Recensione: Passato di verdure Bio by Zerbinati

Nonostante le temperature a dir poco bollenti, la mia passione per i passati di verdura non si ferma. C’è qualcosa di così confortante e casalingo in un tazzone di passato che neanche so spiegarlo.

Ricercando accuratamente nel banco frigo dell’Esselunga, ho trovato i prodotti della Zerbinati, un’azienda del Monferrato che produce dalle zuppe ai minestroni, passando per i burger vegetali e le insalate. L’azienda di descrive così sul suo sito La nostra passione per le verdure ha avuto inizio più di 40 anni fa. Prima commercializzando i migliori prodotti delle nostre terre, e poi, seguendo l’antica arte culinaria di questi luoghi, preparandoli e cucinandoli. Molto di quello che siamo oggi lo dobbiamo proprio al Monferrato: generoso nei raccolti e rinomato nella gastronomia, ci ha insegnato a combinare i sapori della natura.” e come darle torto? Il Monferrato è una zona bellissima e ricca di prodotti eccellenti: lo so perché è proprio dove vivo io, dove sono nata e dove ho scoperto i sapori della terra.

E allora il passato di verdure bio è il perfetto esempio di come i prodotti semplici che ci regalano i nostri campi siano in grado di creare un sapore casalingo e rustico, un abbraccio anche nelle sere d’estate.

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Perché ho scelto di recensire un semplice passato di verdura? Perché ormai ho capito che più un prodotto è casalingo e si può replicare a casa, più è difficile da fare buono per una azienda. Gli ingredienti del passato di verdure bio infatti sono: Ortaggi 54% in proporzione variabile (zucchine, carote, verze, erbette, porri, sedano), acqua, lenticchie rosse, olio extravergine di oliva 1%, sale.

Tutto qua, visto? Una manciata di ingredienti che creano un passato di verdure buono, come fatto in casa (forse solo con un pizzico di sale di troppo per i miei gusti), cremoso e facile da preparare: basta infatti scaladarlo in microonde o in pentola e la porzione singola di passato di verdure è pronto. Zerbinati ha decisamente azzeccato la formula della semplicità ed è un prodotto che sicuramente ricomprerò presto.

Se anche voi siete amanti dei passati di verdura, se siete amanti dei prodotti semplici e genuini con ingredienti locali e soprattutto se vi fidate di questa vegana pazza che si spara le creme di verdura anche con 35° all’ombra, beh, allora il passato di verdura bio di Zerbinati fa proprio per voi. 

 

Patate dolci orientali.

Accendete i forni: pronti, partenza, VIA!
Le patate dolci (quelle arancioni) sono un capitolo della mia alimentazione che amo affrontare spesso e volenteri e nello specifico, queste patate dolci sono perfette come aperitivo, ma si adattano benissimo ad essere usate come contorno, o un po’ come vi suggerisce la fantasia.
Si preparano in poco più di 30 minuti compresa la cottura e non dovete neanche stare a controllarle, quindi mentre il forno è acceso potete fare altro – soprattutto per evitare di sciogliervi in cucina.

L’idea di “orientalizzare” delle patate dolci con un condimento come la pasta thai curry mi è venuta perché dovevo svuotare il frigo per poterlo pulire bene e mi sono chiesta se il sapore piccante del thai curry si sarebbe sposato bene con la delicatezza delle patate dolci: la risposta è decisamente sì.

Un piatto dalla preparazione semplice ma che stupirà le vostre papille gustative assopite dalla pigrizia estiva. Orsù dunque, è tempo di affettare le patate dolci!

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Ingredienti per una patata (da moltiplicare all’occorrenza):
– 1 patata dolce sbucciata e affettata a fiammifero o spicchi;
– 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
– 1 cucchiaio di pasta thai curry;
– Sale q.b.

Preriscaldate il forno a 180°.
In una ciotola capiente mischiate gli ingredienti insieme alle patate già tagliate, in modo da ungerle e ricoprirle il più possibile di condimento.
Prendete una teglia, adagiate un foglio di carta da forno e versate le patate condite. Per una cottura migliore distanziatele il più possibile una dall’altra.
Se desiderate avere delle patate più croccanti, non mettete la carta da forno ma ungete un po’ la teglia, avendo l’accortezza di mischiare le patate a metà cottura.
Cuocete in forno per circa 30 minuti, controllando lo stato di cottura di tanto in tanto.
Servite con una salsina fresca come la guacamole, oppure con del bagnetto, o ancora della tzatziki, oppure gustatele così come sono.

