ai 10 minuti massimo, a seconda della pentola che usate. Più sarà densa, più sarà poi soda una volta raffreddata.
Versate immediatamente la polenta di ceci nella teglia e lasciate raffreddare a temperatura ambiente, poi mettetela nel frigo per almeno 1 ora. Più la lasciate in frigo, più si rassoderà, quindi consiglio di consumarla dopo diverse ore di riposo.

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I Radiohead hanno pubblicato il loro nuovo album “A moon shaped pool” e io non potevo farmelo sfuggire. Non so ancora dare un giudizio completo, è sicuramente un album notevole e complesso (ne sono già innamorata ma voglio conoscerlo meglio).
Sono felice di aver visto che nella tracklist c’è una versione studio di “Present Tense“, un brano presentato più volte live da Thom Yorke. Eccolo qui per voi, bello come il sole ed emozionante come un tramonto.

Polpette di tempeh al sugo.

Queste polpette di tempeh sono semplici da preparare, ma richiedono solo un po’ di tempo di preparazione.
L’amica che le ha preparate con me è una super carnivora e mi ha detto che se non le avessi elencato gli ingredienti le avrebbe scambiate facilmente per polpette di carne. Il tempeh ha un sapore delicato, ad alcuni ricorda la carne di pollo (a me no, per me sa di tempeh e basta) e si presta molto bene per diverse preparazioni (specialmente fritto o al forno). Quella frullata non l’avevo ancora provata, e quindi eccoci qui con queste polpettone.
La ricetta secondo me ha un solo difetto: il sapore finale. Non sono abituata a gusti così particolari, ed il pomodoro insieme al latte di cocco e il curry non mi ha entusiasmato. È comunque buonissimo, ma è per palati che hanno esperienza, diciamo. Sicuramente la preparò nuovamente presto, però eliminando il latte di cocco ed il curry, e facendo un semplice sugo di pomodoro “all’italiana” dove poi cuocere le polpette.

 

Ingredienti per circa 23/24 polpettine:
– 250 grammi di tempeh al naturale;
– 1/2 cipolla (o due cipolle rosse piccole);
– 1 Cucchiaio di semi di lino + 3 Cucchiai di acqua;
– 50 grammi di farina di mandorle;
– 25 grammi di farina di ceci;
– 60 grammi di farina di grano saraceno (o pan grattato);
– 1 cucchiaio di origano;
– 1 cucchiaino di aglio in polvere;
– 2 cucchiai di passata di pomodoro;
– Sale q.b.
– Olio extravergine di oliva q.b.

Per la salsa di pomodoro:
– 375 grammi di passata di pomodoro;
– 250 ml di latte di cocco;
– 1 cucchiaio di curry

Tagliate a pezzetti piccoli la cipolla e mettetela a rosolare in una padella con un poco di olio extravergine finché non diventa morbida, dopodiché mettete da parte.
Frullate i semi di lino con l’acqua e mettete da parte per almeno 5 minuti, per fare in modo che i semi di lino formino un gel con l’acqua. Questa operazione ci permette di ottenere un composto aggregante per l’impasto delle polpette.
Tagliate a pezzi il tempeh, mettetelo nel mixer con le lame ad S e azionatelo fino ad avere una consistenza sbriciolosa.
Unite ora al tempeh tutti gli altri ingredienti (le farine, le spezie, il sale, la cipolla rosolata, i semi di lino con l’acqua, la salsa di pomodoro) e azionate nuovamente il mixer fino ad ottenere un bel composto secco e omogeneo. Saprete quando smettere di frullare perché otterrete un impasto unico e lavorabile con le mani.
A questo punto formate le palline e friggetele in una padella con l’olio di oliva fino a quando non diventano bene dorate. Mettete da parte.
In una padella più grande unite la salsa di pomodoro, il latte di cocco ed il curry e fate cuocere a fuoco medio e con il coperchio per circa 5 minuti, dopodiché unite le polpette e fate cuocere per altri 10 minuti, o finché la salsa non inizia ad addensarsi un pochino. Servite subito.

Polpette al sugo

 

Sono giorni un po’ strani e pesanti, dove le parole mancano ed il bisogno di silenzio e raccoglimento va per la maggiore. Vi lascio con questa canzone bellissima: “Everybody’s gotta learn sometimes” di Beck.

