Spezzatino di patate dolci e ceci

Quando ho un’idea nuova per una ricetta, oppure una vaga ispirazione culinaria, di solito la appunto su un quaderno che ho comprato apposta, con il risultato di essermi ritrovata ad avere già 10 pagine piene di idee, spunti e possibili abbinamenti di sapori più o meno commestibili.
Le idee migliori mi vengono mentre sono a correre o a camminare, oppure mentre faccio tutt’altro: quando sono in radio, oppure quando ascolto un po’ di musica o anche prima di dormire, tanto che devo alzarmi di scatto per buttare giù due righe, pena il perdere l’illuminazione.

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È così che è nata anche la ricetta dello stufato di patate dolci e ceci: proprio mentre ero impegnata a fare altro, i due ingredienti principali hanno cominciato a fluttuare nella mia immaginazione. Cosa potevo farne? Dei burger? Uno sformato? Belle idee, però manca il tempo. Facciamo uno stufato, che in una mezz’oretta è pronto e posso insaporirlo come mi pare!
Quindi eccoci: uno stufato delizioso da accompagnare con del riso nero o basmati o da mangiare da solo. Ho deciso di usare la pasta di curry per speziarlo ma potete optare per il curry puro, o ancora decidere fare un misto di spezie a vostro gusto. Stessa cosa vale per la granella di pistacchi: totalmente opzionale.
Quello che posso promettere è che questo è uno stufato indimenticabile che porterà le vostre papille gustative ad un livello di piacere incredibile.

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Ingredienti:
– 1 patata dolce;
– 250 grammi di ceci o una lattina;
– 1 cipolla rossa tritata;
– 1 spicchio di aglio tritato;
– 1 carota tritata;
– 1 bicchiere di brodo (o acqua);
– 2 cucchiaini di Pasta di curry;
– 2 cucchiaini di concentrato di pomodoro;
– 1 lattina di polpa di pomodoro;
– 1 cucchiaino di zucchero;
– 1 cucchiaio di olio extravergine;
– Sale q.b
– Timo limoncino e rosmarino q.b.;
– Granella di pistacchi (opzionale)

Lavate e sbucciate la patata dolce, poi tagliatela a cubetti medio/piccoli e mettete da parte.
Tritate insieme la cipolla rossa, lo spicchio d’aglio e la carota fino ad ottenere una dimensione ideale per il soffritto e poi mettete a soffriggere in una padella profonda (o una pentola) in un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Lasciate cuocere a fuoco medio per circa 5 minuti o fino a quando la cipolla si sarà ammorbidita e sarà diventata trasparente, versate nella padella la patata dolce e mescolate.
Aggiungete ora i ceci, la polpa di pomodoro, il concentrato di pomodoro, la pasta di curry, il timo, il rosmarino e l’acqua, mescolate, coprite con il coperchio e lasciate a sobbollire per 30 minuti circa a fuoco medio basso. Mescolate spesso durante la cottura, le patate saranno pronte quando si saranno ammorbidite.
Servite su un letto di riso (consiglio nero oppure basmati), oppure con la pasta integrale o ancora come condimento per una bruschetta.

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Siete in piscina o in riva al mare, siete rilassati, state pensando che questo è uno di quei momenti da sigillare nella memoria. E la colonna sonora? “Loverboy” di Lomboy.
Fidatevi, è la canzone giusta per l’estate 2017.

Zucchine rotonde ripiene (feat. peperone ripieno)

Gli alimenti ripieni sono sempre stati un tabù in casa mia, un po’ perchè quando ero piccola non si cucinava molto e un po’ perché il “ripieno” simboleggiava sempre qualcosa che avrebbe fatto sicuramente prendere peso.
Ai tempi non c’era la cultura sul cibo che c’è ora (tanto che sono cresciuta con il monito “la banana fa ingrassare!!”), quindi adesso che davanti ai fornelli ci sono io, ho ripreso il pieno controllo su tutto ciò che si può fare ripieno: cannelloni, lasagne, zucchine, paninazzy farciti, ormai nulla mi sfugge più!

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La ricetta delle zucchine tonde ripiene di tempeh e spezie è una di quelle che mi sono inventata di sana pianta e che ho provato e riprovato raggiungendo un risultato del quale andare particolarmente orgogliosa. Tutto è cominciato nell’estate 2016, quando ho comprato le zucchine rotonde decisa a renderle il piatto principe di quel periodo e così è stato: il tutto si è tradotto in una sorpresa di dolcezza contrastata dal ripieno al tempeh speziato che fa scoppiettare i fuochi d’artificio sulle papille gustative.

