Frittini di ceci, zucchine e carote.

Preparate l’olio in padella, perché questa frittura vi renderà persone più felici!

Non solo questi frittini di ceci, zucchine e carote sono deliziosi, ma sono anche super facili da fare. La ricetta l’ho mutuata da quella che potete trovare sul sito Vegan Richa, cambiando il mix di spezie e usando la farina Mix It! senza glutine.
Tutto quello che vi serve è una lattina di ceci, una zucchina, due carote, una grattuggia, delle spezie e il gioco è fatto: dei frittini gustosi, dal sapore orientale, incredibilmente digeribili e fatti per la maggior parte di ceci. Evviva le proteine!

Li potete mangiare con la guacamole, con la tahina, con una salsa alla tahina, con la senape, la tzatziki o quello che vi pare. Si potrebbe provare anche ad accompagnarli con una salsa fatta di pomodoro e aglio, non c’è limite alle possibilità che questi frittini di ceci offrono.
Le foto non rendono giustizia alla bellezza di questo polpettine di ceci, ma ho cucinato quando ormai la luce naturale se ne era già andata. Mi sa che è giunto il momento di rispolverare l’attrezzatura fotografica invernale.

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Ingredienti:
– 250 grammi di ceci cotti;
– 1 zucchina piccola;
– 2 carote non troppo grandi, sbucciate;
– 4 cucchiai di farina senza glutine;
– 2 cucchiai di farina di mais o altra farina senza glutine;
– 1 spicchio d’aglio;
– 1 pezzo di zenzero fresco di circa 2 o 3 cm;
– Sale q.b.
– Misto di spezie indiane (oppure curry, cumino, curcuma, garan masala, cardamomo);
– Olio per friggere q.b.

Dopo aver lavato la zucchina, grattuggiatela e spremetela per fare uscire  l’acqua; fate lo stesso con le carote, poi mettete la verdura in una ciotola capiente.
Grattuggiate anche lo zenzero e l’aglio e versateli nella ciotola.
In un food processor con le lame ad S, spezzate i ceci ma non fateli diventare una purea. Io li ho fatti andare per due minuti, la cosa importante è che siano malleabili. Versateli poi nella ciotola.
Aggiungete ai ceci il sale, le spezie e le farine e lavorate il composto con le mani, fino ad ottenere un impasto abbastanza resistente per formare i frittini.
Fate delle palline e appiattitele con le mani, poi friggetele in olio caldo due o tre minuti per lato. Con queste quantità dovreste ottenere una decina di frittini piccoli.
Serviteli con le salse che preferite!

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L’estate non sta ancora finendo, le temperature rimangono alte e la voglia di godersi una birretta fresca la sera – soprattutto all’aperto – è ancora tanta. È ancora tanta anche la voglia di sdraiarsi sull’erba, fare passeggiate, assorbire tutti i raggi di sole possibili e immaginabili per aiutare l’umore ballerino a stabilizzarsi.
E se penso a tutte queste cose, mi viene in mente il video degli Weezer per “Island in the sun“, quello però diretto da Spike Jonze: un connubio di estate, animaletti felici e tanta pace interiore. Non solo la canzone è di una bellezza quasi commovente, ma anche il video riesce perfettamente a catturare l’amosfera del pezzo e a tradurlo in una esperienza visiva che allarga il cuore. 

On an island in the sun
We’ll be playing and having fun
And it makes me feel so fine
I can’t control my brain

 

Zuppa di piselli rustica.

Ormai si sarà capito chiaramente che non importa quanti gradi ci siano, quando la zuppa chiama, io rispondo senza fare storie.

Credo di aver preparato questa zuppa rustica una sera in cui faceva più fresco del solito e io avevo bisogno di abbracciarmi un po’. Incredibile come un piatto possa aggiustare il tiro dell’umore con così tanta semplicità: piselli, patate, carote e una cipolla. Non serve altro per ritrovare un sapore di campagna e di natura, l’ennesimo sapore che aiuta a ritrovare la strada di casa.

