Farinata con crema di piselli e rosmarino.

Ogni volta che inforno una teglia di farinata, ringrazio la bellissima Genova per aver dato i natali a questo miracolo della cucina italiana. Mi stupisco sempre di come questa semplice rotondità sia composta solo di 4 ingredienti e di come il suo sapore sia così confortante e deciso.

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Di solito la mangio al naturale, oppure con il pepe o il rosmarino ma questa volta ho deciso di pensare alla farinata come alla base per costruire una combinazione magica e così è stato: la crema di piselli al rosmarino si è rivelata essere la scelta giusta.
Avrei potuto arricchire il piatto ricoprendo la crema di piselli con i pomodorini (freschi o i moonblush della mitica Nigella preparati qualche ricetta fa), anzi vi consiglio proprio di aggiungerci pomodorini, ma questa farinata ricoperta è una bomba: proteico, sfizioso, veloce ed è a prova di capricciosi. Non me ne vogliano i genovesi e i liguri in generale, con il cibo bisogna giocare altrimenti ci si prende troppo sul serio e non ha senso.

Anche questa volta ha vinto la farinata a mani basse. Naturale, ricoperta, spalmata, mangiata con le mani o appena con la punta delle dita, lasciata raffreddare o divorata bollente, accompagnata da una birra ghiacciata o da della semplice acqua, la farinata vince sempre e ogni morso avvicina al mare, ogni morso è l’esperienza di un picnic in spiaggia un caldo giorno di primavera, con la sabbia che si infila un po’ ovunque e la felicità dei momenti semplici e di quel profumo che sono la vita a Genova ha. Farinata + Genova: provare per credere.

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Waka waka waka!


Ingredienti:

– Piselli cotti
– Rosmarino o menta;
– 1/2 cipolla rossa
– Limone
– Sale
– Olio
– Farina di mandorle (facoltativa)
– Farina di ceci
– Acqua

Il procedimento per la farinata lo trovate qui. Ricordatevi solo questa regola: una parte di farina di ceci e tre di acqua e tante ore di riposo per l’impasto – non meno di 4 e possibilmente più di 10.
Cuocete i piselli e metteli da parte.
In una padella fate rosolare dolcemente la cipolla rossa tagliata sottile insieme al rosmarino; quando sarà diventata trasparente aggiungete i piselli, salate e cuocete ancora per un paio di minuti.
Fate raffreddare, versate in un mixer, aggiungete ancora rosmarino, un cucchiaino di farina di mandorle, pepe e olio extravergine di oliva. Frullate fino ad ottenere una crema morbida e spumosa.
Quando la farinata è pronta spostatela su piatto, spalmate la quantità di crema di piselli che desiderate, aggiungete un pizzico di peperoncino o della paprika.

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L’album del mese di maggio (che trovate alla vostra destra scrollando un pochino) è “Pleasure” di Feist. Grande ritorno sulla scena di una delle mie cantautrici preferite.
Questo disco è molto crudo e semplice e mi piace da morire. Ha una sonorità anni ’90 in alcune parti, con una somiglianza ad una giovane PJ Harvey.
Insomma, un album forte, pazzesco, con una personalità ben determinata e determinante.
Grazie Feist per questo piccolo capolavoro, appena sarà disponibile la canzone che preferisco in assoluto la posterò con qualche ricetta, nel frattempo ecco la title track. Enjoy!

Focaccia al rosmarino con pomodorini

Le feste natalizie sono quelle in cui si cucina di più, si cerca di fare bella figura e si mangia decisamente tanto. Per il natale in famiglia, abbiamo deciso di preparare un pranzo semplice, poche cose da mangiare ma buone e poi ovviamente tutto si è trasformato in una mangiata ininterrotta di praticamente due giorni.
Il menù aveva diverse portate, alcune vegane e altre no: fra le pietanze vegetali c’erano farinata, focaccia con i pomodorini, risotto ai funghi, patate al forno, verdure al forno alle spezie e tahina, panettone vegano (molto soddisfacente), frutta e così via, con gli immancabili vino, grappa e chi più ne ha più ne metta.

