Tortino al caramello salato

Il caldo vi soffoca? Avete una gran voglia di dolce ma la sola idea di accendere il forno o di uscire a cercare un gelato vi demoralizza a tal punto che vorreste piangere? Bene, ho la soluzione per voi: il tortino al caramello salato che non si mette in forno ma in freezer.

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La prima volta che ho visto la ricetta sul sito di Vegan Richa mi sono innamorata immediatamente e il mio istinto non ha sbagliato: il tortino al caramello non solo si prepara in poco più di 15 minuti dall’inizio alla fine e servono solo un pentolino, una teglia e un mixer, ma inoltre, con ingredienti alla portata di tutti come datteri, cocco grattuggiato, mandorle, sciroppo d’acero e poco altro ancora, si ottiene un dessert delizioso, dal sapore che ricorda un Bounty un po’ più fondente, in una vera e propria esplosione di piacere.
Tutte le persone a cui l’ho fatto assaggiare ne sono rimaste estasiate, chiedendone ancora e poi ancora. Probabilmente questo è uno dei dolci da non cuocere che rendono al meglio la magia degli ingredienti giusti mischiati insieme.

Rispetto alla versione originale, ho preferito togliere qualche ingrediente e variarne altri, alleggerendo così la ricetta e rendendola meno stucchevole.

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Ingredienti per una teglia di 22 x 22:
Per la base:
– 8 datteri medjoul senza nocciolo;
– 130 grammi di mandorle;
– 2 Cucchiai di semi di chia;
– 6 Cucchiai di cocco grattuggiato;
– 1 cucchiaino pieno di vaniglia in polvere;
– 1 Cucchiaio di sciroppo d’acero;
– 1 Cucchiaio di latte di mandorla (o altro latte vegetale);
– 1 pizzico di sale;

Per il caramello salato:
– 11 datteri senza nocciolo;
– 2 Cucchiai di burro di mandorla;
– 20 grammi di olio di cocco (sciolto);
– 120 grammi di latte di mandorla (o altro latte vegetale);
– 1 cucchiaino di vaniglia in polvere;
– Due pizzichi di sale (o a vostro piacere);

Per la ganache:
– 80 grammi di cioccolato fondente al 70% (oppure gocce di cioccolato);
– 1/2 tazza di latte di cocco (circa 120 grammi);
– 1 Cucchiaio di burro di mandorle

Per prima cosa mettete a bagno in acqua caldissima per 15 minuti gli 11 datteri per il caramello.
Iniziate a fare la base mettetendo le mandorle nel mixer, accendetelo fino ad ottenere una farina un po’ grossolana. Aggiungendo i semi di chia, il sale, i datteri, 2 cucchiai di cocco grattuggiato e fate ripartire il mixer fino a quando i datteri saranno ben incorporati e completamente a pezzi. Versate i rimanenti ingredienti per la base, fate nuovamente partire il mixer fino ad ottenere una pasta che schiacciandola si deve compattare. Mettete della carta forno in una teglia adatta al freezer (tipo pyrex) e distribuite il composto schiacciando con le dita fino a ricoprire la superficie della teglia. In alternativa ungete con olio di cocco la teglia e procedete nel distribuire il composto sulla superficie.
Per il caramello salato il procedimento è semplicissimo: scolate i datteri, metteteli nel mixer insieme agli altri ingredienti e fatelo partire fino a disintegrare interamente i datteri, ottenendo così una crema il più liscia possibile. Spalmate poi il caramello sulla base del tortino.
Infine per la ganache scaldate sul fuoco il latte di cocco fino a quando inizia a bollicchiare, a questo punto versatelo in una ciotola, aggiungete il cioccolato e mescolate delicatamente per farlo sciogliere. Versate il burro di mandorle e mescolate ancora per incorporarlo. Versate sul tortino e distribuitelo con una spatola.
Mettetelo in freezer avvolto dalla pellicola trasparente per alimenti e lasciate in freezer a riposare per almeno 4 ore.
Per servirlo non lasciatelo scaldare ma servitelo subito, appena tirato fuori dal freezer.

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Ah, le notti d’estate passate a cercare un po’ di refrigerio. Ah, la musica jazz, le cicale, i grilli, i pensieri che scappano via e non ritornano mai come prima.
La magia del silenzio interrotto solo da qualche nota che, coraggiosa come solo le note sanno essere, sguazza fra una stella e l’altra, come in una gigantesca piscina blu notte, senza fondo.
Ah, Erykah Badu con la sua voce inconfondibile, una brezza fondente che cola calda dalle sue labbra. “Orange Moon”, tratta dall’album “Mama’s Gun” è la canzone migliore per cambiare le notti d’estate di chiunque l’ascolti.

