Carote e ceci brasati al cumino.

Mi rendo conto che le temperature di questi giorni non aiutino con l’idea di accendere il forno, ma nonostante io sia pazza e lo usi anche in piena estate, trovo che cucinare qualcosa in questo modo lento e caldissimo regali sempre un’emozione in più ai commensali, una sorta di ulteriore attenzione che influisce sul sapore finale del cibo.

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Via con la descrizione di questo piatto coloratissimo: carote e ceci brasati al cumino. Innanzitutto la combinazione carote + ceci spacca, poi se ci aggiungiamo il cumino è veramente la fine del mondo. La preparazione richiede il suo tempo e non è velocissima, ma alla fine tutti i sapori si fondono insieme e si abbracciano in un glorioso momento di piacere assoluto.
La dolcezza delle carote, la cremosità dei ceci unite alla fragranza fresca del cumino creano una pietanza unica nel sue genere che entrerà presto nella vostra lista di piatti da fare e rifare. Oltretutto le carote cotte in questo modo non diventano molli per niente anzi si fanno sentire sotto i denti, dando così piacere anche a chi non ama la verdura molle e rovinata dalla temperatura.

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Ingredienti per due persone:
– 200 grammi di ceci già cotti (anche in barattolo/lattina vanno bene);
– 6 Carote;
– 1 spicchio d’aglio tritato;
– Spezie
– 150 ml di brodo (o acqua);
– 1 cucchiaio abbondante di cumino

Preriscaldate il forno a 180°.
Preparate il brodo e mettetelo da parte (questo passaggio è facoltativo ma aggiunge sapore alle verdure).
Lavate e sbucciate le carote, poi affettatele sottilmente.
In una ciotola capiente versate le carote, i ceci, l’aglio tritato finemente e condite con il cumino, l’olio e il sale. Mescolate attentamente.
Disponete il tutto in una teglia, aggiungete il brodo, coprite con un foglio di alluminio e infornate per 30 minuti.
Passati i 30 minuti togliete il foglio di alluminio, mescolate e infornate per altri 15/20 minuti, a seconda di quanto liquido c’è ancora nella teglia. Se ce ne dovesse essere troppo, eliminatelo pure.
Servite subito insieme a del miglio oppure del riso nero o ancora con i cereali che preferite. Si conserva per tre o quattro giorni in frigo, possibilmente in un contenitore sottovuoto.

Nota: potete anche non preparare apposta il brodo, ne serve talmente poco che a meno che non lo usiate per altre cose, sarebbe un peccato sprecarlo. Al suo posto potete usare l’acqua e aggiungere altre spezie/sapori. Potete anche usare i fagioli che preferite al posto dei ceci oppure fare un misto di legumi. Azzarderei anche delle lenticchie!

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Sono felicissima del ritorno sulle scene dei Broken Social Scene, indie band canadese che è rimasta lontana dalle scene per ben 7 anni. I Broken Social Scene sono un concetrato di musicisti incredibili, parolieri e compositori che pochissime band possono vantare di avere. I BSC hanno dato i natali alla tanto amata Feist, come anche ad Emily Haines che è presente in questo brano che ne segna il ritorno in grande stile: “Halfway home” vede la collaborazione di ben 13 persone fra musicisti e cantanti. La formazione quasi al completo, insomma. E “Halfaway home” porta con sé energa e nostalgia, facendola diventare immediatamente una di quelle canzoni da sparare al massimo mentre si guida per le strade riscaldate dal sole di questa estate che galoppa velocissima.
Il singolo anticipa l’uscita del nuovo album “Hug of thunder“, in arrivo il 7 luglio.
Ben tornati, ragazzi. Siete mancati ed era ora che faceste sentire chi comanda!

Riso integrale agli aromi con granella di nocciole.

Se volete riconsiderare il concetto di riso integrale, allora questa è la ricetta giusta. All’inizio pensavo che tutte le cose integrali fossero semplicemente noiose e senza sapore, ma parlavo da persona spaventata e che ignorava la versatilità della cucina vegana.