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Ingredienti per una persona:
– 100 grammi di piselli spezzati secchi;
– 2 patate piccole pelate e tagliate a cubetti;
– 1 carota tagliata a pezzettoni;
– 1 spicchio d’aglio;
– 1 cipolla di tropea piccola (o 1 scalogno);
– Olio extravergine di oliva q.b;
– Sale q.b.;
– Farina di mandorle q.b. (opzionale)

Mettete a bagno i piselli spezzati seguendo le istruzioni della confezione. Una volta pronti scolateli, e metteteli a cuocere in abbastanza acqua salata da coprirli, iniziando a contare il tempo di cottura dall’ebollizione. I piselli che ho usato io cuocevano per 60 minuti, quindi allo scadere della prima mezz’ora ho aggiunto il resto delle verdure alla pentola e ho lasciato a cuocere fino alla fine dell’ora a fuoco basso, facendo attenzione che non si asciugasse l’acqua.
Servite con un giro di olio extravergine, una spolverata di farina di mandorle e del peperoncino.

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Se c’è una canzone che mi fa da balsamo nei momenti di sconforto o malinconia, è decisamente “Landslide“, nella cover degli Smashing Pumpkins. Landslide” è la prima canzone alla quale penso quando mi serve forza per uscire da un pantano,  soprattutto quando il pantano è emotivo e rischio di rimanerci troppo invischiata. Originariamente è stata composta da Stevie Nicks nel 1975 quando cantava nei Fleetwood Mac, ma il timbro vocale di Billy Corgan le regala una magia tormentata e dark che la rende una delle cover migliori della storia della musica.

Oh, mirror in the sky, what is love?
Can the child within my heart rise above?
Can I sail through the changing ocean tides?
Can I handle the seasons of my life?

Insalata di miglio ricca.

In questo periodo sto cercando di vivere meglio e mangiare meglio: preparo piani alimentari settimanali, vado a correre due o tre volte a settimana, cerco di evitare cibi fritti pur concedendomeli ogni tanto – soprattutto quando mia madre decide di preparare i pomodori verdi fritti, i fiori di zucca e le melanzane. 
Ideare un piano settimanale mi sta aiutando molto, perché quando non lo faccio mi ritrovo a mangiare solo pasta e verdure, o riso e verdure, o burger già pronti e verdure e basta: alla faccia della fantasia!

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Mangiare meglio significa cercare di variare il più possibile gli alimenti, stando attenta a dare spazio anche a ingredienti poco usati o che spesso lascio scadere nella dispensa, come per esempio il miglio: il miglio è un cereale un po’ sottostimato e ignorato da molti, ma ha molteplici proprietà, come per esempio l’essere ricco di sali minerali tra cui ferro, potassio, fosforo, magnesio, zinco, calcio, sodio e silicio. Contiene anche vitamine del tipo B, ma anche vitamine A, E, inoltre il miglio decorticato è privo di glutine. Insomma, un cereale che andrebbe rivalutato e considerato di più.

Ecco che tutto questo sproloquio serve per introdurre la ricetta di oggi: una estivissima insalata di miglio. Un piatto ricco di ingredienti di stagione e che si può preparare con tutto quello che avete in casa senza, e che richiede meno di mezz’ora di preparazione.