Risotto al cioccolato

Ci sono quei momenti in cui ho una voglia sfrenata di mangiare qualcosa di dolce, ma in casa non ho quasi mai niente. Per me dolce = torta, quindi sono caduta un po’ dal pero quando ho intravisto su instagram la foto del risotto al cioccolato. Incuriosita ho cercato di più, e oltre a scoprire What should I eat for breakfast, un food blog di una bellezza assoluta, ho finalmente realizzato che un dolce non deve essere per forza fatto di ottomila ingredienti che non ho mai in casa. L’ho detto che sono caduta dal pero, no? Più cucino più realizzo che la mia educazione alimentare è stata veramente scarsa e che sto imparando tutto ora da sola, quindi ogni cosa che “scopro” o preparo mi sembra scesa direttamente dall’Olimpo. Forse il mio iper-entusiasmo a volte sembra esagerato, ma sono consapevole di aver fatto una lunga strada per arrivare fino a qua, e di averne ancora molta da fare: a conti fatti (forse l’ho già detto), prima di diventare vegana non ero in grado di cucinare quasi nulla; ora invece ho a disposizione idee, ricette e fantasia per non annoiare mai il palato. La felicità è fatta anche di queste consapevolezze.

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Il risotto al cioccolato è una vera e propria delizia che si prepara in 15 minuti contati e che regala un dolce cremoso, lussurioso, alla portata di tutti e semplicissimo da preparare. Vi servono solo una pentola, del riso, del latte di riso e una tavoletta di cioccolata: ditemi voi se non è il dessert più semplice della terra (forse dell’intero universo!). Anche chi si sente un po’ impedito ai fornelli può preparare il risotto al cioccolato e fare una figura da chef professionista. Il lavoro duro lo fa tutto l’amido del riso e dopo il burro di cacao contenuto nel cioccolato. Inoltre, l’aggiunta del rosmarino in cottura e poi al momento di servire, dona al cioccolato uno strato di sapore in più che farà esplodere di felicità le vostre papille gustative.

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Ingredienti per 2 porzioni abbondanti o per almeno 4 mini porzioni:
– 100 grammi di riso arborio;
– 500 ml di latte di riso;
– 100 grammi di cioccolato fondente;
– 1 cucchiaio di sciroppo d’acero;
– 1 rametto di rosmarino + altro rosmarino per decorare;
– 1 pizzico di sale;
– Cocco grattuggiato per guarnire;
– Mandorle in scaglie per guarnire.

Spezzate la tavoletta di cioccolata e mettete da parte.
In una pentola mettete il riso, il latte di riso, lo sciroppo d’acero, il sale e il rametto del rosmarino. Fate cuocere a fuoco medio fino a raggiungere il bollore, mescolando sempre. Una volta raggiunto il bollore abbassate la fiamma quasi al minimo e lasciate cuocere per 15 minuti, continuando a mescolare per evitare che il riso si attacchi.
Piano piano noterete che il riso assorbirà quasi tutto il latte di riso. Passati i 15 minuti assaggiate il riso per essere sicuri di gradire la cottura, eliminate il rosmarino e aggiungete la tavoletta di cioccolato spezzettata.
Mescolate e amalgamate completamente, fino a quando il riso sarà ricoperto completamente dal cioccolato.
Servite subito con le mandorle a scaglie (o fatte a pezzettoni), il cocco grattuggiato il rosmarino e ancora un pizzico di sale (ma proprio pochissimo).

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Avete presente quando avete bisogno di musica che vi sollevi lo spirito e vi faccia sentire come su un altro pianeta? Ecco, “Porcelain” di Moby, (tratta dal suo capolavoro Play) mi fa esattamente questo effetto. È una delle canzone più belle della sua intera produzione: toccante, misteriosa, triste eppure incredibilmente vitale, “Porcelain” è in grado di regalare emozioni profonde e sensazioni da viaggio extracorporeo; la canzone si apre con due versi criptici “In my dreams I’m dying all the time / As I wake it’s kaleidoscopic mind” che servono a trasportare immediatamente l’ascoltatore nello spazio mentale corretto. Un vero capolavoro.

Tortini alla carota e zenzero (senza glutine)

Ormai internet è la mia più grande ipirazione per cucinare: miniera infinita di mondi e sapori che si incrociano e si mostrano, un mercato aperto di bellezza e immaginazione.
Da quando ho intrapeso questo viaggio culinario e fotografico si sono aperte davanti a me migliaia di strade, di case e di cucine, tutte pronte per essere esplorate, analizzate, comprese, fotografate e sognate anche di notte.

