Pasta decembrina

Questa estate, durante una cena con alcuni amici, è spuntata fuori una domanda interessante: se doveste scegliere fra sesso e cibo, cosa scegliereste? Una domanda che viene posta anche in una puntata di Friends e che vede uno sperduto Joey cercare una risposta sensata.
Per quella sera, il vincitore indiscusso del sondaggio è stato il cibo ed è stato molto divertente confrontarsi in questo modo, soprattutto perché non si parlava di sopravvivenza ma di piacere.

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È chiaro che, ça va sans dire, io stessi dalla parte del cibo e ci starò per sempre: un piatto cucinato come si deve può veramente portare enormi quantità di felicità nella vita di una persona.

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Tutta questa introduzione per parlare della ricetta del giorno: una pasta colorata e deliziosa con cavolfiore viola, piselli e la mia (ormai) famosa salsa alla tahina a rendere cremoso il tutto.
Sono profondamente innamorata del sapore di questo piatto di pasta: ricco, invernale, soddisfacente, lussurioso e molto semplice da preparare, non richiede ingredienti strani e regala sazietà e nutrimento per diverse ore. Una sorta di piatto unico che però ha tutto quello che si può desiderare. Perché il cavolfiore viola, chiederete voi? Semplicemente perché era un avanzo di una infornata della sera precedente e volevo riutilizzarlo in maniera creativa. In alternativa si può usare il cavolfiore classico, ma quello viola trovo che sia più morbido e abbracci meglio il sapore della pasta. E poi diciamocelo chiaramente, avete visto che colore meraviglioso che ha?

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Ingredienti per una persona:
– 70 grammi di pasta del formato che preferite;
– Cavolfiore viola cotto in forno;
– 100 grammi di piselli surgelati;
– 1 cucchiaino e mezzo di tahina;
– 1/2 cipolla rossa tagliata sottile;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Succo di limone q.b.;
– Aglio in polvere q.b.;
– Sale q.b.
– Acqua q.b.;

Eliminate le foglie del cavolfiore, lavatelo e rompetelo in cimette, poi mettetelo in una teglia e condite con sale, olio extravergine di oliva e infornate a 200° per almeno 25 minuti.
Nel frattempo cuocete i piselli surgelati secondo le modalità della confezione e mettete da parte.
Una volta che il cavolfiore è pronto e lo avete messo da parte, affettate sottilmente la cipolla rossa e fatela rosolare in padella con sale e olio extravergine di oliva finché non sarà diventata trasparente, aggiungendo un poco d’acqua se necessario.
Unite ora in padella i piselli, il cavolfiore, sale e una spolverata leggera di aglio in polvere e fate saltare tutto insieme per un paio di minuti per amalgamare i sapori. Spegnete il fuoco e lasciate lì. Preparate la pasta e mentre l’acqua bolle e la magia tutta italiana si compie, preparate la salsa alla tahina: in una ciotola versate la tahina, almeno 2 cucchiai di succo di limone, un cucchiaio di olio, sale, una spolverata di aglio in polvere e mescolate. Allungate il composto con l’acqua fino a raggiungere una consistenza cremosa e quasi liquida.
Quando la pasta sarà pronta scolatela e versatela nella padella, riaccendete il fuoco al minimo e  ripassatela mescolando per un minuto circa. Spegnete il fuoco, versate la salsa a base di tahina e mescolate spandendo così la cremosità e godendovi uno spettacolo per gli occhi. Servite subito e buon piattone di pasta!

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Di questo dicembre 2016 ricorderò sicuramente due cose:
1) È già dicembre e non ho ancora sentito tutta la musica che avrei voluto ascoltare quest’anno;
2) È il mese di uscita di Blue & Lonesome, un album GIGANTESCO dei Rolling Stones. Tornati inevitabilmente alle origini blues, gli Stones regalano un album di cover che li fa ringiovanire di almeno 30 anni e che dimostra cosa si può fare quando ci si diverte davvero a fare musica.
Gli Stones sono gli Stones e sono rimasti gli stessi per tutti questi anni di carriera: dei musicisti così grandi che non si possono spiegare. Godetevi il singolone Ride ‘Em On Down, non riuscirete a smettere di ascoltarlo.

Insalata di miglio ricca.

In questo periodo sto cercando di vivere meglio e mangiare meglio: preparo piani alimentari settimanali, vado a correre due o tre volte a settimana, cerco di evitare cibi fritti pur concedendomeli ogni tanto – soprattutto quando mia madre decide di preparare i pomodori verdi fritti, i fiori di zucca e le melanzane. 
Ideare un piano settimanale mi sta aiutando molto, perché quando non lo faccio mi ritrovo a mangiare solo pasta e verdure, o riso e verdure, o burger già pronti e verdure e basta: alla faccia della fantasia!

