Biscotti al cocco e tahina.

Olèèè! Ho vinto la sfida con me stessa e finalmente ho preparato questi facilisssssimi biscotti alla tahina con tanto di cocco dentro.

Avete capito bene, sì. La tahina può essere usata anche nei piatti dolci e infatti vi invito a provarla spalmata sul pane con la marmellata (come fareste se mangiaste pane-burro-marmellata). È una bomba! Il sapore tostato del burro di sesamo si sposa benissimo con il dolce. Bene bene bene! Ciao dieta, ciao nutrizionista, io vado a perdermi in questo oblio unto di sesamo.

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Ho usato la ricetta del sito Viaggiarecomemangiare, e sinceramente mi aspettavo un risultato diverso. Ho usato esattamente gli stessi ingredienti tranne la cannella (che odio) sostituita dalla vaniglia, mentre il resto era perfettamente uguale. L’impasto non è venuto come quello di una frolla, ma era facilmente lavorabile con le mani e i biscotti, una volta cotti, erano molto, molto rustici e di consistenza sabbiosa. Quando sono completamente freddi sono molto buoni, soprattutto se inzuppati nel caffè, poiché la consistenza assorbe benissimo i liquidi.

Ingredienti per  una ventina di  biscotti:
– 150 grammi di farina integrale
– 40 grammi di zucchero di canna;
– 4 cucchiai di cocco grattuggiato;
– 1 cucchiaino di lievito;
– 1/2 cucchiaino di bicarbonato;
– 1 cucchiaino raso di vaniglia;
– 4 cucchiai di olio di riso;
– 3 cucchiai di tahina;
– 4 o 5 cucchiai di acqua fredda.

In una ciotola capiente unite tutti gli ingredienti secchi e mescolateli insieme.
Aggiungete l’olio e la tahina e, con una forchetta, girate amalgamate l’impasto fino a ottenere una consistenza sabbiosa.
Ora aggiungete l’acqua un cucchiaio alla volta, mescolando con le mani e lavorando l’impasto fino a compattarlo il più possibile. Credo di aver usato l’equivalente di 5 cucchiai di acqua.
Quando l’impasto sarà liscio formate una palla e mettetelo a riposare nel frigo per una mezz’oretta o poco più.
Preriscaldate il forno a 200°.
Passata la mezz’ora prendete l’impasto e con le dita formate delle palline grosse come quelle del calciobalilla, poi schiacciatele con i palmi delle mani e mettetele su una piastra ricoperta di carta da forno.
Fate cuocere a forno statico (con il calore sopra e sotto) per 15 minuti circa, controllando un attimo la cottura.
Fate raffreddare completamente, si conservano qualche giorno in un contenitore sigillato ermeticamente.

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Visto che questi biscotti si sposano divinamente con il sapore amaro del caffè, ecco una canzone che amo particolarmente: “Words written over coffee“. Il gruppo è quello dei The Riot Before e la canzone è un puro concentrato di realizzazione di quello che succede nella propria vita. Dà la sensazione di arrendevolezza, ma io ci vedo forza, perché a guardare in faccia la realtà e ammettere i propri errori ci vuole forza. Una forza pazzesca.

 

Brownies quasi raw.

Questa è una assoluta prima volta per me: non avevo mai preparato un dolce crudista. Questi brownies non rientrano completamente nella categoria, ma solo perché ho usato del cacao amaro (quello tipico per i dolci) e non del cacao crudo.
Partiamo dall’ingrediente principale: i datteri. Ho scoperto i datteri sono quest’anno, prima mi sono sempre rifiutata di mangiarli perché la forma e la consistenza non mi piacevano per niente. Sono stata un po’ ignorante, lo ammetto. Poi, la folgorazione: i datteri Medjoul di Noberasco mi hanno condotto verso la luce, portando nella mia vita il piacere assoluto di gustare questi frutti a dir poco divini.
La qualità Medjoul è caratterizzata da datteri molto grandi, con una polpa molto morbida e un sapore che ricorda in maniera impressionante la vaniglia. Il primo morso è stato come addentare un bignè ripieno, giuro. 