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In questa estate 2016 sto facendo tante cose belle, scrivendo tante cose belle, mangiando quello che riesco a tirare su fra un impegno e l’altro ma soprattutto sto – ovviamente – ascoltando tanta musica. Ho finalmente messo le orecchie sul nuovo album dei The Last Shadow Puppets e ne ho scritto una recensione su Crunch Ed, ma la cosa che mi ha colpito di più di questo duo di serissimi musicisti, è la cover di “I want you (She’s so heavy)” dei Beatles. Piacere allo stato puro.

Lasagne alle verdure.

Se c’è un gesto che ho sempre trovato incredibilmente altruistico, è quello di regalare l’ultima fetta di qualcosa.
Ricordo con piacere una scena di Grey’s Anatomy, nella quale Meredith diceva al suo amato Derek di scegliere lei perchè lo amava così tanto che (fra le altre cose) gli avrebbe lasciato l’ultima fetta di torta.
Ecco, per me vale la stessa cosa: lasciare l’ultimo pezzo di qualcosa è sintomo di un affetto profondo o un legame che si sta creando e che voglio nutrire (simbolicamente e non).

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E allora vi regalo l’ultima fetta delle lasagne alle verdure che sono state il pranzo della domenica insieme a mio fratello. Lo so, con 34° di media sono stata pazza ad accendere il forno, ma alle lasagne non si comanda e chi sono io per dire di no alla cremosità della besciamella fatta con il latte di mandorla? Chi sono io per rifiutare il dolce abbraccio di un sugo fatto in casa con pazienza e tante verdure?

Una manciata di ingredienti di stagione per creare un piatto che a me non stufa mai e che potrei mangiare tutti i giorni a pranzo e cena senza lamentarmi. Una manciata di ingredienti per regalarvi la certezza di una ricetta da preparare e condividere, per poter donare al questo pazzo, pazzo mondo un po’ di bontà. Quella sì che non fa mai male.

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Ingredienti:
– 1 carota grande tagliata a cubetti o fettine;
– 1 cipolla rossa tagliata sottilmente e tritata;
– 1 spicchio di aglio tritato;
– 1/2 melanzana grande tagliata a cubetti;
– 2 zucchine grandi tagliate a cubetti;
– 400 grammi di polpa di pomodoro;
– 2 cucchiaini di concentrato di pomodoro;
– 200 grammi di piselli surgelati;
– 2 pizzichi di zucchero (se necessario);
– 6 (o più, se necessario) fogli di lasagna di mais (o normale)
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Sale e pepe q.b.;
– Rosmarino q.b.
– Farina di mandorle q.b.

Per la besciamella:
– 500 ml di latte di mandorla al naturale;
– 35 grammi di olio extravergine di oliva;
– 35 grammi di farina senza glutine (io ho usato la mix it di Schar)
– Sale q.b.;
– Noce moscata (opzionale)

Cuocete i piselli senza salarli seguendo le istruzioni della confezione e mettete da parte.
Iniziate preparando il sugo: in una pentola capiente versate 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e mettete sul fuoco. Quando l’olio inizia a scaldarsi unite la carota, la cipolla, un pizzico di sale e l’aglio. Aggiungete un dito d’acqua, coprite e lasciate cuocere fino per qualche minuto, fino a quanto la cipolla sarà diventata trasparente e morbida (circa 3 o 4 minuti, a seconda della potenza della vostra fiamma).
Versate ora i cubetti di melanzana, salate ancora, coprite e lasciate cuocere a fiamma media per altri 5 minuti, girando di tanto in tanto e aggiungendo acqua se necessario. Appena la melanzana cambia colore, versate le zucchine e di nuovo salate leggermente – sempre un pizzico alla volta – coprite e lasciate cuocere al massimo per 5 minuti, girando di tanto in tanto. Versate la polpa di pomodoro, il concentrato di pomodoro sciolto in 3 cucchiai di acqua, il sale, lo zucchero, il pepe, il rosmarino e i piselli, mescolando e amalgamando il tutto. Lasciate cuocere a fuoco medio basso per almeno 10 o 15 minuti, girando spesso e controllando che il sugo non si asciughi troppo. Una volta pronto mettetelo da parte.
Accendete il forno a 190°.