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Ingredienti: 
– 60 grammi di miglio decorticato;
– 1 zucchina grande tagliata a cubettoni;
– 6 o 7 capperi;
– 3 cucchiai di mais;
– 1 carota tagliata a rondelle;
– Pomodorini tagliati a metà q.b.;
– Una manciata di rosmarino;
– 120 grammi di ceci;
– 1/2 avocado tagliato a cubetti;
– Olive q.b.;
– Sale q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– 2 cucchiaini di salsa di soia (opzionale)

Risciacquate abbondantemente il miglio e cuocetelo secondo le istruzioni della confezione. Io l’ho cotto facendolo tostare velocemente in un pentolino e poi aggiungendo il doppio di acqua rispetto al peso del miglio (quindi in questo caso 120 grammi di acqua), ho portato a bollore, coperto il pentolino e abbassato la fammia e una volta passati 20 minuti circa ho spento e lasciato il pentolino coperto ancora un pochino, per poi metterlo in un piatto a riposare.
In una padella con un cucchiaio di olio, fate saltare per circa 5 minuti la zucchina e i capperi ben sciacquati, aggiungendo a metà cottura la salsa di soia (oppure il sale). Quando la zucchina inizierà ad ammorbidirsi pur restando soda spegnete il fuoco e mettete da parte a raffreddare.
In una ciotola unite al miglio tutti gli altri ingredienti, mescolate e salate a piacere, infine condite con una girata di olio extravergine di oliva. Servite subito, oppure lasciate a riposare per almeno un’ora.

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In questo periodo sto ascoltando un po’ di musica a caso. Proprio oggi ho rispolverato uno degli album migliori della prima decade del 2000: “Fever to tell” degli Yeah Yeah Yeahs. Gruppo indie per eccellenza, tre componenti, un sacco di energia, tanto casino da fare e tanta musica da far ascoltare e da incidere. Il loro terzo singolo “Maps” li consacrò definitivamente come uno dei terzetti più promettenti del 2003.

 

Recensione: Passato di verdure Bio by Zerbinati

Nonostante le temperature a dir poco bollenti, la mia passione per i passati di verdura non si ferma. C’è qualcosa di così confortante e casalingo in un tazzone di passato che neanche so spiegarlo.

Ricercando accuratamente nel banco frigo dell’Esselunga, ho trovato i prodotti della Zerbinati, un’azienda del Monferrato che produce dalle zuppe ai minestroni, passando per i burger vegetali e le insalate. L’azienda di descrive così sul suo sito La nostra passione per le verdure ha avuto inizio più di 40 anni fa. Prima commercializzando i migliori prodotti delle nostre terre, e poi, seguendo l’antica arte culinaria di questi luoghi, preparandoli e cucinandoli. Molto di quello che siamo oggi lo dobbiamo proprio al Monferrato: generoso nei raccolti e rinomato nella gastronomia, ci ha insegnato a combinare i sapori della natura.” e come darle torto? Il Monferrato è una zona bellissima e ricca di prodotti eccellenti: lo so perché è proprio dove vivo io, dove sono nata e dove ho scoperto i sapori della terra.

E allora il passato di verdure bio è il perfetto esempio di come i prodotti semplici che ci regalano i nostri campi siano in grado di creare un sapore casalingo e rustico, un abbraccio anche nelle sere d’estate.

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Perché ho scelto di recensire un semplice passato di verdura? Perché ormai ho capito che più un prodotto è casalingo e si può replicare a casa, più è difficile da fare buono per una azienda. Gli ingredienti del passato di verdure bio infatti sono: Ortaggi 54% in proporzione variabile (zucchine, carote, verze, erbette, porri, sedano), acqua, lenticchie rosse, olio extravergine di oliva 1%, sale.

Tutto qua, visto? Una manciata di ingredienti che creano un passato di verdure buono, come fatto in casa (forse solo con un pizzico di sale di troppo per i miei gusti), cremoso e facile da preparare: basta infatti scaladarlo in microonde o in pentola e la porzione singola di passato di verdure è pronto. Zerbinati ha decisamente azzeccato la formula della semplicità ed è un prodotto che sicuramente ricomprerò presto.

Se anche voi siete amanti dei passati di verdura, se siete amanti dei prodotti semplici e genuini con ingredienti locali e soprattutto se vi fidate di questa vegana pazza che si spara le creme di verdura anche con 35° all’ombra, beh, allora il passato di verdura bio di Zerbinati fa proprio per voi. 

