Recensione: La Nocciolata senza latte by Rigoni di Asiago

Devo fare una confessione: ho in ballo questa recensione da un bel po’ di tempo perché non sapevo bene cosa scrivere o come scrivere. La marca Rigoni di Asiago è un nome così grosso e di qualità che mi intimoriva un po’ l’idea di dare la mia impressione sulla Nocciolata senza latte, prodotto che ha sbancato in tutti i punti vendita e grande novità per gli intolleranti al latte e per i vegani.

L’azienda Rigoni non ha bisogno di molte presentazioni, è una delle aziende di punta del biologico italiano con prodotti che e sono e sanno di qualità. Le loro marmellate sono le mie preferite in assoluto e non ne manca mai un barattolo aperto in frigo.
Prima della fine del 2015, la Rigoni ha lanciato sul mercato la nuova attesissima versione senza latte della loro celeberrima Nocciolata, la crema di nocciole alla quale è difficilissimo resistere.
Non consumo la Nocciolata classica da molto tempo, quindi non e ricordo il sapore. Ricordo il profumo intenso di nocciole e la salivazione immediata alla vista del barattolo al supermercato.

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Foto presa da qui.

Gli ingredienti della Nocciolata senza latte sono: 18% di pasta di nocciole, 11% di cacao, zucchero di canna, estratto di vaniglia, burro di cacao e olio di girasole.

Se devo essere sincera, la Nocciolata senza latte mi ha lasciata un po’ perplessa. Avevo letto grandi complimenti e grandi recensioni, ma purtroppo con me non c’è stato l’amore al primo assaggio.
La crema di nocciole non è cattiva, ma non è neanche buonissima. Direi che ha un sapore decente, troppo dolce e con una forte impronta di olio di girasole. Questa impressione l’hanno avuta tutti gli amici a cui l’ho fatta assaggiare, quindi per fortuna non è solo una distorsione del mio palato. Riassumendo, diciamo che in generale sa poco di nocciole e sa poco di cacao.
Mangiata al cucchiaio è un po’ deludente, migliora quando viene spalmata sul pane o sui biscotti. Non ho ancora provato a cucinare dolcetti o tortini quindi non saprei che prestazioni ha con la cottura in forno.
Proverò a darle altre possibilità perché non è mai detta l’ultima parola, ma per il momento, se dovessi dare uno voto da 1 a 10, la Nocciolata senza latte passerebbe di poco il 6, diciamo un 6++.

Recensione: Strachicco by Verys

Finalmente sono riuscita a mettere le mani (e i denti) sullo “stracchino” vegetale di Verys, il famoso Strachicco; famoso perché ne ho sentito parlare ovunque e da chiunque e confesso di essere molto felice di averlo provato.

Lo Strachicco è un formaggio vegetale fresco a base di riso, che (nella memoria di chi una volta era onnivoro) può ricordare vagamente lo stracchino sia come consistenza che come velato sapore, ma che è – ovviamente – 100% vegetale e 100% buonissimo.

 

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Foto presa da qui.

 

Gli ingredienti dello Strachicco sono: BioSuRice (bevanda di riso), agar-Agar, olio di cocco, farina di carrube, gomma di Xanthan , gomma arabica, aceto di mele, infuso di origano.

Il formaggio vegetale è morbido, profumato e fresco, con un retrogusto acidulo e dolciastro ma molto molto piacevole. È ottimo mangiato così, al naturale, spalmato sul pane, o accompagnato da una insalata appena condita.
Provatelo nella mantecatura del risotto e vi stupirà, mischiatene un cucchiaio con la pasta e pomodorini e vi conquisterà pienamente, usatelo per riempire le verdure al forno e sarà amore eterno.

Lo Strachicco non contiene soia, glutine, frumento ed è quindi adatto praticamente a tutti quanti, soprattutto ai veri golosi.

Se siete amanti dei formaggi vegetali, lo Strachicco è sicuramente uno di quelli da provare e riprovare in diverse combinazioni, perché tanto non delude mai.
Complimenti a Verys per aver creato un prodotto fresco, dal sapore raffinato, facilmente digeribile e soprattutto facilmente reperibile.