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Mangiare meglio significa cercare di variare il più possibile gli alimenti, stando attenta a dare spazio anche a ingredienti poco usati o che spesso lascio scadere nella dispensa, come per esempio il miglio: il miglio è un cereale un po’ sottostimato e ignorato da molti, ma ha molteplici proprietà, come per esempio l’essere ricco di sali minerali tra cui ferro, potassio, fosforo, magnesio, zinco, calcio, sodio e silicio. Contiene anche vitamine del tipo B, ma anche vitamine A, E, inoltre il miglio decorticato è privo di glutine. Insomma, un cereale che andrebbe rivalutato e considerato di più.

Ecco che tutto questo sproloquio serve per introdurre la ricetta di oggi: una estivissima insalata di miglio. Un piatto ricco di ingredienti di stagione e che si può preparare con tutto quello che avete in casa senza, e che richiede meno di mezz’ora di preparazione.

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Ingredienti: 
– 60 grammi di miglio decorticato;
– 1 zucchina grande tagliata a cubettoni;
– 6 o 7 capperi;
– 3 cucchiai di mais;
– 1 carota tagliata a rondelle;
– Pomodorini tagliati a metà q.b.;
– Una manciata di rosmarino;
– 120 grammi di ceci;
– 1/2 avocado tagliato a cubetti;
– Olive q.b.;
– Sale q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– 2 cucchiaini di salsa di soia (opzionale)

Risciacquate abbondantemente il miglio e cuocetelo secondo le istruzioni della confezione. Io l’ho cotto facendolo tostare velocemente in un pentolino e poi aggiungendo il doppio di acqua rispetto al peso del miglio (quindi in questo caso 120 grammi di acqua), ho portato a bollore, coperto il pentolino e abbassato la fammia e una volta passati 20 minuti circa ho spento e lasciato il pentolino coperto ancora un pochino, per poi metterlo in un piatto a riposare.
In una padella con un cucchiaio di olio, fate saltare per circa 5 minuti la zucchina e i capperi ben sciacquati, aggiungendo a metà cottura la salsa di soia (oppure il sale). Quando la zucchina inizierà ad ammorbidirsi pur restando soda spegnete il fuoco e mettete da parte a raffreddare.
In una ciotola unite al miglio tutti gli altri ingredienti, mescolate e salate a piacere, infine condite con una girata di olio extravergine di oliva. Servite subito, oppure lasciate a riposare per almeno un’ora.

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In questo periodo sto ascoltando un po’ di musica a caso. Proprio oggi ho rispolverato uno degli album migliori della prima decade del 2000: “Fever to tell” degli Yeah Yeah Yeahs. Gruppo indie per eccellenza, tre componenti, un sacco di energia, tanto casino da fare e tanta musica da far ascoltare e da incidere. Il loro terzo singolo “Maps” li consacrò definitivamente come uno dei terzetti più promettenti del 2003.

 

La fagiolata.

Se c’è un piatto che mio fratello sa veramente preparare bene, quella è la fagiolata. Oserei dire che è la sua specialità e ogni volta ci mette sempre la stessa cura e attenzione nel prepararla.
Abbiamo scoperto tardi di essere in grado di cucinare, e sapere che anche lui si sta dilettando in questa arte mi rende molto felice. È bravissimo a fare la pizza, per esempio, è un mangiatore curioso e felice di sperimentare e non ha paura di assaggiare pietanze di cui non ha mai sentito neanche il nome (per mia fortuna).

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Mi ha “prestato” la sua ricetta, che ho modificato leggermente con le cose che avevo in casa, ma anche quando la faccio esattamente come la fa lui, il risultato non è lo stesso. Non so come faccia, ma la sua ha un sapore avvolgente.
Non che quella che sto per proporvi io sia da meno eh, solo non è la stessa cosa.
Misteri della cucina fraterna!

La fagiolata è un piatto completo, nutriente e proteico, perfetto come piatto unico. Non richiede un tempo di preparazione lungo poiché si possono usare i fagioli in scatola, che vanno solo scolati e sciacquati.
Potete usarne di tutti i tipi che volete, mio fratello di solito usa i fagioli borlotti e quelli rossi, oppure quelli rossi e quelli neri. Potete anche mischiarli tutti insieme, il risultato sarà perfetto.
La fagiolata è una pietanza rustica, molto soddisfacente, sostanziosa e vi sazierà come poche cose al mondo.

