Recensione: Burger ai funghi by Cottintavola Riverfrut

 

Se siete dei grandi amanti dei funghi come me, non potete farvi assolutamente scappare il nuovo burger Cottintavola ai funghi. Una ennesima edizione di quelli che sono – probabilmente – i migliori burger 100% vegetali attualmente in commercio.
(La foto verrà upgrata presto, non temete)

 

BURGER-CVERD.AI-FUNGHI-G240_8d407ddbd67b898.JPG

Foto presa qui.

 

Gli ingredienti dei burger ai funghi champignon e porcini sono: funghi champignon, patate, farina di mais, funghi pletorious, zucchine, pomodorini secchi reidartati, cipolla, funghi porcini, farina di amaranto, sale, prezzemolo, aglio, timo, pepe bianco.

Finalmente un burger ai funghi che sa di funghi! Umido, fragrante e molto gustoso, segue le fila degli altri prodotti Riverfrut e non delude.
Ho avuto il piacere di mangiarlo in maniera semplice, accompagnato da della verdura al forno, e anche come un hamburger con tanto di senape, pomodori e insalata. Insomma, in qualunque modo lo vogliate preparare, con condimenti forti o più “al naturale” il burger ai funghi Cottintavola supera la prova gusto.
Oltretutto, come si vede dagli ingredienti, non ha frumento, non ha glutine, non contiene soia, olio o altri strani conservanti, solo materie prime genuine.

Come per tutti gli altri burger vegetali la preparazione è facile e veloce: si può scegliere se scaldarlo in forno a microonde, in forno tradizionale oppure in padella. Addirittura è possibile gustarlo così com’è, a temperatura ambiente. C’è solo l’imabarazzo della scelta, ma se lo preparate in padella con un filo d’olio si formerà una deliziosa crosticina che al solo pensiero mi fa salivare copiosamente.

Complimenti ancora una volta a Cottintavola-Riverfrut per aver creato un alimento buono, facile da preparare e che lascia completamente soddisfatti. Sono curiosa di vedere quale sarà la loro prossima creazione!

Pasta decembrina

Questa estate, durante una cena con alcuni amici, è spuntata fuori una domanda interessante: se doveste scegliere fra sesso e cibo, cosa scegliereste? Una domanda che viene posta anche in una puntata di Friends e che vede uno sperduto Joey cercare una risposta sensata.
Per quella sera, il vincitore indiscusso del sondaggio è stato il cibo ed è stato molto divertente confrontarsi in questo modo, soprattutto perché non si parlava di sopravvivenza ma di piacere.

img_6525

È chiaro che, ça va sans dire, io stessi dalla parte del cibo e ci starò per sempre: un piatto cucinato come si deve può veramente portare enormi quantità di felicità nella vita di una persona.

img_6514-2

Tutta questa introduzione per parlare della ricetta del giorno: una pasta colorata e deliziosa con cavolfiore viola, piselli e la mia (ormai) famosa salsa alla tahina a rendere cremoso il tutto.
Sono profondamente innamorata del sapore di questo piatto di pasta: ricco, invernale, soddisfacente, lussurioso e molto semplice da preparare, non richiede ingredienti strani e regala sazietà e nutrimento per diverse ore. Una sorta di piatto unico che però ha tutto quello che si può desiderare. Perché il cavolfiore viola, chiederete voi? Semplicemente perché era un avanzo di una infornata della sera precedente e volevo riutilizzarlo in maniera creativa. In alternativa si può usare il cavolfiore classico, ma quello viola trovo che sia più morbido e abbracci meglio il sapore della pasta. E poi diciamocelo chiaramente, avete visto che colore meraviglioso che ha?

img_6528

Ingredienti per una persona:
– 70 grammi di pasta del formato che preferite;
– Cavolfiore viola cotto in forno;
– 100 grammi di piselli surgelati;
– 1 cucchiaino e mezzo di tahina;
– 1/2 cipolla rossa tagliata sottile;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Succo di limone q.b.;
– Aglio in polvere q.b.;
– Sale q.b.
– Acqua q.b.;