Recensione: MozzaRisella Le Fettine gusto Cheddar by Mozzarisella

La recensione di oggi riguarda un prodotto nuovisimo che va ad arricchire la gamma di MozzaRisella, uno dei formaggi vegetali più consumati in circolazione: La MozzaRisella arriva sottoforma di fettine e con il sapore del cheddar.

 

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Foto del packaging presa qui.

 

Ingredienti: Preparato a base di Bio SuRice 48% (acqua, riso integrale germogliato 20,8%, sale, aceto di mele), acqua, olio di cocco spremuto a freddo, infuso di alga kombu, succo di limone, addensanti: agar-agar, gomma arabica, gomma di xanthan, farina di semi di carrube, aroma naturale gusto cheddar.

Non ho mai mangiato il formaggio cheddar, ma a questo punto credo che abbia un sapore forte e stagionato e se così fosse, le fettine di MozzaRisella mantengono la promessa del loro nome; oltretutto sono senza glutine, senza frumento e senza soia!

Le fettine si possono mangiare sia così come sono che fuse; le ho provate in entrambi i modi e mi sono piaciute più fuse che a freddo, ma è semplice gusto personale.

L’azienda creatrice della MozzaRisella ha ideato un prodotto degno di nota, che può arricchire un panino, un toast o anche una verdura gratinata o una pasta al forno. Il fatto che fonda benissimo la rende irresistibile e i suoi ingredienti la rendono facilissima da digerire.

Recensione: Burger di verdure agli asparagi by Cottintavola – Riverfrut

La primavera è arrivata e porta con sé la recensione di un prodotto nuovissimo: parliamo ancora dei burger di Cottintavola, perché anche questa volta stupiscono e ammaliano.
Siamo davanti a un prodotto decisamente di stagione, che più di stagione non si può: i burger di verdure agli asparagi.
(Purtroppo non ho una foto del packaging, ma appena ne trovo una la inserisco)

Gli Ingredienti sono: asparagi verdi, purea di asparago verde, fagiolini, piselli, farina di mais, sale, zucco di limone, cipolla, aglio, pepe bianco.

I burger sono morbidi e delicatissimi, con (ovviamente) il sapore di asparagi che la fa da padrone; insomma un alimento per chi ama in maniera spropositata le verdure di stagione e che ha voglia di mangiare un piatto sano senza rinunciare per niente al gusto.

I burger sono senza olio, senza glutine, senza frumento e senza soia, e possono essere gustati così, riscaldati n padella al forno o come preferite. In famiglia lo abbiamo provato scaldato in padella con un filo di olio extravergine, e in cottura hanno fatto una deliziosa crosticina croccante.
Consiglio di accompagnare il burger agli asparagi con delle patatine al forno, in padella o fritte: l’accoppiata patate + asparagi per me è sempre stata irresistibile e vi consiglio di provarla.

Cottintavola – Riverfrut sforna l’ennesimo successo di sapore e delicatezza, il tutto racchiuso in un buger che diventerà un must anche sulle vostre tavole.

Recensione: NaturIce alla vaniglia by La Via Lattea

Inizia ad alzarsi la temperatura, viene voglia di fare le prime passeggiate e concedersi un gelato. E cosa succede se la voglia di gelato arriva di sera, quando la città è un deserto, tutto è chiuso e il pigiama è l’unico vero amico che avete? Si apre il freezer e ci si sfonda di gelato NaturIce alla vaniglia de La Via Lattea.

La Via Lattea è un’azienda artigianale che produce gelato dal 1989 ed è stata la prima a lanciare sul mercato Italiano il gelato bio. Fra i loro prodotti si annoverano anche gelati di soia, di riso, gelati mantecati (non vegani), coni gelato (non vegani) e chi più ne ha più ne metta.
In questo caso parliamo del gelato a base di mandorla e vaniglia.

 

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Foto presa da qui.