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Ingredienti per una persona:
– 200 grammi di fagioli borlotti;
– 1 lattina di polpa di pomodoro;
– 1 spicchio d’aglio;
– 1 porro (o 1/2 cipolla rossa);
– 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva;
– 1/2 bicchiere d’acqua
– Rosmarino q.b.;
– Sale q.b.;
– Paprika q.b.;

Tritate finemente l’aglio con il porro e preparate un soffritto con il cucchiaio di olio. Se non volete usare l’olio potete usare anche l’acqua.
Quando l’aglio prende colore, aggiungete i fagioli e mescolate.
Fate scaldare per qualche minuto mescolando spesso, aggiungete la polpa di pomodoro, la paprika, il rosmarino e il sale, mescolate, aggiungete mezzo bicchiere d’acqua e infine coprite, lasciando cuocere a fuoco moderato.
Lasciate cuocere per 10 o 15 minuti, girando di tanto in tanto.
La fagiolata sarà pronta quando il pomodoro inizierà ad asciugarsi.
Servite caldissimo, aggiungendo (se volete) del peperoncino alla fine.

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L’ascolto compulsivo di musica si fa sempre più massiccio. Ormai non divido quasi più i generi, tutto quello che mi emoziona profondamente entra a far parte della mia libreria musicale.
Un’artista che mi ha sempre toccato nel profondo, e che ho avuto il piacere di vedere live qualche anno fa, è Tori Amos. Folletto americano dai capelli rossi come il fuoco, Tori Amos è una musicista eccellente e una compositrice superba. I testi delle sue canzoni sono labirinti intrecciati finemente con le melodie, sono tentacoli giganteschi che afferrano e trascinano verso l’abisso della bellezza musicale.
Spark” è sempre stata una delle sue canzoni che ho amato di più. Non so se sia per il retrogusto vagamente oscuro della melodia, o per quel senso di sollievo del ritornello, però è un brano che aderisce alla pelle e non si stacca più.

She’s addicted to nicotine patches
She’s addicted to nicotine patches
She’s afraid of the light in the dark
6:58 are you sure where my spark is
Here

 

Insalata di fagioli rossi, peperoni e cipolla.

Questo caldo mi toglie la voglia anche solo di pensare. Nonostante la pioggia salvifica di un paio di giorni fa, qui i fornelli restano ostinatamente spenti.

Con cosa sostentarsi dunque, se non con quintali di verdure freschissime, legumi in scatola e birrette fresche?
Le ultime sono opzionali, ma un sorsetto la sera fa sempre piacere.
Farà ancora più piacere accompagnare la birretta a questa insalata veloce e pratica che si prepara da sola. Voi dovete solo metterci un coltello affilato, un tagliere, un colino e i condimenti. Il resto è fatto!
N.B.: Questa è una preparazione per chi non teme la cipolla cruda. Osate.

Ingredienti per una persona (o da dividere come contorno):

– 1 barattolo di fagioli rossi (circa 250 grammi);
– 1 peperone piccolo rosso;
– 1 peperone piccolo giallo;
– 1/2 cipolla piccola rossa;
– 1 cetriolo;
– Il succo di mezzo lime;
– 1 pizzico di peperoncino;
– Olio extravergine q.b.;
– Sale q.b.;

Scolate e risciacquate attentamente i fagioli. Metteteli in una ciotola abbondante.
In una ciotola più piccola mischiate insieme il peperoncino, l’olio, il sale ed il lime. Se non vi piace potete tranquillamente usare un aceto di vostro gusto.
Tagliate a cubetti i peperoni dopo averli svuotati dai semi.
Tagliate a cubetti il cetriolo dopo averlo lavato e sbucciato.
Tritate finemente la mezza cipolla.
Unite tutti gli ingredienti nella ciotolona con i fagioli, aggiungete il condimento e mescolate.
Questa insalata è ottima sia come piatto unico che come contorno.

Insalata di fagioli peperoni cipolla

L’accompagnamento musicale di questa ricetta è abbastanza bislacco. Potrei scherzare sul fatto che dopo aver mangiato questa insalata nessuno oserà baciarvi, ma non lo farò: semplicemente in questi giorni è tornata nella mia vita questa canzone.
Quando ero appena adolescente, la voce di Lauryn Hill fece breccia nel mio cuore con tutta la sua grazia e potenza.
Con la sua ruvidezza riusciva a comunicare esattamente il patimento d’animo verso il quale stavo andando incontro, e con l’album “The Miseducation of Lauryn Hill” ha segnato diversi passaggi della mia vita.
MTV a quei tempi passava ottima musica. 
In particolare la canzone “Ex-Factor” è rimasta con me per tutti questi anni, non per malinconia, ma perché è un capolavoro di testo e melodia. Solitamente l’R&B non fa per me, ma lei ha veramente qualcosa di diverso. Lo sentirete appena premerete play: Lauryn Hill è in grado di comunicare ogni singola emozione contenuta nei versi della canzone, e le sentirete tutte. 