Le zucchine rotonde ripiene di tempeh sono un piatto squisitamente estivo, da mangiare in balcone al fresco la sera, magari accompagnate da una birra ghiacciata o da un bianco freddissimo.
Come potete vedere dalla foto, in questo caso ho fatto sperimentato anche con un peperone che mi avanzava e che ho semplicemente riempito e messo in forno a cuocere. Il mio parere è che la zucchina rotonda vinca a mani basse, quindi ora entrate in gioco voi: provate la ricetta e ditemi quale dei due ortaggi estivi è migliore secondo voi.

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Ingredienti per una persona:
– 1 zucchina tonda;
– 1 peperone rosso (in questo caso);
– 200 grammi di tempeh al naturale;
– 1 cipolla rossa tritata;
– 1 carota tagliata a cubetti;
– Paprika forte q.b.;
– Paprika affumicata q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Timo q.b.;
– Peperoncino q.b.;
– Sale e pepe q.b.;
– Farina di mandorle q.b.

Lavate la zucchina, tagliate la punta in modo da formare un “cappellino” e con un cucchiaio svuotate delicatamente l’interno dell’ortaggio. Tenete da parte la polpa perché ci servirà dopo.
Pulite il peperone tagliando la parte superiore, eliminate i semi interni e lavatelo accuratamente.
Preriscaldate il forno a 200 gradi.
Portate a bollore una pentola capiente di acqua, salate (ma potete anche non farlo) e immergete la zucchina svuotata insieme al cappelino che avete tagliato, per circa 5 minuti o poco più, a seconda della grandezza e dello spessore della zucchina. Una volta passao il tempo di cottura mettete ad asciugare la zucchina a testa in giù, in modo che perda il liquido assorbito.
Nell’acqua che sta ancora bollendo fate cuocere il tempeh per 15 minuti.
Mentre il tempeh bolle allegramente, in una padella con un cucchiaio di olio extravergine di oliva fate rosolare la cipolla e la carota, fino a quando entrambe si saranno ammorbidite. A questo punto tritate la polpa della zucchina e aggiungetela alla padella, salate e lasciate cuocere coprendo con un coperchio e mescolando di tanto in tanto.
Quando il tempeh è pronto scolatelo e tamponate con la carta assorbente per asciugare l’acqua in eccesso, poi lasciatelo a raffreddare e nel frattempo controllate la padella sul fuoco.
Quando il tempeh si è raffreddato fatelo a pezzi con le dita fino ad ottenere una sorta di macinato da mettere a cuocere nella padella insieme alla verdura. Salate e speziate a piacere.
Cuocete per circa 10 minuti a fuoco medio basso.
Una volta cotto il ripieno foderate di carta da forno una teglia, riempite il peperone e la zucchina alternando due o tre cucchiai di tempeh, mezzo cucchiaino di farina di mandorle, un goccio di olio e così via, fino a concludere con la farina di mandorle e l’olio.
Infornate per 20 minuti a forno statico, usando esclusivamente il grill gli ultimi 5 minuti di cottura.
Servite con una spolverata di timo e di peperoncino.

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Per questa estate, una delle novità assolute a livello discografico che mi ha fatto perdere la testa completamente, è il signor Andrea Laszlo De Simone. Da giorni non parlo d’altro e non ascolto altro, consigliandolo a tutti quelli che mi capitano a tiro ed è per questo che è l’album del mese di luglio. Questo suo primo lavoro di studio – Uomo Donna – è un concentrato di musica italiana degli anni ’60/’70, eppure con un tocco contemporaneo irresistibile.
Tutto il disco è incentrato ovviamente sui rapporti sentimentali complicati ed è pieno di rabbia e di rassegnazione, di amore incontrollabile e desiderio.
Probabilmente la canzone che preferisco in assoluto è “Vieni a salvarmi“, un grido disperato, un vulcano che esplode invocando e imprecando: una canzone perfetta sotto ogni punto di vista.

 

Carote e ceci brasati al cumino.

Mi rendo conto che le temperature di questi giorni non aiutino con l’idea di accendere il forno, ma nonostante io sia pazza e lo usi anche in piena estate, trovo che cucinare qualcosa in questo modo lento e caldissimo regali sempre un’emozione in più ai commensali, una sorta di ulteriore attenzione che influisce sul sapore finale del cibo.