In questo ricetta i datteri diventano il vero e proprio cuore e collante che mette insieme i restanti ingredienti (noci, mandorle, cacao ed un pizzico di caffè), per arrivare ad ottenere una “pasta” lavorabile a mano.
Mi sento di condividere un paio di consigli e accorgimenti: i datteri, una volta messi nel food processor, diventano moooolto collosi. Seriamente, si formerà una palla dal dubbio aspetto. Non so se tagliando a pezzettini i datteri il risultato sia differente, ma se vi dovesse accadere non preoccupatevi.
Proprio perché i datteri diventano collosi, vi troverete ad avere le mani appiccicose e di conseguenza appiccicherete qualunque cosa tocchiate: vi consiglio di avere la cucina già in ordine e con gli ingredienti pronti e ben disposti per evitare di lasciare impronte appiccicosine ovunque.
Non usate assolutamente il frullatore, ma solo ed esclusivamente il food processor. 

Cosa dire in concreto di questi brownies? La consistenza è super compatta, c’è un fattore di croccantezza se si beccano i pezzettoni di noci, ma è decisamente l’aroma di caffè a farla da padrone. La zuccherosità dei datteri è mitigata dal cacao ed il sapore finale non è per niente stucchevole, anzi.
Fate attenzione, dopo aver preparato e servito questo dessert riceverete moltissime proposte di matrimonio.

Ingredienti per una teglia di medie dimensioni:
– 180 grammi di noci (sgusciate);
– 130 grammi di mandorle (sgusciate);
– 300 grammi di datteri Medjoul privati del nocciolo;
– 80 grammi di cacao amaro;
– 1 cucchiaino di polvere di caffè;
– 1 pizzico di sale.

Mettete da parte 60 grammi di noci, da tritare grossolanamente.
Con l’aiuto del food processor, rendete farina le restanti noci con le mandorle. Aggiungete il cacao, il caffè ed il pizzico di sale. Fate andare ancora il mixer per qualche secondo per mescolare il composto. Mettete da parte.
Mettete nel food processor i datteri e fate girare le lame fino ad ottenere un composto unico e molto, molto, molto colloso. Mettete da parte.
A questo punto rimettete le farine ed il cacao nel food processor e fate andare le lame, aggiungendo di volta in volta i datteri. Vi consiglio di farlo unendo pezzi piccoli di datteri poco per volta. Se il vostro robot da cucina dovesse fare fatica rallentate il processo ed aiutatelo con un cucchiaio. In ogni caso, dopo diversi minuti dovreste ottenere un composto lavorabile a mano, con una consistenza simile al pongo.
Ora stendete della carta da forno in una teglia (io ho usato una di quelle in alluminio usa e getta di medie dimensioni) e versate dentro l’impasto. Aggiungete le noci tritate grossolanamente, mischiate e con le mani appiattite sul fondo della teglia.
Lasciate riposare in frigo per almeno tre ore.
Brownies raw

Per un dolce così potente, dal sapore ed aroma così intensi ed avvolgenti, ci vuole della musica con le stesse caratteristiche.
Non posso non abbinare la suadente, dolce, meravigliosa, infinita voce dell’unica Billie Holiday. Impossibile scegliere una sola canzone, ecco quindi uno dei tanti “Best of” usciti nel corso degli anni. Buon ascolto!

La colazione è importante. (Focaccine da colazione)

Come ho già detto più e più volte sono abbastanza incapace a cucinare i dolci, ma è un limite che intendo superare. Proprio per questo ieri ho cercato e trovato delle ricette per fare i biscotti.
Ora, con i biscotti ho un rapporto di adorazione assoluta, sono uno dei comfort food per eccellenza, sanno di infanzia e bontà sincera. Il primo approccio in assoluto con i biscotti fatti in casa è avvenuto in giovanissima età, quando sfornai una teglia di questa sorta di palline di farina/latte/burro/zucchero dimenticando però di mettere il lievito: inutile dire che risultarono completamente immangiabili e che rischiammo di giocarci i denti di tutti i componenti della famiglia.
La verità è che il mondo del biscotto mi affascina perché ha una chimica tutta particolare, forse è anche la forma semplice o il fatto che possano avere centinaia di ingredienti diversi e risultino sempre super deliziosi.
Fra le tante ricette vagliate, ne ho trovata una intitolata The best  damn vegan biscuits e presa dall’entusiasmo ho deciso che sarebbe stata quella adatta a me. Gli ingredienti erano pochissimi (solo 7!), il tempo di preparazione scarso e la descrizione era di una semplicità assoluta. Bene, mi sono detta, compriamo tutti gli elementi che mi mancano e facciamola.
Peccato che non mi sia accorta di due indizi che mi avrebbero dovuto far sospettare qualcosa:
1) Fra gli ingredienti non c’era lo zucchero;
2) La parola “biscuits“, in americano, si utilizza per la categoria di focaccine che in inghilterra sono conosciute come “scones”. Insomma dei panetti morbidi da mangiare con la marmellata o cose simili.
Ecco. Quando ho capito l’errore ormai era troppo tardi e non potevo più tornare indietro: e focaccine per la colazione furono.
Non sono una grande esperta di focaccine ma posso affermare di non aver mai cucinato niente di così morbido, fuffoloso e buono: il sapore è delicatissimo e si sposa bene con qualunque marmellata o crema spalmabile dolce. Anche con il salato non sono male, ma credo che sia giusto rendergli giustizia per quello per cui sono state create: la marmellata a colazione.