Preparate ora la besciamella: in una pentola capiente versate l’olio e la farina un po’ alla volta, mescolando con una frusta. Accendete il fuoco tenendolo basso e continuate a lavorare con la frusta per evitare che si formino grumi, fino a quando il composto di farina e olio avrà cambiato tonalità di colore. A questo punto versate a filo tutto il latte di mandorla continuando a girare energicamente, aggiungete anche il sale e la noce moscata (se vi piace). Alzate il fuoco a medio, continuate a mescolare e raggiungete il grado di densità che preferite. Se dovesse risultare troppo densa aggiungete altro latte di mandorla.

Se dovete sbollentare la pasta per le lasagne fatelo ora (o fatevi aiutare mentre vi occupate della besciamella), in ogni caso è giunto il momento di assemblare la lasagna. Oliate leggermente una teglia delle giuste dimensioni, cospargete il fondo con un po’ di sugo e ponete sopra il primo strato di pasta. Sopra la pasta versate altro sugo, poi la besciamella, poi una generosa cucchiaiata di farina di mandorle e poi di nuovo pasta, sugo, besciamella e così via fino a quando avrete finito gli ingredienti. Sopra l’ultimo strato di besciamella versate della farina di mandorle e poi un filo di olio, per creare quell’effetto bruciacchiato che piace tanto. Infornate ora per 35 minuti (o per il tempo indicato sulla confezione delle lasagne) a forno statico, concludendo la cottura con altri 5 minuti di grill.
Servite subito e godetevi questa delizia.

 

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Ho passato le giornate di sabato e domenica ad ascoltare una scatola di 45 giri di mia madre che abbiamo trovato in casa: dentro c’era di tutto, dai Rolling Stones passando per Patti Pravo e poi ancora i Turtles, qualche gruppo italiano a me sconosciuto e altri nomi incredibili. Per il compleanno ho ricevuto in regalo un giradischi, e regalo non poteva essere più perfetto per questo periodo della mia vita. Voglio condividere la gioia di ascoltare la musica con le persone che amo, per goderne insieme e ridendo dirci che il suono del vinile è più caldo. Happy Together. 

 

Sugo semplice e veloce di zucchine e melanzane

Vedo i sughi come una piccola sfida quasi quotidiana per avere un pasto  gustoso e completo. Il tempo per prepararli è sempre quello che è – soprattutto ora che sono la speaker fissa del pomeridiano di Radio Gold (dalle 16 alle 18) – così mi sono trovata a preparare con degli avanzi di verdura questo sugo veloce di zucchine e melanzane. 

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Estivo, soddisfacente, abbondante e semplice da preparare, è il sugo perfetto per chi ha poco tempo da dedicare alla cottura lenta di certi ragù deliziosi, ma non per questo è meno gustoso, basta avere qualche accorgimento. Quando l’ho preparato in casa non avevo né cipolla né aglio e mancava quella nota particolare del soffrittino iniziale, quindi la ricetta che vi sto per scrivere è quella definitiva. Potete aggiungere a questo sugo tutti gli ingredienti che volete: olive, capperi, carote e via dicendo, questa è una semplice base dalla quale iniziare.

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Ingredienti per una persona:
– 1/2 cipolla rossa;
– 1 zucchina grande;
– 1/2 melanzana;
– 4 cucchiai abbondanti di polpa di pomodoro;
– 2 cucchiaini di concentrato di pomodoro sciolto in 3 cucchiai di acqua;
– Sale q.b.;
– Olio extravergine di oliva q.b.;
– Zucchero q.b.;
– Spezie ed erbe a scelta.

Tagliate a fette di mezzo centimetro la melanzana, disponetele in un colapasta aggiungendo del sale grosso per far perdere l’acqua. Lasciate a riposare per almeno 10 minuti.
Tagliate a cubetti la zucchina e mettete da parte.
Tritate finemente la cipolla rossa e mettetela a cuocere in padella con un cucchiaio di olio.
Eliminate il sale in eccesso dalle melanzane e tagliate a cubetti, versatele poi in padella e fate cuocere per meno di 5 minuti, aggiungendo poca acqua alla volta se necessario. Quando le melanzane avranno cambiato colore aggiungete le zucchine e fate saltare salando leggermente.
Versate la polpa di pomodoro, mescolate e coprite lasciando cuocere a fuoco medio basso. Quando il sugo inizia ad asciugarsi aggiungete il concentrato di pomodoro, lo zucchero, le spezie e/o le erbe (rosmarino / pepe / prezzemolo / basilico / curry / peperoncino) e mescolate bene il tutto. Coprite ancora abbassando la fiamma, controllando lo stato di cottura delle zucchine, che saranno pronte quando saranno leggermente morbide. Aggiungete poca acqua alla volta se necessario.
Servite con la vostra pasta preferita e spolverate con della farina di mandorle, che secondo me è una bella aggiunta finale.
Conservate il sugo in un barattolo di vetro o un tupperware ben sigillato per al massimo quattro giorni.