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Per la mia gioia e la gioia del palato di tutti, il vero piatto vincitore è quello che vi presento con la ricetta di oggi: la focaccia al rosmarino ricoperta di pomodorini sott’olio.
La focaccia morbida, i pomodorini gustosi e l’olio extravergine di oliva creano una magia rustica irresistibile, regalando un antipasto leggero ma gustoso, talmente tanto che mi sono pentita di aver preparato una sola teglia.

Per tutte le persone che stanno pensando a cosa cucinare per capodanno, mi sento di darvi un consiglio: rimanete sul semplice e non fallirete, a volte togliendo qualche ingrediente non necessario si ritrovano i sapori primari della nostra cucina. Parola di focaccia con i pomodorini.

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Ingredienti:
– 250 grammi di farina autolievitante;
– 150 ml di acqua;
– Un cucchiaino di sale;
– Pomodorini sott’olio q.b.;
– Rosmarino e timo secchi q.b.;
– 1 cucchiaio e 1/2 di olio extravergine di oliva + altro per ungere.

Preriscaldate il forno a 220° e mettete a scaldare la teglia sulla quale cuocerete la focaccia.
In un mixer con l’accessorio per impastare versate la farina, il sale, il rosmarino e il timo spezzettati e attivatelo per qualche secondo per mescolare.
Versate poi l’olio e l’acqua e riattivate il mixer fino a formare una palla di impasto unica e molto appiccicosa. Ci vorrà veramente poco, forse meno di un minuto.
Infarinate un pezzo di carta da forno abbastanza grande per la teglia e usatelo per lavorare l’impasto, che diventerà meno appiccicoso poco a poco. Usate i polsi come se steste facendo la pizza e aggiungete una spolverata di farina se necessario.  Lavoratelo per qualche minuto, e poi stendetelo con le dita o con il mattarello fino a raggiungere la grandezza desiderata. Come vedete nelle foto a me non è venuta tutta uguale, questo passaggio è completamente a vostra discrezione.
A questo punto tritate con un coltello i pomodorini sott’olio, oppure lasciateli interi.
Versate sulla focaccia un altro mezzo cucchiaio di olio e spalmatelo su tutta la superficie, dopodiché mettete sopra i pomodorini e ancora un po’ di rosmarino. Infornate sulla piastra calda per circa 15 minuti, se i pomodorini dovessero bruciacchiarsi (ooops!) spostate la piastra più in basso nel forno.
Buona focaccia!
(La ricetta è un riadattamento, quella originale arriva dal sito Gourmet Traveller e la potete trovare qui.)

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Se volete chiudere degnamente il 2016, vi consiglio di dare almeno un ascolto al nuovo album di Childish Gambino Awaken, My love!
Childish Gambino
, nome d’arte di Donald Glover, è un rapper, attore, comico e sceneggiatore, famoso per la serie Community. La musica è un amore grandissimo per lui, che si destreggia fra rap e R&B, e in questo ultimo album uscito proprio all’inizio di dicembre, rimaneggia suoni più funky e li amalgama con l’elettronica del 2016. Insomma, Childish Gambino ha sfornato un album che definire sexy è dire poco, e Me and your Mama è la canzone che me ne ha fatto innamorare. Awaken, My Love! è un puro concentrato di musica black, che fa l’occhiolino anche agli scettici (come me) e li conquista su tutta la linea.

Frittini di ceci, zucchine e carote.

Preparate l’olio in padella, perché questa frittura vi renderà persone più felici!

Non solo questi frittini di ceci, zucchine e carote sono deliziosi, ma sono anche super facili da fare. La ricetta l’ho mutuata da quella che potete trovare sul sito Vegan Richa, cambiando il mix di spezie e usando la farina Mix It! senza glutine.
Tutto quello che vi serve è una lattina di ceci, una zucchina, due carote, una grattuggia, delle spezie e il gioco è fatto: dei frittini gustosi, dal sapore orientale, incredibilmente digeribili e fatti per la maggior parte di ceci. Evviva le proteine!