 

Patate dolci orientali.

Accendete i forni: pronti, partenza, VIA!
Le patate dolci (quelle arancioni) sono un capitolo della mia alimentazione che amo affrontare spesso e volenteri e nello specifico, queste patate dolci sono perfette come aperitivo, ma si adattano benissimo ad essere usate come contorno, o un po’ come vi suggerisce la fantasia.
Si preparano in poco più di 30 minuti compresa la cottura e non dovete neanche stare a controllarle, quindi mentre il forno è acceso potete fare altro – soprattutto per evitare di sciogliervi in cucina.

L’idea di “orientalizzare” delle patate dolci con un condimento come la pasta thai curry mi è venuta perché dovevo svuotare il frigo per poterlo pulire bene e mi sono chiesta se il sapore piccante del thai curry si sarebbe sposato bene con la delicatezza delle patate dolci: la risposta è decisamente sì.

Un piatto dalla preparazione semplice ma che stupirà le vostre papille gustative assopite dalla pigrizia estiva. Orsù dunque, è tempo di affettare le patate dolci!

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Ingredienti per una patata (da moltiplicare all’occorrenza):
– 1 patata dolce sbucciata e affettata a fiammifero o spicchi;
– 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– 1 cucchiaio di pasta thai curry;
– Sale q.b.

Preriscaldate il forno a 180°.
In una ciotola capiente mischiate gli ingredienti insieme alle patate già tagliate, in modo da ungerle e ricoprirle il più possibile di condimento.
Prendete una teglia, adagiate un foglio di carta da forno e versate le patate condite. Per una cottura migliore distanziatele il più possibile una dall’altra.
Se desiderate avere delle patate più croccanti, non mettete la carta da forno ma ungete un po’ la teglia, avendo l’accortezza di mischiare le patate a metà cottura.
Cuocete in forno per circa 30 minuti, controllando lo stato di cottura di tanto in tanto.
Servite con una salsina fresca come la guacamole, oppure con del bagnetto, o ancora della tzatziki, oppure gustatele così come sono.

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In questa estate 2016 sto facendo tante cose belle, scrivendo tante cose belle, mangiando quello che riesco a tirare su fra un impegno e l’altro ma soprattutto sto – ovviamente – ascoltando tanta musica. Ho finalmente messo le orecchie sul nuovo album dei The Last Shadow Puppets e ne ho scritto una recensione su Crunch Ed, ma la cosa che mi ha colpito di più di questo duo di serissimi musicisti, è la cover di “I want you (She’s so heavy)” dei Beatles. Piacere allo stato puro.

Lasagne alle verdure.

Se c’è un gesto che ho sempre trovato incredibilmente altruistico, è quello di regalare l’ultima fetta di qualcosa.
Ricordo con piacere una scena di Grey’s Anatomy, nella quale Meredith diceva al suo amato Derek di scegliere lei perchè lo amava così tanto che (fra le altre cose) gli avrebbe lasciato l’ultima fetta di torta.
Ecco, per me vale la stessa cosa: lasciare l’ultimo pezzo di qualcosa è sintomo di un affetto profondo o un legame che si sta creando e che voglio nutrire (simbolicamente e non).

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E allora vi regalo l’ultima fetta delle lasagne alle verdure che sono state il pranzo della domenica insieme a mio fratello. Lo so, con 34° di media sono stata pazza ad accendere il forno, ma alle lasagne non si comanda e chi sono io per dire di no alla cremosità della besciamella fatta con il latte di mandorla? Chi sono io per rifiutare il dolce abbraccio di un sugo fatto in casa con pazienza e tante verdure?

Una manciata di ingredienti di stagione per creare un piatto che a me non stufa mai e che potrei mangiare tutti i giorni a pranzo e cena senza lamentarmi. Una manciata di ingredienti per regalarvi la certezza di una ricetta da preparare e condividere, per poter donare al questo pazzo, pazzo mondo un po’ di bontà. Quella sì che non fa mai male.

