Insalata di fave e asparagi.

A ottobre ho scritto una breve recensione di Veggiestan, il libro di ricette mediorientali scritto da Sally Butcher. Finalmente ho trovato il coraggio di iniziare a provare a cucinare qualcosa da quel meraviglioso tomo che ogni libreria di cucina che si rispetti dovrebbe avere. (A proposito, la bellissima recensione di Gikitchen l’avete letta, vero?)

Dopo aver individuato una ricetta facile, a prova di paramecio, mi sono buttata ai fornelli in occasione di una cena a casa di amici. Mentre in un pentolone cuoceva una meravigliosa vellutata di verdure (arriverà anche la ricetta di quella, non mi sfugge niente), io mi dilettavo nell’arte della preparazione di questa insalata di fave e asparagi.
Di per sé il procedimento non è per niente complicato, di diverso rispetto alla ricetta originale abbiamo semplicemente bollito le fave e gli asparagi invece di farli al vapore (per mancanza di attrezzatura), e abbiamo eliminato il cerfoglio per sostituirlo con il sempreverde prezzemolo, ma il resto è rimasto uguale.
Una volta cotte le verdure basta lasciarle intiepidire e poi affogarle in una sontuosa salsa a base di tahina e nella fedele accoppiata aglio-prezzemolo. Non fate come me, nella foto vedrete solo un pochino di tahina. No no no, queste verdure vanno affogate, immerse, ricoperte. Insomma: la tahina deve essere ovunque! (Come nella foto che ho fatto per instagram.)

Ingredienti per tre persone:
– 450 grammi di fave surgelate;
– 1 mazzetto di asparagi;
– 3 o 4 cucchiai abbondanti di tahina;
– Il succo di un limone;
– Prezzemolo a piacere;
– 1 spicchio e 1/2 di aglio;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Sale q.b.;
– Pepe q.b.;
– 3 cucchiai di semi di sesamo.

Seguite le indicazioni sulla confezione delle vostre fave per avere una cottura ottimale. Una volta cotte mettetele da parte a raffreddare.
Lavate pelate leggermente e tagliate a tocchetti gli asparagi e fateli cuocere in acqua bollente leggermente salata per qualche minuto. Ce ne vogliono meno di 10, saranno pronti quando diventano teneri. Scolateli e uniteli alle fave.
In un pentolino tostate i semi di sesamo.
Tritate l’aglio e il prezzemolo e uniteli alle fave e agli asparagi.
Preparate la salsa allungando la tahina con l’acqua e mescolando. Unite poi il succo di limone, il sale e l’olio e continuate a mescolare. Dovreste ottenere una crema dalla consistenza tipo la maionese. Da lì in poi va bene, se la volete ancora più liquida aggiungete altra acqua.
Versate la salsa sugli asparagi e le fave, mescolate il tutto e infine spolverate con i semi di sesamo tostati.

Insalata di fave e asparagi.

Come raccontavo sulla pagina di Facebook, la morte di David Bowie mi ha colpito in maniera molto dura.
Durante la preparazione di questa ricetta c’era la radio accesa, ma io non riuscivo ad ascoltare veramente la musica, nella mia testa continuavo a canticchiare alcuni versi delle sue canzoni.
Non so dire cosa abbia perso io a livello personale, so che la sua musica sarà sempre immortale e che l’ultimo album è stato il suo regalo più grande per noi, però ecco, rendermi conto che non mi ci sarà più la sorpresa costante della sua presenza nel mondo mi lascia un po’ senza terra sotto i piedi.
È una sensazione momentanea, tutto va avanti e tutto deve andare avanti. Mi mancherà, tutto qua. E questa sensazione non voglio nasconderla. Mancherà.

Zuppa di lenticchie rosse e patate.

Sono così felice per la riuscita di questa zuppa che voi non potete neanche immaginare quanto. Giustamente direte “Ou, ma cosa c’è da essere felici? È una zuppa facilissima!” e infatti sì, è facile, si prepara in neanche 30 minuti e riempie come un pranzo da sei portate. Eppure. Eppure sono felice di questa zuppa perché è uscita direttamente dalla mia fantasia, con quei quattro ingredienti che avevo in casa (e il frigo vuoto tipico di chi mangia sempre fuori casa durante le festività).

Le lenticchie portano fortuna, o almeno così si dice, e allora questa zuppa sarà per me il simbolo dell’anno che voglio costruire: ricco, corposo, semplice, armonioso, soddisfacente e saporito. Tutti questi aggettivi sono la metafora perfetta per l’impegno e le energie che voglio impiegare per andare avanti con questa vita che un po’ arranca e un po’ fa balzi in avanti.
2016 non ti temo, zuppa di patate e lenticchie vieni a me!

