Recensione: Veggiestan di Sally Butcher.

Le recensioni prendono una svolta più culturale, iniziando con “Veggiestan“, un libro di ricette che mi ha ammaliato da subito. La prima volta che l’ho visto in libreria ho desiderato averlo a casa: non potevo resistere al richiamo della copertina con gli inserti di velluto, le foto colorate e vivide che emanano profumo di spezie, le ricette facili, accessibili e soprattutto deliziose. Purtroppo le finanze erano poche e ho dovuto rimandare l’acquisto. Poi un giorno, un’amica speciale che porto sempre con me quando cucino – che non smetterò mai mai mai di amare e ringraziare -, ha deciso di farmi un regalo completamente inaspettato e ora sono felicemente innamorata di questo meraviglioso volume.
La cucina Medio Orientale ha sempre rappesentato un mistero affascinante e Veggiestan è il libro giusto per codificarla o quanto meno iniziare ad averci a che fare.

“Veggiestan”, scritto da Sally Butcher – edito da Gribaudo, è una raccolta di ricette della cucina tipica vegetariana del Medio Oriente.
È suddiviso in 10 sezioni:
– Pani, involtini e prodotti da forno;
– Erbette e insalate;
– Latticini e uova; Zuppe;
– Legumi;
– Riso e cereali;
– Vegetali;
– Piatti con la frutta;
– Salse, sottoaceti e conserve;
– Dolci.

All’interno del libro non troverete un solo pezzo di carne: tutte le ricette sono vegetariane (come la scrittrice) o vegane o facilmente veganizzabili.

Foto presa dalla bellissima recensione di su Gikitchen. https://gikitchen.wordpress.com/2015/10/05/veggiestan-di-sally-butcher/

Foto presa dalla bellissima recensione di su Gikitchen.

Partiamo con il dire che Veggiestan è un libro che soddisfa pienamente gli occhi, dalla copertina con inserti di velluto nero, alle foto contenute fino al font scelto.
Prima di ogni capitolo c’è una breve sezione riguardante l’importanza che hanno i vari ingredienti che si andranno ad incontrare nei capitoli, a volte con un pezzo di storia di uno specifico paese e a volte con aneddoti o leggende.

Le ricette sono, alla lettura, di facile interpretazione (e credo anche esecuzione), gli ingredienti sono alla portata di tutti e non necessitano di ricerche infinite nei negozi orientali, ma la cosa che colpisce di più sono le foto. Non sono moltissime a dire il vero, ma quelle che ci sono hanno una atmosfera calda e avvolgente, che fa venire voglia di immergersi nella musica Medio Orientale dopo essersi chiusi in cucina a sperimentare.
Ogni ricetta, secondo me, parla di condivisione e amore per il cibo, un amore sfrenato e ancestrale, quasi primitivo.
Sally Butcher prota agli occhi una cucina che parla d’amore per le proprie radici, e lo fa grazie alla sua conoscenza della materia. Gestisce infatti una gastronomia persiana che si chiama Persepolis a Peckham, un distretto di Londra.

Non ho ancora avuto modo di provare nessuna delle ricette ma mi impegno a farlo. Quello che ho capito fino ad ora è questo: Veggiestan è un paese immaginario che va visitato con tutti i sensi aperti. Ci sono treni che partono ad ogni ora del giorno, dalla colazione alla cena, e perderne uno non è un peccato: il peccato è non lasciarsi andare al fascino di una cucina che è parte della radice di quella vegana.

Se volete avere una recensione un pochino più colorata e dettagliata, immergetevi in quella bellissima scritta da Iaia di Gikitchen.

Link utili: Sito ufficiale di Sally Butcher.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=qG0cDEqpG_E%5D

 

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