Li potete mangiare con la guacamole, con la tahina, con una salsa alla tahina, con la senape, la tzatziki o quello che vi pare. Si potrebbe provare anche ad accompagnarli con una salsa fatta di pomodoro e aglio, non c’è limite alle possibilità che questi frittini di ceci offrono.
Le foto non rendono giustizia alla bellezza di questo polpettine di ceci, ma ho cucinato quando ormai la luce naturale se ne era già andata. Mi sa che è giunto il momento di rispolverare l’attrezzatura fotografica invernale.

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Ingredienti:
– 250 grammi di ceci cotti;
– 1 zucchina piccola;
– 2 carote non troppo grandi, sbucciate;
– 4 cucchiai di farina senza glutine;
– 2 cucchiai di farina di mais o altra farina senza glutine;
– 1 spicchio d’aglio;
– 1 pezzo di zenzero fresco di circa 2 o 3 cm;
– Sale q.b.
– Misto di spezie indiane (oppure curry, cumino, curcuma, garan masala, cardamomo);
– Olio per friggere q.b.

Dopo aver lavato la zucchina, grattuggiatela e spremetela per fare uscire  l’acqua; fate lo stesso con le carote, poi mettete la verdura in una ciotola capiente.
Grattuggiate anche lo zenzero e l’aglio e versateli nella ciotola.
In un food processor con le lame ad S, spezzate i ceci ma non fateli diventare una purea. Io li ho fatti andare per due minuti, la cosa importante è che siano malleabili. Versateli poi nella ciotola.
Aggiungete ai ceci il sale, le spezie e le farine e lavorate il composto con le mani, fino ad ottenere un impasto abbastanza resistente per formare i frittini.
Fate delle palline e appiattitele con le mani, poi friggetele in olio caldo due o tre minuti per lato. Con queste quantità dovreste ottenere una decina di frittini piccoli.
Serviteli con le salse che preferite!

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L’estate non sta ancora finendo, le temperature rimangono alte e la voglia di godersi una birretta fresca la sera – soprattutto all’aperto – è ancora tanta. È ancora tanta anche la voglia di sdraiarsi sull’erba, fare passeggiate, assorbire tutti i raggi di sole possibili e immaginabili per aiutare l’umore ballerino a stabilizzarsi.
E se penso a tutte queste cose, mi viene in mente il video degli Weezer per “Island in the sun” (singolo tratto da “Weezer The green album“) quello però diretto da Spike Jonze: un connubio di estate, animaletti felici e tanta pace interiore. Non solo la canzone è di una bellezza quasi commovente, ma anche il video riesce perfettamente a catturare l’amosfera del pezzo e a tradurlo in una esperienza visiva che allarga il cuore. 

On an island in the sun
We’ll be playing and having fun
And it makes me feel so fine
I can’t control my brain

 

Patate dolci orientali.

Accendete i forni: pronti, partenza, VIA!
Le patate dolci (quelle arancioni) sono un capitolo della mia alimentazione che amo affrontare spesso e volenteri e nello specifico, queste patate dolci sono perfette come aperitivo, ma si adattano benissimo ad essere usate come contorno, o un po’ come vi suggerisce la fantasia.
Si preparano in poco più di 30 minuti compresa la cottura e non dovete neanche stare a controllarle, quindi mentre il forno è acceso potete fare altro – soprattutto per evitare di sciogliervi in cucina.

L’idea di “orientalizzare” delle patate dolci con un condimento come la pasta thai curry mi è venuta perché dovevo svuotare il frigo per poterlo pulire bene e mi sono chiesta se il sapore piccante del thai curry si sarebbe sposato bene con la delicatezza delle patate dolci: la risposta è decisamente sì.

Un piatto dalla preparazione semplice ma che stupirà le vostre papille gustative assopite dalla pigrizia estiva. Orsù dunque, è tempo di affettare le patate dolci!

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Ingredienti per una patata (da moltiplicare all’occorrenza):
– 1 patata dolce sbucciata e affettata a fiammifero o spicchi;
– 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– 1 cucchiaio di pasta thai curry;
– Sale q.b.