Il riso integrale mi è sempre sembrato un cibo da ospedale: ero pazza! Ora ne ho una confezione pronta a disposizione perché non posso farne a meno, soprattutto nella combinazione che sto per presentarvi: riso integrale, aromi vari, buccia di limone e granella di nocciole. Chi pensava che tutti questi ingredienti potessero stare così bene assieme? Il piatto ha un sapore fresco grazie al limone, speziato grazie alla curcuma e al cumino, leggermente piccante grazie al pepe e al peperoncino. Una vera e propria orchestra per la bocca.
In una sola parola meraviglioso.

Ingredienti per 1 persona:
– 80 grammi di riso integrale;
– 1/2 cucchiaino di cumino dei prati;
– Una spolverata di pepe;
– Una spolverata di curcuma;
– Un pizzico di peperoncino;
– Una spolverata di sesamo nero (opzionale);
– Una spolverata di sesamo bianco;
– 10 nocciole sgusciate;
– La buccia di 1/2 limone;
– Sale q.b.;
– Un cucchiaio di olio extravergine di oliva

Sciacquate sotto l’acqua fredda il riso, poi mettetelo a cuocere seguendo le istruzioni della confezione. Di solito io lo metto a cuocere in acqua fredda e conto 40 minuti dal momento in cui l’acqua bolle.
Mentre il riso sta cuocendo, in una padella fate scaldare gli aromi in un cucchiaio di olio extravergine di oliva. Non fateli friggere, quindi quando vedete spuntare le prime bollicine spegnete il fuoco.
Tritate grissolanamente le nocciole, se avete un tritatutto usate quello e fatelo andare a tratti per qualche minuto.
Quando il riso è cotto scolatelo e ripassatelo in padella.
Impiattatelo aggiungendo la grandella di nocciole e la buccia di limone grattuggiato. Aggiungete ancora un filo di olio e infine servite.

Riso agli aromi

 

 

Farro e lenticchie al rosso.

Il pranzo del lunedì tipo (per questa tranche di dieta) è composto da un bel piattone di farro e lenticchie. Noioso? Solo se non si usa un po’ di fantasia. Adoro le lenticchie, potrei seriamente mangiarle ogni giorno, tanto che in casa ne ho almeno quattro tipi diversi. Il bello dell’avere piatti così semplici e nutrienti da preparare, è che posso scegliere tutte le spezie e gli aromi che voglio per dare risalto e accompagnare al meglio questi legumi indispensabili nella dieta vegana.

Le dosi che sto per fornirvi sono prese direttamente dalla mia dieta e soprattutto costituiscono un piatto unico per una persona.

 

Ingredienti:
– 80 grammi di farro;
– 75 grammi di lenticchie verdi grandi crude;
– Un cucchiaino di curcuma;
– Una manciata di cumino dei fiori;
– Un cucchiaino di dragoncello;
– Un cucchiaino di doppio concentrato di pomodoro;
– Sale q.b;
– Un cucchiaio di olio extravergine di oliva;

Lavate le lenticchie e mettetele a cuocere in abbondante acqua fredda su fuoco alto, coprendo con un coperchio fino a portare a bollore. Una volta a temperatura abbassate la fiamma fino a quasi il minimo, aggiungete le spezie ed il concentrato di pomodoro, mescolate e coprite nuovamente la pentola, lasciando uno spiraglio per far uscire il vapore. Lasciate cuocere per 25 minuti, girando di tanto in tanto. Se gradite potete aggiungere il sale grosso quasi a cottura ultimata.
Lavate il farro e mettetelo a cuocere in una pentola, seguendo lo stesso procedimento delle lenticchie: acqua fredda, fuoco alto, una volta a bollore ridurre il fuoco e scoprire leggermente la pentola. Fate cuocere per 20 minuti, o seguendo i tempi segnati sulla vostra confezione di farro. Aggiungete il sale, se volete, verso la fine del tempo di cottura.
Quando sarete a circa 5 minuti dalla fine della cottura delle lenticchie l’acqua dovrebbe essere stata assorbita per la maggior parte: in questo caso scoprite la pentola e alzate il fuoco al massimo, in modo da farne evaporare il resto. Se ciò non fosse successo non importa, saltate questo passaggio e scolate semplicemente le lenticchie unendole al farro una volta cotto.
Una volta che il farro è cotto scolatelo ed unitelo alle lenticchie ancora sul fuoco amalgamando il tutto. Continuate a girare fino alla completa sparizione dell’acqua di cottura.
Servite condendo con un goccio di olio extravergine di oliva.