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Ingredienti:
– 1 carota grande tagliata a cubetti o fettine;
– 1 cipolla rossa tagliata sottilmente e tritata;
– 1 spicchio di aglio tritato;
– 1/2 melanzana grande tagliata a cubetti;
– 2 zucchine grandi tagliate a cubetti;
– 400 grammi di polpa di pomodoro;
– 2 cucchiaini di concentrato di pomodoro;
– 200 grammi di piselli surgelati;
– 2 pizzichi di zucchero (se necessario);
– 6 (o più, se necessario) fogli di lasagna di mais (o normale)
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Sale e pepe q.b.;
– Rosmarino q.b.
– Farina di mandorle q.b.

Per la besciamella:
– 500 ml di latte di mandorla al naturale;
– 35 grammi di olio extravergine di oliva;
– 35 grammi di farina senza glutine (io ho usato la mix it di Schar)
– Sale q.b.;
– Noce moscata (opzionale)

Cuocete i piselli senza salarli seguendo le istruzioni della confezione e mettete da parte.
Iniziate preparando il sugo: in una pentola capiente versate 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e mettete sul fuoco. Quando l’olio inizia a scaldarsi unite la carota, la cipolla, un pizzico di sale e l’aglio. Aggiungete un dito d’acqua, coprite e lasciate cuocere fino per qualche minuto, fino a quanto la cipolla sarà diventata trasparente e morbida (circa 3 o 4 minuti, a seconda della potenza della vostra fiamma).
Versate ora i cubetti di melanzana, salate ancora, coprite e lasciate cuocere a fiamma media per altri 5 minuti, girando di tanto in tanto e aggiungendo acqua se necessario. Appena la melanzana cambia colore, versate le zucchine e di nuovo salate leggermente – sempre un pizzico alla volta – coprite e lasciate cuocere al massimo per 5 minuti, girando di tanto in tanto. Versate la polpa di pomodoro, il concentrato di pomodoro sciolto in 3 cucchiai di acqua, il sale, lo zucchero, il pepe, il rosmarino e i piselli, mescolando e amalgamando il tutto. Lasciate cuocere a fuoco medio basso per almeno 10 o 15 minuti, girando spesso e controllando che il sugo non si asciughi troppo. Una volta pronto mettetelo da parte.
Accendete il forno a 190°.

Preparate ora la besciamella: in una pentola capiente versate l’olio e la farina un po’ alla volta, mescolando con una frusta. Accendete il fuoco tenendolo basso e continuate a lavorare con la frusta per evitare che si formino grumi, fino a quando il composto di farina e olio avrà cambiato tonalità di colore. A questo punto versate a filo tutto il latte di mandorla continuando a girare energicamente, aggiungete anche il sale e la noce moscata (se vi piace). Alzate il fuoco a medio, continuate a mescolare e raggiungete il grado di densità che preferite. Se dovesse risultare troppo densa aggiungete altro latte di mandorla.

Se dovete sbollentare la pasta per le lasagne fatelo ora (o fatevi aiutare mentre vi occupate della besciamella), in ogni caso è giunto il momento di assemblare la lasagna. Oliate leggermente una teglia delle giuste dimensioni, cospargete il fondo con un po’ di sugo e ponete sopra il primo strato di pasta. Sopra la pasta versate altro sugo, poi la besciamella, poi una generosa cucchiaiata di farina di mandorle e poi di nuovo pasta, sugo, besciamella e così via fino a quando avrete finito gli ingredienti. Sopra l’ultimo strato di besciamella versate della farina di mandorle e poi un filo di olio, per creare quell’effetto bruciacchiato che piace tanto. Infornate ora per 35 minuti (o per il tempo indicato sulla confezione delle lasagne) a forno statico, concludendo la cottura con altri 5 minuti di grill.
Servite subito e godetevi questa delizia.