I keep letting you back in
How can I explain myself
As painful as this thing has been
I just can’t be with no one else
See I know what we got to do
You let go and I’ll let go too
‘Cause no one’s hurt me more than you
And no one ever will

Tempeh con verdure in agrodolce.

Finalmente ci siamo: una ricetta che ha come protagonista assoluto il tempeh. 
Potrei passare ore a parlare della sua consistenza, il sapore, la versatilità, la soddisfazione che lascia al palato e soprattutto la facilità di utilizzo e reperibilità. 

Con questo caldo è volata via la voglia di cucinare, ma sta sera, dopo aver parlato un’amica che è curiosa di provare tempeh e tofu, mi è tornata l’ispirazione. Ecco quindi che ho sleggiucchiato qualche ricetta e ho deciso di adattarne una agrodolce leggermente piccante. Il sapore è buonissimo, se amate le ricette orientali è proprio quella che fa per voi. Un must totale!

Ingredienti per una persona:

– 1 zucchina grande e 2 piccole;
– 1/2 peperone rosso;
– 150 grammi di tempeh;
– Olio di cocco q.b.;
– Un pizzico di peperoncino;
– Un pizzico di aglio in polvere;
– 1 pezzo di zenzero grande come un pollice.

Per la marinatura:

– 2 cucchiai di salsa tamari;
– 1/2 cucchiaino di amido di mais;
– 2 cucchiai di acqua.

Per la salsa:

– 2 cucchiai di aceto balsamico;
– 2 cucchiaini di olio extravergine di oliva;
– 2 cucchiaini di zucchero;
– 1 cucchiaino di semi di sesamo;
– 1/2 cucchiaino di amido di mais.

In un bicchiere o una tazza mischiate gli ingredienti per la marinatura e mettete da parte.
Lavate e tagliate le zucchine a metà e poi in pezzettoni; lavate e tagliate il mezzo peperone in pezzetti di circa un centimetro e infine tagliate il tempeh a cubetti. Mettete tutto in un contenitore abbastanza largo e cospargete con la marinatura. Mischiate la verdura e il tempeh e lasciate a marinare per almeno 10 minuti.
In una ciotola mischiate insieme gli ingredienti per la salsa che verrà aggiunta verso fine cottura.
Pulite e tagliate a pezzetti (o grattuggiate) lo zenzero.
In una wok o una padella abbastanza grande, fate scaldare l’olio di cocco (o l’olio extravergine oppure quello di arachidi) insieme al peperoncino secco fino a farlo friggere appena appena. A questo punto aggiungete le verdure ed il tempeh con tanto di marinatura e lasciate a cuocere a fuoco medio.
Cuocete girando di tanto in tanto per 10 minuti, o finché le zucchine non saranno diventate tenere.
Aggiungete l’aglio in polvere – a vostro gusto -, poi lo zenzero e cuocete ancora per 30 secondi.
È giunto il momento di versare sopra la salsa e lasciar cuocere per l’ultimo minuto.
Servite subito con del riso di accompagnamento.

Tempeh alle verdure

Questa è sicuramente una ricetta di cui parlerete molto, proprio come il titolo della canzone di oggi. “Something to talk about” è il singolo di Badly Drawn Boy che fa parte della colonna sonora di “About a boy“, un film carinissimo e leggero che è entrato nella lista dei film che mi piacciono proprio in maniera innocente, esattamente come mi piace in maniera innocente questo pezzo.

I’ve been dreaming
Of the things I’ve learnt
About a boy who’s bleeding
celebrate to elevate
The joy is not the same without the pain

Ricette per grigliate e scampagnate #1

La Pasquetta è appena passata e con essa anche la tradizionale grigliata in campagna con gli amici. Visto che (ovviamente) la parte della grigliata non fa per me, quest’anno ho portato da casa tutto il pranzo. Non solo è stato economico, ma anche molto soddisfacente: ho potuto gustare quello che volevo e anche provare qualche nuova combinazione di sapori. Questo è il primo (di tre) post per condividere con voi delle soluzioni pratiche per affrontare le grigliate o le scampagnate senza che i vostri amici debbano strizzarsi il cervello per cercare di prepararvi qualcosa da mangiare. Meglio fare da soli.

Ho già lodato più e più volte la quinoa: in questa versione fredda è un ottimo sostituto del riso o della pasta e assorbe bene i sapori sia degli ingredienti che del condimento.
Va da sè che questa insalata può essere arricchita con quello che si vuole, io ho messo quello che avevo in casa ma niente vi vieta di aggiungerci mais, olive, altri tipi di verdura o anche del tofu aromatizzato o addirittura dei wurstel vegani. Decidete voi, devo dire che questa combinazione (liberamente ispirata alla ricetta presente nel libro di Girovegando) mi ha dato molta soddisfazione.