Eliminate le foglie del cavolfiore, lavatelo e rompetelo in cimette, poi mettetelo in una teglia e condite con sale, olio extravergine di oliva e infornate a 200° per almeno 25 minuti.
Nel frattempo cuocete i piselli surgelati secondo le modalità della confezione e mettete da parte.
Una volta che il cavolfiore è pronto e lo avete messo da parte, affettate sottilmente la cipolla rossa e fatela rosolare in padella con sale e olio extravergine di oliva finché non sarà diventata trasparente, aggiungendo un poco d’acqua se necessario.
Unite ora in padella i piselli, il cavolfiore, sale e una spolverata leggera di aglio in polvere e fate saltare tutto insieme per un paio di minuti per amalgamare i sapori. Spegnete il fuoco e lasciate lì. Preparate la pasta e mentre l’acqua bolle e la magia tutta italiana si compie, preparate la salsa alla tahina: in una ciotola versate la tahina, almeno 2 cucchiai di succo di limone, un cucchiaio di olio, sale, una spolverata di aglio in polvere e mescolate. Allungate il composto con l’acqua fino a raggiungere una consistenza cremosa e quasi liquida.
Quando la pasta sarà pronta scolatela e versatela nella padella, riaccendete il fuoco al minimo e  ripassatela mescolando per un minuto circa. Spegnete il fuoco, versate la salsa a base di tahina e mescolate spandendo così la cremosità e godendovi uno spettacolo per gli occhi. Servite subito e buon piattone di pasta!

img_6555

Di questo dicembre 2016 ricorderò sicuramente due cose:
1) È già dicembre e non ho ancora sentito tutta la musica che avrei voluto ascoltare quest’anno;
2) È il mese di uscita di Blue & Lonesome, un album GIGANTESCO dei Rolling Stones. Tornati inevitabilmente alle origini blues, gli Stones regalano un album di cover che li fa ringiovanire di almeno 30 anni e che dimostra cosa si può fare quando ci si diverte davvero a fare musica.
Gli Stones sono gli Stones e sono rimasti gli stessi per tutti questi anni di carriera: dei musicisti così grandi che non si possono spiegare. Godetevi il singolone Ride ‘Em On Down, non riuscirete a smettere di ascoltarlo.

Falafel fatti in casa

I falafel non hanno bisogno di presentazione: sono la delizia di noi vegani e vegetariani, sono l’alternativa al kebab nelle notti con gli amici, sono la cena dei campioni di chi non ha voglia di cucinare mai. Insomma i falafel potrebbero essere descritti facilmente come il cibo degli dei.

Ne ho recensiti di surgelati, ma finalmente mi sono rimboccata le maniche, mi sono messa sotto e li ho fatti in casa. A mano! A partire dai ceci secchi!!!!
Posso felicemente condividere con voi l’esperienza enunciando che sono facilissimi da fare e ci si mette pochissimo. L’unico “scoglio” (ma è uno scoglio di pigrizia) è il dover lasciare a bagno i ceci per 24-36 ore cambiando l’acqua ogni 8-12 ore, dopodiché i ceci non vanno neanche cotti, quindi preparate ciotolone di acqua in cui affogare i ceci ora!

img_6497

Ho preparato i falafel insieme ad una cara amica, anche lei alla prima esperienza con quelli fatti in casa e siamo rimaste più che felici e soddisfatte; li abbiamo poi affogati in una salsina fatta di tahina, olio extravergine, sale e aceto balsamico. Boom!