Gli ingredienti sonoacqua, pasta di mandorle, sciroppo di glucosio, zucchero di canna, inulina, vaniglia Bourbon del Madagascar, stabilizzante: farina di semi di carrube.

Credo che questo sia, sinceramente, uno dei gelati non artigianali migliori che io abbia mai mangiato. Di solito si incappa in prodotti (la maggior parte delle volte a base di soia) che hanno un retrogusto di farina o che non sono del tutto soddisfacenti, ma posso dire sinceramente che non solo questo gelato non contiene soia, ma è anche completamente a base di mandorla e questa differenza si sente.
La delicatezza della vaniglia del Madagascar accarezza il palato e la mandorla abbraccia le papille gustative, che si lanceranno in un party sfrenato.

NaturIce alla vaniglia è un gelato veramente ma veramente buono, degno di essere consumato da chi ama il gusto naturale e sincero dei prodotti con pochi ingredienti ma di altissima qualità.

Per farla breve? Il barattolo non vi durerà una settimana, ci scommetto. Troverete ogni scusa possibile per aprire il freezer e gustarvi una cucchiaiata di questo gelato alla vaniglia.
Potere alla mandorla, potere a La Via Lattea!

 

Recensione: Dessert al cocco by Alpro

La settimana scorsa, dopo aver ricevuto il pacco sorpresa da Alpro, ero piena di gioia. Non solo non mi aspettavo tutta quella bontà messa insieme (una confezione di latte vegetale al cocco, una di latte vegetale alla nocciola, ben tre confezioni di dessert al cocco, un tappetino per il mouse e tre buoni per acquistare i prodotti Alpro), ma inoltre questa è una buona opportunità per recensire il dessert al cocco che aspettavo con la bava alla bocca.

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Sono recentemente usciti diversi nuovi prodotti sul mercato oltre a questo dessert, due dei quali sono i nuovi gusti di yogurt Alpro al cocco e alla vaniglia, e mi piacciono molto proprio perché sono aciduli e non esageramente dolci. Quello alla vaniglia, in particolare, è di una bontà imbarazzante.

Ma signori e signore, questo dessert è tutto un altro livello.
Partiamo dagli ingredienti: Acqua, zucchero, latte di cocco (5,3%) (crema di cocco, acqua), semi disoia decorticati (4,6%), amido modificato di mais, carbonato di calcio, addensanti (pectina, carragenina), aromi, sale marino, correttore di acidità (fosfato monopotassico), vitamine (riboflavina (B2), B12, D2).

Il budino (lo chiamo così per praticità) è denso, con un profumo deciso di cocco e al palato rimane delicatissimo; non ha infatti quel saporaccio chimico di tanti altri dolci “al sapore di”. No, qui il cocco c’è, è reale e si sente.

È un prodotto molto versatile che si presta bene ad essere mangiato non solo con il cucchiaino: lasciate andare la vostra fantasia e scoprirete che è ottimo rovesciato sui pancake, spalmato sui muffin, mangiato con i biscotti e chi più ne ha più ne metta.
Ha solo un difetto: finisce subito!

Complimenti alla Alpro, casa regina dei prodotti a base vegetale. Se già i dessert al cioccolato e alla vaniglia vi avevano conquistato, beh, questo al cocco vi stenderà. Occhio che crea dipendenza!

Recensione: La cena di Pitagora – San Ponzo (PV)

Oggi vi porto con me in un delizioso, piccolo ristorantino in cui ho avuto il piacere di mangiare non molto tempo fa: La Cena di Pitagora.
Questa associazione culturale si trova a San Ponzo Semola, in provincia di Pavia, un microscopico borgo dall’atmosfera medievale con viuzze strette, case in pietra e una comunità di persone che sa come valorizzare il proprio territorio.

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Scorcio di San Ponzo (PV), foto scattata proprio dopo la cena in associazione.