Tortino di ceci alle verdure.

Le prime volte che ho mangiato vegano uno dei cibi che preferivo mi venissero preparati (perché ero una completa incapace) erano i tortini con la farina di ceci. Un intero universo di bontà spugnosa e ricca: basta un po’ di acqua, la giusta quantità di farina di ceci e poi la fantasia. I tortini infatti possono essere arricchiti in qualunque modo, dalle semplici spezie, passando per le verdure miste o di stagione e perché no anche accompagnati da creme e salse fatte in casa.
L’idea iniziale di questa ricetta era però un’altra, doveva diventare un tripudio di polpette piatte di verdura. Solo che in corso d’opera mi sono accorta che qualcosa non andava, e al volo ho oliato una teglia e acceso il forno.
Non so ancora bene cosa sia andato storto, forse troppe verdure, forse avrei dovuto provare comunque, fatto sta che questa piccola delizia mi ha lasciato più che soddisfatta. Potete tranquillamente usarlo come apertivo o come piatto unico, e se siete golosi come me, potete mangiarlo tutto senza sentirvi in colpa.

 

Ingredienti:
– 150 grammi di farina di ceci;
– 200 ml di acqua;
– Una zucchina;
– Una melanzana piccola;
– Mezzo peperone medio;
– Sale q.b.;
– Una cipolla rossa;
– Origano q.b.;
– Curcuma q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.

Preriscaldate il forno a 200° C.
Preparate la pastella mescolando la farina di ceci con l’acqua almeno tre ore prima di iniziare a cucinare il resto degli ingredienti. Dovete ottenere una pastella densa. Usate una ciotola abbastanza capiente, perché dopo dovrete aggiungervi le verdure cotte.
Tagliate a fettine sottili di circa 2 o 3 centimetri di lunghezza le verdure.
Sminuzzate la cipolla e mettetela a rosolare con l’olio, l’origano e il sale.
Aggiungete le verdure alla cipolla, coprite e lasciate cuocere a fuoco medio per 10 minuti girando di tanto in tanto. Controllate lo stato di cottura basandovi sulla melanzana, una volta pronta quella potete spegnere il fuoco e lasciar raffreddare per qualche minuto.
Condite la pastella con il sale e la curcuma. Non ho usato misure perché l’uso della curcuma va a gusto personale, ma più o meno ne ho aggiunti due cucchiaini pieni. Aggiungete le verdure e amalgamate.
Ungete il fondo di una teglia da forno con un goccio di olio e spalmatevi (letteralmente) il composto.
Infornate per 30 minuti a forno statico. Una volta pronto lasciate raffreddare almeno 10 minuti prima di servire.

 

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Questa mattina mi sono svegliata con una canzone in mente, una di quelle canzoni che una volta che si accomodano nei ricordi non se ne va più.
“Sing to me” è la canzone più bella del secondo album di Anna Calvi, artista inglese di incredibile voce e talento.
Le atmosfere eteree e sabbiose di questa canzone mi fanno pensare al deserto, forse anche per via del video musicale, ambientato negli scenari dei vecchi western (se ben ricordo). Il modo in cui Anna Calvi apre la voce durante questo pezzo (anche dal vivo, ve lo assicuro) mi riempie lo stomaco ed il cuore di bellezza pura.
Buona ascolto.

Farinata cuore mio.

Giovedì ho passato una serata un po’ speciale: io e mio fratello abbiamo affrontato il freddo e la nebbia e ce ne siamo andati fino a casa del nostro già citato amico Jolly Rains per fare insieme la diretta dell’ultima puntata del 2014 di The Radio Bachi Live Show.
Nelle info su di me e anche in un post scritto all’inizio di questa avventura blogghereccia parlai di questa radio pirata  che ora ha cambiato broadcaster e nome del programma, ma comunque l’essenza rimane esattamente uguale.
Vista la diretta speciale ho deciso di portare un piccolo stuzzichino che mi riesce proprio bene: la farinata.