E allora, siete pronti a riempire casa del profumo speziato dei falafel? La ricetta che state per leggere l’ho presa dal sito Arab.it, in cui potete trovare tante altre pietanze mediorentali deliziose. (Rispetto alla ricetta originale ho usato circa la metà delle porzioni e sono venuti fuori 12 falafel, ma la descrizione è come quella del sito arab.it).

img_6504

Ingredienti:
– 400 grammi di ceci secchi;
– 1 spicchio d’aglio (2 se siete amanti dell’aglio)
– 1 cipolla rossa tritata;
– 1 mazzetto di prezzemolo;
– 2 cucchiaini di semi di cumino dei prati;
– 1 cucchiaino di semi di coriandolo;
– Sale q.b.;
– Pepe a gusto;
– Olio per friggere

Sciacquate a mettete a bagno i ceci secchi dalle 24 alle 36 ore, dopodiché scolateli e sbucciateli. Non vi consiglio di farlo uno ad uno perché vi giochereste le dita, però su internet si trovano tanti modi più o meno veloci per farlo.
Versate i ceci sbucciati nel mixer con le lame ad S insieme a tutti gli ingredienti tranne che l’olio, fate partire il mixer fino ad ottenere un impasto fine ma compatto. Mettete il composto a riposare in frigo per almeno un’ora.
L’impasto deve compattarsi facilmente, ma se invece risultasse troppo friabile, aggiungete della farina di ceci fino ad ottenere la consistenza desiderata. Ora formate delle polpette e friggetele in abbondante olio caldo fino a doratura, girandole di tanto in tanto e poggiandole sulla carta assorbente per elminare l’olio in eccesso. Dovrebbero metterci meno di 5 minuti a polpetta.
Servite con della verdura fresca, del pane e una salsa a base di tahina secondo i vostri gusti.

img_6499

In questo periodo mi sono data all’ascolto di classici della musica degli anni ’90, soprattutto quegli artisti che mi hanno vista crescere. Tori Amos fa abbondantemente parte del mio percorso di scoperta emotiva e musicale.
Ho avuto il piacere di vederla dal vivo durante il suo tour per American Doll Posse e dal vivo è una vera forza della natura. Per quel tour ha riarrangiato tutti i suoi classici, rendendoli meno voce-piano e in alcuni casi stravolgendoli completamente.
In memoria di quel concerto, ho deciso di ripartire dall’inizio della sua discografia: Little Heartquakes il suo primo album e non mi ero mai accorta di quanto la sua musica avesse già messo radici dentro di me. Il suo terzo album, Boys for Pele, segna veramente un punto di grande maturità e credo che la canzone Hey Jupiter sia l’esempio più forte di questa grande abilità compositiva. Qui la potete ascoltare nella versione Unplugged per MTV nel 1996. 

Hey Jupiter
Nothing’s been the same
So are you gay?
Are you blue?
Thought we both could use a friend
To run to
And I thought I wouldn’t have to be with you
Something new

v

Insalata di finocchi, kiwi e hummus

Questo periodo di silenzio sul blog mi ha permesso di resettare la questione cibo e comprendere meglio cosa avrei voluto fare di questo blog. Per due anni mi ha aiutato a scoprire cosa ero in grado di fare, mi ha aiutato a riconsiderare lo spazio e l’importanza del cibo nella mia vita, e soprattutto mi sono aiutata da sola a mettere da parte l’educazione (o per meglio dire, la maleducazione) alimentare che avevo. Per molte persone saper preparare qualcosa di fritto o di molto saporito può essere qualcosa di scontato, per me non lo è mai stato: Vegroove mi ha aiutato a imparare che il fritto è solo fritto, che il dolce è solo dolce e che non sempre bollito e al vapore = soddisfazione.

Ecco, qui ho imparato che il cibo è anche piacere, passione: può essere peccaminoso e pornografico e non c’è niente di male in questo. La vita è una sola e ultimamente mi sto ripetendo spesso Just live a little. Vivere un po’, uscire dalla mia comfort zone, dire di sì all’inaspettato. Vivere un po’ prima di pentirmi di non averlo fatto.