 

Farro e lenticchie.

 

Ho mangiato questa bontà proprio oggi, mentre guardavo la serie TV “Vikings“.
È una serie che ho iniziato parecchio tempo fa, talmente tanto che le stagioni al momento sono 3 e io sono neanche a metà della prima. Se vi piace il genere (più o meno storico), il sangue, i combattimenti, il sesso ed il Nord Europa, allora questo è lo show che fa per voi.
A me ha colpito moltissimola sigla, firmata da quel genio della cantante dei The Knife ( Karin Dreijer Andersson), in questo caso sotto lo pseudonimo di Fever Ray. Il titolo della canzone è “If I had a heart” ed è pregna di quel mistero e quella bellezza tipicamente nordeuropei che mi accendono tutte le luci nel cervello e mi fanno venire voglia di partire senza voltarmi indietro.

 

Ricette per grigliate e scampagnate #2

Vado pazza per le carote, sono da sempre una delle mie verdure preferite. Nel frigo non mancano mai quando finiscono entro in crisi di astinenza. Ricordo che quando ero piccola le ho mangiate per più di un anno a pranzo e a cena tutti i giorni.
Se posso scegliere preferisco mangiarle crude, con appena un goccio di olio e del limone. Ho provato a cucinarle in diversi modi ma crude sono il top del top.

Ecco allora che la seconda ricetta (di tre) per le grigliate e le scampagnate è proprio una insalata di carote e olive nere (liberamente ispirata a quella di Girovegando): soddisfacente, croccante, saporita; tutto quello che serve per godersi al meglio un contorno in compagnia.

 

Ingredienti:
– 4 carote grosse;
– Una ventina di olive nere;
– Una manciata di prezzemolo;
– Un cucchiaino di cumino;
– Due cucchiai di aceto rosso;
– Tre cucchiai di olio extravergine;
– Sale q.b.

Pelate e tagliate a rondelle sottili le carote.
Tagliate a metà o a pezzetti le olive nere.
Tritate finemente il prezzemolo.
In una ciotola mischiate uniformemente il cumino, l’olio, l’aceto ed il sale; infine unite tutti gli ingredienti in una ciotola capiente, mescolate e lasciate a riposare per almeno un’ora, di modo che i sapori si mischino per bene.

Insalata di carote e olive nere

Arancione come la primavera e l’estate, arancione come le arance e i mandarini. Arancione come “Tangerine”, una bellissima canzone dei Led Zeppelin che vi resterà in testa tutto il giorno, garantito.

Secondi veloci: ceci e cavoletti di Bruxelles.

La prima ricetta “ufficiale” dell’anno non poteva che essere presa direttamente dal piano alimentare che sto seguendo. Il mercoledì è il giorno dei ceci e dei cavoletti di Bruxelles, sapori che vengono uniti dal dalla morbidezza della cipolla. Tutto qua, tre ingredienti principali (più le varie spezie) che rendono il pranzo un momento veramente speciale.

Ingredienti per una persona:
– 250 grammi di ceci cotti;
– 5 cavoletti di Bruxelles;
– Una cipolla bianca;
– Una manciata di semi di cumino;
– Un cucchiaino di curcuma;
– Una manciata di semi di sesamo;
– Tre cucchiai circa di salsa di soia;
– Olio extravergine di oliva q.b.