A volte ho così tanta voglia di cucinare che nei miei sogni impasto e spalmo roba su altra roba e poi assaggio e mangio, e nei sogni è sempre tutto troppo dolce anche se non mi importa: sono felice di svegliarmi così.

Questi tortini non mi sono arrivati in sogno (purtroppo) ma è la ricetta veganizzata dei muffin senza glutine alla carota e zenzero presa da Savory Lotus.
I muffin si sono trasformati in tortini semplicemente perché, come al solito, ho combinato qualche disastro e ho messo troppo impasto nei pirottini, che si è allargato ed espanso senza chiedere permesso; non è stato un grande danno e a me piacciono di più così, ma se volete dei mini muffin vi basterà usare i pirottini più piccoli o mettere meno impasto in quelli normali.
I tortini alla carota e zenzero sono completamente senza glutine, senza frumento, senza soia e anche senza lievito. E cosa ci sarà mai dentro, dunque? Dolcissime carote, freschissimo zenzero, la nota tropicale del cocco e l’intramontabile forza della farina di mandorle.
Se avete bisogno di un sapore inaspettatamente fresco e avvolgente, questo è il dolce che fa per voi che – oltretutto – durante la cottura invaderà casa vostra con un intenso profumo di burro.

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Ingredienti per 8 tortini:
– 180 grammi farina di mandorle;
– 1/2 cucchiaino di sale;
– 1 cucchiaino di bicarbonato;
– 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere;
– 50 grammi cocco grattuggiato;
– 105 grammi olio di cocco sciolto;
– 1 bustina e 1/2 di sostituto per le uova “Senz’uovo
– 105 ml di acqua tiepida;
– 2 manciate di uvetta messe a bagno per 10 minuti;
– 1 carota grande grattuggiata;
– 1 pezzo di zenzero fresco grattuggiato;
– 150 grammi di sciroppo d’acero;

Preriscaldate il forno a 180°.
In una ciotola grande unite insieme la farina di mandorle, il cocco grattuggiato, il sale, il bicarbonato e lo zenzero in polvere e mischiate bene con un cucchiaio.
In una seconda ciotola unite il senz’uovo all’acqua tiepida e mescolate accuratamente evitando di fare grumi, versate poi l’olio di cocco, lo sciroppo d’acero, la carota, lo zenzero e l’uvetta e amalgamate.
Versate tutto negli ingredienti secchi e con una frusta mescolate fino a ottenere un composto appiccicoso ma uniforme.
A questo punto versate l’impasto nei pirottini da muffin e infornate per 25 minuti, controllando con uno stuzzicadenti la fine della cottura. L’impasto rimane abbastanza umido e si rassoda nel raffreddamento.
Sfornate e lasciate raffreddare.

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Tanto è dolce questa ricetta, quanto è delicata la musica che la accompagna. Scoperta recentissima, la canzone “Kitchen door” di Wolf Larsen – nome d’arte di Sarah Ramey –  porta con sé un’atmosfera eterea e quasi invisibile. Una vera e propria carezza sul volto.

I can hear you tap tapping at my kitchen door
I can hear the river run and the river want more
Don’t you know, I’m already sure
I can hear you tap tapping at my kitchen door

 

Palline di carote e datteri

Sabato, interno giorno. Io e mio fratello siamo in cucina, lui nei panni di cuoco e io di svogliata aiutante. In preparazione c’è la cena per la serata, un menù completo dall’antipasto al dolce. Ed è proprio il dolce la parte che mi è piaciuta di più (non che tutto il resto fosse cattivo, anzi, mio fratello è un cuoco eccellente!), con la ricetta delle palline di carote e datteri presa dal libro “#Staivegano” di Áine Carlin.

Sono innamoratissima di #Staivegano, è un libro bellissimo, con ricette fantasiose e alla portata di tutti; credo che presto arriverà una recensione a riguardo. Ve lo dico già da ora: compratelo. Se non potete comprarlo o volete saperne di più, potete scartabellare direttamente il blog di Áine Carlin, Pea soup eats.

Ma non perdiamo tempo, ecco la ricetta facilissima e velocissima di questo dolce che è una botta di energia, dal sapore fresco e delizioso, meravigliosamente raw.