Tutto questo per dire che ho macinato tante idee, tutte all’apparenza molto valide e che spero piacciano a voi tanto quanto piacciono a me. È giunto il momento di vivere un po’ mischiando ingredienti anche improbabili, per riuscire ad esplorare il piacere della cucina, che ormai non è più solo sopravvivenza. Finalmente.

img_6433

Veniamo alla ricetta di oggi (che non è né peccaminosa né pornografica. Un passo alla volta, ok?): finocchi, kiwi e hummus? Hell yeah! Sembra una combinazione veramente bizzarra ma non lo è: i finocchi esaltano il loro sapore quando c’è qualcosa di acidulo ad accompagnarli e l’hummus… Beh, basta la parola hummus.

L’idea che avevo all’inizio era quello di usare un formaggio vegano simile alla ricotta al posto dell’hummus, poiché questa ricetta non è mia: qualche anno fa – quando ancora mangiavo prodotti animali – una carissima amica (ciao Letizia!) mi preparò questa insalata per un pic-nic, e condì i finocchi e i kiwi con della freschissima ricotta. In quel periodo odiavo sia i finocchi che i kiwi, ma dopo quel pranzo ai giardini reali di Torino, devo ammettere che riconsiderai tutto quanto.
Questa versione con l’hummus si è rivelata essere una delizia senza pari, soprattutto se i kiwi hanno ancora quella acidità del frutto che sta appena appena maturando; potete servirla come antipasto o come contorno a piacimento. Ovviamente più siete più potete aumentare le dosi di tutto, soprattutto dell’hummus! (Qui potete trovare la ricetta, se non sapete come prepararlo)

img_6474

Ingredienti per una persona:
– 1 finocchio tagliato sottile;
– 1 kiwi quasi maturo tagliato a pezzi;
– 2 cucchiai abbondanti di hummus;
– 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva;
– Qualche goccia di aceto di vino rosso;
– Sale q.b.

Chiamarla ricetta è un po’ una presa in giro: dopo aver preparato gli ingredienti, versateli tutti in una ciotola abbondante. Mescolate e amalgamate, aggiungendo i condimenti secondo il vostro gusto. Lasciate a riposare per almeno 30 minuti, non per forza in frigo, e poi servite con del pane tostato.

img_6469

La canzone che più si avvicina a questa ricetta e al motivo per cui l’ho creata è – senza alcun dubbio – All I Need degli Air, singolo di grande successo del loro primo epico album Moon Safari.
Il disco è di una rara bellezza ed è stato un successo senza pari, oltre ad essere considerato la produzione migliore del duo elettronico francese. Delicato, potente, evocativo, un lavoro di studio preciso e perfetto: consiglio l’ascolto dell’intero  Moon Safari a tutti quanti, soprattutto a chi nutre dubbi sulla musica elettronica.

 

Risotto allo zafferano alla Vegroove

Approfitto di questa domenica di pioggia per prendermi il mio tempo e preparare un bel risotto allo zafferano: semplice ma efficace, un comfort food tutto italiano che è alla portata di chiunque abbia una pentola e una padella. Non serve altro per cucinare un piatto da regnanti, una prelibatezza che regala note delicate e ha il potere di sistemare una giornata no. 

Per completarne il sapore ho aggiunto l’adorato rosmarino e una spolverata di farina di mandorle, che con lo zafferano ed il rosmarino ci sta alla grande. Direi che la farina di mandorle è un mio tocco personale che è stato già più volte apprezzato anche – e soprattutto – dagli scettici, ecco perché questa ricetta si chiama alla Vegroove. È proprio vero che basta un piccolo particolare in più per riuscire a creare un’armonia tutta nuova, in un piatto già di per sé perfetto nella sua semplicità.

img_6155

Ingredienti per una persona:
– 80 grammi di riso;
– 1/2 cipolla;
– Brodo o acqua bollente;
– Una bustina di zafferano;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Sale q.b.
– Farina di mandorla q.b.
– Rosmarino q.b