Ingredienti per una persona:
– 60 grammi di lenticchie rosse decorticate;
– Una patata media sbucciata e tagliata a cubetti;
– Mezza cipolla rossa affettata sottilmente;
– Sale q.b.;
– Curcuma q.b.;
– 2 o 3 foglie di salvia;
– Peperoncino q.b.;
– Semi di sesamo (opzionali);
– 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva;
– Un pezzetto di zenzero fresco;

Mettete a bollire dell’acqua (o preparate del brodo vegetale).
Lavate le lenticchie e mettetele a rosolare in una pentola con un cucchiaio di olio extravergine, la salvia, la cipolla rossa, una presa di sale e le patate. Fate tostare il tutto per qualche minuto a fuoco alto, girando continuamente.
Aggiungete l’acqua bollente fino a ricoprire le patate e le lenticchie, coprite con il coperchio e fate cuocere per 25 minuti a fuoco medio.
Controllate la zuppa di tanto in tanto, aggiungendo acqua calda se necessario. 10 minuti prima della fine della cottura, sbucciate e tagliate sottilmente lo zenzero e aggiungetelo insieme alla curcuma. La zuppa sarà pronta quando le patate saranno dal morbido allo sfaldato. Servite con del peperoncino, un filo d’olio a crudo e dei semi di sesamo.

Zuppa deliziosa.

Facciamocene una ragione: il 2016 è arrivato, anche a livello musicale. In questo caso io sono FELICE che sia arrivato perché 2016 = nuovo album di David Bowie. “Blackstar” uscirà l’8 gennaio, il giorno del 69esimo compleanno del Dio della musica. Ad anticiparlo c’è un omonimo Signor Singolo della durata di ben 10 minuti che è una sfida a tutto quello che è radiofonico nel mondo. David Bowie frega tutti di nuovo e piazza una musica che arriva probabilmente dal 2050 (come minimo) e dimostra come non sia l’età anagrafica a contare, quanto l’avere la mente musicale di qualcuno che vive 30 anni avanti. Non mi sono spiegata bene? Lo so, è che David Bowie è il mio alieno preferito e quando si parla di lui parto per pianeti che non sono ancora stati neanche scoperti.
Vi posso solo lasciare con “Blackstar”, guardatevi il video e immergetevi nella mondo musicale del 2050.

 

Riso di cavolfiore con salsa speciale.

Girando fra i vari siti vegani ho trovato diverse ricette che hanno come protagonista il cavolfiore. Non sapevo, per esempio, che può essere consumato anche crudo (il “cous cous” di cavolfiore è un piatto tipicamente crudista). Tempo fa ho provato a fare la “bistecca” di cavolfiore tagliandolo a fettone e facendolo andare in padella o su una piastra con delle spezie, proprio come se fosse una bistecca, ottenendo un risultato che mi ha stupito piacevolmente.

Questa volta mi sono cimentata invece nel preparare il “riso” di cavolfiore, semplicemente grattuggiandolo per farlo sembrare riso per cuocerlo successivamente in padella. Punto. Fine. Questa è la difficoltà della ricetta, capite?
Per accompagnarlo ho messo insieme un paio di ingredienti a caso (senape, salsa di soia e aglio) e ne è uscita una dal sapore molto deciso che – incredibilmente – sta benissimo con quello del cavolfiore. Insomma, questo esperimento è più che riuscito: pochi ingredienti e di qualità possono fare veramente la differenza.
Le dosi sono per una persona sola, va da sè che con un cavolfiore medio o grande vadano moltiplicate a dovere.

Ingredienti per una persona:

– 1 cavolfiore piccolo;
– 6 pomodorini pachino;
– 1 cipolla rossa piccola;
– 1 cucchiaio di olio di riso (o olio extravergine di oliva)
– 1 cucchiaino di senape forte;
– 4 cucchiaini di salsa di soia;
– Aglio in polvere q.b.;
– Un pizzico di timo secco.

Lavate il cavolfiore e privatelo delle foglie. Staccate fiore per fiore e grattuggiatelo finemente. Se avete un food processor potete usare le lame a S senza farle andare troppo, o meglio ancora usare la lama apposita per grattuggiare.
Tagliate a pezzi piccoli la cipolla e in quarti i pomodorini.
Scaldate in padella il cucchiaio di olio di riso e versate il cavolfiore, la cipolla e i pomodorini; fate cuocere a fuoco medio/basso per circa 10 minuti, rigirando di tanto in tanto. Tenetelo d’occhio, non dovrebbe attaccarsi niente ma se dovesse succedere aggiungete poche goccine d’acqua. Il cavolfiore, essendo piccolo, non butterà fuori molta acqua di per sè.
Nel frattempo in una ciotola mescolate insieme la senape, la salsa di soia e l’aglio in polvere (se non avete l’aglio in polvere potete aggiungere aglio fresco tritato direttamente in padella), fino a ottenere una salsa omogenea; aggiungetela alla padella e mescolate bene.
Il riso di cavolfiore non deve essere molle, deve restare leggermente croccante, quindi una volta amalgamata la salsa al resto degli ingredienti assaggiate per decidere che grado di cottura dare.
Impiattate spolverando con un pizzico di timo.

Riso di cavolfiore

La canzone che accompagna questo piatto è quel capolavoro indiscusso di “Space Oddity” del solo, unico, immenso David Bowie. Ho recentemente scoperto una versione italiana (“Ragazzo solo ragazza sola”) scritta da Mogol e Bowie ma c’è da mettersi le mani nei capelli. Tutto il senso di isolamento e di alienazione che caratterizzando il testo originale vengono spazzati via per lasciare posto ad una storia d’amore fra un ragazzo ed una ragazza. Se volete andate a cercarla, ma il mio consiglio è quello di perdervi nelle note di quella originale.

This is Major Tom to Ground Control
I’m stepping through the door
And I’m floating in a most peculiar way
And the stars look very different today