Ingredienti:
– 150 grammi di datteri medjoul senza nocciolo e tagliati a pezzetti;
– 190 grammi di noci sgusciate;
– 1 carota piccola;
– 50 grammi di uvetta;
– La scorza di 1 arancia;
– 1/4 di cucchiaino di cannella;
– 1/4 di cucchiaino di  zenzero in polvere;
– Un pizzico di noce moscata;
– Cocco grattuggiato q.b.

Grattuggiate la carota e spremetela per far uscire tutta l’acqua.
Nel food processor unite tutti gli ingredienti tranne il cocco e fate andare le lame per diversi minuti, ottenendo così un composto molto compatto. Mettete del cocco grattuggiato in una ciotolina.
Una volta pronte, formate delle palline grosse come una pallina da ping pong e rigiratele nel cocco grattuggiato, in modo da ricoprirle completamente. Adagiatele su una teglia coperta di carta da forno e mettetele in frigo a riposare per almeno un paio d’ore. Più riposano in frigo meglio è!

Dopo aver divorato la buonissima cena, ci siamo rilassati con uno dei nostri film preferiti: “The Goonies”. È un film meraviglioso, ogni volta che lo guardo torno bambina e mi fa sempre ridere ed emozionare come la prima volta. So a memoria quasi tutte le battute, e lasciatemelo dire, con il doppiaggio hanno fatto un ottimo lavoro! Ogni voce italiana è incredibilmente simile (se non uguale) a quella degli attori originali.
E la colonna sonora. La colonna sonora! Il tema principale è affidato a nientedimenoche Cindy Lauper, che ha scritto la canzone “The Goonies ‘r’ good enough“.
Il pezzo comincia a 2:15.

Banoffee pie

La banoffee pie è una torta di origine anglosassone di cui non avevo mai sentito parlare, finché non mi è apparsa magicamente su Instagram grazie a The Viet Vegan. È stato amore a prima vista e non poteva essere altrimenti: questa goduriosa torta è  fatta di biscotti, caramello, banane e panna, il tutto stratificato insieme per creare un dolce a dir poco glorioso.

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Al posto della panna ho usato il budino di cocco Alpro, semplicemente perché il tentativo di fare la panna di cocco è fallito miseramente – per fortuna. Senza questo fallimento non avrei mai scoperto quanto la budinosità fosse la scelta giusta per questo dolce..
Non vi mentirò, avrei potuto studiare meglio lo scatto e rendere più giustizia alla bellezza e alla bontà della banoffee pie, ma avevo così fretta di provarla che non ci ho pensato più di tanto.
La verità è che questa è una torta incasinata, sbrodolona, che straborda, di quelle che ti fanno venire voglia di leccare il piatto, una di quelle che hanno il potere di risollevare l’umore e dare una svolta alla giornata.

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Ingredienti:
Per la base
– 170 grammi di biscotti secchi (tipo questi);
– 70 grammi di burro di soia sciolto;
– 2 cucchiai di zucchero;
– 1 cucchiaino di polvere di vaniglia

Per il ripieno:
– 14 datteri medjoul senza nocciolo;
– 235 ml di acqua (1 tazza);
– 1 cucchiaino di polvere di vaniglia;
– 1 banana matura

Per il topping:
– Panna montata vegetale oppure 2 budini al cocco Alpro;
– Cioccolato fondente grattuggiato q.b.

Preriscaldate il forno a 190°.
Sbriciolate i biscotti a mano o con un food processor. Unite poi lo zucchero, il burro sciolto, e la vaniglia. Mescolate bene, ottenendo un composto sabbioso.
Ungete leggermente una teglia, versate il composto dentro e appiattitelo con le dita o con un bicchiere fino a formare la base dello spessore desiderato. Infornate per 10 minuti e poi mettete a raffreddare.
Preparate il ripieno tagliando a pezzettoni i datteri denocciolati e frullandoli per 5 minuti nel food processor con l’acqua e la vaniglia.
Quando avrete ottenuto una crema liquida, versatela in un pentolino e portate a ebollizione girando continuamente, per almeno 10 minuti. Vedrete il composto ridursi e diventare più solido pian piano. Una volta pronto versatelo sulla base della torta e mettete in frigo a raffreddare per almeno 1 ora.
Finite di preparare la torta ricoprendo il caramello di datteri con la banana tagliata a fettine e una generosa colata di budino (o di panna), conclusa da una spolverata di cioccolato fondente grattuggiato.