Mettete a bollire una pentola di acqua salata oppure di brodo vegetale.
Tagliate la cipolla sottilissima e fatela rosolare in una padella con un cucchiaio di olio extravergine di oliva, fino a quando si sarà ammorbidita; se è necessario aggiungete dell’acqua per evitare che si bruci.
Quando la cipolla sarà pronta, versate il riso nella padella e fatelo tostare un minuto circa rigirando spesso; a questo punto aggiungete un paio di mestoli di acqua/brodo bollente (o anche tre, dipende dalla grandezza della vostra padella) fino a coprirlo e lasciate cuocere. Seguite accuratamente la cottura, il risotto non può essere abbandonato a sé stesso. Mescolate e aggiungete acqua appena inizia ad asciugarsi troppo, ripetendo l’operazione ogni volta che è necessario.
A circa metà cottura aggiungete il rosmarino e sciogliete lo zafferano in un paio di cucchiai di acqua bollente poi versatelo sul riso e mescolate, ammirando la magia del colore crearsi davanti ai vostri occhi. Una volta giunto a cottura, potete mantecarlo con della margarina o del formaggio vegetale, anche se io preferisco aggiungere ancora un goccio di olio extravergine e basta.
Regolate di sale e servite con altro rosmarino e soprattutto una abbondante spolverata di farina di mandorle.

img_6167

È innegabile che l’autunno richiami immaginari musicali delicati e malinconici, ecco perché la canzone scelta per accompagnare questo risotto allo zafferano è “Okkervil River R.I.P., di Okkervil River. Primo singolo e prima canzone del nuovissimo album Away, Okkervil River R.I.P. è una canzone delicata e triste, ma di una tristezza che fa sospirare e riflettere, una di quelle che il vostro cuore non sarà in grado di contenere tutta. Però parola mia: dopo averla ascoltata la prima volta non potrete più farne a meno.

Recensione: Polpettine mandorella e miglio by Fattoria della Mandorla

La Fattoria della Mandorla, dopo aver donato al mondo la Mandorella nelle sue diverse declinazioni (compresa anche la versione sott’olio che è una vera chicca), ha iniziato la produzione di altri alimenti a base del pregiato formaggio di mandorla, come per esempio le polpettine di mandorella e miglio.

 

Burger - L - 02

Foto del packaging presa da qui.

Gli ingredienti delle polpettine mandorella e miglio sono: Mandorella, olio di girasole, succo di limone, olio extravergine di oliva, olio di mandorla, aceto di mele, salgemma, addensanti: agar agar, patate lesse, zucchine, miglio, cipolla, farina di mais Fioretto, fiocchi di patate, succo di limone, lievito alimentare in scaglie, salgemma, prezzemolo essiccato, pepe nero, aglio.

Le polpettine possono essere preparate sia in padella che in forno, e per questa recensione ho scelto il primo metodo. Ho usato una pentola antiaderente e un goccio di olio e le ho lasciate cuocere tre minuti per lato circa, facendole saltare ogni tanto per dare una cottura più uniforme.
Il sapore è molto delicato e sinceramente le ho apprezzate di più una volta fredde. Appena pronte non avevano molto gusto, ma qualche minuto dopo la mandorella è saltata fuori ben abbracciata dagli altri ingredienti e le polpette hanno avuto la loro giusta fine: divorate felicemente.

Questo prodotto è completamente senza glutine, senza frumento e senza soia.

Le polpettine alla mandorella e miglio sono un ottimo antipasto, possono essere usate in un buffet improvvisato oppure per un pasto leggero. La confezione indica che i 165 grammi bastano per due persone, ma sinceramente sono due porzioni un po’ misere, mentre come piatto principale per una persona sola sono più che soddisfacenti (insieme a della verdura di accompagnamento, ovviamente).

In conclusione, La Fattoria della Mandorla sperimenta e lo fa bene, riuscendo a creare un prodotto buono, di semplice preparazione e dal sapore delicato ma non deludente.
Brava Fattoria della Mandorla!

Frittini di ceci, zucchine e carote.

Preparate l’olio in padella, perché questa frittura vi renderà persone più felici!

