Pannocchia al forno.

Il bello di parlare di cibo fra amici, colleghi, utenti e chi più ne ha più ne metta, è che si scopre sempre qualcosa di nuovo dall’esperienza altrui. In questo caso, mi è stata svelata la ricetta per la pannocchia al cartoccio.

Ora, è la cosa più semplice del mondo, ma ovviamente io sono caduta dal pero perché non avevo mai pensato che si potessero usare le pannocchie già cotte (quelle che si trovano sottovuoto al supermercato) in questo modo. Una volta pronte si possono anche sgranare per arricchire le proprie insalate.
Basta un foglio di carta stagnola, meno di mezz’ora di tempo, un pochino di olio e condimenti a piacere ed ecco che dal nulla nasce un contorno perfetto: caldo, gustoso,  più o meno unto – a seconda dei propri gusti, rustico e molto molto soddisfacente.

Ingredienti per una persona:
– 1 pannocchia già cotta;
– Un cucchiaio di olio extravergine di oliva;
– Rosmarino secco q.b.;
– Sale q.b.;
– Peperoncino q.b.;
– Tahina q.b. (Opzionale)

Preriscaldate il forno a 180°.
Ritagliate un foglio di carta stagnola, ponete al centro la pannocchia, irrorate con l’olio e le spezie e distribuite, spalmando con le mani, tutto il condimento sulla superficie della pannocchia.
Sigillate nel foglio di carta stagnola e infornate per almeno 25/30 minuti.
Sfornate e serve subito, spargendo del peperoncino e facendo sgocciolare un cucchiaino di tahina sulla pannocchia calda.

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Le pannocchie mi fanno pensare inevitabilmente a enormi campi coltivati, all’estate, alle grigliate e soprattutto alle scene dei film nei quali i protagonisti si mangiano queste verdurone gialle tutte unte.
E se penso a questo mi viene in mente il contesto rurale, la parte sul degli Stati Uniti, e infine penso a Seasick Steve.
Seasick steve è un cantante che rispetto moltissimo, un cantante folk che per tanti anni è stato qualunque cosa tranne che performer: lavoratore nei campi, nella grande industria del legno, a volte carcerato ma soprattutto un senzatetto (o “hobo”, come si definisce lui). Per tutto quel tempo suonava ai fuochi notturni insieme ai suoi compagni di avventura o da solo, suonava e scriveva e raccontava le storie di strada che viveva o che conosceva.
Seasick Steve è un grande cantore di quell’America rurale, che ama suonare con strumenti costruiti da lui e del tutto improvvisati o modificati. Uno di quelli che ha sul proprio volto tutti i segni della vita, eppure che ha gli occhi buoni di chi vuole solo raccontarti un paio di storie.
Non riesco a scegliere una sola canzone, quindi ecco il concerto di Pinkpop 2012 grazie al quale l’ho conosciuto. Gotevelo, e se vi viene voglia di aprire una birra fresca, beh, avete colto in pieno lo spirito.

 

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