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Via con la descrizione di questo piatto coloratissimo: carote e ceci brasati al cumino. Innanzitutto la combinazione carote + ceci spacca, poi se ci aggiungiamo il cumino è veramente la fine del mondo. La preparazione richiede il suo tempo e non è velocissima, ma alla fine tutti i sapori si fondono insieme e si abbracciano in un glorioso momento di piacere assoluto.
La dolcezza delle carote, la cremosità dei ceci unite alla fragranza fresca del cumino creano una pietanza unica nel sue genere che entrerà presto nella vostra lista di piatti da fare e rifare. Oltretutto le carote cotte in questo modo non diventano molli per niente anzi si fanno sentire sotto i denti, dando così piacere anche a chi non ama la verdura molle e rovinata dalla temperatura.

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Ingredienti per due persone:
– 200 grammi di ceci già cotti (anche in barattolo/lattina vanno bene);
– 6 Carote;
– 1 spicchio d’aglio tritato;
– Spezie
– 150 ml di brodo (o acqua);
– 1 cucchiaio abbondante di cumino

Preriscaldate il forno a 180°.
Preparate il brodo e mettetelo da parte (questo passaggio è facoltativo ma aggiunge sapore alle verdure).
Lavate e sbucciate le carote, poi affettatele sottilmente.
In una ciotola capiente versate le carote, i ceci, l’aglio tritato finemente e condite con il cumino, l’olio e il sale. Mescolate attentamente.
Disponete il tutto in una teglia, aggiungete il brodo, coprite con un foglio di alluminio e infornate per 30 minuti.
Passati i 30 minuti togliete il foglio di alluminio, mescolate e infornate per altri 15/20 minuti, a seconda di quanto liquido c’è ancora nella teglia. Se ce ne dovesse essere troppo, eliminatelo pure.
Servite subito insieme a del miglio oppure del riso nero o ancora con i cereali che preferite. Si conserva per tre o quattro giorni in frigo, possibilmente in un contenitore sottovuoto.

Nota: potete anche non preparare apposta il brodo, ne serve talmente poco che a meno che non lo usiate per altre cose, sarebbe un peccato sprecarlo. Al suo posto potete usare l’acqua e aggiungere altre spezie/sapori. Potete anche usare i fagioli che preferite al posto dei ceci oppure fare un misto di legumi. Azzarderei anche delle lenticchie!

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Sono felicissima del ritorno sulle scene dei Broken Social Scene, indie band canadese che è rimasta lontana dalle scene per ben 7 anni. I Broken Social Scene sono un concetrato di musicisti incredibili, parolieri e compositori che pochissime band possono vantare di avere. I BSC hanno dato i natali alla tanto amata Feist, come anche ad Emily Haines che è presente in questo brano che ne segna il ritorno in grande stile: “Halfway home” vede la collaborazione di ben 13 persone fra musicisti e cantanti. La formazione quasi al completo, insomma. E “Halfaway home” porta con sé energa e nostalgia, facendola diventare immediatamente una di quelle canzoni da sparare al massimo mentre si guida per le strade riscaldate dal sole di questa estate che galoppa velocissima.
Il singolo anticipa l’uscita del nuovo album “Hug of thunder“, in arrivo il 7 luglio.
Ben tornati, ragazzi. Siete mancati ed era ora che faceste sentire chi comanda!

Farinata con crema di piselli e rosmarino.

Ogni volta che inforno una teglia di farinata, ringrazio la bellissima Genova per aver dato i natali a questo miracolo della cucina italiana. Mi stupisco sempre di come questa semplice rotondità sia composta solo di 4 ingredienti e di come il suo sapore sia così confortante e deciso.

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Di solito la mangio al naturale, oppure con il pepe o il rosmarino ma questa volta ho deciso di pensare alla farinata come alla base per costruire una combinazione magica e così è stato: la crema di piselli al rosmarino si è rivelata essere la scelta giusta.
Avrei potuto arricchire il piatto ricoprendo la crema di piselli con i pomodorini (freschi o i moonblush della mitica Nigella preparati qualche ricetta fa), anzi vi consiglio proprio di aggiungerci pomodorini, ma questa farinata ricoperta è una bomba: proteico, sfizioso, veloce ed è a prova di capricciosi. Non me ne vogliano i genovesi e i liguri in generale, con il cibo bisogna giocare altrimenti ci si prende troppo sul serio e non ha senso.