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Oh estate, estate. Estate malinconica, energetica, di sogni e progetti immediati e anche futuri. Estate di zanzare che  ti mangiano, di corse in solitaria e non, di ricordi teneri e mancanze che si fanno sentire.
Estate di musica di qualità, di bisogno di compagnia degli amici, di birrette fresche condivise e chiacchiere che non finiscono mai.
Oh estate.

 

 

Recensione: Barretta al cocco by Rapunzel

Quando ho bisogno di energie immediate per fare uno sforzo fisico notevole o semplicemente perché magari ho mangiato poco durante la giornata, trovo che una barretta energetica sia la soluzione migliore. Sul mercato se ne trovano di tutti i tipi, dalle crudiste a quelle più raffinate, con il cioccolato oppure la frutta secca oppure tutte e due insieme. Ho recentemente provato la barretta al cocco di Rapunzel più per gola che per un bisogno fisico, e posso dire di aver scelto veramente bene.

La marca Rapunzel è l’azienda che dal 1974 ha fatto del biologico la sua sfida e vanta una produzione di più di 450 prodotti: dai sughi alle creme da spalmare, passando per la pasta, il riso, snack molto vari e tanto altro, Rapunzel è sicuramente uno dei marchi più conosciuti nel campo del biologico.
Ho subito capito che, addentando la barretta al cocco, avrei avuto fra le mani un prodotto di qualità che mi avrebbe soddisfatto.

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Gli ingredienti della barretta al cocco sono: cocco in scaglie (47%), sciroppo di riso, sciroppo d’agave, sciroppo di riso in polvere, farina integrale di riso, cialda (amido di patate, olio di girasole). 

Ovviamente la barretta al cocco SA di cocco, ma proprio tanto, talmente tanto che sembra di mangiare mezza noce di cocco pressata insieme con un po’ di zucchero e se non avessi un po’ di self control, ne avrei mangiate 10 di seguito. Inutile dire che sia una barretta buona, per niente pesante e che dura troppo poco. Non so dire il livello di energia che mi a regalato, ma sicuramente come kilocalorie ci siamo: per 100 grammi ce ne sono ben 546 (qui la tabella completa). Diciamo che se l’avessi mangiata prima di andare a correre, probabilmente avrei avuto un sostanzioso aiuto a battere tutti i miei record personali.

La barretta al cocco di Rapunzel è un ottimo snack di cui fare scorta e da tenere lì in caso di bisogno. Ovviamente (come tutti i prodotti al cocco) crea dipendenza immediata!
Grazie a Rapunzel per aver pensato ad una barretta così buona, completamente biologica, senza glutine, senza frumento e senza soia, che può essere consumata praticamente da chiunque, alla faccia delle brutte intolleranze e allergie.

Il segreto del Tofu dorato perfetto.

Eccoci, ci siamo, l’ho detto: perfetto. Sì, ho usato questa parola gigantesca (che in cucina non si dovrebbe mai neanche pensare) perché il metodo di cottura di cui sto per parlare, vi regalerà un tofu semplicemente perfetto. P E R F E T T O.

Perfetto da mettere nelle vostre buddha bowl (che qui da me si chiamano semplicemente insalatone), nelle zuppe, da tagliare a pezzetti e saltare subito dopo con le verdure, o da condire e infilare in mezzo a due fette di pane. Un paninazzy al tofu, ma ci pensate?

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Foto fatta al volo.

Sono al settimo cielo, uno dei problemi che ho sempre avuto con il tofu era quello di non riuscire a renderlo abbastanza croccante, poi mi sono decisa a leggere ricette su ricette, consigli su consigli e finalmente ho trovato quello che mi convinceva di più: per avere un tofu perfettamente croccante basta togliergli gran parte dell’acqua che contiene. Come? Semplicemente mettendolo a scolare con avvolto con della carta da cucina, un panno da cucina e con sopra dei pesi che lo schiaccino. Dopo almeno 30 minuti, il tofu sarà più umido che bagnato e potrete tagliarlo a fette o a pezzi e metterlo a cuocere. Semplice no?