Preriscaldate il forno a 180°.
In una ciotola capiente mischiate gli ingredienti insieme alle patate già tagliate, in modo da ungerle e ricoprirle il più possibile di condimento.
Prendete una teglia, adagiate un foglio di carta da forno e versate le patate condite. Per una cottura migliore distanziatele il più possibile una dall’altra.
Se desiderate avere delle patate più croccanti, non mettete la carta da forno ma ungete un po’ la teglia, avendo l’accortezza di mischiare le patate a metà cottura.
Cuocete in forno per circa 30 minuti, controllando lo stato di cottura di tanto in tanto.
Servite con una salsina fresca come la guacamole, oppure con del bagnetto, o ancora della tzatziki, oppure gustatele così come sono.

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In questa estate 2016 sto facendo tante cose belle, scrivendo tante cose belle, mangiando quello che riesco a tirare su fra un impegno e l’altro ma soprattutto sto – ovviamente – ascoltando tanta musica. Ho finalmente messo le orecchie sul nuovo album dei The Last Shadow Puppets – Everything you have come to expect – e ne ho scritto una recensione su Crunch Ed, ma la cosa che mi ha colpito di più di questo duo di serissimi musicisti, è la cover di “I want you (She’s so heavy)” dei Beatles. Piacere allo stato puro.

Pomodorini semi essiccati (Moonblush tomatoes di Nigella)

Sono venuta a conoscenza dell’esistenza di Nigella Lawson nel lontano 2010, quando il mondo del food stava iniziando a invadere le case delle persone ma in maniera ancora discreta e quando su youtube si trovavano i primi video dei primi programmi (rigorosamente stranieri) che mostravano il cibo in una maniera completamente diversa.
Nigella era considerata la regina del food porn, sia per il suo modo di presentare i piatti, sia per la sua voce calda e suadente che era il suo marchio di fabbrica. Una donna bellissima, con una cultura alimentare e scolastica da fare invidia a uno chef pluristellato, che ha girato il mondo e le sue cucine, soffermandosi in particolare su quella italiana.
Mi sono appassionata al suo modo di cucinare innanzitutto perché era alla portata di tutti (letteralmente con ingredienti comprati al supermercato) e poi perché tutto quello che sfornava o spentolava, trasudava di sapori fortissimi e porcosità assicurata.

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Per il capodanno di quell’anno preparai un fudge cioccolatoso preso direttamente da uno dei suoi programmi e fu un successo incredibile: sparì tutto nell’arco della nottata.
Da quando ho cambiato tipologia di alimentazione mi sono solo limitata a guardare da lontano le sue ricette, senza provare a farne altre. Fino a qualche giorno fa, quando ho trovato la ricetta dei Moonblush Tomatoes, ovvero i pomodorini semi essiccati più facili della terra. Basta solo tagliarli a metà, condirli, metterli in forno, spegnere il forno e lasciarli lì per almeno 12 ore, con lo sportello chiuso.
I Moonblush Tomatoes sono una gigantesca esplosione di gusto in grado di stupire anche i palati più increduli e raffinati. Con l’aggiunta dell’origano arriva subito un inconfondibile sapore di pizza, ed una felicità insensata e profonda pervade tutto il corpo. Non sono pazza, questa è l’esperienza che proverete mangiando i Moonblush Tomatoes: provare per credere.

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Ingredienti:
– 1 confezione di pomodorini;
– Sale q.b.;
– Zucchero q.b.;
– Una spolverata di origano;
– Olio extravergine di oliva q.b.

Preriscaldate il forno a 220°.
Lavate e tagliate i pomodorini a metà, disponendoli in una teglia da forno con il taglio rivolto verso l’alto. Conditeli con il sale, lo zucchero, l’origano e l’olio. Non ho messo le quantità esatte perché suggerirei di andare a occhio.
Infornate per 15 minuti, poi spegnete il forno e lasciate dentro la teglia. Non aprite la porta del forno per almeno 12 ore.
Servite su delle bruschette, sulla pizza o semplicemente come aperitivo.

