Islanda e altri affari. (Dulce de leche de coco)

Chi mi conosce sa quanto io sia fissata con l’Islanda ed il nord Europa. Purtroppo non ci sono ancora stata, ma sogno di andarci da parecchio tempo: quello che mi ferma non è la pigrizia ma bensì una situazione finanziaria a dir poco disastrosa e la ricerca affannata di un lavoro che non arriva mai. Fare la traduttrice non sempre ripaga gli sforzi ed il lavoro va elemosinato letteralmente, ovviamente spero che la situazione cambi ma al momento questo è.
Ho sempre viaggiato molto proprio perché ne ho bisogno, il cambiare aria ogni tanto per qualche giorno, riempirmi gli occhi di posti nuovi, mettermi alla prova in altri luoghi mi dà la consapevolezza di esistere, di essere reale, di avere capacità che in terra natia non riesco a tirare fuori. Il viaggio dei miei sogni ha dunque come meta l’Islanda, terra lontana e misteriosa capace di suscitare in me le fantasie di fotografia paesaggistica più sfrenate. E’ una terra per così dire vergine, calda e fredda insieme, accogliente e pronta a farsi esplorare. Mi ricorda un’onda che non si infrange, rimane lì pronta a farsi domare.

Cosa avrà a che fare la ricetta di oggi con l’Islanda? Ma niente ovviamente, se non la consistenza del prodotto finito: un’onda lussureggiante di dolce sapore di cocco. Cos’è? Il dulce de leche de coco. Non posso mangiare quello normale e così navigando in rete ho trovato – per puro caso e pura fortuna – una versione vegana più che intrigante sul sito Kitchen Bloody Kitchen. Speriamo che venga! Posto i risultati anche se dovessi fallire, così da condividere il possibile fallimento: con i dolci sono una vera frana.

 

Ingredienti:
– 800 ml di latte di cocco
– 300 grammi di zucchero Demerara (che poi sarebbe lo zucchero di canna)
– 1/4 di stecca di vaniglia
– 1/4 di cucchiaino di sale
– 1/4 di cucchiaino di bicarbonato

Ingredienti principali

Versate in una pentola capiente lo zucchero ed il sale. Aprite la bacca di vaniglia, quella che ho usato io (era la prima volta) mi è sembrata un po’ appiccicosa e ho fatto fatica ad estrarre i semini con il cucchiaino e con le dita; magari era la sfortuna della principiante ma qualcosa sono riuscita a fare. Unite i semini allo zucchero ed al sale ed infine unite il latte di cocco. Il mio era un po’ solido per colpa del freddo, se dovesse succedere anche a voi non vi preoccupate, con il calore del fuoco si scioglierà. Il latte di cocco, come l’olio ed il burro di cocco, sotto una certa temperatura che si aggira intorno ai 23° tende ad indurirsi subito. A questo punto accendete il fuoco tenendolo medio tendente al basso e cominciate a mescolare con un frustino per far sciogliere lo zucchero. Portate ad ebollizione. Dopo 15 minuti dall’inizio del bollore aggiungete il bicarbonato: attenzione perché il latte potrebbe salire all’improvviso. Non spaventatevi e continuate a mescolare abbassando il fuoco, tutto tornerà alla normalità dopo poco. Alzate nuovamente la fiamma tenendola però sul basso andante, non c’è nessuna fretta.
A questo punto lasciate cuocere girando di tanto in tanto, non so se c’è il rischio che si attacchi alla pentola ma per timore io ho girato praticamente di continuo. Fate cuocere per un tempo variabile dai 30 ai 60 minuti, a me ne sono bastati 40. Durante la cottura il latte di cocco si ritirerà e si caramellerà piano piano, quindi portate pazienza finché non sarà diventato abbastanza denso da “staccarsi” dalle pareti della pentola. Come scritto su Kitchen Bloody Kitchen fate la prova del piattino per valutare la densità di questa delizia, ovvero mettetene un cucchiaino in un piattino per vedere quanto è denso a contatto con il freddo. Una volta cotto mettetelo subito in un vasetto e fate raffreddare. Ho chiuso subito il tappo ma non so dire se ho fatto bene, l’ho visto fare tante volte da mia madre con i sughi e ho pensato di fare la stessa cosa.
Il risultato finale è piuttosto caramelloso, sembrerà un po’ grumoso ma credo che quello dipenda dalla temperatura di cottura. Forse 40 minuti erano troppi e avrei dovuto spegnere il fuoco prima, del resto è il primo tentativo e ho tempo per sperimentare. (Cercherò di postare la foto del risultato il prima possibile). Il sapore però è delizioso, ve lo assicuro: risulta molto dolce, cercherò anche altre ricette per capire bene le proporzioni e per riuscire a fare la combinazione di ingredienti assolutamente perfetta.
Gustatelo, una volta freddo, un po’ come vi pare: a cucchiaiate, sulle fette biscottate o sul pane, magari con una torta non troppo dolce, insieme a dei biscottini, con i cracker o in mille altre combinazioni meravigliose.

Qualche settimana fa, durante una puntata di Bachi On Radio, nella rubrica “L’Artista”, quella che mi è stata affidata dal caro Jolly Rains, ho presentato un musicista Islandese di incredibile talento. Lui si chiama Ásgeir Trausti Einarsson, in arte Ásgeir. E’ un ragazzo giovanissimo dal talento profondo. Da poco è uscito il suo nuovo album “In the silence” versione inglese del suo album di debutto islandese. Mi ricorda molto Bon Iver come stile e come voce, ed è decisamente piacevole all’orecchio.
Vi propongo la bellissima “Going Home”, che spero che come questo dulce de leche vegano, vi abbracci morbidamente nei momenti di sconforto o quando semplicemente avete bisogno di sentirvi emotivamente a Casa.

2 pensieri su “Islanda e altri affari. (Dulce de leche de coco)

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