 

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Ho passato le giornate di sabato e domenica ad ascoltare una scatola di 45 giri di mia madre che abbiamo trovato in casa: dentro c’era di tutto, dai Rolling Stones passando per Patti Pravo e poi ancora i Turtles, qualche gruppo italiano a me sconosciuto e altri nomi incredibili. Per il compleanno ho ricevuto in regalo un giradischi, e regalo non poteva essere più perfetto per questo periodo della mia vita. Voglio condividere la gioia di ascoltare la musica con le persone che amo, per goderne insieme e ridendo dirci che il suono del vinile è più caldo. Happy Together. 

 

Sugo semplice e veloce di zucchine e melanzane

Vedo i sughi come una piccola sfida quasi quotidiana per avere un pasto  gustoso e completo. Il tempo per prepararli è sempre quello che è – soprattutto ora che sono la speaker fissa del pomeridiano di Radio Gold (dalle 16 alle 18) – così mi sono trovata a preparare con degli avanzi di verdura questo sugo veloce di zucchine e melanzane. 

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Estivo, soddisfacente, abbondante e semplice da preparare, è il sugo perfetto per chi ha poco tempo da dedicare alla cottura lenta di certi ragù deliziosi, ma non per questo è meno gustoso, basta avere qualche accorgimento. Quando l’ho preparato in casa non avevo né cipolla né aglio e mancava quella nota particolare del soffrittino iniziale, quindi la ricetta che vi sto per scrivere è quella definitiva. Potete aggiungere a questo sugo tutti gli ingredienti che volete: olive, capperi, carote e via dicendo, questa è una semplice base dalla quale iniziare.

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Ingredienti per una persona:
– 1/2 cipolla rossa;
– 1 zucchina grande;
– 1/2 melanzana;
– 4 cucchiai abbondanti di polpa di pomodoro;
– 2 cucchiaini di concentrato di pomodoro sciolto in 3 cucchiai di acqua;
– Sale q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Zucchero q.b.;
– Spezie ed erbe a scelta.

Tagliate a fette di mezzo centimetro la melanzana, disponetele in un colapasta aggiungendo del sale grosso per far perdere l’acqua. Lasciate a riposare per almeno 10 minuti.
Tagliate a cubetti la zucchina e mettete da parte.
Tritate finemente la cipolla rossa e mettetela a cuocere in padella con un cucchiaio di olio.
Eliminate il sale in eccesso dalle melanzane e tagliate a cubetti, versatele poi in padella e fate cuocere per meno di 5 minuti, aggiungendo poca acqua alla volta se necessario. Quando le melanzane avranno cambiato colore aggiungete le zucchine e fate saltare salando leggermente.
Versate la polpa di pomodoro, mescolate e coprite lasciando cuocere a fuoco medio basso. Quando il sugo inizia ad asciugarsi aggiungete il concentrato di pomodoro, lo zucchero, le spezie e/o le erbe (rosmarino / pepe / prezzemolo / basilico / curry / peperoncino) e mescolate bene il tutto. Coprite ancora abbassando la fiamma, controllando lo stato di cottura delle zucchine, che saranno pronte quando saranno leggermente morbide. Aggiungete poca acqua alla volta se necessario.
Servite con la vostra pasta preferita e spolverate con della farina di mandorle, che secondo me è una bella aggiunta finale.
Conservate il sugo in un barattolo di vetro o un tupperware ben sigillato per al massimo quattro giorni.

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Oh estate, estate. Estate malinconica, energetica, di sogni e progetti immediati e anche futuri. Estate di zanzare che  ti mangiano, di corse in solitaria e non, di ricordi teneri e mancanze che si fanno sentire.
Estate di musica di qualità, di bisogno di compagnia degli amici, di birrette fresche condivise e chiacchiere che non finiscono mai.
Oh estate.