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Aprile: tempo di passeggiate, di lunghi giri in bicicletta, di pic nic timidi con addosso ancora il maglione pesante. Sono felice di poter vivere tutto questo, nonostante le difficoltà e il periodo non proprio idilliaco.
Oggi mi sono imbattuta in “Welcome home” dei Radical Face (tratta dal loro album Ghost) che sembra il ritratto perfetto del mio umore. Un testo bellissimo che parla della fine di una storia (probabilmente) e che tratta di quel momento di realizzazione nel quale ci si sente sicuri di potercela fare, anche se immersi nella malinconia del lutto, il tutto racchiuso nel verso “Was never much, but we’ve made the most“. Un sentimento generale applicabile non solo alle storie d’amore, ma anche agli incontri che si fanno nella vita, alle amicizie e alla famiglia.

Ships are launching from my chest
Some have names but most do not
If you find one, please let me know what piece I’ve lost
Peel the scars from off my back
I don’t need them anymore
You can throw them out or keep them in your mason jars

Ravanelli arrostiti.

Lo so, lo so, non è ancora stagione dei ravanelli, ma quando li ho visti dalla mia fruttivendola di fiducia non ho resistito: erano così belli, ciccioni, profumati, di colore tendente al viola che ho dovuto ascoltare la parte golosa di me e li ho comprati.
Avevo visto da qualche parte una ricetta sui ravanelli arrostiti al forno, e non vedevo l’ora di provarla.

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Una volta arrostiti i ravanelli perdono la piccantezza e si trasformano in delicati bocconcini da mangiare con le mani, uno dopo l’altro.
Croccanti e succosi, con l’aglio che accenna carattere e la buccia di limone che profuma in maniera caratteristica.
Confesso di non aver resistito e di aver fatto fuori l’intera teglia da sola mentre preparavo il resto della cena.
Direi che è un aperitivo perfetto, si divora ma non riempie, lascia un ottimo sapore in bocca e ci vogliono al massimo 30 minuti per prepararlo.
Meglio servirlo caldo tendente al tiepido, ma anche freddo è una delizia.
Per fortuna in frigo ho ancora un mazzetto di ravanelli pronti per essere tagliati a metà e infornati.

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Ingredienti:
– 2 mazzetti di ravanelli;
– Aglio in polvere q.b.;
– 1 cucchiaini di olio extravergine di oliva;
– Sale q.b.;
– La buccia grattuggiata di 1/2 limone;
– Pepe q.b.

Preriscaldate il forno a 200 gradi.
Eliminate la parte verde dai ravanelli, lavateli e tagliateli a metà (per la larghezza o per la lunghezza non importa).
Metteteli in una ciotola e conditeli con il resto degli ingredienti.
Disponeteli su una teglia ricoperta di carta da forno, infornate a cuocete per 30 minuti a forno statico.

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Ho recentemente visto “American Hustle“, filmone che mi ero persa alla data di uscita, e sono rimasta molto colpita dalla colonna sonora. Il film di per sé è stato venduto come mega capolavoro, quando invece sì, è un film carino, ma mi aspettavo decisamente di più. Quello che non delude è la colonna sonora, che ovviamente spazia fra i pezzi degli anni ’70, l’inizio della Disco Music e tutta quella meravigliosa epoca di pantaloni a zampa e vestiti strettissimi. In particolare mi è rimasta piantata in testa “I feel love” della immensa Donna Summer, pezzone prodotto da Giorgio Moroder che lo ha fatto diventare una hit dal suono incredibilmente attuale. E pensare che “I feel love” ha più o meno 40 anni…

La salsa definitiva per nachos.

Siete pronti per scoprire insieme la salsa per patatine DEFINITIVA? In realtà è anche un condimento perfetto per le verdure alla griglia, le insalate, il tempeh, il tofu, i paninazzi, insomma per tutto!

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Due ingredienti principali e una manciata di secondari che tutti abbiamo nella dispensa, per creare una salsa dal retrogusto misteriosamente formaggioso, che vi darà la scusa per riempirvi casa di nachos e ospiti.

Ingredienti:
– 2 cucchiai abbondanti di tahina;
– 1 cucchiaino di senape forte;
– 1 cucchiaio di olio;
– Aglio in polvere q.b. (a gusto personale);
– 2 cucchiai di succo di limone;
– Acqua q.b.