 

Ingredienti per tre o quattro persone:
– Una tazza di quinoa;
– Mezzo peperone rosso;
– Tre carote medie;
– Una confezione di pomodorini pachino;
– Una lattina di ceci (circa 250 grammi);
– Due rametti di menta fresca;
– Una manciata di prezzemolo fresco;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Il succo di mezzo limone (oppure aceto);
– Sale q.b.

Seguite le istruzioni della vostra confezione di quinoa per una resa migliore. La mia diceva questo: lavate molto bene la quinoa e mettetela a cuocere in una pentola con la proporzione di una parte di quinoa e due di acqua. Quando l’acqua prende bollore abbassate la fiamma e coprite la pentola. Fate cuocere per 10 minuti, dopodiché spegnete il fuoco e lasciate riposare per altri 5 minuti, poi mettela in una ciotola, sgranate i grani con la forchetta (come si fa con il cous cous) e aggiungete un cucchiaio di olio extravergine. Lasciate a raffreddare.
Nel frattempo lavate e tagliate i pomodorini a pezzetti e strizzateli un po’, in modo che perdano acqua.
Pelate e tagliate a fettine sottili le carote.
Lavate e tagliate il peperone a rettangolini.
Unite i ceci scolati e lavati alla quinoa, aggiungete anche i pomodorini, le carote e il peperone; infine la menta ed il prezzemolo tritati finemente. Date una bella mescolata.
In una ciotola preparate il condimento unendo insieme due o tre cucchiai di olio, il limone (o l’aceto) e il sale e infine versatelo sulla quinoa. Mescolate per bene e lasciate a riposare almeno un’oretta in frigo, di modo che tutti i sapori si mischino per bene per ottenere una insalata di quinoa ancora più buona.

 

Quinoa e verdure

 

Primavera ben arrivata. Quest’anno ti abbraccio io e lo faccio con la musica giusta: “I feel better” dei Frightened Rabbit è l’ideale per andare a correre e lasciarsi alle spalle il freddo pungente dell’inverno. Anche se non siamo ancora alle temperature calde che tanti di voi amano, si può dire che il peggio è passato.

Soprattutto posso iniziare a sussurrare, se non a dire ad alta voce, I feel better.

Tortino di ceci alle verdure.

Le prime volte che ho mangiato vegano uno dei cibi che preferivo mi venissero preparati (perché ero una completa incapace) erano i tortini con la farina di ceci. Un intero universo di bontà spugnosa e ricca: basta un po’ di acqua, la giusta quantità di farina di ceci e poi la fantasia. I tortini infatti possono essere arricchiti in qualunque modo, dalle semplici spezie, passando per le verdure miste o di stagione e perché no anche accompagnati da creme e salse fatte in casa.
L’idea iniziale di questa ricetta era però un’altra, doveva diventare un tripudio di polpette piatte di verdura. Solo che in corso d’opera mi sono accorta che qualcosa non andava, e al volo ho oliato una teglia e acceso il forno.
Non so ancora bene cosa sia andato storto, forse troppe verdure, forse avrei dovuto provare comunque, fatto sta che questa piccola delizia mi ha lasciato più che soddisfatta. Potete tranquillamente usarlo come apertivo o come piatto unico, e se siete golosi come me, potete mangiarlo tutto senza sentirvi in colpa.

 

Ingredienti:
– 150 grammi di farina di ceci;
– 200 ml di acqua;
– Una zucchina;
– Una melanzana piccola;
– Mezzo peperone medio;
– Sale q.b.;
– Una cipolla rossa;
– Origano q.b.;
– Curcuma q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.

Preriscaldate il forno a 200° C.
Preparate la pastella mescolando la farina di ceci con l’acqua almeno tre ore prima di iniziare a cucinare il resto degli ingredienti. Dovete ottenere una pastella densa. Usate una ciotola abbastanza capiente, perché dopo dovrete aggiungervi le verdure cotte.
Tagliate a fettine sottili di circa 2 o 3 centimetri di lunghezza le verdure.
Sminuzzate la cipolla e mettetela a rosolare con l’olio, l’origano e il sale.
Aggiungete le verdure alla cipolla, coprite e lasciate cuocere a fuoco medio per 10 minuti girando di tanto in tanto. Controllate lo stato di cottura basandovi sulla melanzana, una volta pronta quella potete spegnere il fuoco e lasciar raffreddare per qualche minuto.
Condite la pastella con il sale e la curcuma. Non ho usato misure perché l’uso della curcuma va a gusto personale, ma più o meno ne ho aggiunti due cucchiaini pieni. Aggiungete le verdure e amalgamate.
Ungete il fondo di una teglia da forno con un goccio di olio e spalmatevi (letteralmente) il composto.
Infornate per 30 minuti a forno statico. Una volta pronto lasciate raffreddare almeno 10 minuti prima di servire.