 

 

Recensione: Barretta al cocco by Rapunzel

Quando ho bisogno di energie immediate per fare uno sforzo fisico notevole o semplicemente perché magari ho mangiato poco durante la giornata, trovo che una barretta energetica sia la soluzione migliore. Sul mercato se ne trovano di tutti i tipi, dalle crudiste a quelle più raffinate, con il cioccolato oppure la frutta secca oppure tutte e due insieme. Ho recentemente provato la barretta al cocco di Rapunzel più per gola che per un bisogno fisico, e posso dire di aver scelto veramente bene.

La marca Rapunzel è l’azienda che dal 1974 ha fatto del biologico la sua sfida e vanta una produzione di più di 450 prodotti: dai sughi alle creme da spalmare, passando per la pasta, il riso, snack molto vari e tanto altro, Rapunzel è sicuramente uno dei marchi più conosciuti nel campo del biologico.
Ho subito capito che, addentando la barretta al cocco, avrei avuto fra le mani un prodotto di qualità che mi avrebbe soddisfatto.

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Gli ingredienti della barretta al cocco sono: cocco in scaglie (47%), sciroppo di riso, sciroppo d’agave, sciroppo di riso in polvere, farina integrale di riso, cialda (amido di patate, olio di girasole). 

Ovviamente la barretta al cocco SA di cocco, ma proprio tanto, talmente tanto che sembra di mangiare mezza noce di cocco pressata insieme con un po’ di zucchero e se non avessi un po’ di self control, ne avrei mangiate 10 di seguito. Inutile dire che sia una barretta buona, per niente pesante e che dura troppo poco. Non so dire il livello di energia che mi a regalato, ma sicuramente come kilocalorie ci siamo: per 100 grammi ce ne sono ben 546 (qui la tabella completa). Diciamo che se l’avessi mangiata prima di andare a correre, probabilmente avrei avuto un sostanzioso aiuto a battere tutti i miei record personali.

La barretta al cocco di Rapunzel è un ottimo snack di cui fare scorta e da tenere lì in caso di bisogno. Ovviamente (come tutti i prodotti al cocco) crea dipendenza immediata!
Grazie a Rapunzel per aver pensato ad una barretta così buona, completamente biologica, senza glutine, senza frumento e senza soia, che può essere consumata praticamente da chiunque, alla faccia delle brutte intolleranze e allergie.

Il segreto del Tofu dorato perfetto.

Eccoci, ci siamo, l’ho detto: perfetto. Sì, ho usato questa parola gigantesca (che in cucina non si dovrebbe mai neanche pensare) perché il metodo di cottura di cui sto per parlare, vi regalerà un tofu semplicemente perfetto. P E R F E T T O.

Perfetto da mettere nelle vostre buddha bowl (che qui da me si chiamano semplicemente insalatone), nelle zuppe, da tagliare a pezzetti e saltare subito dopo con le verdure, o da condire e infilare in mezzo a due fette di pane. Un paninazzy al tofu, ma ci pensate?

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Foto fatta al volo.

Sono al settimo cielo, uno dei problemi che ho sempre avuto con il tofu era quello di non riuscire a renderlo abbastanza croccante, poi mi sono decisa a leggere ricette su ricette, consigli su consigli e finalmente ho trovato quello che mi convinceva di più: per avere un tofu perfettamente croccante basta togliergli gran parte dell’acqua che contiene. Come? Semplicemente mettendolo a scolare con avvolto con della carta da cucina, un panno da cucina e con sopra dei pesi che lo schiaccino. Dopo almeno 30 minuti, il tofu sarà più umido che bagnato e potrete tagliarlo a fette o a pezzi e metterlo a cuocere. Semplice no?