Per il procedimento miracoloso vi serviranno:
– 1 panetto di tofu compatto;
– Olio vegetale (io ho usato quello di cocco)

Prendete il tofu, avvolgetelo con della carta da cucina e poi con un panno da cucina pulito. Mettetegli sopra un tagliere e sopra al tagliere dei pesi (ho usato dei libri), abbastanza da creare una discreta pressione. Aspettate almeno 30 minuti e nel frattempo pulite casa, fatevi una doccia, fate qualunque cosa ma non pensate al tofu.
Liberate il tofu (che nel frattempo avrà perso molta acqua e sarà umidiccio ma non più bagnato) e tagliatelo a fettine dello spessore che preferite.
Ricoprite il fondo di una padella con l’olio e mettete sul fuoco medio. Mettete il tofu a cuocere quando l’olio si sarà scaldato e abbassate la fiamma. A questo punto arriva la parte migliore: aprite il link di youtube che troverete qui sotto e usatelo quello per contare i minuti di cottura per il tofu. Non sto scherzando, la canzone dura 4 minuti e quello è il tempo di cottura per ogni lato. Vi sfido a non ballare come pazzi mentre il tofu imbiondisce delicatamente su entrambi i lati.


Come potete vedere dalle foto ho provato due cotture: quella più chiara è quella con il tempo giusto e il risultato migliore, mentre quella più scura ha qualche minuto in più ma anche se è più bella non la consiglio perché il tofu ha preso un un saporaccio amaro terribile.
Ricapitoliamo: prendete il panetto, pressate fuori l’acqua, tagliate a fettine, mettete nell’olio caldo, schiacciate play, ballate come se non ci fosse un domani per 8 minuti in tutto e il tofu sarà perfettamente dorato e croccante. Provare per credere!

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Recensione: Veg-ragù di soja alla bolognese by Biolab

Quando ho proprio voglia di pasta ma la pigrizia mi non mi fa inventare nessun sugo, mi rivolgo a quelli già pronti, ed è per questo che la recensione di oggi parla proprio del Veg-ragù di soja alla bolognese di Biolab.

Biolab è una azienda nata nel 1991 con l’obiettivo di promuovere il consumo di prodotti di origine vegetale: la sua offerta di pietanze già pronte spazia moltissimo fra quelle vegane (con burger a base di seitan, di tofu, di miglio, oppure spezzatini di soia ecc.) e anche fra quelle vegetariane.

 

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Foto presa dal sito ufficiale del ragù.

 

Gli ingredienti del Ragù di Soja alla bolognese sono: polpa di pomodoro, acqua, soja testurizzata idratata[acqua, soja], carote , sedano, olio extravergine di oliva, cipolla, aromi naturali, vino bianco, sale, basilico, amido di mais, zucchero di canna, estratto di lievito, aglio, addensante: gomma di xanthano, pepe, peperoncino.

Il ragù ha l’aspetto e l’odore proprio di quello “classico”, quindi lo sconsiglio a chi ha problemi con la carne o dei prodotti che la ricordano molto. Si prepara riscaldandolo per un paio di minuti in padella e poi è possibile condire subito la pasta.
Il sapore è abbastanza buono e si sente che è un prodotto vegetale e non fatto di carne; l’ho trovato molto salato per  i miei gusti, stemperandolo però con un pochino di salsa di pomodoro (ne basta pochissima) il sapore si addolcisce. Non usando la salsa di pomodoro il ragù è buono comunque, mi rendo conto che quella del “troppo salato/poco salato” sia una questione del tutto personale. Insieme alla soia ci sono anche diverse verdure che le fanno da “contorno”, ma sinceramente non sanno di molto, quindi nel complesso è un prodotto industriale che non ha troppe pretese.

Il ragù di soia lega benissimo con la pasta lunga, ed è un’ottima alternativa per chi ha poco tempo per cucinare, per chi si sta avvicinando ad una alimentazione vegetale e per chi ha voglia di provare prodotti nuovi e di buona qualità, magari da replicare cucinandoli da zero.