Anche questa volta ha vinto la farinata a mani basse. Naturale, ricoperta, spalmata, mangiata con le mani o appena con la punta delle dita, lasciata raffreddare o divorata bollente, accompagnata da una birra ghiacciata o da della semplice acqua, la farinata vince sempre e ogni morso avvicina al mare, ogni morso è l’esperienza di un picnic in spiaggia un caldo giorno di primavera, con la sabbia che si infila un po’ ovunque e la felicità dei momenti semplici e di quel profumo che sono la vita a Genova ha. Farinata + Genova: provare per credere.

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Waka waka waka!


Ingredienti:

– Piselli cotti
– Rosmarino o menta;
– 1/2 cipolla rossa
– Limone
– Sale
– Olio
– Farina di mandorle (facoltativa)
– Farina di ceci
– Acqua

Il procedimento per la farinata lo trovate qui. Ricordatevi solo questa regola: una parte di farina di ceci e tre di acqua e tante ore di riposo per l’impasto – non meno di 4 e possibilmente più di 10.
Cuocete i piselli e metteli da parte.
In una padella fate rosolare dolcemente la cipolla rossa tagliata sottile insieme al rosmarino; quando sarà diventata trasparente aggiungete i piselli, salate e cuocete ancora per un paio di minuti.
Fate raffreddare, versate in un mixer, aggiungete ancora rosmarino, un cucchiaino di farina di mandorle, pepe e olio extravergine di oliva. Frullate fino ad ottenere una crema morbida e spumosa.
Quando la farinata è pronta spostatela su piatto, spalmate la quantità di crema di piselli che desiderate, aggiungete un pizzico di peperoncino o della paprika.

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L’album del mese di maggio (che trovate alla vostra destra scrollando un pochino) è “Pleasure” di Feist. Grande ritorno sulla scena di una delle mie cantautrici preferite.
Questo disco è molto crudo e semplice e mi piace da morire. Ha una sonorità anni ’90 in alcune parti, con una somiglianza ad una giovane PJ Harvey.
Insomma, un album forte, pazzesco, con una personalità ben determinata e determinante.
Grazie Feist per questo piccolo capolavoro, appena sarà disponibile la canzone che preferisco in assoluto la posterò con qualche ricetta, nel frattempo ecco la title track. Enjoy!

Falafel fatti in casa

I falafel non hanno bisogno di presentazione: sono la delizia di noi vegani e vegetariani, sono l’alternativa al kebab nelle notti con gli amici, sono la cena dei campioni di chi non ha voglia di cucinare mai. Insomma i falafel potrebbero essere descritti facilmente come il cibo degli dei.

Ne ho recensiti di surgelati, ma finalmente mi sono rimboccata le maniche, mi sono messa sotto e li ho fatti in casa. A mano! A partire dai ceci secchi!!!!
Posso felicemente condividere con voi l’esperienza enunciando che sono facilissimi da fare e ci si mette pochissimo. L’unico “scoglio” (ma è uno scoglio di pigrizia) è il dover lasciare a bagno i ceci per 24-36 ore cambiando l’acqua ogni 8-12 ore, dopodiché i ceci non vanno neanche cotti, quindi preparate ciotolone di acqua in cui affogare i ceci ora!

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Ho preparato i falafel insieme ad una cara amica, anche lei alla prima esperienza con quelli fatti in casa e siamo rimaste più che felici e soddisfatte; li abbiamo poi affogati in una salsina fatta di tahina, olio extravergine, sale e aceto balsamico. Boom!

E allora, siete pronti a riempire casa del profumo speziato dei falafel? La ricetta che state per leggere l’ho presa dal sito Arab.it, in cui potete trovare tante altre pietanze mediorentali deliziose. (Rispetto alla ricetta originale ho usato circa la metà delle porzioni e sono venuti fuori 12 falafel, ma la descrizione è come quella del sito arab.it).