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In questi giorni sto rispolverando gli album o i singoli che ascoltavo una decina di anni fa. A parte il non riuscire a comprendere come siano passati già tutti questi anni, è tornata in auge nel mio spirito di musicofila vagante l’inaspettata e ben gradita energia di Melissa Auf Der Maur.
Bassista delle Hole prima e degli Smashing Pumpkins nei loro ultimi anni prima dell’imperdonabile scioglimento che scosse gli anni 2000, Melissa si è buttata quasi subito in una carriera solista che l’ha portata a creare ben due album prima di darsi all’attività di filantropa a tempo pieno.
Followed the wavesè il primo singolo del suo primo album “Auf Der Maur” ed è tutt’ora una bomba che esplode ad ogni replay.

Feel me sneaking around again
Am I hangin’ around again?
Can’t you see?
That my heart lies, my heart lies to you

Muffin alle carote con crema di anacardi.

Guardo fuori dalla finestra e nevica. Quasi non ci credevo questa mattina quando mi sono svegliata, ma la neve ha fatto capolino sorprendendoci tutti.
La neve mi è mancata tantissimo, questo inverno l’abbiamo vista brevemente solo un paio di giorni e oggi è praticamente come se fosse un giorno di festa!

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Allora festeggiamo con questa ricetta che cade a fagiolo: muffin alle carote con crema di anacardi, adattata da quella di The Conscientious Eater. 
Diciamoci la verità, a volte i muffin sono un pochino tristi da soli e non c’è niente di meglio che fare una crema velocissima per accompagnarli. Gli anacardi si prestano molto bene perché sono belli grassi e molto versatili, sia per preparazioni salate che dolci. Diciamo che il risultato finale non è dei più leggeri, e forse un paio di muffin ricoperti o ripieni bastano e avanzano, però dai, è il weekend, si sa che sabato e domenica ci si può concedere qualcosa in più.
Questi muffin hanno lievitato moltissimo, forse per la presenza della famosa purea di mele (applesauce), santo graal della pasticceria vegana. Fino ad oggi non avevo mai provato a metterla in una ricetta, ma l’ho trovata all’Esselunga e mi sono detta che era giunto il momento. Il risultato finale è quello di un impasto ben lievitato, senza alcun retrogusto di mela ma che ha un qualcosa in più, forse la morbidezza e la spugnosità.

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Insomma, se volete un dolcetto corposo e ricco, questa è la ricetta che fa per voi.

Ingredienti per 8 muffin:
– 100 grammi di carote grattuggiate;
– 120 grammi di zucchero integrale;
– 1 cucchiaino di vaniglia;
– 190 grammi di latte di riso;
– 150 grammi di purea di mela;
– 300 grammi di farina (ho usato la Mix It!);
– Un pizzico di sale;
– Una bustina di cremor tartaro;
– 1/2 cucchiaino di bicarbonato

Per la crema:
– 250 grammi di anacardi, messi in ammollo per almeno 4 ore;
– 1 cucchiaino di vaniglia;
– 1 bicchiere d’acqua;
– Zucchero a velo q.b.;
– Sciroppo d’acero q.b. (opzionale)

Preriscaldate il forno a 200°.
In una terrina unite le carote, lo zucchero, la vaniglia, il latte di riso e la purea di mela e mescolate, amalgamando gli ingredienti.
In un’altra ciotola mischiate insieme la farina, il sale, il cremor tartaro e il bicarbonato.
Versate gli ingredienti secchi con quelli bagnati e amalgamate con una frusta a mano, fino a ottenere un composto omogeneo.
Versate la pastella nei pirottini da muffin (io ho usato quelli in alluminio, li ho unti leggermente e hanno cotto molto bene) infornate e cuocete per 30 minuti circa. Fate la prova dello stuzzicadenti, a fine cottura e mettete a raffreddare.
Per preparare la crema di anacardi, scolate gli anacardi messi in acqua precedentemente, metteteli in un food processor, aggiungete tutti gli altri ingredienti e frullate fino a ottenere una crema abbastanza omogenea, la più liscia possibile. Per il grado di dolcezza dovete decidere voi, non ho pesato né lo zucchero né lo sciroppo d’acero ma li ho aggiunti poco per volta.
Servite i muffin freddi ricoperti di crema, o farciti di crema, o immersi nella crema: come preferite!

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Prosegue la Vinyl fever, ovvero quello stato di eccitazione incontrollata che precede l’inizio di ogni puntata della nuovissima serie tutta musica, sesso, coca, e attori di altissimo livello firmata Martin Scorsese e Mick Jagger.
Nella seconda puntata ci si trova davanti alla meraviglia del mondo di Andy Warhol con tanto di Velvet Underground che suonano la PERFETTA “Venus in Furs“, che è da sempre una canzone che mi insegue come un fantasma nella notte.
La melodia ossessiva sa molto di viaggio da acido, mentre la voce di Lou Reed accompagna in questo percorso musicale buio e misterioso: un capolavoro.