Riso basmati con tofu e mandorle.

Nell’ultimo mese mi è salita una scimmia incredibile per il riso basmati: lo mangerei a pranzo e a cena tutti i giorni, se potessi. Non riesco a controllarmi, ogni volta che mi chiedo cosa mangerò il riso basmati è la prima risposta che viene in mente. È così che è nata la ricetta che state per leggere: il riso basmati con il tofu e le mandorle è un piatto delicato e alla portata di tutti con pochi ingredienti in una combinazione che funziona senza se e senza ma.
La simil marinatura che regala un bel colore dorato è composta da della semplice salsa di soia e dalla pasta thai curry, un condimento speziato a base di zenzero e curry (più qualche altro ingrediente) che regala ai piatti in cui si mette un favoloso aroma fresco e stuzzicante.

Insomma, questo piatto di riso e tofu non solo si prepara in una manciata di minuti, ma è anche economico, gustoso, orientaleggiante e molto soddisfacente. Se ne avete la possibilità fate come me e godetevelo mangiando all’aperto: avrà un sapore ancora migliore ed entrerà di diritto nel vostro ricettario estivo.

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Ciao, sono il tuo amico cubettone di tofu.

Ingredienti per una persona:
– 100 grammi di tofu;
– 60 grammi di riso basmati;
– Un cucchiaio di olio di cocco;
– Una decina di mandorle;
– 1 cucchiaino di pasta thai curry;
– 3 cucchiaini di salsa di soia;
– Acqua q.b.;
– Sesamo nero (opzionale);
– Peperoncino (opzionale)

Mettete a cuocere il riso basmati secondo le indicazioni riportate sulla confezione.
Tagliate a cubetti il tofu, mettetelo a rosolare in una padella con l’olio di cocco caldo. Di tanto in tanto fatelo saltare per far imbiondire tutti i lati dei cubetti.
A parte, unite la salsa di soia e la pasta thai curry, mescolate fino a farlo sciogliere e aggiungete acqua per diluire. Non ne serve molta, direi 20 o 30 ml, a seconda di quanto è concentrata la salsa di soia che usato.
Fate saltare ancora i cubetti di tofu e poi con un cucchiaino versate la “marinatura” di salsa di soia usandone poco più di metà. Mescolate, versate in padella le mandorle intere,  aggiungete altra marinatura e continuate la cottura. A questo punto il tofu e le mandorle avranno preso un bel colore caramellato.
Scolate il riso basmati, mettetelo in padella con il tofu e versate la rimanente marinatura. Alzate il fuoco e mescolate per far amalgamare i sapori, infine servite con il sesamo e il peperoncino. Consiglio di accompagnare a questo piatto della verdura cruda.

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Ciao estate, ciao voglia di viaggiare con i finestrini abbassati, ciao buon umore che colpisce improvvisamente. In questo periodo stanno venendo alla luce tante canzoni particolarmente allegre e leggere, e fra queste la fa da padrona “Shine” di Ben Harper & The Innocent Criminals. 

Ben Harper ha fatto uscire da pochissimo il suo ultimo lavoro di studio “Call it what it is” – che ascolterò prestittimo – e questo pezzo è decisamente da sculettamento estivo.
Se vi serve un’infusione di buon umore e sorrisi, allora la melodia vi catturerà completamente.

 

Recensione: Crocchette con ceci bianchi e neri by Cucina Biologica – EcorNaturasì

Cucina Biologica è la nuova linea di gastronomia biologica del marchio EcorNaturaSì, che come nome risuona nella vita di tutti noi vegetariani-vegani-mangiatori alternativi, essendo l’azienda leader nella vendita di prodotti “altri” rispetto ai supermercati più comuni.
Durante il mio ultimo raid al NaturaSì ho deciso di avventurarmi nell’assaggio di un prodotto nuovissimo: le crocchette con ceci bianchi e neri. Non ho saputo resistere e appena ho letto la parola ceci ho infilato la scatola nel carrello senza pensarci due volte.

 

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Foto del packaging (un po’ disastrato) di mia proprietà.

 

Gli ingredienti delle crocchette con ceci bianchi e neri sono: patate, ceci (ceci bianchi, ceci neri, farina di ceci gialli), acqua, cipolla, semi di sesamo, olio di girasole, sale, aglio, rosmarino. 

