La cucina panacea di tutti i mali. (Hamburger di quinoa e lenticchie)

Leggo molti articoli online sul come sconfiggere lo stress, trovare positività e cercare di rendere migliore la vita. Moltissimi si assomigliano e danno più o meno gli stessi consigli: pensate positivo, circondatevi di persone dalle buone vibrazioni, lasciate fuori dalla porta di casa i problemi, cercate di non essere cattivi e via dicendo. Io mi sento di aggiungerne un altro: cucinate. Cucinate tutto quello che potete, inventate, improvvisate. Cucinare fa concentrare, rilassa, aiuta l’umore poiché si crea qualcosa dal nulla, dà un senso di pienezza emotiva e credo che rilasci anche qualche ormone della felicità (non ricordo i termini tecnici).
Un paio di giorni fa mi sono trovata proprio nella situazione di dovermi tirare fuori da brutti pensieri e brutte sensazioni, e l’ho fatto cucinando qualcosa che già avevo segnato nel mio piano settimanale e che mi incuriosiva molto. Gli hamburger di quinoa e lenticchie.

Non solo amo alla follia sia la quinoa che le lenticchie, in questa ricetta – presa dal libro “500 ricette vegane” – c’è anche il burro di arachidi, ci sono le spezie ed una serie di ingredienti che non mi aspettavo avessero un ottimo risultato combinati insieme. Non fatevi scoraggiare dalla lista piuttosto lunga, nel libro sopra citato sono più o meno tutte così, ma solitamente sono tutte cose che si hanno già in casa. Il sapore di questi hamburger è talmente delizioso che non mi ha fatto rimpiangere quelli di carne; vi dico solo che li sto mangiando una volta al giorno. La preparazione richiede un attimo di pazienza (ed almeno una 40ina di minuti buoni) ma non è poi così complicata. L’unica nota “stonata” che mi sento di segnalare è la fragilità dei burger, si spezzano facilmente se non sono maneggiati con delicatezza.
N.B.: Le unità di misura sono riportate fedelmente come da libro, temendo di sbagliare la conversione. Mi sono trovata molto bene ad usare le famose “cup” avendo un misurino apposta.

Ingredienti per circa 8 burger:
– 1 tazza di lenticchie;
– 1/2 tazza di quinoa;
– 1 cucchiaio di olio di oliva;
– 1 cipolla rossa piccola;
– 1 carota;
– 1 cucchiaio di cumino in polvere o in semi;
– 3/4 di tazza di pane grattugiato;
– 2 cucchiai di prezzemolo tritato;
– 3 cucchiai di concentrato di pomodoro;
– 1 cucchiaio di salsa di soia;
– 1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie;
– 2 cucchiai di burro d’arachidi;
– Sale q.b.;
– Farina di mais q.b.

Cuocete la quinoa e le lenticchie insieme in acqua bollente appena appena salata a fuoco basso per circa 20 minuti dal momento della ripresa del bollore. Assaggiate prima concludere la cottura. Una volta cotte scolate molto bene, lasciate raffreddare ed infine utilizzate uno schiacciapatate per schiacciare il tutto. Potete farlo anche con le mani, è terapeutico e divertente.
Nel frattempo tritate finemente la cipolla e mettetela a rosolare in padella con l’olio di oliva per 6 o 7 minuti. Grattugiate la carota ed il cumino e lasciate cuocere per due minuti. Ho utilizzato il cumino dei prati comprato da Tiger e vi consiglio di fare altrettanto, darà un retrogusto fresco al burger.
Mescolate in un recipiente il composto di lenticchie e quinoa, le cipolle con le carote, il pan grattato, il prezzemolo, il concentrato di pomodoro, la salsa di soia, il lievito ed il burro d’arachidi. Impastate bene a mano finché non otterrete un impasto compatto e poi formate gli hamburger. Infarinateli leggermente con la farina di mais e poi rosolateli in una padella insieme ad un cucchiaio di olio di oliva per 4 o 5 minuti per parte, o comunque finché i lati non saranno dorati e croccanti.

Mi rendo conto che la foto dell’hamburger è leggermente infelice, ma la luce era quella che era e la fretta di mangiarlo non mi ha aiutato.

Mentre ero intenta a preparare questa meraviglia ho deciso di liberare la mente e lasciar andare il cuore alla meravigliosa Bjork. Il singolo che vi presento oggi, Bachelorette, è proprio come la ricetta: ricco di ingredienti e da un sapore inaspettato. La melodia della canzone si dipana su diversi livelli, tutti magistralmente cuciti insieme dalla famosa voce di Bjork.
Ogni suo album – in modo particolare Medulla, che sicuramente approfondirò in futuro – è un viaggio dei sensi che arriva a coinvolgere anche l’inconscio. A me Bjork ha cambiato il modo di ascoltare musica, ha aperto così tanti lucchetti dentro la mia testa che ora cerco appositamente certi sound per replicare il piacere che provo con lei.
Vi assicuro che se vi lasciate andare al suo genio musicale non tornerete mai più gli stessi, e ne sarete felici.

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