L’ubicazione dell’associazione riporta a magie di altri tempi, proprio come scrivono i proprietari sul loro sito: ““La cena di Pitagora” ha sede in una tipica cascina dei primi del novecento, parzialmente ristrutturata, dove si respira un’aria d’altri tempi. L’edificio si affaccia su un cortile di ghiaia con il suo orto-giardino inserito nelle grandi fioriere in mattoni, sopra il quale un pergolato offre riparo nelle assolate giornate estive. Nella sala accogliente si svolgono le attività dell’associazione, che comprenderanno corsi, conferenze, dibattiti, presentazioni di libri.”

E il fascino e la magia di altri tempi ci sono tutte: la sala adibita alla ristorazione è intima e raccolta, con una stufa che scalda l’ambiente, una enorme libreria stracolma di libri e l’arredamento di chi ha la passione per il riciclo ed il recupero, e io non potrei essere più contenta di così perché ci si sente come a casa.

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Foto di copertina della pagina Facebook dell’associazione.

Passiamo ora alla parte del mangiare. Posso finalmente condividere con voi e vantarmi dell’ottimo menù completamente vegano che ho avuto il piacere e l’onore di divorare senza ritegno:
– Antipasto: Hummus di carote con dukkah, biscottini salati di mais e carpaccio di finocchi
– Primo: Gnocchetti di farina semintegrale e rosmarino in salsa di patate e porri
– Secondo: Bocconcini di verdure invernali in pastella di ceci al curry con verza marinata e pomodori secchi
– Dolce: Panna cotta con crema di cioccolato, castagne e zucchero di cocco
– Pane autoprodotto con farine da cereali di produzione biologica macinati a pietra.

Il tutto per un contenuto e onestissimo prezzo di 22 euro, caffè incluso e bevande escluse.

Partiamo con il dire i piatti contenevano ingredienti che abbiamo tutti in casa, di stagione e freschissimi, e questo si sente perfettamente nella resa finale: non solo era tutto incredibilmente delizioso, ma i sapori erano proprio alla portata di tutti, senza strani arzigogoli o elementi dai nomi strani completamente estranei ai nostri palati.
La presentazione era semplice ma curata, rispecchiando perfettamente i componenti dei piatti. Non ci sono foto dei piatti perché l’atmosfera del locale ti fa venire voglia di spegnere il telefono e goderti quel momento senza interferenze esterne.
Ora, io non sono una gastronoma, non ho una bocca “educata”, ma posso dire che tutto il pasto è stato un’esperienza interessantissima: ogni portata era un’esplosione di sapori invernali bilanciati benissimo e le portate erano della giusta quantità per alzarsi da tavola sazi e felici, con la sensazione di aver mangiato bene e il giusto.

Mangiare a La Cena di Pitagora è un’esperienza che consiglio a tutti per l’ambiente intimo e familiare, sia per la qualità del cibo, del servizio, dell’amore che i proprietari mettono nel portare avanti un messaggio pacifista e di rispetto in tutti i sensi possibili.
Tutto quello che di positivo stanno facendo i ragazzi de La Cena di Pitagora viene trasmesso nei loro piatti, e questa è una caratteristica che non si trova più facilmente. 

Grazie davvero per questa esperienza di sapori e semplicità.

Recensione: Mandorella al timo sott’olio by Fattoria della Mandorla

Della Mandorella ho già parlato in una delle prime recensioni del blog, che potete trovare qui.
Riassumendo, la Mandorella è un formaggio vegetale a base di mandorle, si può inserire nella categoria dei formaggi freschi e l’azienda che lo produce, la Fattoria della Mandorla, lo ha inizialmente declinato in quattro gusti: al naturale, al timo, alla curcuma e al peperoncino.

Recentemente è arrivata sul mercato la versione sott’olio di questo formaggio; io l’ho trovata al NaturaSì.

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Gli ingredienti della Mandorella al timo sott’olio sono: acqua, farina di mandorle pelate, olio extravergine di oliva, olio di girasole, farina di riso, fecola di patate, succo di limone, brodo vegetale (contiene sedano), timo, agar agar, sale, nigari.