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Ingredienti:
– 400 grammi di ceci secchi;
– 1 spicchio d’aglio (2 se siete amanti dell’aglio)
– 1 cipolla rossa tritata;
– 1 mazzetto di prezzemolo;
– 2 cucchiaini di semi di cumino dei prati;
– 1 cucchiaino di semi di coriandolo;
– Sale q.b.;
– Pepe a gusto;
– Olio per friggere

Sciacquate a mettete a bagno i ceci secchi dalle 24 alle 36 ore, dopodiché scolateli e sbucciateli. Non vi consiglio di farlo uno ad uno perché vi giochereste le dita, però su internet si trovano tanti modi più o meno veloci per farlo.
Versate i ceci sbucciati nel mixer con le lame ad S insieme a tutti gli ingredienti tranne che l’olio, fate partire il mixer fino ad ottenere un impasto fine ma compatto. Mettete il composto a riposare in frigo per almeno un’ora.
L’impasto deve compattarsi facilmente, ma se invece risultasse troppo friabile, aggiungete della farina di ceci fino ad ottenere la consistenza desiderata. Ora formate delle polpette e friggetele in abbondante olio caldo fino a doratura, girandole di tanto in tanto e poggiandole sulla carta assorbente per elminare l’olio in eccesso. Dovrebbero metterci meno di 5 minuti a polpetta.
Servite con della verdura fresca, del pane e una salsa a base di tahina secondo i vostri gusti.

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In questo periodo mi sono data all’ascolto di classici della musica degli anni ’90, soprattutto quegli artisti che mi hanno vista crescere. Tori Amos fa abbondantemente parte del mio percorso di scoperta emotiva e musicale.
Ho avuto il piacere di vederla dal vivo durante il suo tour per American Doll Posse e dal vivo è una vera forza della natura. Per quel tour ha riarrangiato tutti i suoi classici, rendendoli meno voce-piano e in alcuni casi stravolgendoli completamente.
In memoria di quel concerto, ho deciso di ripartire dall’inizio della sua discografia: Little Heartquakes il suo primo album e non mi ero mai accorta di quanto la sua musica avesse già messo radici dentro di me. Il suo terzo album, Boys for Pele, segna veramente un punto di grande maturità e credo che la canzone Hey Jupiter sia l’esempio più forte di questa grande abilità compositiva. Qui la potete ascoltare nella versione Unplugged per MTV nel 1996. 

Hey Jupiter
Nothing’s been the same
So are you gay?
Are you blue?
Thought we both could use a friend
To run to
And I thought I wouldn’t have to be with you
Something new

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Il segreto del Tofu dorato perfetto.

Eccoci, ci siamo, l’ho detto: perfetto. Sì, ho usato questa parola gigantesca (che in cucina non si dovrebbe mai neanche pensare) perché il metodo di cottura di cui sto per parlare, vi regalerà un tofu semplicemente perfetto. P E R F E T T O.

Perfetto da mettere nelle vostre buddha bowl (che qui da me si chiamano semplicemente insalatone), nelle zuppe, da tagliare a pezzetti e saltare subito dopo con le verdure, o da condire e infilare in mezzo a due fette di pane. Un paninazzy al tofu, ma ci pensate?

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Foto fatta al volo.

Sono al settimo cielo, uno dei problemi che ho sempre avuto con il tofu era quello di non riuscire a renderlo abbastanza croccante, poi mi sono decisa a leggere ricette su ricette, consigli su consigli e finalmente ho trovato quello che mi convinceva di più: per avere un tofu perfettamente croccante basta togliergli gran parte dell’acqua che contiene. Come? Semplicemente mettendolo a scolare con avvolto con della carta da cucina, un panno da cucina e con sopra dei pesi che lo schiaccino. Dopo almeno 30 minuti, il tofu sarà più umido che bagnato e potrete tagliarlo a fette o a pezzi e metterlo a cuocere. Semplice no?

Per il procedimento miracoloso vi serviranno:
– 1 panetto di tofu compatto;
– Olio vegetale (io ho usato quello di cocco)

Prendete il tofu, avvolgetelo con della carta da cucina e poi con un panno da cucina pulito. Mettetegli sopra un tagliere e sopra al tagliere dei pesi (ho usato dei libri), abbastanza da creare una discreta pressione. Aspettate almeno 30 minuti e nel frattempo pulite casa, fatevi una doccia, fate qualunque cosa ma non pensate al tofu.
Liberate il tofu (che nel frattempo avrà perso molta acqua e sarà umidiccio ma non più bagnato) e tagliatelo a fettine dello spessore che preferite.
Ricoprite il fondo di una padella con l’olio e mettete sul fuoco medio. Mettete il tofu a cuocere quando l’olio si sarà scaldato e abbassate la fiamma. A questo punto arriva la parte migliore: aprite il link di youtube che troverete qui sotto e usatelo quello per contare i minuti di cottura per il tofu. Non sto scherzando, la canzone dura 4 minuti e quello è il tempo di cottura per ogni lato. Vi sfido a non ballare come pazzi mentre il tofu imbiondisce delicatamente su entrambi i lati.