In una ciotola mischiate insieme tutti gli ingredienti tranne l’acqua, fino a ottenere un composto uniforme ma molto ruvido.
Aggiungete l’acqua un goccio alla volta, fino a ottenere una consistenza cremosa, tipo salsa al formaggio.
Se doveste mettere troppa acqua non vi preoccupate: basta aggiungere altra tahina o buttare un pochino del composto e aggiustare poi di conseguenza.
Servite con i nachos, con delle patatine simili o anche con le patate al forno perfette di qualche post fa.

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Salsa per i nachos + nachos = party!
E qualche canzone celebra a mille il concetto di festa? Semplice: “You gotta fight for your right to party!” dei Beastie Boys!
È il 1986, i Beastie Boys si iniziano a sentire in giro non solo per tutta New York, ma per tutta l’America. È proprio con questo pezzo, a metà fra l’hard rock e il rap, che diventano famosi: una canzone cazzona e inutile, perfetta per attrarre un pubblico che aveva voglia di divertirsi e che funziona anche ora, a 30 anni di distanza.
Let’s party!

Carote caramellate al sesamo.

Questa ricetta, che ormai è diventata un must fra quelle che uso quando devo improvvisare qualcosa, l’ho presa direttamente dal blog Brodo di Coccole. Valentina è un genio quando si tratta di stare dietro ai fornelli, soprattutto quando si tratta di abbinare i sapori e di creare contrasti molto interessanti.

In questo caso, le carote caramellate sono un antipasto o un contorno perfetto, veloce da fare e dal sapore inconfondibile: l’unione fra la salsa di soia e lo sciroppo d’acero (o il miele, se lo preferite) regala alle carote una consistenza e un sapore irresistibili. Inoltre rimangono belle croccanti, proprio come piacciono a me.

Ingredienti:
– 4 carote;
– Semi di sesamo neri e/o bianchi q.b.;
– 2 cucchiai di salsa di soia;
– 2 cucchiaini di sciroppo d’acero;
– 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva.

Lavate e pelate le carote, poi tagliatele a fiammifero, più sottile è meglio è.
Scaldate un cucchiaino di olio extravergine di oliva in una padella, mettete le carote e i semi di sesamo e fate cuocere, rimestando spesso, per circa 5 minuti. Consiglio di usare un fuoco medio.
Aggiungete la salsa di soia e lo sciroppo d’acero, mescolate mentre tutti gli zuccheri caramellano. Quando il liquido si sarà asciugato impiattate e servite.

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Sistemando le canzoni nella sezione “La musica” mi sono accorta di non aver mai scritto niente su Chet Faker, uno degli artisti che amo ascoltare della scena elettronica. La sua musica non è proprio da club in senso stretto, piuttosto va gustata intimamente.
Il suo primo album “Built on glass” è un vero capolavoro che già si preannunciava con l’EP “Thinking in textures”.
Chet Faker è proprio uno di quelli che con la musica ci sa fare, che sa trasmettere le vibrazioni giuste, soprattutto nei momenti privati.
Ascoltate la mia preferita “Blush”, e poi ne riparliamo.

I kiss you blush
Some kind of lust
I want to feel my head overthrown
I’ve got enough
It’s in the touch
I kiss your knees and I try to be bold

Patè di fagioli bianchi e broccoli.

Il bello di avere una montagna di broccoli da far andare, è poter inventare delle ricette.
Ero partita convintissima per preparare dei burger da congelare, ma mentre frullavo insieme i fagioli bianchi, i broccoli e i porri (solo tre ingredienti, signori e signore) ho capito che mi trovavo davanti alla perfezione fatta patè.

Sono una gigantesca fan di patè, creme spalmabili e tutto quello che si può spatasciare sul pane, sui cracker e sulle gallette. Non so perché, non so da dove arrivi questa cosa, ma più una cosa si può spalmare, più mi rende felice, e più sono felice, più ne vorrei mangiare.

Eccomi dunque qui a presentarvi il patè del giorno: super economico, veloce da preparare, delicato, cremoso, perfetto con i nachos e con qualunque patatina si presti bene a raccogliere della salsa. Se come me non siete fan della maionese, potete usarlo nei vostri panini farciti.