Come alternativa alla Mandorella classica, quella sott’olio ha un sapore più forte, più acidulo, con una forte impronta di mandorle. Mi è piaciuto moltissimo da stuzzicare come aperitivo, spalmato su un pochino di pane tostato.
È un formaggio a pasta soda, quindi non si sbriciola quando viene tagliato e credo che possa facilmente sostituire la feta nell’insalata greca, per esempio.

Un’amica mi ha anche consigliato di consigliarlo (scusate il gioco di parole) come farcitura per dei gustosi panini.
Insomma, in qualunque modo vogliate consumare la Mandorella sott’olio, non potete sicuramente sbagliare.

Complimenti alla Fattoria della Mandorla per aver creato una nuova e gustosa variante per questo formaggio delizioso.

Recensione: Mezzelune BluRisella Noci e Mandorle by La Spiga Bio

Gentilissimi lettori di Vegroove, lasciate che vi illustri queste Mezzelune ripiene di Blurisella, noci e mandorle. Gentilissimi lettori, lasciate che vi parli della bontà e della varietà di sapori del ripieno di codeste delizie e dell’affidabilità dell’azienda che le produce: La Spiga Bio.

L’azienda di descrive così sul loro sito internet: “nel lontano 1978, tra il fiume Piave e le Prealpi Trevigiane, un gruppo di persone animate dalla stessa convinzione dà vita ad uno dei primi negozi biologici, con l’obiettivo di riuscire a diffondere dei prodotti che garantiscano la salute della persona e allo stesso tempo il rispetto per la natura.
Nel 1988, come naturale evoluzione della filosofia che lo guida, Aurelio fonda La Spiga Bio,il primo pastificio artigianale ad utilizzare esclusivamente materie prime di origine biologica e biodinamica.
Fin dall’inizio l’azienda si prefissa di ottenere un prodotto biologico di elevata qualità, la cui bontà sia superiore a qualsiasi altro prodotto presente nel mercato.”

Direi che ci sono riusciti in pieno. La loro gamma di prodotti spazia dalla pasta fresca con linee completamente vegane, vegetariane o più classiche fino a prodotti da forno come pizze, focacce, torte salate e così via. Trovate tutte le informazioni nella sezione “prodotti” del loro sito.

Passiamo ora a parlare delle Mezzelune ripiene di BluRisella, noci e mandorle.

Mezzelune BluRisella Noci e Mandorle _ La spiga Bio

Foto del packaging trovata su internet.

 

Le Mezzelune hanno i seguenti Ingredienti: *semolato di grano duro, *semolato di grano duro varietà Timilia, acqua, *BluRisella 15% [*BioSuRice® 46%, (acqua, *riso integrale germogliato 20,8%, sale, *aceto di mele), acqua, *olio di cocco spremuto a freddo, aroma naturale, *succo di limone, alga Nori 0,07%, alga Ulva 0,05%. Addensanti: agar-agar, gomma arabica, gomma xanthan, farina di semi di carrube], *riso semintegrale, *noci 10% (Juglas regia), *mandorle 3%, *pangrattato (*farina di grano tenero tipo “0”, lievito, sale), *fibra di avena, sale marino, estratto di lievito.

Se vi state chiedendo cosa sia la BluRisella ve lo dico subito: è un formaggio vegetale a base di riso integrale e alghe che dovrebbe ricordare il gorgonzola. Mangiato al naturale a me non piace molto e fatico a digerirlo, mentre invece usato come ripieno per questa pasta è perfetto, poiché si sposa benissimo con il sapore legnoso delle noci e delle mandorle, che si sentono distintamente anche come consistenza.
La pasta vera e propria è integrale e rustica, con un sapore proprio, completando così quello del ripieno.

Le mezzelune cuociono in frettissima, e in questa velocità trovano il loro unico difetto: la pasta si scuoce facilmente aprendosi e perdendo il ripieno, che però non si sfalda nell’acqua e quindi può essere recuperato e mangiato.

Le Mezzelune sono nel complesso deliziose, io le ho condite semplicemente con un filo di olio e del pepe e le ho trovate perfette così.

Complimenti a La Spiga Bio, un prodotto eccellente!