Come potete vedere dalle foto ho provato due cotture: quella più chiara è quella con il tempo giusto e il risultato migliore, mentre quella più scura ha qualche minuto in più ma anche se è più bella non la consiglio perché il tofu ha preso un un saporaccio amaro terribile.
Ricapitoliamo: prendete il panetto, pressate fuori l’acqua, tagliate a fettine, mettete nell’olio caldo, schiacciate play, ballate come se non ci fosse un domani per 8 minuti in tutto e il tofu sarà perfettamente dorato e croccante. Provare per credere!

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Tofu di ceci.

Sono arrivata alla ricetta del tofu di ceci più di un anno fa, quando avevo deciso di abbandonare la soia il più possibile, non tanto per motivi salutari quanto di gusto personale.
Il tofu di ceci è una ricetta asiatica tipica del Myanmar, nella quale la farina di ceci (o nella versione originale di piselli gialli) viene cotta nell’acqua con sale e curcuma come si farebbe con una semplice polenta.
A differenza della polenta tradizionale, il tofu di ceci rassodandosi rimane più morbido e leggermente viscidino, ma ha una consistenza perfetta per essere usato così com’è o fatto saltare in padella oppure fritto. Fritto è meglio, lo sappiamo tutti, ma anche al naturale ha un gusto a dir poco delizioso. È buonissimo anche messo nelle zuppe e a livello proteico non ha niente da invidiare al suo bistrattato amico tofu di soia.

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Per me è stato amore a primo assaggio. I primi tentativi sono stati a dir poco rovinosi: la ricetta che usavo era sbagliata e il tofu restava praticamente liquido, non permettendomi neanche di poterlo scaldare in padella. Dopo aver testato varie ricette ho trovato quella che vi presento oggi che ho collaudato e stra collaudato: le proporzioni sono perfette e il tempo di cottura varia semplicemente dal tipo di pentola che usate ma non supera mai i 10 minuti massimo.
Un piatto dal colore giallo acceso che mette di buon umore.

Ingredienti:
– 185 grammi di farina di ceci;
– 6 tazze di acqua, 2 tazze per la pastella + 4 per la cottura. In tutto 1.4 litri.
– 1 cucchiaino e 1/2 di sale;
– Una punta di curcuma;
– Olio di riso q.b o un olio dal sapore neutro.

In una ciotola capiente mescolate insieme la farina di ceci, il sale, la curcuma e 2 tazze d’acqua (470 ml), fino ad ottenere una pastella liscia e senza grumi.
Nel frattempo oliate leggermente una teglia di medie dimensioni o due piccole.
In una pentola dal fondo spesso e non troppo grande, portate a ebollizione le 4 tazze d’acqua (940 ml) a fuoco vivo. Mescolate ancora una volta la pastella per fare in modo che non si separi la farina dall’acqua.
Versate lentamente la pastella nell’acqua bollente mentre girate l’acqua con un cucchiaio di legno. Una volta esaurita la pastella, abbassate il fuoco su medio basso e mescolate, mescolate e mescolate. La polenta di ceci sarà pronta quando si sarà un pochino ristretta e quando sarà bella lucida, come tempo direi dai 5 ai 10 minuti massimo, a seconda della pentola che usate. Più sarà densa, più sarà poi soda una volta raffreddata.
Versate immediatamente la polenta di ceci nella teglia e lasciate raffreddare a temperatura ambiente, poi mettetela nel frigo per almeno 1 ora. Più la lasciate in frigo, più si rassoderà, quindi consiglio di consumarla dopo diverse ore di riposo.

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I Radiohead hanno pubblicato il loro nuovo album “A moon shaped pool” e io non potevo farmelo sfuggire. Non so ancora dare un giudizio completo, è sicuramente un album notevole e complesso (ne sono già innamorata ma voglio conoscerlo meglio).
Sono felice di aver visto che nella tracklist c’è una versione studio di “Present Tense“, un brano presentato più volte live da Thom Yorke. Eccolo qui per voi, bello come il sole ed emozionante come un tramonto.

Tempeh stufato con funghi portobello e latte di cocco.