Biscotti al cocco e tahina.

Olèèè! Ho vinto la sfida con me stessa e finalmente ho preparato questi facilisssssimi biscotti alla tahina con tanto di cocco dentro.

Avete capito bene, sì. La tahina può essere usata anche nei piatti dolci e infatti vi invito a provarla spalmata sul pane con la marmellata (come fareste se mangiaste pane-burro-marmellata). È una bomba! Il sapore tostato del burro di sesamo si sposa benissimo con il dolce. Bene bene bene! Ciao dieta, ciao nutrizionista, io vado a perdermi in questo oblio unto di sesamo.

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Ho usato la ricetta del sito Viaggiarecomemangiare, e sinceramente mi aspettavo un risultato diverso. Ho usato esattamente gli stessi ingredienti tranne la cannella (che odio) sostituita dalla vaniglia, mentre il resto era perfettamente uguale. L’impasto non è venuto come quello di una frolla, ma era facilmente lavorabile con le mani e i biscotti, una volta cotti, erano molto, molto rustici e di consistenza sabbiosa. Quando sono completamente freddi sono molto buoni, soprattutto se inzuppati nel caffè, poiché la consistenza assorbe benissimo i liquidi.

Ingredienti per  una ventina di  biscotti:
– 150 grammi di farina integrale
– 40 grammi di zucchero di canna;
– 4 cucchiai di cocco grattuggiato;
– 1 cucchiaino di lievito;
– 1/2 cucchiaino di bicarbonato;
– 1 cucchiaino raso di vaniglia;
– 4 cucchiai di olio di riso;
– 3 cucchiai di tahina;
– 4 o 5 cucchiai di acqua fredda.

In una ciotola capiente unite tutti gli ingredienti secchi e mescolateli insieme.
Aggiungete l’olio e la tahina e, con una forchetta, girate amalgamate l’impasto fino a ottenere una consistenza sabbiosa.
Ora aggiungete l’acqua un cucchiaio alla volta, mescolando con le mani e lavorando l’impasto fino a compattarlo il più possibile. Credo di aver usato l’equivalente di 5 cucchiai di acqua.
Quando l’impasto sarà liscio formate una palla e mettetelo a riposare nel frigo per una mezz’oretta o poco più.
Preriscaldate il forno a 200°.
Passata la mezz’ora prendete l’impasto e con le dita formate delle palline grosse come quelle del calciobalilla, poi schiacciatele con i palmi delle mani e mettetele su una piastra ricoperta di carta da forno.
Fate cuocere a forno statico (con il calore sopra e sotto) per 15 minuti circa, controllando un attimo la cottura.
Fate raffreddare completamente, si conservano qualche giorno in un contenitore sigillato ermeticamente.

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Visto che questi biscotti si sposano divinamente con il sapore amaro del caffè, ecco una canzone che amo particolarmente: “Words written over coffee“. Il gruppo è quello dei The Riot Before e la canzone è un puro concentrato di realizzazione di quello che succede nella propria vita. Dà la sensazione di arrendevolezza, ma io ci vedo forza, perché a guardare in faccia la realtà e ammettere i propri errori ci vuole forza. Una forza pazzesca.

 

Baciotti con cioccolato fondente.

Questa è una ricetta che ho scovato dall’internet di corsa, e preparato altrettanto di corsa per un té in famiglia. Se non abbiamo l’ansia da prestazione non siamo contenti.
La ricetta l’ho presa dal blog I paciocchi di Francy e ho cambiato solo un paio di ingredienti. Ho usato lo zucchero di canna, ma è successa una cosa strana: è diventato salato.
Non so bene cosa sia successo, però al palato dava dei richiami salati. Mah. Se qualcuno di voi conosce la causa di questo fenomeno me la dica!
In ogni caso se usate lo zucchero normale o uno zucchero di canna più sottile non dovreste avere alcun tipo di problema.
La ricetta è facilissima, se fate delle palline piccole cuociono anche in fretta e vi riempiranno casa di un profumo avvolgentissimo.

Ingredienti per una decina di biscotti (20 metà):
– 100 grammi di farina di mandorle;
– 100 grammi di zucchero di canna;
– 100 grammi di farina mix it (oppure 00)
– 65 ml di olio di riso;
– 30 grammi di cioccolato fondente.

Sembrano pianetini.

Sembrano pianetini.