Per questa ricetta ho scelto di usare i ceci secchi: li ho ammollati in acqua fredda per 12 ore e li ho cotti poi per due ore in acqua bollente. Nessuno vieta di usare quelli in lattina eh, anzi.
Tagliate la cipolla a pezzi non troppo piccoli, mettetela a rosolare in padella con un filo di olio, un goccio di acqua e coprite con un coperchio. Il fuoco va tenuto a livello medio per tutta la ricetta.
Pulite i cavoletti togliendo le prime foglie (se sono brutte), lavateli e tagliateli a metà. Controllate la cipolla e quando inizia ad ammorbidirsi aggiungete i cavoletti e ancora un filo di acqua. E’ importante aggiungere pochissima acqua alla volta per evitare quell’effetto “bollito” che non sempre va bene nelle ricette. Tenete d’occhio che non evapori tutta e nei successivi 10 minuti aggiungetela all’occorrenza.
Quando i cavoletti inizieranno ad ammorbidirsi, aggiungete i ceci e amalgamate.
Versate la salsa di soia, i semi di cumino ed i semi sesamo, mischiate e lasciate cuocere con il coperchio finché il liquido non si sarà assorbito tutto. Servire caldo.
Potete accompagnare questo piatto con una insalata fresca e ricca.

Ceci e cavoletti

Ho iniziato questo anno nuovo con calma, con la consapevolezza di avere bisogno di lasciar andare quello che va lasciato andare. È molto difficile ma bisogna provare a farlo, altrimenti non si va avanti.
Calma, riflessione, cambiamento: queste sono le tre parole che scelgo per me stessa e per la musica che mi accompagna oggi.
Vi lascio dunque con la canzone dei Kiasmos “Lit”, un piccolo gioiello di elettronica da far accapponare la pelle di bellezza.

(Tofu strapazzato tex-mex style. Più o meno.)

Il tofu è un po’ una croce ed una delizia della mia cucina. Quando ho iniziato questo tipo di alimentazione lo mangiavo molto spesso, non conoscendo altre alternative e mi divertivo molto a dargli i sapori più disparati grazie alle marinature. Il bello del tofu è che è pressochè insapore e assorbe benissimo l’aroma che si decide di dargli. E’ ottimo dopo averlo lasciato immerso nella salsa di soia ed olio di oliva, oppure ancora con olio di oliva, timo, magari anche la menta. Ho letto una ricetta molto interessante su come fare la feta con il tofu, e la trovate qui. Insomma, è un alimento decisamente versatile.

La ricetta di oggi viene proposta in diversi siti come perfetta per una colazione molto proteica e sostanziosa, ma io la preferisco per un pranzo veloce o una cena poco impegnativa e svuota frigo. Si può usare qualunque tipo di verdura al posto di quella che ho usato io (o anche in aggiunta). La cosa più importante è fare un soffrittino leggero di cipolla – magari rossa – fino a farla diventare trasparente e quindi aggiungere il resto delle verdure. Ovviamente purtroppo non l’avevo e quindi quel sapore in più non ho potuto gustarlo.
Ho “propinato” la ricetta a mio fratello e presa dal solito panico di non farlo mangiare abbastanza ho sbagliato tutte le dosi, quindi avevo troppo poco tofu rispetto al peperone ma lui ha divorato tutto senza lamentarsi.

Ingredienti per due persone:
– 180 grammi di tofu al naturale;
– Un peperone rosso medio;
– Due carote;
– Due cucchiaini di curcuma;
– Un cucchiaino di paprika;
– Pepe q.b. ;
– Sale q.b.;
– Olio di cocco q.b.

Per prima cosa sbriciolate il tofu in una ciotola, aggiungete le spezie ed il sale ed amalgamate bene il tutto. Tagliate a cubetti le verdure, mettete a scaldare una padella abbastanza ampia con l’olio di cocco (ma ovviamente anche l’olio di oliva va benissimo) e fate saltare e cuocere per circa 5/7 minuti a fuoco medio basso. Se preferite le verdure più morbide lasciate cuocere fino a 10 minuti. Aggiungete il tofu e lasciate cuocere rigirando spesso per almeno 6 minuti. Salate a piacere e servite tiepido.

Pentolata pronta!

E cosa c’è di meglio che gustarsi queste cenette estive sul balcone, cercando un po’ di fresco ed ascoltando musica energizzante ma al contempo misteriosa?
“The fox” di Niki & the Dove è il pezzo ideale per godersi un morso dopo l’altro questa estate che va e viene: elettronica pura, bassi a mille, ricercatezza e complessità delle melodie portano ad abbuffarsi di “replay” di questa canzone che personalmente mi ossessiona da giorni e sarà sicuramente una colonna portante di questa estate burlona.
Buon fresco ascolto.