 

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Questa mattina mi sono svegliata con una canzone in mente, una di quelle canzoni che una volta che si accomodano nei ricordi non se ne va più.
“Sing to me” è la canzone più bella del secondo album di Anna Calvi, artista inglese di incredibile voce e talento.
Le atmosfere eteree e sabbiose di questa canzone mi fanno pensare al deserto, forse anche per via del video musicale, ambientato negli scenari dei vecchi western (se ben ricordo). Il modo in cui Anna Calvi apre la voce durante questo pezzo (anche dal vivo, ve lo assicuro) mi riempie lo stomaco ed il cuore di bellezza pura.
Buona ascolto.

Pizza!

Finalmente sono riuscita a mangiare di nuovo la pizza. Ero “astinente” da questa estate, quando mi hanno trovato l’intolleranza ai lieviti. Disperata ed abbattuta ho dovuto dire addio a pane, pizza, dolci lievitati e tutto quello che poteva contenere del lievito.
Qualche mese dopo, affamata e bisognosa delle attenzioni che solo una pizza può riservare, ho iniziato a cercare risposte e ho scoperto che non tutto era perduto: al posto del lievito di birra (o di quello madre) avrei potuto usare il cremor tartaro.

Che cos’è il cremor tartaro? E’ di base un sale acido – se non ricordo male estratto dalla pianta dell’uva – che in associazione alla giusta quantità di bicarbonato e acqua, si attiva e aiuta la lievitazione dei prodotti da forno.
Dove si trova? Lo si trova facilmente da Naturasì, nei negozi bio e anche in qualche supermercato molto ben fornito. Nelle bustine del Naturasì c’è già la miscela con il bicarbonato e contengono anche amido di mais, basta leggere l’etichetta.
Gli impasti lieviteranno come con il lievito “normale”? Da quello che ho potuto vedere no. Per lo meno per la pizza l’impasto non ha bisogno di tempo di riposo e soprattutto non si gonfierà come con il lievito di birra.

Due piccole note sulla lavorazione di questa pizza: premettendo che questa preparazione è stata la prima in assoluto, ho cercato di sperimentare un po’. Ho usato innanzitutto due farine diverse (metà integrale di farro e metà 00), l’acqua l’ho aggiunta man mano a seconda di come veniva l’impasto (perché ad un certo punto era molto appiccicoso) e anche l’olio ha subito la stessa sorte. L’impasto è risultato molto friabile e ha necessitato di una lavorazione prolungata. Si sfaldava spesso e l’aggiunta di farina e acqua hanno leggermente migliorato la situazione.
Una volta steso con il mattarello non ci sono state altre difficoltà.
La pizza cotta è risultata croccante e mi ricordava il sapore di torta e non mi è dispiaciuta. Anzi, ne avrei mangiata una quintalata!

 

Ingredienti per due pizze grandi ed una piccola:
– 300 grammi di farina 00;
– 300 grammi di farina di farro integrale;
– Una bustina di cremor tartaro;
– Un cucchiaino di bircabonato di sodio;
– Almeno 300 ml di acqua tiepida;
– Due cucchiaini di sale;
– Olive nere q.b.;
– Olio q.b.;
– Una lattina e mezza di polpa di pomodoro;
– Mozzarella di riso;
– Origano.

Su un piano di lavoro (o in una ciotola grande) mischiate insieme gli ingredienti secchi (farina, sale, bicarbonato, cremor tartaro), formate un buco e versate circa metà dell’acqua. Iniziate ad impastare e poco alla volta finite l’acqua. Ora unite l’olio e continuate ad impastare con forza. Se l’impasto dovesse risultare veramente troppo friabile vi suggerisco di aggiungere acqua e farina fino a farlo diventare lavorabile.
Formate una palla e fatelo riposare per un’oretta coperto da uno strofinaccio pulito e asciutto, ma questo passaggio non è indispensabile.
Ora arriva la parte più semplice: stendete l’impasto con il mattarello fino a raggiungere la sottigliezza desiderata, oliate ed infarinate la teglia e preparate la pizza a seconda dei propri gusti.
Io ho condito la polpa di pomodoro con olio, origano e sale, l’ho spalmata sull’impasto – cercando di metterne il più possibile -, poi ho tagliato a dadini la mozzarella di riso e infine sciacquato velocemente le olive nere (per togliere quel sapore metallico).
Infornate a 200° in modalità forno statico per 20 minuti e la vostra pizza sarà prontissima da gustare.

 

 

Per festeggiare questa ricetta ho scelto la canzone che contraddistingue le mie giornate in questo periodo: “Take me to church” di Hozier. Quando dico che contraddistingue le mie giornate intendo proprio dire che ci sono sottissimo, è un tunnel dal quale non so se sia possibile uscire.