A proposito di panini farciti, restate su queste frequenze perché presto (molto presto) arriverà la rubrica dedicata a queste meraviglie fantasiose del creato culinario.

Ingredienti:
– 240 grammi di fagioli bianchi già cotti;
– Un broccolo diviso in fiorescenze non troppo grandi;
– Un porro tagliato sottilmente;
– Un cucchiaio di olio extravergine di oliva;
– Aglio in polvere a piacere;
– Un pizzico abbondante di sale;
– Spezie a piacere.

Accendete il forno a 180 gradi.
Preparate il broccolo lavandolo accuratamente e strappando a mano fiore per fiore, metteteli su una teglia foderata di carta da forno e cospargete di sale. Mischiate con le mani e infornate per almeno 20 minuti, ovvero più o meno quando il broccolo sarà di un colore verde brillante. Sfornate e lasciate raffreddare.
In una padella leggermente oliata, fate stufare il porro tagliato sottilmente per almeno 10 minuti, aggiungendo poca acqua alla volta se fosse necessario.
In un mixer unite i fagioli bianchi scolati e sciacquati, il porro stufato e fatto intiepidire, i broccoli, un pizzico di aglio in polvere, un cucchiaio di olio e le spezie che preferite (io ho usato il rosmarino e il pepe).
Fate andare le lame fino ad ottenere un composto cremoso.
Servite con delle tartine, del pane o delle patatine.

A volte mi soffermo a pensare alle strade che mi hanno portato fino qua, a dove ero qualche tempo fa e a dove sono ora, a dove sto andando ma soprattutto a dove voglio volontariamente andare.
Nessuna malinconia, solo tanta consapevolezza che è una strada molto lunga e non si torna indietro.
È proprio quello che dicono i Funki Porcini nella loro “Long Road” datata 1995. 20 anni e sembra scritta ieri.
Buon viaggio.

Ceci speziati al forno.

Il giorno più impegnativo dell’anno (prima di capodanno) ai fornelli è passato. Si narra di persone che ancora sono sedute a tavola nell’intento di finire gli avanzi.

Quello che posso dire della mia cena di natale, è che è stata spazzolata senza ritegno alcuno, anche e soprattutto da chi non è vegano. Che dire? Sono molto orgogliosa e felice di questa cosa.
Il menù era così composto:
Antipasti: Pomodorini sott’olio, formaggio di anacardi e ceci speziati;
Primo: Tagliatelle di mais con ragù vegetale;
Secondo/contorno: teglie di verdure alla tahina, patate al rosmarino;
Dolce: Ciambella al cioccolato e pere

Il tutto annaffiato da generose dosi di vino e risate. Una bella cena davvero.
Oggi però sono qui per condividere la ricetta dei famosi ceci speziati, una leccornia irrinunciabile per chi ha voglia di uno snack (o un antipasto) sfizioso fatto in casa. Costa poco, rende moltissimo e diventerà un must della vostra cucina.

Ingredienti:
– 300 grammi di ceci già cotti;
– Paprika q.b.;
– Curcuma q.b.;
– Peperoncino q.b.;
– 2 cucchiai di olio extravergine, divisi;
– Sale q.b.

Preriscaldate il forno a 200°. Potete usare sia i ceci in scatola che quelli da cuocere, la scelta sta a voi.
Una volta cotti (o scolati), mettete i ceci in una ciotola, unite un cucchiaio di olio extravergine, il sale e le spezie a seconda dei vostri gusti e amalgamate in modo che tutti i ceci siano ricoperti da olio e spezie. Non lesinate, più spezie = più gusto.
Ungete una teglia con il secondo cucchiaio di olio, disponete sopra i ceci su un solo strato e infornate per almeno 30 minuti, dando una girata a metà cottura.
Sfornate e lasciate riposare. Quando saranno freddi saranno ancora più croccanti e irresistibili.

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Aaaahh che bel regalo di natale, quando il tuo gruppo preferito pubblica una canzone nuova, improvvisamente.
Spectre” era fra le scelte per il nuovo film di 007, non è stata scelta ma va bene così. I Radiohead possono fare quello che vogliono, non sarebbe stata capita per niente.