L’autunno per me significa funghi (e zucca, melograno, cavolfiore, broccoli e altre mille cose). Gira che ti rigira, appena raccolti o comprati al supermercato, mi permetto di mangiarli solo quando sono di stagione.
Presa da una insana golosità per l’abbinamento tempeh – funghi portobello, mi sono chiesta quale fosse l’elemento mancante, dove si nascondesse l’alchimia per rendere questo secondo piatto una bomba. Le mie sinapsi affamate hanno dato una sola risposta: il latte di cocco.
Questo è uno stufato caldo, autunnale, super cremoso e super delizioso, talmente tanto che ho deciso di proporlo a tutti quelli che mi chiederanno di cucinare loro il tempeh per la prima volta.
Irresistibile.

Ingredienti per due persone:
– Un panetto di tempeh;
– 500 grammi di funghi portobello;
– Uno scalogno piccolo;
– 200 ml di latte di cocco;
– Un cucchiaio di olio extravergine di oliva;
– Sale q.b.;
– Un cucchiaino di zenzero in polvere;
– Un cucchiaino e 1/2 di curcuma;
– Peperoncino q.b.;
– Pepe q.b.;
– Salvia essiccata q.b.

Pulite i funghi portobelli eliminando il gambo e lavandoli con cura. Tagliateli a cubetti non troppo piccoli e mettete da parte.
Affettate finemente lo scalogno e mettetelo a cuocere in una pentola con il cucchiaio di olio extravergine.
Fate soffriggere a fuoco medio fino a quando lo scalogno si sarà ammorbidito e unite i funghi tagliati.
Salate, mescolate e lasciate a cuocere a fuoco medio. Piano piano i funghi inizieranno a ridursi e a rilasciare acqua. Non coprite.
Tagliate il tempeh a cubetti di media grandezza.
Dopo circa 10 minuti mescolate ancora i funghi e se saranno già morbidi aggiungete il tempeh, mescolando. Non preoccupatevi se ci sarà ancora dell’acqua dei funghi.
Aggiungete ancora un pizzico di sale e versate il latte di cocco. Unite tutte le spezie e gli aromi (tranne il peperoncino), mescolate e fate cuocere fino a quando il latte di cocco non si sarà asciugato trasformandosi in una deliziosa crema.
Servite con un pizzico di peperoncino.

Tempeh stufato.

 

Tutta la cena preparata con questo come piatto principale, aveva come colonna sonora i Queens Of The Stone Age, uno dei miei gruppi preferiti.
Visto che questo piatto è stato inventato su due piedi in preda ad un delirio di creatività, direi che è stata una vera e propria passeggiata di salute. Una “Smooth sailing“, insomma.

It’s all in motion, ain’t no stopping now
I got nothing to lose and only one way, up
I’m burning bridges, I destroy the mirage
All visions of collisions, fuckin’ bon voyage

Burger di macinato vegetale Macì by Sojasun.

Supercombo per questo post: recensione + ricetta + canzone dopo la ricetta.
Iniziamo con la recensione velocissima: il macinato vegetale Macì di casa Sojasun, ha attirato la mia attenzione dalla prima volta che l’ho visto. Presentato esteticamente come un comune macinato di carne, è in realtà composto da: Acqua, succo di soia 23% (acqua, semi di soia), proteine di soia 23%, cipolle, concentrato di pomodoro, olio di girasole, sale, zucchero, fibra di frumento, concentrato di cipolla, gelificante: metilcellulosa, colorante naturale (rosso ricavato da barbabietola).
Volevo usarlo per fare le lasagne, ma poi ho avuto più urgenza nel maneggiarlo e così ho fatto dei semplicissimi burger.
Il macinato si lavora molto facilmente, si amalgama bene con tutto e non necessita di chissà quanti ingredienti per mantenere la forma. Avrei potuto fare anche delle polpette, volendo.

Il sapore è abbastanza neutro, per questo suggerisco di condirlo e speziarlo a gusto personale; la nota super positiva è che non sa di cartone pressato.
Sojasun sforna un prodotto facile da usare, intuitivo grazie al packaging trasparente e versatile. Sul sito ufficiale, inoltre, trovate diverse ricette che impiegano Macì, anche se alcune sono “solo” vegetariane.

Prossima tappa: sughi e lasagne.

Foto presa dal sito ufficiale Sojasun.

Foto presa dal sito ufficiale Sojasun.

Ingredienti per 4 burger:
– 240 grammi di Macì (1 confezione);
– Uno scalogno medio;
– Uno spicchio d’aglio;
– Curcuma q.b.;
– Paprika dolce q.b.;
– Sale q.b.;
– Timo q.b.;
– 1 cucchiaio abbondante di farina di ceci;
– 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro;
– Pepe q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.