Non solo questi frittini di ceci, zucchine e carote sono deliziosi, ma sono anche super facili da fare. La ricetta l’ho mutuata da quella che potete trovare sul sito Vegan Richa, cambiando il mix di spezie e usando la farina Mix It! senza glutine.
Tutto quello che vi serve è una lattina di ceci, una zucchina, due carote, una grattuggia, delle spezie e il gioco è fatto: dei frittini gustosi, dal sapore orientale, incredibilmente digeribili e fatti per la maggior parte di ceci. Evviva le proteine!

Li potete mangiare con la guacamole, con la tahina, con una salsa alla tahina, con la senape, la tzatziki o quello che vi pare. Si potrebbe provare anche ad accompagnarli con una salsa fatta di pomodoro e aglio, non c’è limite alle possibilità che questi frittini di ceci offrono.
Le foto non rendono giustizia alla bellezza di questo polpettine di ceci, ma ho cucinato quando ormai la luce naturale se ne era già andata. Mi sa che è giunto il momento di rispolverare l’attrezzatura fotografica invernale.

IMG_5027

Ingredienti:
– 250 grammi di ceci cotti;
– 1 zucchina piccola;
– 2 carote non troppo grandi, sbucciate;
– 4 cucchiai di farina senza glutine;
– 2 cucchiai di farina di mais o altra farina senza glutine;
– 1 spicchio d’aglio;
– 1 pezzo di zenzero fresco di circa 2 o 3 cm;
– Sale q.b.
– Misto di spezie indiane (oppure curry, cumino, curcuma, garan masala, cardamomo);
– Olio per friggere q.b.

Dopo aver lavato la zucchina, grattuggiatela e spremetela per fare uscire  l’acqua; fate lo stesso con le carote, poi mettete la verdura in una ciotola capiente.
Grattuggiate anche lo zenzero e l’aglio e versateli nella ciotola.
In un food processor con le lame ad S, spezzate i ceci ma non fateli diventare una purea. Io li ho fatti andare per due minuti, la cosa importante è che siano malleabili. Versateli poi nella ciotola.
Aggiungete ai ceci il sale, le spezie e le farine e lavorate il composto con le mani, fino ad ottenere un impasto abbastanza resistente per formare i frittini.
Fate delle palline e appiattitele con le mani, poi friggetele in olio caldo due o tre minuti per lato. Con queste quantità dovreste ottenere una decina di frittini piccoli.
Serviteli con le salse che preferite!

IMG_5049

L’estate non sta ancora finendo, le temperature rimangono alte e la voglia di godersi una birretta fresca la sera – soprattutto all’aperto – è ancora tanta. È ancora tanta anche la voglia di sdraiarsi sull’erba, fare passeggiate, assorbire tutti i raggi di sole possibili e immaginabili per aiutare l’umore ballerino a stabilizzarsi.
E se penso a tutte queste cose, mi viene in mente il video degli Weezer per “Island in the sun” (singolo tratto da “Weezer The green album“) quello però diretto da Spike Jonze: un connubio di estate, animaletti felici e tanta pace interiore. Non solo la canzone è di una bellezza quasi commovente, ma anche il video riesce perfettamente a catturare l’amosfera del pezzo e a tradurlo in una esperienza visiva che allarga il cuore. 

On an island in the sun
We’ll be playing and having fun
And it makes me feel so fine
I can’t control my brain

 

Zuppa di piselli rustica.

Ormai si sarà capito chiaramente che non importa quanti gradi ci siano, quando la zuppa chiama, io rispondo senza fare storie.

Credo di aver preparato questa zuppa rustica una sera in cui faceva più fresco del solito e io avevo bisogno di abbracciarmi un po’. Incredibile come un piatto possa aggiustare il tiro dell’umore con così tanta semplicità: piselli, patate, carote e una cipolla. Non serve altro per ritrovare un sapore di campagna e di natura, l’ennesimo sapore che aiuta a ritrovare la strada di casa.