 

 

Recensione: Pasta di lenticchie rosse by Il Fior di Loto

Recensione + ricetta!
Sul discorso pasta ci si può sbizzarrire veramente in ogni modo. Sono molto contenta però di vedere che le alternative alla pasta “classica” si stanno moltiplicando di mese in mese.
Sono molto contenta anche perché alcune di queste alternative possono aiutare chi non ha tempo di stare ai fornelli, a introdurre dosi maggiori di proteine vegetali sotto diverse forme.

 

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Foto presa dal sito ilgiardinodeilibri.it 

 

In questo caso, la pasta di lenticchie rosse di casa Fior di Loto, ci viene proprio incontro con una grossa, gigantesca mano. Non solo il prodotto è ovviamente senza glutine e senza frumento, ma per 100 grammi ha ben 25 grammi di proteine.
L’azienda Fior di Loto ha aperto nel 1972 a Torino, e da allora – come dicono proprio loro sul sito ufficiale – “La mission di Fior di Loto è da sempre rivolta a selezionare e a proporre alimenti naturali, biologici, sani ed integri nel loro patrimonio nutrizionale, negli anni l’azienda ha ampliato la sua offerta e l’ha adeguata alle crescenti e nuove esigenze di un mercato in continua evoluzione. Ciò che è rimasto immutato nel tempo è la passione per l’alimentazione biologica e la tutela dell’ambiente, la vocazione per la selezione dei prodotti migliori e più sicuri, per garantire sempre il meglio dell’offerta.”
La loro offerta spazia veramente moltissimo, nello specifico soprattutto di prodotti per intolleranti. Vi consiglio di farvi un giro sul loro sito ufficiale per farvi un’idea.

Ma torniamo alla pasta di lenticchie rosse: è veramente deliziosa, cuoce in pochi minuti (più o meno 4 o 5) e può essere usata con grande fantasia.  Scuoce molto facilmente, ma in realtà è una caratteristica delle lenticchie in generale, quindi direi che non è un grosso problema.

Per chi (come me) ha problemi con le farine alternative (mi sono scoperta enormemente allergica alla farina di farro e alla farina di grano saraceno), la pasta di legumi è un alimento perfetto per preparare piatti deliziosi velocemente e senza sforzo.
Il Fiore di Loto è un’azienda che di cibo ne capisce e questa conoscenza aiuta a creare prodotti da 10 e lode.

Vi propongo una delle mie ricette preferite proprio per darvi un’idea della facilità di impiego della pasta di lenticchie rosse.

Ingredienti per una persona:
– 70 grammi di pasta di lenticchie rosse;
– 1/2 testa di broccolo;
– Aglio in polvere q.b.;
– 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva;
– 1 cucchiaio di tahina;
– Sale q.b.;
– Peperoncino q.b.

Lavate il broccolo e rompete le fiorescenze a pezzi piccoli e medi.
In una padella fate scaldare leggermente l’olio extravergine con l’aglio in polvere e aggiungete il broccolo. Salate a piacimento, e fate saltare per qualche minuto a fuoco medio. Lasciate a cuocere aggiugendo un goccio d’acqua se il broccolo si dovesse attaccare al fondo della padella. Sarà pronto quando avrà raggiunto un colore verde brillante e si sarà leggermente ammorbidito pur restando croccante.
Nel frattempo portate a bollore una pentola d’acqua salata, e fate cuocere la pasta di lenticchie. Una volta pronta, scolatela, accendete il fuoco sotto la padella e unite la pasta al broccolo. Fate saltare per qualche secondo almalgamando. Spegnete il fuoco, aggiungete il cucchiaio di tahina, mescolate e servite con un pizzico di peperoncino.

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La ricetta di oggi è accompagnata dal capolavoro “The great gig in the sky” dei Pink Floyd. È una delle canzoni che preferisco del loro panorama discografico. Rende benissimo quella sensazione di immensità gigantesca che solo la musica può regalare.
Questo è uno di quei pezzi che ha il potere di risollevare lo spirito, di innalzare la forza interiore, di rendere un qualunque essere umano infinito come lo spazio.