Afettate e successivamente tritate con una mezzaluna, lo scalogno e lo spicchio d’aglio. Metteteli a rosolare in padella con un cucchiaio di olio, del timo (a piacere) un cucchiaino di curcuma e un pizzico di sale. Coprite e lasciate cuocere, aggiungendo un goccio di acqua in modo che non si brucino. Quando lo scalogno sarà morbido e si sarà formata una sorta di cremina spegnete il fuoco e mettete da parte a raffreddare per qualche minuto.
In una ciotola capiente fate a pezzi con le mani il macinato di soia, poi aggiungete del pepe, della paprika dolce, il concentrato di pomodoro, il sale, del timo, il cucchiaio di farina di ceci e infine la cipolla con l’aglio.
Amalgamate tutto con le mani, dopodiché formate delle palline che poi appiattirete per formare gli hamburger.
Cuocete in padella con un cucchiaio di olio per 5 minuti per parte a fuoco medio. Fate attenzione però a non bruciarli (come ho quasi fatto io).
Servite con dell’insalata fresca o infilate i burger fra due fettazze di pane con la senape.
In foto: senape all’aneto di Ikea.

Burger di macinato Macì

È di questa mattina la notizia freschissima che Matt Corby, di cui ho parlato qui, ha sfornato un singolo nuovo di zecca. “Monday” è la canzone che lo riporta in studio dopo quasi 2 anni dall’ultimo singolo uscito.
La canzone è intima, contenuta, dal ritmo leggero e Matt Corby la spiega così direttamente dal suo profilo Facebook: “Monday is about being able to appreciate where you are and thinking that maybe you don’t need anything much to depend on, you just need accept what’s going on right now.

E allora apprezziamo questa uscita inaspettata e piacevolissima. Grazie Matt!

Hummus di piselli.

Variazioni sul tema hummus: proviamo con i piselli, perché no? Sono dolci, veloci da preparare e fanno benissimo.
Qualche mese fa è uscito un articolo sul New York Times (se non ricordo male) a riguardo, e ha scatenato un vero e proprio pandemonio. Hummus di piselli sì o hummus di piselli no? Contaminazione o ispirazione? Bestemmia o piatto dell’anno?

Io credo fortemente nella contaminazione, nella sperimentazione, nel provare sapori nuovi e nello “sporcare” quello che già conosciamo bene. Adoro l’hummus, lo mangerei dalla colazione alla cena, perché non provare qualcosa di nuovo? Male che vada non mi piacerà e io avrò imparato un’altra lezione. Voglio insegnare al mio palato tutto quello che c’è da sapere sul cibo e se non posso farlo con dei corsi di cucina, allora lo farò con la pratica diretta.

Se proprio siete curiosi di saperlo, il mio verdetto è: hummus di piselli decisamente sì. 

Ingredienti:
– 230 grammi di piselli surgelati:
– 1 cucchiaio e mezzo di tahina;
– 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– Sale q.b.;
– Aglio in polvere q.b. (oppure 1/2 spicchio di aglio fresco);
– Paprika dolce q.b.;
– Il succo di 1 lime (oppure un limone piccolo);
– 1 cucchiaino di cumino dei prati;
– Menta tritata (a piacere)

Cuocete i piselli surgelati in acqua bollente salata seguendo le istruzioni per la confezione, in genere per una decina di minuti; quando sono pronti scolateli e raffreddateli sotto l’acqua.
Metteteli dentro al mixer insieme alla tahina, all’olio di oliva, l’aglio, la paprika, il sale se necessario, il succo di lime, la menta ed il cumino.
Fate andare le lame fino ad ottenere la consistenza desiderata, ma ci vorrà veramente poco.
Servite con del pane tostato ancora caldo o con delle verdure crude.

Hummus di piselli

Mentre preparavo questo piatto mi sono fatta compagnia con una canzone bellissima che è la sigla di uno dei (tanti, troppi) telefilm che sto seguendo in questo periodo.
“An honest man” suonata dai Fantastic Negrito apre ogni puntata di “Hand of God”, e lo fa in modo coinvolgere, con un tiro pazzesco che tiene incollate le orecchie alle casse del computer. Tanta roba in questa piccola perla tutta da scoprire.

Girl I want everything you got for no reason
Yesterday it felt so good
But now it feels so bad