Ingredienti per una decina di focaccine:
– 2 tazze di farina tipo 0;
– 1 bustina di cremor tartaro;
– Un pizzico di sale;
– 1/2 cucchiaino di bicarbonato (importantissimo!);
– 4 cucchiai di margarina o burro di soia;
– Circa una tazza di latte di mandorla naturale;
– Circa un cucchiaio di succo di limone.

La prima cosa da fare – e probabilmente la più importante – è preriscaldare il forno a 230°, in questo modo il calore altissimo aiuterà la lievitazione.
Mettete in una ciotola abbastanza capiente tutti gli ingredienti secchi (farina, cremor tartaro, bicarbonato, sale) e mischiate accuratamente. Subito dopo aggiungete la margarina (o il burro di soia) che dovrà essere molto freddo, quindi non toglietela dal frigo fino all’utilizzo effettivo.
Ora arriva il momento di sporcarsi le mani: lavorate l’impasto velocemente fino ad ottenere una consistenza sabbiosa. Non lavoratelo troppo, altrimenti la margarina si scalda.
Formate un buco in mezzo a questa “sabbiolina” e aggiungete il latte di mandorla 1/4 di tazza alla volta (per dovere di cronaca per me sono bastati 2/4 di tazza di latte)  usando le vostre mani per impastare, infine versate il cucchiaio di succo di limone e lavorate ancora. Dopo questo passaggio – forse il più laborioso di tutta la ricetta – l’impasto deve essere molto, molto appiccicoso.
A questo punto infarinate leggermente un piano di lavoro e versateci sopra il composto, avendo l’accortezza poi di spolvererare la parte superiore con un altro po’ di farina. Rigirate il tutto su sé stesso per 5 o 6 volte o finché non avrà preso un poco di farina e non si sarà compattato. E’ molto importante non smanacciarlo troppo, sempre per non rischiare di scaldare la componente burrosa.
Formate, con un bicchiere o uno stampo per biscotti, circa una decina di palline (o una qualunque forma simil arrotondata andrà benissimo) di almeno un centimetro di spessore che adagerete su una teglia ricoperta di carta da forno. E’ importantissimo disporre le focaccine una attaccata all’altra, così da non farle crescere troppo in cottura: non vi preoccupate perché quando saranno pronte si staccheranno facilmente.
Spennellatele con altro burro per ottenere quella croccantezza inconfondibile e prima di infornarle schiacciatele morbidamente al centro per evitare che cuocendo formino una cupola.
Infornatele per 10-15 minuti, io ho optato per 13 ed il grado di cottura era perfetto.
Servitele caldissime, tagliate a metà e spalmate di marmellata di qualunque tipo: non resterete delusi.

N.B.: Le focaccine – come potete vedere dalla foto – sono venute un po’ schiacciate. La ricetta originale prevedeva che lo spessore fosse di almeno un pollice, che corrisponde a poco più di 2 centimetri. Posso dire che anche rimanendo più basse, la cottura non cambia. Quindi non allarmatevi troppo se non dovessero venire come nelle foto della ricetta originale che ho linkato ad inizio post, ma prendetela come riferimento per le foto dei vari passaggi.

Biscuit prontissimi

E proprio perché si parla di mattino non posso non accompagnare questa ricetta fragrante con una canzone che sa di mattino allo stesso identico modo: “Velvet morning” dei Verve. Ormai il gruppo non suona più da parecchio, il cantante Richard Ashcroft ha pubblicato qualche album da solista, ma il sound è inconfondibile.
Con questa canzone viene voglia di stiracchiarsi, di ascoltare la caffettiera che pigramente fa il suo dovere, di annusare il profumo fragrante che arriva dal forno. E’ una canzone lenta e delicata, come lo sono i risvegli in compagnia di chi amiamo, magari la domenica o magari dopo una notte passata a folleggiare.
Non posso fare altro che augurarvi un bellissimo weekend pieno di mattini vellutati.