Accendete il forno a 150°.
In un mixer versate la farina di mandorle e lo zucchero di canna, fate andare le lame per ottenere un composto molto molto fine.
Trasferitelo in una ciotola e unite la farina e l’olio. Lavorate con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo e al tatto un po’ sabbiosello.
Inumiditevi le mani e formate delle palline, più piccole sono meglio è, e schiacciatele su una teglia coperta di carta forno.
Infornate e cuocete per 25 minuti o finché non saranno dorate dopodiché tirate fuori e lasciate a raffreddare completamente.
Quando saranno fredde sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria e ricoprite una delle due metà del biscotto, appoggiatela sopra l’altra e mettete a raffreddare. Servite con un caffè o un tè forte bello caldo.

Dopo che avrete fatto questi baciotti, dopo che li avrete condivisi con qualcuno, dopo che avrete goduto del loro caldo abbraccio, godete della musica. Godete di questa “You ain’t alone” degli Alabama Shakes, di tutta la carica di questo live.

You ain’t alone, so why you lonely?
there you go on the dark end of the street
are you scared to tell somebody how you feel about somebody?
are you scared what somebody’s gon think?
or…
are you scared to wear your heart out on your sleeve?
are you scared me?

Tortini ai mirtilli ripieni di marmellata di mirtilli.

Questa ricetta ha origine dal blog di Amrita Crazy Vegan Kitchen. Come potrete vedere anche voi, è impossibile resistere a delle foto così, io mi sono limitata a dimezzare le quantità e a improvvisare per gli ingredienti che mi mancavano. Ovviamente il risultato finale è molto più casalingo, ma penso siano i tortini più buoni che io abbia mai fatto, senza se e senza ma, poiché sono ricolmi di mirtilli e ripieni di marmellata di mirtilli. In più  la presenza della vaniglia (che io metterei anche nell’insalata) dona quell’aroma delicatissimo che rimane in bocca a lungo. Non vedo l’ora di rifarli, sento che saranno un must di queste festività.

Guardate quanto sono marmellatosi!

Guardate quanto sono marmellatosi!

Al posto del flax egg (il composto di semi di lino tritati e acqua che crea una sostanza gelatinosa ottima per sostituire il bianco dell’uovo) ho usato una bustina di “Senz’uovo” della Baule Volante, un prodotto così descritto dalla casa produttrice: “La farina di ceci tostata dona friabilità e colore, così come la curcuma; l’amido di mais addensa e dona sofficità e la farina di semi di carrube conferisce una struttura setosa e vellutata agli impasti. Il tutto, naturalmente, utilizzando soltanto ingredienti vegetali, biologici, naturali e anche senza glutine. La bustina monodose di Senz’uovo contiene 15g, l’equivalente di due uova intere”.
Mi sono trovata molto bene e i tortini sono venuti morbidissimi.

Per questa ricetta vi serviranno un sacco di ciotole e ciotoline, preparatevi psicologicamente a dover lavare untot di cose, ma ne varrà la pena!

Ingredienti per 6 tortini:

Per la marmellata
– 50 grammi di mirtilli;
– 1 cucchiaino di zucchero

Per i tortini

– 160 grammi di farina senza glutine Mix It;
– 100 grammi di zucchero + un pochino per i pirottini;
– Un pizzico di sale;
– 1 cucchiaino e 1/2 di lievito per dolci (o cremor tartaro + una punta di bicarbonato);
– 1 bustina di Senz’uovo (Oppure 2 cucchiai di semi di lino tritati + 6 di acqua);
– 70 ml di acqua;
– 26 grammi di olio di cocco sciolto;
– 2 cucchiai di olio di oliva;
– 1 cucchiaino abbondante di vaniglia in polvere;
– 75 grammi di mirtilli lavati e asciugati;
– 120  grammi di latte di mandorla;
– Il succo di quasi un limone intero piccolo