IMG_4989

Ingredienti per una persona:
– 100 grammi di piselli spezzati secchi;
– 2 patate piccole pelate e tagliate a cubetti;
– 1 carota tagliata a pezzettoni;
– 1 spicchio d’aglio;
– 1 cipolla di tropea piccola (o 1 scalogno);
– Olio extravergine di oliva q.b;
– Sale q.b.;
– Farina di mandorle q.b. (opzionale)

Mettete a bagno i piselli spezzati seguendo le istruzioni della confezione. Una volta pronti scolateli, e metteteli a cuocere in abbastanza acqua salata da coprirli, iniziando a contare il tempo di cottura dall’ebollizione. I piselli che ho usato io cuocevano per 60 minuti, quindi allo scadere della prima mezz’ora ho aggiunto il resto delle verdure alla pentola e ho lasciato a cuocere fino alla fine dell’ora a fuoco basso, facendo attenzione che non si asciugasse l’acqua.
Servite con un giro di olio extravergine, una spolverata di farina di mandorle e del peperoncino.

IMG_4980

Se c’è una canzone che mi fa da balsamo nei momenti di sconforto o malinconia, è decisamente “Landslide“, nella cover degli Smashing Pumpkins, inclusa nel loro Pisces Iscariot. Landslide” è la prima canzone alla quale penso quando mi serve forza per uscire da un pantano,  soprattutto quando il pantano è emotivo e rischio di rimanerci troppo invischiata. Originariamente è stata composta da Stevie Nicks nel 1975 quando cantava nei Fleetwood Mac, ma il timbro vocale di Billy Corgan le regala una magia tormentata e dark che la rende una delle cover migliori della storia della musica.

Oh, mirror in the sky, what is love?
Can the child within my heart rise above?
Can I sail through the changing ocean tides?
Can I handle the seasons of my life?

Insalata di miglio ricca.

In questo periodo sto cercando di vivere meglio e mangiare meglio: preparo piani alimentari settimanali, vado a correre due o tre volte a settimana, cerco di evitare cibi fritti pur concedendomeli ogni tanto – soprattutto quando mia madre decide di preparare i pomodori verdi fritti, i fiori di zucca e le melanzane. 
Ideare un piano settimanale mi sta aiutando molto, perché quando non lo faccio mi ritrovo a mangiare solo pasta e verdure, o riso e verdure, o burger già pronti e verdure e basta: alla faccia della fantasia!

IMG_4974

Mangiare meglio significa cercare di variare il più possibile gli alimenti, stando attenta a dare spazio anche a ingredienti poco usati o che spesso lascio scadere nella dispensa, come per esempio il miglio: il miglio è un cereale un po’ sottostimato e ignorato da molti, ma ha molteplici proprietà, come per esempio l’essere ricco di sali minerali tra cui ferro, potassio, fosforo, magnesio, zinco, calcio, sodio e silicio. Contiene anche vitamine del tipo B, ma anche vitamine A, E, inoltre il miglio decorticato è privo di glutine. Insomma, un cereale che andrebbe rivalutato e considerato di più.

Ecco che tutto questo sproloquio serve per introdurre la ricetta di oggi: una estivissima insalata di miglio. Un piatto ricco di ingredienti di stagione e che si può preparare con tutto quello che avete in casa senza, e che richiede meno di mezz’ora di preparazione.