Ancora non ho approfondito l’artista, ma ad essere sincera ho perso la testa per la sua voce e per le atmosfere “sacre/profane” di questa canzone.
Che dire, prestate attenzione alla melodia di base, i cori e al testo, che ha delle parole decisamente uniche.

The Leftovers. (Insalata di quinoa, ceci e cavolo rosso)

Nei giorni scorsi ho preparato due tipi di burger come scorta per l’autunno (presto posterò le ricette) e ho prodotto un sacco di avanzi. Oggi non avevo voglia di cucinare niente di niente e ho pensato di mettere insieme un po’ a casaccio i vari ingredienti avanzati per vedere cosa ne sarebbe venuto fuori.
Questa insalata è una perfetta svuota frigo a prova di qualunque pigrizia e soprattutto è buona buona buona. Non pensavo che il cavolo rosso andasse bene, di solito lo mangio da solo oppure nei panini (e nelle piadine falafel) ma ha donato quel sapore acidulo che ha decisamente fatto la differenza.
Come direbbe mio fratello “sai cosa ci starebbe bene qui dentro? La pancetta!”: infatti questa insalata si presta ad essere arricchita da qualunque tipo di proteina, sia animale che non. Spaziate con la fantasia!

 

Ingredienti:
– Quinoa, circa 60 grammi;
– Una patata media bollita e tagliata a cubetti;
– Circa 60 grammi di ceci;
– Cavolo rosso q.b.;
– Aglio in polvere q.b;
– Paprika affumicata q.b.;
– Olio extravergine di oliva;
– Sale

Tagliate a strisce sottili il cavolo rosso, condite con olio e poco aceto (a gusto personale) e lasciate da parte ad insaporire.
Cuocete la quinoa secondo le istruzioni della confezione (sciacquatela sotto acqua fredda corrente finché non avrà finito di fare le bolle, mettetela in pentola, copritela con acqua, portate a bollore, salate leggermente, coprite con il coperchio, abbassate il fuoco e lasciate cuocere per 10 minuti per poi spegnere il fuoco e lasciare a riposare per circa 5 minuti a pentola chiusa).
Per semplificare ulteriormente le cose vi consiglio di usare i ceci in scatola dopo averli adeguatamente scolati e sciacquati, ma se proprio volete avere un sapore più autentico e rustico mettete a bagno i ceci secchi per 12 ore e cuoceteli per due ore in una pentola capiente e salando solo verso la fine della cottura.
A questo punto dovete solo unire tutti gli ingredienti, condire con olio, sale, aglio in polvere e paprika affumicata et voilà! Il piatto è pronto e servito. Più facile di così non penso che si possa fare.

Insalata avanzi

In questo periodo, se penso agli avanzi, mi viene subito in mente “The Leftovers“, bellissima serie ispirata al libro di Tom Perrotta “Svaniti nel nulla”.
Leftovers significa letteralmente avanzo (oltre che significare anche quello che rimane, che non viene usato o consumato) e segue le vicende della comunità di un piccolo paesino della provincia americana dopo che, in un misterioso giorno di ottobre, il 2% della popolazione mondiale svanisce nel nulla.
Quello che mi piace della serie è che mentre ci si interroga su cosa sia accaduto, si debba fare i conti – anche come spettatore – con il senso di impotenza di chi rimane (gli avanzi, appunto), oppure con il modo in cui ognuno dei protagonisti decida affrontare questa perdita in modo diverso,  ma soprattutto amo molto la recitazione degli attori che è veramente portata ad un livello superiore. Giusto per fare alcuni nomi abbiamo nientepopodimenoche Justin Theroux, Christopher Eccleston, Amy Brenneman, Liv Tyler, la rivelazione Carrie Coon, Ann Dowd e Scott Glenn.
Ve la consiglio vivamente, ormai manca solo una puntata alla fine della prima serie e ammetto di aspettare quel momento con grande trepidazione. Quando una serie è fatta così bene ci si affeziona ai personaggi in maniera indescrivibile, e ammetto di aver riservato un posto veramente speciale nella mia vita a questa produzione. Per il momento. Finché qualcuno non la rovinerà completamente.
Detto questo vi lascio con uno dei temi principali del telefilm, “November” di Max Richter, e ditemi se con una colonna sonora così non vi viene voglia di buttarvi a capofitto nella visione della serie! Buon ascolto e buon telefim!