Ho una vera e propria passione per la farinata e ne ho assaggiati di tutti i tipi.
Dopo aver speso millemila euro raccattando fette di qua e di là ho deciso di imparare a farla da sola e ammetto che è veramente facile. Bisogna solo avere l’accortezza di lasciar riposare la pastella almeno 10-12 ore. Addirittura certi genovesi dicono che debba riposare fino a 24 ore, ma la metà basterà ampiamente.
Un altro elemento importantissimo per la riuscita di una perfetta farinata è la temperatura del forno. Deve essere alta, altissima, al massimo della potenza.
Bando alle ciance passo subito alla lista degli ingredienti e del procedimento.

 

Ingredienti per tre persone:
– 300 grammi di farina di ceci;
– 900 ml di acqua:
– Sale q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.

Partiamo subito con le proporzioni: una parte di farina per tre di acqua e la pastella è fatta!
In un recipiente versate la farina di ceci e l’acqua. Mischiate con una frusta fino alla completa sparizione dei grumi. Non vi preoccupate se l’impasto sembrerà molto liquido, è così che deve essere.
Mettete il sale a seconda dei vostri gusti, coprite con un coperchio e lasciate a riposare fuori dal frigo.
Ora, in molte ricette si parla di un minimo di almeno 4 ore di riposo (che vanno benissimo) ma se potete fate riposare per almeno 10 ore. Se ne avete il tempo, di tanto in tanto date una girata con un mestolo poiché la farina di ceci si deposita tutta sul fondo creando due strati.
Passate le ore necessarie togliete la schiumina che si sarà formata in superficie, aggiungete mezzo bicchiere di olio di oliva e amalgamate il tutto.
Fate scaldare benissimo il forno ad almeno 220° di temperatura, io ho cotto a 250°, che è la potenza massima del mio.
Ungete abbondantemente una teglia, diciamo con almeno un quarto di bicchiere di olio, date una girata ancora all’impasto e poi versatelo nella teglia poco per volta. Quanto versarne? Di solito io prendo come misura circa mezzo centimetro di liquido nella teglia. Potete farla anche più spessa ma i tempi di cottura si allungheranno leggermente. La farinata deve essere abbastanza sottile.
Infornate per un totale di 25/30 minuti circa, accendendo anche il grill negli ultimi 10 minuti di cottura, finché la farinata non avrà raggiunto il tipico colore doratissimo della superficie.
Sfornate, tagliate come meglio preferite e servite preferibilmente calda (ma anche fredda è una bomba!). Se volete potete aggiungere abbondante pepe.

Farinata croccante.

 

E con che musica accompagnare questa ricetta deliziosissima se non con quella dell’intera puntata di The Radio Bachi Live Show? Trovate il podcast cliccando qui. Buon ascolto!

Mood autunnale. (Biscottini salati al timo)

Il brutto di avere un blog a tema cuciniero è che ogni volta che si cucina qualcosa (o che non si cucina) ci si sente in colpa per non aver fatto le foto e non aver condiviso la ricetta con i potenziali lettori. E’ proprio un meccanismo strano, soprattutto per me che non sto dimostrando la costanza che mi ero ripromessa di avere.
Dunque ho avuto una bella idea per continuare a sperimentare nuovi piatti senza intaccare la dieta): cucinare per gli amici che mi vengono a trovare senza però rinunciare ad un piccolo assaggio.
Il piano dunque è questo: mi vieni a trovare? Ok, aspettati di essere usato come cavia da laboratorio per antipasti, primi, contorni e perché no anche dolci.
Ho iniziato giusto un paio di sere fa prendendo spunto dal libro di cucina di Girovegando e “rubando” la ricetta dei suoi biscotti salati al timo e limone. Ho cambiato qualche ingrediente per puro gusto personale ed il risultato è stato più che soddisfacente.
Confrontando però i risultati fotografici non sono per niente contenta e mi sono accorta di dover iniziare a fare semplici cose come: studiare la composizione della foto, scattare di giorno o con una luce adeguata e soprattutto rilassarmi. Credo che i molti problemi che ho nel portare avanti questo progetto nascano dal pensiero del risultato finale, dimenticando che non sono una professionista e che questo lo faccio per gioco. Spero solo che le mie foto non finiscano in siti (o pagine facebook) come “Orrori da mangiare” o la nuovissima “Non aprite quella pentola”.