Per il procedimento miracoloso vi serviranno:
– 1 panetto di tofu compatto;
– Olio vegetale (io ho usato quello di cocco)

Prendete il tofu, avvolgetelo con della carta da cucina e poi con un panno da cucina pulito. Mettetegli sopra un tagliere e sopra al tagliere dei pesi (ho usato dei libri), abbastanza da creare una discreta pressione. Aspettate almeno 30 minuti e nel frattempo pulite casa, fatevi una doccia, fate qualunque cosa ma non pensate al tofu.
Liberate il tofu (che nel frattempo avrà perso molta acqua e sarà umidiccio ma non più bagnato) e tagliatelo a fettine dello spessore che preferite.
Ricoprite il fondo di una padella con l’olio e mettete sul fuoco medio. Mettete il tofu a cuocere quando l’olio si sarà scaldato e abbassate la fiamma. A questo punto arriva la parte migliore: aprite il link di youtube che troverete qui sotto e usatelo quello per contare i minuti di cottura per il tofu. Non sto scherzando, la canzone dura 4 minuti e quello è il tempo di cottura per ogni lato. Vi sfido a non ballare come pazzi mentre il tofu imbiondisce delicatamente su entrambi i lati.


Come potete vedere dalle foto ho provato due cotture: quella più chiara è quella con il tempo giusto e il risultato migliore, mentre quella più scura ha qualche minuto in più ma anche se è più bella non la consiglio perché il tofu ha preso un un saporaccio amaro terribile.
Ricapitoliamo: prendete il panetto, pressate fuori l’acqua, tagliate a fettine, mettete nell’olio caldo, schiacciate play, ballate come se non ci fosse un domani per 8 minuti in tutto e il tofu sarà perfettamente dorato e croccante. Provare per credere!

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Recensione: Veg-ragù di soja alla bolognese by Biolab

Quando ho proprio voglia di pasta ma la pigrizia mi non mi fa inventare nessun sugo, mi rivolgo a quelli già pronti, ed è per questo che la recensione di oggi parla proprio del Veg-ragù di soja alla bolognese di Biolab.

Biolab è una azienda nata nel 1991 con l’obiettivo di promuovere il consumo di prodotti di origine vegetale: la sua offerta di pietanze già pronte spazia moltissimo fra quelle vegane (con burger a base di seitan, di tofu, di miglio, oppure spezzatini di soia ecc.) e anche fra quelle vegetariane.

 

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Foto presa dal sito ufficiale del ragù.

 

Gli ingredienti del Ragù di Soja alla bolognese sono: polpa di pomodoro, acqua, soja testurizzata idratata[acqua, soja], carote , sedano, olio extravergine di oliva, cipolla, aromi naturali, vino bianco, sale, basilico, amido di mais, zucchero di canna, estratto di lievito, aglio, addensante: gomma di xanthano, pepe, peperoncino.

Il ragù ha l’aspetto e l’odore proprio di quello “classico”, quindi lo sconsiglio a chi ha problemi con la carne o dei prodotti che la ricordano molto. Si prepara riscaldandolo per un paio di minuti in padella e poi è possibile condire subito la pasta.
Il sapore è abbastanza buono e si sente che è un prodotto vegetale e non fatto di carne; l’ho trovato molto salato per  i miei gusti, stemperandolo però con un pochino di salsa di pomodoro (ne basta pochissima) il sapore si addolcisce. Non usando la salsa di pomodoro il ragù è buono comunque, mi rendo conto che quella del “troppo salato/poco salato” sia una questione del tutto personale. Insieme alla soia ci sono anche diverse verdure che le fanno da “contorno”, ma sinceramente non sanno di molto, quindi nel complesso è un prodotto industriale che non ha troppe pretese.

Il ragù di soia lega benissimo con la pasta lunga, ed è un’ottima alternativa per chi ha poco tempo per cucinare, per chi si sta avvicinando ad una alimentazione vegetale e per chi ha voglia di provare prodotti nuovi e di buona qualità, magari da replicare cucinandoli da zero.