Preriscaldate il forno a 200 gradi.
In una tazza unite il latte di mandorla con il succo di limone, mescolate energicamente e lasciate a riposare.
In una ciotolina unite il contenuto della bustina di “Senz’uovo” con 70 ml di acqua a temperatura ambiente e mischiate con un frustino fino ad eliminare tutti i grumi. Mettete da parte. Se invece preferite usare il composto con i semi di lino, unite 2 cucchiai di semi di lino tritati finemente (si trovano già tritati in commercio) con 6 cucchiai di acqua, mescolate e lasciate a riposare per qualche minuto, ma ci vorrà poco perché si formi il gel.
In un pentolino lavorate i mirtilli e il cucchiaino di zucchero girandoli e schiacciandoli continuamente con un cucchiaio di legno, su fuoco medio fino ad ottenere una composta, ci vorranno circa 5 o 6 minuti. Mettete a raffreddare per almeno 10 minuti. In alternativa potete usare una marmellata già pronta.
Unite insieme la farina, il lievito e il sale e amalgamateli bene.
In un’altra ciotola unite lo zucchero, il Senz’uovo (dopo avergli dato un’altra energica mescolata) o il mix di semi di lino, l’olio di cocco, l’olio di oliva e mischiate attentamente.
Aggiungete ora il latte di mandorla inacidito, la vaniglia e amalgamate ancora.
Ora unite gli ingredienti secchi con una spatola di silicone e incorporate delicatamente, aggiungendo anche i mirtilli e cercando di eliminare tutti i bozzi di farina.
A questo punto – siamo quasi arrivati alla fine – ungete i pirottini per i muffin e cospargeteli di zucchero e riempiteli di impasto quasi fino all’orlo, oppure usate uno stampo per muffin usando la carta da forno per isolare l’impasto dal metallo. Per ogni formina aggiungete un cucchiaino di marmellata di mirtilli (preparata da voi o già fatta) e con uno stuzzicadenti mischiate con movimenti circolari. Aggiungete ancora un pizzico di zucchero sulla superficie per formare la crosticina. Infornate per circa 20 minuti a forno statico e una volta pronti lasciate intiepidire.
La cosa migliore da fare è consumarli subito, il giorno dopo sembrano un pochino gommosi (ma sono buoni comunque).

Tortini di mirtilli ripieni di marmellata di mirtilli

Quanta frenesia, quanto bisogno di scaldarsi, di ballare, di lasciare andare il corpo, di sconfiggere il freddo che è arrivato e ci dà la scusa giusta per accendere il forno e godersi dolci fraganti. Le Tigre con “Deceptacon” danno il ritmo giusto per scaldare i muscoli, mettete questa canzone nel vostro lettore mp3 e non ve ne pentirete! Buon ascolto!

 

Tortini alla banana e cioccolato.

Forni accesi, ciotole pronte, mani pulite: questa ricetta è veloce – ci vogliono solo 5 minuti per prepararla e 15 per lasciare fare al forno il proprio dovere, facile, deliziosa e diventerà un must della vostra cucina.

Questi tortini alla banana e cioccolato sono senza glutine e senza frumento, e per prepararli ho usato la farina Mix It della Schär. Questo composto di farina di riso, fecola di patate e altri elementi, è perfetto per sostituire la farina classica nelle preparazioni da forno.
Il sapore della farina di riso, che di solito si sente, in questo caso è del tutto “trasparente” e non infastidisce.
Ma parliamo di questi tortini perfetti: sono un ottimo accompagnamento per il té delle 5 o come dessert. In realtà, se togliete le banane e il cioccolato, la ricetta è una base da farcire come si vuole. Sbizzarritevi!

Ingredienti per 6 tortini:
– 1 banana tagliata a metà e poi a pezzetti;
– 50 grammi di cioccolato fondente;
– 110 grammi di farina Mix It;
– 50 grammi di zucchero di canna + un po’per dopo;
– 1 cucchiaino di lievito per dolci;
– 1 cucchiaio di formaggio spalmabile Valsoia;
– 40 grammi di margarina;
– 3 cucchiai di olio extravergine di oliva (o di semi).

Preriscaldare il forno a 180°.
Mettete in una ciotola tutti gli ingredienti tranne l’olio e lavorate con le mani fino ad ottenere un impasto appiccicoso e scomposto. La cosa importante è che la farina sia amalgamata bene.
Aggiungete l’olio e mescolate con un cucchiaio fino a ottenere una crema.
A questo punto tagliate con il coltello il cioccolato, ottenendo così dei quadratini piccoli e aggiungeteli all’impasto.

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Ungete dei pirottini per muffin e cospargeteli di zucchero sia sul fondo che sulle pareti. Ne basterà poco e la rimanenza potete usarla per il pirottino successivo.
Mettete un cucchiaio di impasto per pirottino (lievitano tanto) e poi cospargeteli di zucchero, in modo che formino una crosticina durante la cottura.
Infornate per 15 minuti o poco più, a seconda del vostro forno.
Lasciateli raffreddare e serviteli con del té.

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Con questo perfetto accompagnamento da té, non potevo non scegliere una canzone a tema.
La dolcissima “Her Tea Leaves” di Iron & Wine è la canzone ideale per scaldarsi da questo freddo che entra nelle ossa.

When autumn comes, she’ll be there
Jasmine still in her hair
Her tea leaves dry by the sea