Devo ammettere che cucinare questi biscotti mi ha aiutato nella parte riguardante il relax: a prescindere dal risultato – mentre impastavo – mi sono sentita meglio nello sporcarmi le mani facendo qualcosa che amo e ammetto che amalgamare, schiacciare con i palmi delle mani, metterci un po’ di forza ha scaricato qualche brutto pensiero che affollava la mente. Era la prima volta che preparavo qualcosa di biscottoso da sola ed il risultato finale è stato inaspettato e delizioso.

 

Ingredienti per poco più di una dozzina di biscotti:

– 150 grammi di farina 0;
– 30 grammi di farina di ceci;
– 55 grammi di olio extravergine di oliva;
– La scorza di mezzo limone;
– Acqua q.b.;
– Curcuma q.b.;
– Una manciata abbondante di timo secco;
– Sale q.b.

La primissima cosa da fare è setacciare le farine in una ciotola abbastanza grande da permettere la lavorazione manuale e aggiungere la curcuma, il sale, il timo, la scorza di limone. Mescolare tutto insieme con una frusta. Subito dopo bisogna formare un cratere al centro di questo composto ed aggiungere l’olio di oliva; proprio qui viene il bello di lavorare con le dita gli ingredienti: dovete farlo in modo da ottenere un impasto molto sbricioloso ma fate bene attenzione che non rimanga della farina non unta. A questo punto prendete l’acqua (che deve essere fredda) e aggiungetela al composto un cucchiaio alla volta, amalgamando tutto insieme sempre usando le mani.
Aggiungete dai quattro ai sei cucchiai di acqua o finché non avrete ottenuto un panetto bello compatto e che si lavora con facilità. Prendete la vostra palletta di impasto crudo, avvolgetela nella carta trasparente e lasciatela riposare in frigo per almeno mezz’ora. Nel frattempo preriscaldate il forno a 220°.
Quando il vostro panetto si sarà compattato sporcate con la farina il vostro piano di lavoro e stendete la pasta con il mattarello fino a raggiungere lo spessore di mezzo centimetro circa. Formate i biscotti con uno stampo, il bordo di un bicchiere o di una tazzina, disponeteli su una teglia ricoperta di carta da forno e infornate per circa 13 o 14 minuti. Io ho preferito fare 14 per essere sicura di cuocerli per bene.
Il biscotto finale sarà bello fragrante e molto sbriciolone, ma il sapore vi conquisterà. Vi consiglio di usarli come antipasto oppure come accompagnamento con salsine un poco acide come la tzatziki, ma anche consumati da soli sono una letizia per il palato. Insomma non potrete fare altro che mangiarne uno dopo l’altro.

Biscotti sfornati

Finalmente è arrivato l’autunno e posso fare coming out: è la stagione che aspetto di più di tutte perché ammetto di amare alla follia i maglioni pesanti, le calze spesse e le sciarpine. D’inverno questa apoteosi di strati di vestiario si accentua, ma l’autunno è quel periodo dell’anno in cui torno, giorno dopo giorno, ad apprezzare il calore delle mani in tasca la sera, l’aria fredda che per le prime volte inizia a condensare il respiro, quell’umidità che fa venire voglia di tisane calde e abbracci e soprattutto i film sul divano sotto una bella coperta. Sarebbe scontato parlare dei colori della natura, i colpi d’occhio di rosso/arancione/giallo al tramonto, la polenta con i funghi, le zucche e così via.
Tutti questi elementi mi fanno sentire incredibilmente completa, come se l’autunno fosse casa mia ed il resto dell’anno me ne andassi in giro a vivere in altri appartamenti. Mi spiego?
Che difficoltà scegliere una canzone adatta ad accompagnare questo mood autunnale! Ce ne sono così tante che ho fatto una gran fatica a limitarmi ad una, ma penso che la cosa migliore da fare sia non stare a pensarci ulteriormente: scelgo “Asleep” dei The Smiths. Perché? Non lo so, è che ha questa melodia perfettamente in linea con le immagini descritte poco sopra. Sarà quel pianoforte che suona semplice ma triste, sarà la voce di Morrissey che è profonda ma – in questa canzone in particolare – è sottile e delicata come della carta antica, oppure semplicemente è perché mi suscita quella stretta malinconica alla pancia che arriva in punta di piedi ogni anno e non mi lascia andare fino a primavera.
(E poi, detto fra noi, chi non vorrebbe poter dormire fino a marzo?)