IMG_4971

Ingredienti: 
– 60 grammi di miglio decorticato;
– 1 zucchina grande tagliata a cubettoni;
– 6 o 7 capperi;
– 3 cucchiai di mais;
– 1 carota tagliata a rondelle;
– Pomodorini tagliati a metà q.b.;
– Una manciata di rosmarino;
– 120 grammi di ceci;
– 1/2 avocado tagliato a cubetti;
– Olive q.b.;
– Sale q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– 2 cucchiaini di salsa di soia (opzionale)

Risciacquate abbondantemente il miglio e cuocetelo secondo le istruzioni della confezione. Io l’ho cotto facendolo tostare velocemente in un pentolino e poi aggiungendo il doppio di acqua rispetto al peso del miglio (quindi in questo caso 120 grammi di acqua), ho portato a bollore, coperto il pentolino e abbassato la fammia e una volta passati 20 minuti circa ho spento e lasciato il pentolino coperto ancora un pochino, per poi metterlo in un piatto a riposare.
In una padella con un cucchiaio di olio, fate saltare per circa 5 minuti la zucchina e i capperi ben sciacquati, aggiungendo a metà cottura la salsa di soia (oppure il sale). Quando la zucchina inizierà ad ammorbidirsi pur restando soda spegnete il fuoco e mettete da parte a raffreddare.
In una ciotola unite al miglio tutti gli altri ingredienti, mescolate e salate a piacere, infine condite con una girata di olio extravergine di oliva. Servite subito, oppure lasciate a riposare per almeno un’ora.

IMG_4922

In questo periodo sto ascoltando un po’ di musica a caso. Proprio oggi ho rispolverato uno degli album migliori della prima decade del 2000: “Fever to tell” degli Yeah Yeah Yeahs. Gruppo indie per eccellenza, tre componenti, un sacco di energia, tanto casino da fare e tanta musica da far ascoltare e da incidere. Il loro terzo singolo “Maps” li consacrò definitivamente come uno dei terzetti più promettenti del 2003.

 

Recensione: Passato di verdure Bio by Zerbinati

Nonostante le temperature a dir poco bollenti, la mia passione per i passati di verdura non si ferma. C’è qualcosa di così confortante e casalingo in un tazzone di passato che neanche so spiegarlo.

Ricercando accuratamente nel banco frigo dell’Esselunga, ho trovato i prodotti della Zerbinati, un’azienda del Monferrato che produce dalle zuppe ai minestroni, passando per i burger vegetali e le insalate. L’azienda di descrive così sul suo sito La nostra passione per le verdure ha avuto inizio più di 40 anni fa. Prima commercializzando i migliori prodotti delle nostre terre, e poi, seguendo l’antica arte culinaria di questi luoghi, preparandoli e cucinandoli. Molto di quello che siamo oggi lo dobbiamo proprio al Monferrato: generoso nei raccolti e rinomato nella gastronomia, ci ha insegnato a combinare i sapori della natura.” e come darle torto? Il Monferrato è una zona bellissima e ricca di prodotti eccellenti: lo so perché è proprio dove vivo io, dove sono nata e dove ho scoperto i sapori della terra.

E allora il passato di verdure bio è il perfetto esempio di come i prodotti semplici che ci regalano i nostri campi siano in grado di creare un sapore casalingo e rustico, un abbraccio anche nelle sere d’estate.

20160819_081344 (1).jpg

Perché ho scelto di recensire un semplice passato di verdura? Perché ormai ho capito che più un prodotto è casalingo e si può replicare a casa, più è difficile da fare buono per una azienda. Gli ingredienti del passato di verdure bio infatti sono: Ortaggi 54% in proporzione variabile (zucchine, carote, verze, erbette, porri, sedano), acqua, lenticchie rosse, olio extravergine di oliva 1%, sale.

Tutto qua, visto? Una manciata di ingredienti che creano un passato di verdure buono, come fatto in casa (forse solo con un pizzico di sale di troppo per i miei gusti), cremoso e facile da preparare: basta infatti scaladarlo in microonde o in pentola e la porzione singola di passato di verdure è pronto. Zerbinati ha decisamente azzeccato la formula della semplicità ed è un prodotto che sicuramente ricomprerò presto.

Se anche voi siete amanti dei passati di verdura, se siete amanti dei prodotti semplici e genuini con ingredienti locali e soprattutto se vi fidate di questa vegana pazza che si spara le creme di verdura anche con 35° all’ombra, beh, allora il passato di verdura bio di Zerbinati fa proprio per voi.