La confezione contiene 6 crocchette che non sono molto grandi, ma per una persona bastano e avanzano. Si possono preparare in padella o al forno, ma io preferisco la preparazione in padella perché si forma quell’adorabile crosticina in superficie, mentre nel forno tendono ad asciugarsi un pochino troppo.
Il sapore è gradevole, la presenza dell’aglio si avverte appena e i ceci la fanno da padrone.  In una scala da 1 a 10 darei un bel 7 e 1/2: le crocchette sono senza glutine e hanno ingredienti (biologici) che tutti noi abbiamo in casa, quindi non si perdono in arzigogoli di strani alimenti provenienti da chissà dove. Se volessimo prepararle noi da zero non sarebbe difficile, ecco, e questo non si può di tanti alti prodotti vegani che sono in commercio.

La mia personalissima opinione è che in cucina il semplice vince, e queste crocchette di ceci bianchi e neri sono semplici, adatte a chi ha poco tempo per cucinare, non pretendono niente e regalano un secondo piatto ricco di proteine, fibre e che si lascia mangiare facilmente.
Complimenti a EcorNaturasì per aver scelto una “ricetta” così semplice e alla portata di tutti!

Recensione: Crema di mandorle Amandino by Damiano

Ho trovato l’amore vero. È una frase un po’ coraggiosa da dire, me ne rendo conto, ma è così. Ho trovato l’amore vero, quello che ti fa battere il cuore e ti fa sognare.
Finalmente, dopo anni di attesa e ricerca e fortuna e tanta sfortuna, la mia vita è completa. Addio solitudine, addio sofferenza! Io ora sono innamorata! Sì! Sono innamorata della crema di mandorle sgusciate Amandino dell’azienda Damiano!

No, non sono pazza, questa crema di mandorle è davvero l’amore assoluto.
Partiamo con qualche nota biografica sull’azienda Damiano: nella sezione del sito internet riguardante la storia, Damiano si descrive così “Fondata nel 1964 a Capo D’Orlando, in provincia di Messina, Damiano introduce la prima produzione biologica nel 1976 e si converte interamente al biologico nel 2000. Una decisione pionieristica per i tempi, che segna una vera e propria svolta per l’azienda di famiglia e pone le basi della sua futura espansione commerciale, forte di un continuo processo di ricerca e sviluppo che rimane ancora oggi uno dei maggiori punti di forza“. Tutta la passione per il bio e la qualità si riscontra nei loro prodotti e soprattutto nella loro missionAmore per l’ambiente e rispetto dei ritmi della natura, sostenibilità e trasparenza del business, onestà verso i consumatori, un servizio efficiente ed attento: valori nel cui rispetto produrre cibi biologici certificati, che soddisfino severi controlli di qualità e vengano offerti ad un prezzo equo. L’azienda ha adottato un sistema integrato di gestione mirato al monitoraggio del ciclo di produzione, per garantire la rintracciabilità di ogni singola fase del processo.” Una azienda trasparente, che ama la terra e i suoi frutti come se fossero figli è quello di cui abbiamo bisogno in Italia. 

 

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Foto presa da qui.

 

Gli ingredienti della Crema di mandorle sgusciate Amandino sono: 100% mandorle crude.

Un solo ingrediente (anche perché non ne servono altri) per una crema di mandorle morbida, rustica, vellutata, dal sapore inconfondibile.
Quando dico che ho trovato l’amore non sto scherzando: la crema Amandino crea una fortissisima dipendenza e regala una ventata di Sicilia ad ogni assaggio. Io la mangio così, al cucchiaio (ovviamente una volta ogni tanto), oppure con pane e marmellata, come se fosse burro, oppure ancora accompagnata con dei quadratini di cioccolato fondente.
Vi consiglio di provarla anche sopra i pancake, o per rendere più interessanti i vostri piatti di riso. A breve proverò a farci qualche salsina e ho già trovato delle ricette di tofu al burro di mandorle (!!!!!), ma fino ad allora non smetterò di godermela così al naturale, nella sua accezione più pura ed entusiasmante.

La crema di mandorle sgusciate Amandino è una prelibatezza per veri intenditori e per chi ama i sapori rustici. Le mandorle sono di qualità altissima, e con un prodotto così semplice non si può mentire poiché la qualità è tutto.
L’azienda Damiano presta fede al proprio motto “think organic” e il pensare biologico si riscontra in questo prodotto al quale darei un bel 10, se dovessi votarlo.