(Sformato cremoso di patate ai piselli)

Qualche giorno fa mi sono trovata a parlare con un’amica e le ho chiesto di cucinare insieme un piatto mai fatto prima che ho trovato navigando in rete. Poi ci ho pensato meglio e mi sono detta “perché devo aspettare qualcuno? Faccio da sola!” ed eccomi qui a presentarvi questo piatto che per me è una vera incognita. Mai neanche assaggiato, non so che sapore deve avere né quale sia la giusta consistenza. Ho dovuto cambiare la ricetta originale (che trovate qui in inglese) perché non avevo alcuni degli ingredienti, ma ho cercato – a naso – di restare fedele alle descrizioni e di cercare di capirne qualcosa in più dalle bellissime foto del sito. A parte il colore.
Che emozione, la prima ricetta che scopriamo insieme! Insieme noi: io e voi, voi ed io, una grande famiglia di golosi che sperimentano, non siete emozionati? Io sì, sinceramente. Sarà che cucinare e preparare cose nuove mi alletta, sarà che ho voglia di fotografare, saranno altri tremila motivi messi insieme ma io sento quasi le farfalle allo stomaco.
Questa sera ne porterò una porzione a mio fratello, così avrò un giudizio esterno per capire cosa ne pensa una buona forchetta come lui.
Ma bando alle ciance, passiamo agli ingredienti.

 

Ingredienti:

– Due patate medie e tre piccole;
– Una cipolla rossa media;
– 200 grammi di mandorle spellate;
– Olio extravergine q.b.;
– 500 grammi di piselli surgelati;
– Pepe q.b.;
– Sale q.b.;
– Due cucchiaini di aglio secco;
– Una manciata di timo;
– Una manciata di rosmarino;
– 1/2 tazza di latte d’avena (o qualunque altro tipo di latte vegetale al naturale).

Come prima cosa mettere a cuocere i piselli in acqua bollente non salata per circa 7-8 minuti, scolate e mettere da parte.
Tagliate sottilmente la cipolla e fate rosolare in due cucchiaini di olio extravergine fino farla diventare trasparente. A questo punto aggiungere due cucchiaini di aglio in polvere (o fresco ma tritato), una manciata di timo, una di rosmarino e rigirare per 3 minuti. Mettere da parte.
Lavare molto molto bene le patate se volete tenere la buccia. Se preferite invece sbucciatele; in ogni caso tagliatele in fette sottili.
Scaldate il forno a 170°.
A questo punto prendete i piselli e metteteli nel frullatore, aggiungete la cipolla precedentemente cotta, le mandorle ed un po’ di sale. Iniziate a frullare e aggiungete il latte vegetale. Io l’ho lasciato leggermente “granuloso” in modo da sentire la presenza delle mandorle, ma in generale il risultato finale dovrà essere morbido e umido. A metà del procedimento ho aggiunto un goccio di olio d’oliva per ammorbidire ulteriormente.
Prendete una teglia per il forno, ungete il fondo e disponete le fette di patate fino a ricoprirlo; date una spolverata leggera di sale e pepe e coprite con la cremina di piselli, ripetete l’operazione e via così fino a formare tre o quattro strati, oppure fino a finire gli ingredienti.
Coprite con della carta stagnola, Infornate e cuocete per circa un’ora e quaranta minuti, ma controllate che le patate siano cotte. Alla fine della cottura togliete la carta stagnola, accendete il grill e lasciate solo quello per 5 minuti. Servitelo tiepido, freddo oppure caldo ma non lavico.

Update di fine cottura: è venuto inaspettatamente molto buono! La cottura va allungata rispetto alla ricetta originale citata in apertura di post, ma il sapore è veramente gradevole! Forse si sente molto l’aglio, a me non di spiace ma per chi dovesse soffrirlo un poco non esitate a non metterlo proprio.

Update post-assaggio di mio fratello: il voto complessivo è un 7, lui consiglia di aggiungere peperoncino ed un pizzico di sale per far esplodere tutto il sapore dello sformato.

 

Finalmente, finalmente, finalmente è uscito il primo album di FKA twigs, una delle mie artiste preferite del panorama moderno del trip-hop. Twigs è una ragazza giovanissima, nasce come ballerina, è una regista, è una musicista, è un po’ tutto. E quel tutto lo butta nella musica, nei singoli che ha sparato fuori uno dopo l’altro e nell’album LP1 che – lasciatemelo dire – è un viaggione pazzesco. Dai primi singoli (disponibili su youtube) a questo album il salto di qualità si sente, e non solo vocalmente: si avverte molto chiaramente un approfondimento dell’elettronica – e non solo – che fa sperare in un nuova ala del genere trip-hop.
Vorrei potervi far sentire la recensione che scrissi per Radio Bachi, ma purtroppo il sito che ospitava le puntate ha cancellato tutto e temo che non ci siano copie di backup. Mi piacerebbe sapere come mettere mp3 all’interno dei post ma finché non lo avrò imparato temo che non se ne farà niente.
In ogni caso vi lascio il video di “Two Weeks”, primo singolo estratto da LP1.
Buon ascolto!